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Inter e i dubbi sull'attacco: Da Scamacca a Lukaku bis, tutte le piste di Marotta

Equilibrio finanziario e competitività sportiva sono due espressione che nel vocabolario personale di Beppe Marotta trovano spazio l’una vicina all’altra. Perché è questo il diktat che l’amministratore delegato dell’Inter ha ricevuto dalla proprietà e ha trasmesso ai suoi fidati collaborati per impostare la prossima campagna acquisti della formazione nerazzurra. Indipendentemente da come si concluderà la stagione – la conquista del secondo scudetto consecutivo arricchirebbe comunque la bacheca e consoliderebbe lo status sportivo del club a livello nazionale – sarà necessario intervenire nuovamente per dare una sforbiciata al monte ingaggi e il saldo tra entrate ed uscite dovrà essere significativamente in attivo per alleggerire il più possibile le perdite del prossimo bilancio, dopo il pesantissimo -245 dell’estate passata. Questo non significa che l’Inter non lavorerà per provare a migliorare l’attuale organico e tra le caselle da riempire c’è quella relativa al centravanti “di scorta”.

DIETRO LAUTARO IL VUOTO – I numeri parlano chiaro: dietro i 19 gol in campionato di Lautaro Martinez (il cui futuro è peraltro un grande punto di domanda) si celano tutte le difficoltà di un reparto offensivo nel quale la spalla ideale del nazionale argentino non è ancora stata individuata a tutti gli effetti. I 13 centri di Edin Dzeko rappresentano un bottino importante ma rivelano solo una parte della verità: il bosniaco ha realizzato una sola rete nelle ultime nove giornate e a livello di brillantezza atletica non sta attraversando il suo momento migliore. Senza dimenticare che la carta d’identità non offre troppa prospettiva in chiave futura. Tanto che Simone Inzaghi lo ha costantemente alternato nelle ultime settimane a Correa, la vera nota negativa della stagione, coi suoi appena 4 gol realizzati da agosto ad oggi e a fronte dei 31 milioni di euro che l’Inter verserà a breve per esercitare il riscatto obbligatorio dalla Lazio. C’è infine un Alexis Sanchez che si è fermato a 5 e che non ha mai trovato il feeling necessario con l’allenatore per esprimersi con continuità, alimentando così i rumors che lo vogliono tra i sacrificati illustri per riequilibrare i conti del club. Strategie necessarie, che metteranno Marotta e il ds Ausilio nelle condizioni di individuare verosimilmente almeno due giocatori per completare il reparto.

SERVONO DUE COLPI – Una punta di complemento – in tal senso i dirigenti nerazzurri dovranno sciogliere il nodo su chi sacrificare tra Pinamonti e Satriano per fare cassa – e poi un profilo giovane ma già pronto, a patto che arrivi a cifre ragionevoli. Per questo motivo la richiesta tra i 35 e i 40 milioni di euro del Sassuolo per Gianluca Scamacca viene considerata fuori mercato, alla pari dei 35 per il gioiello del Reims Hugo Ekitike. Sul fronte Lukaku, che nel corso della sua tribolata stagione al Chelsea non ha mai interrotto i rapporti con l’Inter, si è espresso in maniera chiara il suo agente Federico Pastorello, rimandando ogni tipo di discorso alle valutazioni che verranno fatte dalla nuova proprietà della società londinese. Il belga è stato pagato molto ma rappresenta al contempo un problema dal punto di vista tecnico e degli equilibri di spogliatoio per Tuchel, che non ha mai dato la sensazione di credere troppo nelle sue qualità. Alla luce degli attuali parametri economici, Marotta aprirebbe ad un Lukaku-bis solo a condizioni particolarmente favorevoli: in prestito e con un contributo importante dei Blues per il pagamento di un ingaggio che tocca i 12 milioni di euro netti e per il quale l’Inter non potrebbe beneficiare del Decreto Crescita. 

Occasioni e valutazioni, che vanno di pari passo con l’equilibrio finanziario e la competitività sportiva: il vocabolario di Marotta per il mercato estivo prende forma, di pari passo con le necessità.


Fonte: http://www.gazzetta.it/rss/calciomercato.xml


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