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Napoleoni: “Roma, ti racconto il Basaksehir”

“Ogni soluzione genera nuovi problemi”, ma in questo caso sarebbe più giusto parlare di rimpianti.
Il corollario numero 7 della Legge di Murphy sembra scritto da Stefano Napoleoni, 33 anni, romano del Tufello, attualmente al Göztepe. Lui una soluzione l’aveva trovata, voltare pagina per tornare a giocare con più continuità: “Dopo tre stagioni al Basaksehir, era arrivato il momento di cambiare, certo però se ripenso a quel sorteggio di Europa League…”.

Già, perché il giorno prima del verdetto di Nyon, Stefano lo aveva detto e scritto a tutti i suoi amici: “Guardate se la Roma non capita proprio con la mia ex squadra…”. Detto fatto, Roma-Basaksehir e addirittura nella partita d’esordio. “Il giorno del sorteggio ancora non avevo firmato il nuovo contratto con il Göztepe, ma ormai eravamo d’accordo su tutto e non potevo certo tornare indietro, ma giuro ho ricevuto messaggi da mezza Roma”.

Quella Roma che da giovanissimo volle provarlo, merito come al solito di Bruno Conti che si accordò con lo storico presidente del Tor di Quinto Testa per portare Stefano a Trigoria. Alberto De Rossi, già allora allenatore della primavera giallorossa, aveva fin dall’inizio dato il suo assenso ma…

“Ma, in una di queste amichevoli di prova ho subìto una brutta entrata alla caviglia che mi ha messo fuori uso per due mesi, io ancora non avevo firmato nulla e capii che il treno era passato”.

A un passo dal sogno come si reagisce?

“Con il coraggio. A 19 anni accettai la proposta di Zibi Boniek che mi convinse ad andare a Łódź, in Polonia. Passai nel giro di pochissimo dalla juniores del Tor di Quinto alla Massima serie polacca”

Da solo, a 19 anni, in Polonia?

“All’inizio è stata dura, ero il più piccolo in squadra e poi anche straniero e di botte ne prendevo tante, i parastinchi volavano; ho impiegato un po’ per farmi apprezzare, ma poi tutti hanno imparato a volermi bene”.

È stato il primo italiano a giocare e segnare nella Ekstraklasa, la serie A polacca. Il secondo, arrivato al Widzedz Lodz l’anno dopo, fu Dayo Oshadogan:

“Ancora oggi mio amico fraterno”

Dalla Polonia alla Grecia, per la parte più significativa della sua carriera da calciatore:

“Anche se quattro anni al Levadeiakos sono stati davvero troppi…”

In che senso?

“Dopo la seconda stagione, con 26 presenze e 7 gol nella Souper Ligka Ellada, sia Olympiacos che Paok di Salonicco erano pronte a prendermi, ma purtroppo il presidente del Levadeiakos ha preteso che io rispettassi il mio quadriennale fino all’ultimo giorno”

Anche dall’Italia c’era stato un sondaggio?

“Sì da parte di Beppe Iachini per portarmi a Siena, ma niente da fare”

A gennaio 2013 finalmente il passaggio all’Atromītos, che diventerà la maglia più vestita e quella più prolifica nella carriera di Stefano Napoleoni con 115 presenze e 35 gol:

“Un’esperienza magnifica arricchita dalla possibilità di giocare i preliminari di Europa League”

Mai però sei andato così vicino alla vittoria come qualche mese fa con il Basaksehir

“Incredibile, eravamo primi a +8 a un mese e mezzo dalla fine del campionato, un suicido”

26 presenze nell’ultima Süper Lig turca, è vero non proprio tutte da titolare, ma l’ultimo dei 3 gol segnati lo hai realizzato nel derby vinto in casa con il Fenerbache. Allora perché te ne sei andato?

“Il club, anche dopo la delusione del secondo posto, ha voluto cambiare molto e io ero d’accordo. In più Abdullah Avci, l’allenatore che mi aveva voluto, è andato al Beşiktaş”

La Roma che avversario troverà?

“Una squadra diversa, con un nuovo allenatore, con appena 4 punti nelle prime 4 giornate di campionato”

Napoleoni per chi fa il tifo? Per la Roma o per i suoi vecchi compagni?

“Ah, una domanda facile. È normale che auguro ai miei ex compagni di fare bella figura, ma nelle altre quattro partite del girone”

Non c’è nemmeno più Emre Belözoglu, tornato dopo 5 anni al Fenerbache

“A 39 anni con noi faceva ancora la differenza, uno di un’altra categoria, meglio per la Roma non trovarselo contro”

Anche a Roma c’è chi ha giocato addirittura oltre i 39 anni

“Totti? Beh sì il mio idolo, ancora ricordo lo stadio quel 17 giugno del 2001, con mio padre e i miei amici, il giorno dello Scudetto, la vittoria col Parma, avevo 15 anni, anche se prima di lui il mio eroe era un altro”

Chi?

“Roberto Baggio, da bambino avevo il codino come lui e provavo a pettinarmi come lui”

Ti piace la nuova Roma di Fonseca?

“Ci vuole pazienza e il tifoso ora ne ha di meno, negli ultimi tempi la Roma ha vissuto una specie di rivoluzione, gli addii di Totti e De Rossi”

I nuovi arrivi?

“Il mercato estivo mi è piaciuto molto, e se la Roma gioca da Roma non avrà grossi problemi contro il Basaksehir”


Fonte: http://sport.sky.it/rss/sport_calcio_europa-league.xml


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