consigliato per te

  • in

    Torino: Pellegri vuole bruciare i tempi

    TORINO – Cinque giocatori del Toro sono al Mondiale (il croato Vlasic, i serbi Milinkovic-Savic, Lukic e Radonjic e lo svizzero Rodriguez), tutti gli altri stanno godendosi i giorni di vacanza concessi da Juric (anche se da ieri tutti hanno iniziato un lavoro atletico personalizzato da svolgere in smart working). Tutti tranne Pietro Pellegri. L’attaccante, che ha riportato un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia a Bologna – dopo appena due secondi di gioco -, era stato costretto a saltare la successiva partita con la Sampdoria e, pochi giorni più tardi, si era accomodato in panchina contro la Roma all’Olimpico ma non era stato utilizzato dal tecnico. Infortunio, tra l’altro, capitato in un momento ottimo, perché Pellegri era andato a segno contro il Cittadella in Coppa Italia e a Udine in campionato (con un tiro di potenza e precisione degno di Pulici) ed era poi stato protagonista di una convincente prestazione nella vittoria con il Milan. Adesso ha fretta di accelerare, per farsi trovare pronto quando la squadra andrà in ritiro a Murcia e soprattutto quando ci sarà la ripresa del campionato.Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Praet al Torino? Il Leicester deve decidere il prezzo

    TORINO – Dennis Praet ha perso i Mondiali, per colpa del Leicester. Di Brendan Rodgers, in particolare. L’allenatore della squadra inglese non ha mai considerato l’ex granata come un vero rinforzo, una volta che Dennis era rientrato Oltremanica per fine prestito al Toro. E durante questi primi mesi di campionato lo ha utilizzato a dir poco col contagocce. Sette presenze in campionato (ma, di queste, solo 2 da titolare), per un totale di 263 minuti. Più un altro paio di gettoni in Efl Cup, condite da un assist-gol firmato da Praet. Le qualità del belga si conoscono bene. Ma Rodgers non le ha mai abbastanza riconosciute, e così ha confinato Praet in panchina, quasi costantemente. In questa maniera il ragazzo, ormai 28enne, ha finito per perdere anche i Mondiali, la convocazione in quella Nazionale belga di cui invece era stato un punto di riferimento per un paio di anni, fino allo scorso giugno.Sullo stesso argomentoTorino, grana Lukic, Adopo e Ilkhan: tutti già in bilico per gennaioTorino

    Praet-Torino, la situazione

    Le richieste esagerate del Leicester a fine agosto avevano nei fatti gambizzato le speranze di Juric, che ne aveva chiesto il ritorno. E Praet sarebbe stato felice di rientrare a Torino, dove aveva sempre giocato con continuità, a parte quando aveva dovuto alzare temporaneamente bandiera bianca per alcuni problemi fisici. A gennaio il Torino sarebbe anche disposto a riportarlo a casa. Non siamo più ai tempi di un diritto di riscatto da 15 milioni. La situazione di Praet, ai margini nel Leicester, e il contratto in scadenza già nel 2024 senza nessuna possibilità di rinnovo possono far crollare il prezzo. Ma di quanto? Sotto i 5 milioni? E’ quanto si augura Juric, in attesa di novità da Dennis. 
    Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Torino, occhi sul Pobega della Serie B. Nuova pista in mediana: Touré del Pisa

    TORINO – Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane su Zito Luvumbo, ala destra, trequartista, jolly offensivo del Cagliari, angolano di 20 anni, dal pianeta della Serie B spunta un’altra pista di mercato per il Torino. E in questo caso ci si sposta di reparto, saltando su un altro profilo di qualità e dalle indubbie potenzialità. Dal pacchetto di giocatori con vocazioni tipicamente offensive passiamo alla mediana: occhi puntati su Idrissa Touré, brillante “tuttocampista” del Pisa. Gli scout granata lo hanno seguito ripetutamente in questi primi mesi di campionato con addosso i colori nerazzurri: il 24enne, ovviamente ben noto da parecchio tempo a Vagnati data la progressiva crescita di Touré in questi anni in Italia, è finito nel novero dei mediani da tenere d’occhio non solo per la prossima estate, ma anche già per il mercato di gennaio. L’esplosione del ragazzo in B e il rapporto qualità/ prezzo rappresentano d’altra parte due assist per tanti ds italiani (e non solo italiani).

    Il Torino è chiamato a catalogare i possibili obiettivi di mercato innanzi tutto in due fasce, ruolo per ruolo: i giocatori già ampiamente pronti per affrontare da protagonisti il campionato di Serie A, con valori e prezzi medio-alti per le casse granata (profili alla Dennis Praet, tanto per intenderci, di cui si è tornati a discorrere nei giorni scorsi innanzi tutto come rinforzo per la trequarti), e altri calciatori dalle diverse caratteristiche, diciamo minori per età ed esperienza, naturalmente anche molto meno cari. A far da spartiacque, al momento delle decisioni a gennaio, saranno le necessità oggettive del Torino, le indicazioni di Juric, l’ampiezza del budget a disposizione di Vagnati e la concretezza delle varie piste di mercato, relativamente alle possibilità di andare a dama nelle trattative. Per cui sarebbe una sciocchezza mettere tutti sullo stesso piano, oggi come oggi: Praet (ai margini nel Leicester) o il centravanti Nzola dello Spezia (in scadenza di contratto già nel 2023, tanto per fare un altro nome di attualità) e giovani in rampa di lancio per la A come il jolly offensivo del Cagliari e il “tuttocampista” del Pisa. Si vedrà: i destini in bilico di ben 3 centrocampisti pur dal diverso identikit (Lukic, il giovane Adopo e il giovanissimo Ilkhan) obbligano il Torino a monitorare sia obiettivi di prima fascia sia giovani di qualità, emergenti. Giovani già con una certa esperienza. Meglio, poi, se in azione in Italia, per ovvi motivi legati a una ben maggiore facilità di inserimento. E a quest’ultima sfera appartiene Idrissa Touré, 24enne centrocampista centrale tedesco, pur se di origini guineane. In questa stagione è letteralmente esploso nel Pisa: «Con D’Angelo in panchina stiamo giocando sempre meglio, abbiamo una buona posizione in classifica (il Pisa è 11° ndr) e con il tecnico l’atmosfera nello spogliatoio è più che buona. Io stesso ho trovato nuovi stimoli grazie a lui», diceva Idrissa poco tempo fa.

    Il ragazzo è una colonna portante della squadra toscana, dall’efficacia determinante sia per la costruzione del gioco (fraseggi e inserimenti anche potenti), sia per la fase di contenimento (grinta, anticipo, tackle e rincorse): 12 presenze di cui 9 da titolare e 2 gol. Touré è un centrocampista dalle buone qualità tecniche, di personalità, in crescita nel rendimento e dotato di gran fisico: è alto un metro e 88, anche questa una delle caratteristiche chieste da Juric per valutare rinforzi in mediana. Non a caso Idrissa si sta appiccicando addosso un gran bel paragone: molti talent scout già lo chiamano “il Pobega della B”, in considerazione della sua maturità e delle qualità atletiche, che si aggiungono a quelle tecniche. Dopo essere cresciuto nello Schalke e poi nel Werder Brema, in Italia era approdato nel 2018 a parametro zero, preso dalla Juventus per la propria Under 23 dopo una lotta di mercato con l’Inter e la Roma: e questo la diceva lunga già all’epoca quanto alle qualità di Idrissa, a 20 anni. In bianconero ha poi disputato due belle stagioni in C, con Zironelli e poi con Pecchia in panchina: 36 presenze stagionali (Coppa Italia compresa) nel primo anno con 2 gol, quindi 34 gettoni e altre 2 reti. Poi il prestito al Vitesse (20 presenze e un gol nel massimo campionato olandese), infine la cessione per un milione e mezzo al Pisa, vittorioso su Verona, Bologna, Parma e altri club che si erano interessati a Idrissa, per il quale la Juventus non poteva programmare un inserimento in prima squadra. Ora l’impetuoso decollo in Toscana, con alcune squadre di A che stanno già annusando il suo profilo: ancora il Bologna, poi il Sassuolo e appunto il Torino, si scopre da fonti vicine ai nerazzurri. Il suo prezzo oscilla realisticamente tra 2,5 e 3 milioni: una cifra abbordabile, che può tradursi in un vero affare in un futuro nemmeno troppo lontano. Il fatto che Vagnati e i suoi collaboratori seguano giovani emergenti così di qualità è una buona notizia, che conferma una strategia degli ultimi 2 anni: il lancio in prima squadra di ragazzi di talento, non troppo costosi, affamati e dalle belle potenzialità. E Touré va catalogato, idealmente, in questo solco. LEGGI TUTTO

  • in

    Torino, Rodriguez pronto per un Mondiale a tinte granata

    TORINO – Era stato marchiato a fuoco troppo frettolosamente. Perché la prima stagione di Ricardo Rodriguez con la maglia del Toro non ha certo fatto brillare gli occhi a società e tifosi, anzi. Nella gestione Giampaolo, che lo aveva voluto fortemente in granata, è stato uno dei primi ad affondare: emblema supremo di un progetto naufragato molto in fretta. Nemmeno l’approdo di Davide Nicola, che a fine campionato ha comunque condotto il Toro alla permanenza in Serie A, è riuscito a cambiare il destino del laterale sinistro svizzero. Al momento della firma di Ivan Juric, a maggio 2021, Rodriguez era un giocatore sopportato: ingaggio pesante, età non più verde, contratto lungo e rendimento rivedibile sul campo. C’erano tutti gli ingredienti per una cessione. Si era fatto vivo il Bordeaux di Vladimir Petkovic, suo ex ct nella nazionale svizzera, ma l’interesse è morto sul nascere. E Juric ha benedetto quel momento. Perché ha potuto constatare da vicino le potenzialità di un ragazzo che al Toro aveva ancora tutto da dare. In effetti è andata proprio così, sin da subito. Poco tempo fa il tecnico croato ha parlato così del primo incontro con Rodriguez: «È un professionista diverso, ha una preparazione tutta sua per le partite, la testa è sempre rivolta alla gara. Mi ha conquistato dal primo ritiro, quando doveva andare via. È un tipo silenzioso, non parla molto, ma la sua parola vale e gli altri lo ascoltano». Un vero e proprio colpo di fulmine.Sullo stesso argomentoTorino, grana Lukic, Adopo e Ilkhan: tutti già in bilico per gennaioTorino

    La nuova vita di Rodriguez, che dopodomani esordisce al Mondiale in Qatar affrontando il Camerun, è iniziata proprio con Juric. Il tecnico ha impiegato pochissimo a trovargli una collocazione: braccetto di sinistra della difesa a tre. Così l’anno scorso, in una posizione di fatto nuova per lui, ha disputato una stagione eccezionale. Ben oltre le aspettative, sebbene già ai tempi il tecnico si fosse stupito della scarsa considerazione di cui godeva l’ex Milan: «Dicevano fosse scarso, invece da anni è un punto fermo della nazionale svizzera e qui sta dimostrando di essere davvero forte». Titolare nello scorso campionato, mentre in questo torneo quando scende in campo indossa lui la fascia di capitano. Da quando è stato destituito Sasa Lukic, che Rodriguez ritroverà di fronte nel girone eliminatorio in Qatar, è toccato a lui. Scelto da Juric e approvato dallo spogliatoio. La sua autorevolezza fa bene a tutto il gruppo: non alza la voce, ma dispensa consigli e indicazioni. Non è istrionico, ma si fa vedere lo stretto necessario. Sa essere un leader calmo, che però tutti seguono. Anche con la Svizzera è così, ormai da tantissimi anni. Rodriguez ora vuole trascinare il suo popolo agli ottavi di finale del Mondiale: è il primo step da compiere, anche perché il raggruppamento è particolarmente insidioso. Oltre a Serbia e Camerun, infatti, c’è lo spauracchio Brasile. Contro i verdeoro ritroverà Gleison Bremer, a cui Ricardo ha insegnato tanto, soprattutto in fase di impostazione. In Qatar i pronostici dicono che sia più facile che l’allievo superi il maestro, ma mai dire mai. Rodriguez ha ancora nuove vite da scoprire.

    Sullo stesso argomentoJuric vuole Nzola: è in scadenza e piace al TorinoCalciomercato TorinoIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Torino, grana Lukic, Adopo e Ilkhan: tutti già in bilico per gennaio

    TORINO-  A centrocampo ci sarà da ballare, a gennaio, viste le partite già formalmente aperte sin d’ora. Il tutto, ricordando che più volte in questi mesi Juric aveva sottolineato il buco aperto dalla partenza di Pobega, rientrato al Milan, e di Mandragora, preso dalla Fiorentina. Questione di qualità tecniche, personalità e anche fisico. Il tecnico croato in diverse circostanze ha infatti lamentato anche l’assenza di questa specifica caratteristica a centrocampo: l’assenza di fisicità e di altezza, statura. Quel vigore che era tipico di Pobega nella scorsa stagione, da “tuttocampista” brillante anche nel gioco aereo (in entrambe le fasi di gioco) e di grande prestanza atletica. Ciò, nei pensieri di Juric, pur elogiando Ricci per i notevoli progressi compiuti da gennaio in granata, Lukic per il positivo rientro in squadra dopo l’ammutinamento di agosto e Linetty, per l’abnegazione e la crescita dopo un anno vissuto sostanzialmente senza prospettive. Il tutto, con al seguito due giovani rimasti più o meno ai margini, finora: il francese Adopo, 22 anni, rientrato dal prestito alla Viterbese, e Ilkhan, 18enne talento turco preso per 4,5 milioni dal Besiktas.

    Un rinforzo per il centrocampo

    Juric ha chiesto a Vagnati un rinforzo a centrocampo, un nuovo “tuttocampista” di personalità, qualità e dal fisico da corazziere, proprio per porre rimedio pure a quei limiti di cui si discorreva nelle righe precedenti e che rimarcava Ivan ancora pochi giorni fa, dopo il pareggio beffa di Roma. Il tecnico croato vorrebbe dunque un centrocampista di gran sostanza in più in mediana, ma il reparto, in ogni caso, non finirà in prima fila sul mercato di gennaio solo per questa ragione. Di Lukic si è scritto molto, in queste ultime settimane: stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto in scadenza già nel 2024, nessun accordo sulla clausola rescissoria chiesta dal serbo, tensione crescente, indiscrezioni su un cambio di procuratore per poter aver più chance sul mercato internazionale…

    Lukic pensa all’addio

    Ora Lukic è ai Mondiali e già pensa all’addio: «Raggiungerò le grandi ambizioni che ho, dopo il Qatar o in estate». Stando così le cose, venderlo a gennaio, a maggior ragione se Sasa disputasse un buon Mondiale con la Serbia, sarebbe strategicamente la mossa migliore per il Torino, guardando ai bilanci e ricordando il caso Belotti (man mano che la scadenza si avvicina, il prezzo scende: le leggi del mercato sono queste). Il giovanissimo Ilkhan, poi, avrebbe bisogno di giocare con continuità per crescere nella realtà italiana: solo 4 presenze per un totale di 85 minuti in campionato, con appena un ingresso all’89’ da metà settembre in poi. Adopo, invece, ha trovato un po’ più di spazio e suscitato maggiori elogi pubblici da parte di Juric: il mediano francese 22enne, impiegato con successo durante il ritiro estivo anche da difensore centrale, ha raggiunto i 103 minuti giocati, pure lui in 4 comparsate. Anche Adopo meriterebbe un prestito formativo per la sua crescita. Ma ha il contratto in scadenza già nel 2023 e per ora le trattative legate al suo rinnovo si sono arenate. Cosa si svilupperà per lui a gennaio è un film ancora da scrivere.
    Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Torino: Rodriguez pronto al debutto mondiale

    TORINO – Uno dei cinque granata impegnati nel Mondiale è Ricardo Rodriguez, l’esterno sinistro che nella passata stagione è rinato dopo le esperienze poco gratificanti al Milan e al Psv Eindhoven. Rodriguez è titolare nella Svizzera, dove da poco ha festeggiato il traguardo delle cento presenze: il suo debutto nel torneo in Qatar è previsto per giovedì alle 11, quando i rossocrociati affronteranno il Camerun nella partita inaugurale del gruppo G, dove sono inseriti anche il Brasile e la Serbia, che si affronteranno in serata. Nella Serbia ci sono altri tre giocatori del Toro (Milinkovic-Savic, Lukic e Radonjic): la sfida con il compagno di squadra è in programma nell’ultima giornata della prima fase, venerdì 2 dicembre, alle 20. Per Rodriguez è un traguardo importantissimo, questo Mondiale. Anche nella prima stagione in granata, infatti, aveva trovato poco spazio e non aveva convinto particolarmente. Con Juric la rinascita: titolare inamovibile e una prestazione eccellente dopo l’altra, fino a meritare all’inizio del campionato la fascia di capitano dopo l’ammutinamento di Lukic alla vigilia della trasferta di Monza.Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Torino, quattro test per ripartire forte

    Il Toro si riposa. Ovviamente non i giocatori che saranno protagonisti al Mondiale in Qatar, ma il resto della squadra sì. La prima parte di stagione è andata in archivio col buonissimo pareggio di Roma: con la beffa finale firmata Matic, ma con un’ottima prestazione, che lascia grande ottimismo in vista del futuro. Dopo la sfida dell’Olimpico è scattato un periodo di pausa, con la ripresa degli allenamenti già fissata per lunedì 28 novembre al Filadelfia. Si lavorerà sulla parte atletica, con un richiamo del la preparazione fisica che servirà per mettere nuovamente benzina nelle gambe. Ivan Juric vuole una squadra brillante in vista del primo match del 2023 contro il Verona, battesimo del nuovo anno granata. Dopo la prima tranche al Filadelfia, il Toro avrà modo di svolgere un vero e proprio ritiro a Murcia dal 7 al 18 dicembre: località che, dal punto di vista climatico, è perfetta per preparare al meglio la seconda parte di campionato. In Spagna non mancheranno amichevoli di prestigio, che permetteranno al Toro di confrontarsi con avversari di spessore, in linea con quelli che troveranno quando riprenderà la stagione.

    Le avversarie

    Espanyol e Almeria saranno le prime compagini che verranno affrontate dai granata. Sono saltati, infatti, gli incroci contro Lille e Valladolid inizialmente ipotizzati dal club. Il 10 dicembre alla Pinatar Arena Football ci sarà l’Espanyol, mentre il 16 è in programma il test contro l’Almeria. Due formazioni di Liga che consentiranno a Juric di capire lo stato di avanzamento dei lavori. Anche al ritorno sotto la Mole, tuttavia, verranno disputate due amichevoli: il 23 dicembre quella a Torino contro la Cremonese, mentre il 28 c’è il Monza a Monzello, il nuovissimo centro sportivo della società brianzola. Da segnalare che i giocatori di rientro dai mondiali avranno una settimana di permesso per riposare dal momento in cui la loro Nazionale sarà eliminata.

    Fase di pianificazione

    Il calendario non è ancora ufficiale: mancano solo alcuni dettagli prima di blindare le date con le relative partite. In questi giorni lo staff tecnico di Juric sta elaborando il programma delle sedute. La sosta lunga è un’anomalia, per cui occorre una pianificazione minuziosa di ogni attività. Per evitare di correre il rischio di arrivare impreparati al ritorno alle gare ufficiali. Il calendario, almeno all’inizio, sorride al Toro: subito il Verona, poi la Salernitana, passando per gli ottavi di Coppa Italia contro il Milan, fino ad arrivare al duello casalingo contro lo Spezia. Occorreranno subito punti preziosi: solo con un filotto positivo in avvio si può sperare in un girone di ritorno da protagonisti.

    Guarda la galleryRicci signore della mediana, Miranchuk accende e difende: le pagelle di Roma-TorinoIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO