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    Roma, Karsdorp resta: Mourinho adesso vuole recuperarlo

    ROMA – Zaniolo è fuori, chissà fino a quando. Ma Mourinho conta di recuperare l’altro giocatore epurato, Rick Karsdorp. Dopo che Tiago Pinto ha constatato l’impossibilità di trovare un’offerta che suggerisse la cessione a titolo definitivo, la Roma proverà a rilanciarlo. Con il placet dell’allenatore che, prima del duro sfogo di Reggio Emilia, considerava Karsdorp uno dei titolari insostituibili.
    Buon senso
    Ora però tocca al giocatore, che non è mai stato convocato dopo la lite che risale al novembre scorso. Per tornare a disposizione della Roma, dovrà probabilmente chiedere scusa per alcuni atteggiamenti sbagliati del passato. In questo momento Karsdorp deve curare un leggero infortunio ma presto rientrerà a tutti gli effetti nel gruppo.  LEGGI TUTTO

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    La sorella di Zaniolo posta i commenti scioccanti ricevuti sul suo profilo Instagram

    ROMA – La famiglia di Nicolò Zaniolo fa quadrato attorno al trequartista, pesantemente contestato nelle ultime ore dai tifosi della Roma per la sua decisione di lasciare il club giallorosso già in questa finestra invernale di mercato, a un anno e mezzo dalla scadenza del suo contratto con il club di Trigoria.
    La mamma di Zaniolo sbotta sui social
    Insulti pesanti
    Dopo la mamma Francesca Costa, che dopo il match perso dalla squadra di Mourinho a Napoli ha preso la parola su Instagram, è stata infatti la volta di Benedetta Zaniolo, sorella 18enne di Nicolò che ha postato in una storia Instagram alcuni degli insulti pesantissimi (persino minacce di morte) rivolti nelle ultime ore a Zaniolo e alla sua famiglia: “Non servono parole… solo tanta pena per voi” sono le parole con cui Benedetta risponde agli haters. LEGGI TUTTO

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    Il Chelsea torna alla carica per Enzo Fernandez: il Benfica attende

    533 milioni spesi fino ad oggi, altri 120 per strappare con la forza Enzo Fernandez al Benfica, dopo che un primo assalto da 127 in più esercizi è stato respinto dai portoghesi: a quanto pare il Chelsea vuole a tutti i costi il miglior giovane dei Mondiali in Qatar, e sta pensando di versare l’astronomica cifra di 120 milioni di euro tutti in una volta nelle casse del presidente Rui Costa.ZONA GRIGIA – Il conto è pronto a salite a 653 milioni in due sessioni di mercato, e non c’è nulla che la FIFA possa fare: i contratti lunghi che la Federazione inglese permette ai suoi club non sono espressamente vietati dal massimo organo calcistico, che presto correrà ai ripari, ma non potrà mai farlo in maniera retroattiva.  LEGGI TUTTO

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    Doekhi e il favoloso viaggio dell’Union Berlino

    “Die Reise geht weiter”, il viaggio continua, come ha scritto un tifoso su un cartello allo stadio Alte Försterei. L’Union Berlino può contare su una rosa che vale a livello complessivo intorno ai 120 milioni, quanto Jamal Musiala, diciannove anni, nove gol e sette assist in Bundesliga, nuovo gioiello del Bayern e della Germania. Eppure, nonostante le distanze economiche e storiche, la squadra allenata dallo svizzero Urs Fischer ha conquistato trentasei punti in diciotto giornate, uno in meno del Bayern, che ha vinto gli ultimi dieci campionati.
    IL DERBY – Secondo posto, complimenti, tre vittorie consecutive in Bundesliga, compresa quella di sabato nel derby con l’Hertha. Una maratona bella e appassionante, anche se nessuno all’Union Berlino (fino al 2019 nella Zweite Liga, la serie B tedesca) scopre le carte su questa seconda parte della stagione, fissando un traguardo preciso. “Die Reise geht weiter“, il viaggio continua: ecco lo slogan dell’Union, che sta già pensando alla sfida di sabato in casa contro il Mainz.
    ?I SEGRETI – Emozioni e divertimento anche nel derby in trasferta con l’Hertha, davanti a quasi 75.000 spettatori: 2-0 firmato da Doekhi e Seguin. Il 3-4-1-2 è il  marchio di fabbrica di questa squadra, trascinata dai sette gol dell’attaccante Sheraldo Becker, ventisette anni, nazionale del Suriname, dalla regia perfetta di Janik Haberer, classe 1994, arrivato gratis in estate dal Friburgo, e dai cinque assist del terzino sinistro Christopher Trimmel, austriaco, nato nel 1987 e capitano. Meccanismi perfetti, un centrocampo di cemento armato, dove brillano anche Rani Khedira, fratello dell’ex juventino Sami (ora dirigente dello Stoccarda), e l’ungherese András Schäfer, un metro e 78, che si nutre di pane e pressing.
    LE SCELTE – L’Union sta raccogliendo i frutti di un mercato intelligente. Diogo Leite è diventato subito il leader della difesa: personalità, anticipo, lancio, colpo di testa, è arrivato in prestito dal Porto. E accanto a Diogo Leite si sta consacrando Danilho Doekhi, che si muove sul centro-destra e indossa la maglia numero cinque. E’ olandese, è cresciuto nell’Excelsior e nell’Ajax. L’Union lo ha preso da svincolato nella scorsa estate, dopo che Doekhi non aveva rinnovato il contratto con il Vitesse. Nove partite, solo cinque da titolare, ma un rendimento eccellente e anche quattro gol (uno al Borussia Mönchengladbach, due all’Hoffenheim e uno all’Hertha). Ha ventiquattro anni, è alto un metro e 90, ha firmato un accordo fino al 2025 e ha uno zio che in passato ha giocato anche in Italia, con la maglia del Milan: Winston Bogarde. E’ nato a Rotterdam il 30 giugno del 1998, la sua famiglia è originaria del Suriname, ha fatto parte della nazionale olandese Under 21. E ora si candida per un posto nel nuovo gruppo che sta costruendo il ct Ronald Koeman, erede di Louis Van Gaal.
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    Szymanski, la mezzala che fa la differenza nel Feyenoord

    Una stagione da lavori in corso, quella dell’Ajax, che ha pagato il passaggio dal vecchio al nuovo governo: da Erik Ten Hag, impegnato a ricostruire il Manchester United, ad Alfred Schreuder, scivolato al quarto posto (a -5 dalla vetta) e fuori dagli ottavi di Champions. Anche il Psv Eindhoven, allenato ora da Ruud Van Nistelrooy, ha fatto registrare finora un cammino incerto: è terzo. E così, a stravolgere equilibri e tradizione, è stato il Feyenoord, la squadra più bella e divertente di questa prima parte del campionato. Quarantadue punti in diciannove partite, solo una sconfitta, quarantatré gol realizzati e sedici subiti: l’Az Alkmaar insegue a -2. Una grande soddisfazione per il tecnico Arne Slot, che il 25 maggio aveva perso in finale la Conference League contro la Roma: 1-0, gol di Zaniolo.
    VAN HANEGEM E BEENHAKKER – Negli ultimi trent’anni, il Feyenoord ha vinto il campionato solo tre volte: nel 1993, con Willem Van Hanegem in panchina; nel 1999, grazie a un tecnico visionario come Leo Beenhakker, e nel 2017, un capolavoro nato con i ventuno gol del danese Nicolai Jørgensen e gli schemi Giovanni Van Bronckhorst. Ora ci prova Arne Slot, che non ha mai tradito la strada del 4-2-1-3. Bijlow in porta, Pedersen e Hartman sulle fasce, Geertruida e Hancko al centro della difesa. Il capitano è Kökcu, regista e capocannoniere con otto gol, gli stessi dell’attaccante brasiliano Danilo. Il mediano è Wieffer. Dilrosun e Paixão sono le due ali. Doppia soluzione per il ruolo di prima punta: Danilo oppure il messicano Gimenez. 
    LA MEZZALA TOTALE – Ma a trasformare il Feyenoord è stata anche la fantasia del polacco Sebastian Szymanski, mezzala o trequartista da calcio totale, ventitré anni, un metro e 74, sei gol e quattro assist in Eredivisie. Il 4-2-1-3 di Slot è diventato l’abito perfetto per questo ragazzo che il Feyenoord ha preso nella scorsa estate dalla Dinamo Mosca in prestito per due milioni, garantendosi anche il diritto di riscatto. E’ cresciuto nel Legia Varsavia, ha lasciato la Russia a causa della guerra. In Olanda sta facendo la differenza. Il Feyenoord ha un’idea precisa: riscattarlo al prezzo già concordato, quindici milioni. L’Atalanta lo ha studiato in queste ultime settimane, ma il Feyenoord non ha mai valutato la possibilità di lasciarlo andare via. Entro il 30 aprile, il club di Rotterdam eserciterà il diritto di riscatto. E poi, in estate, rifletterà sulle possibili offerte. Corsa, geometrie, passaggi filtranti, tiro da fuori area, la capacità di trovare il corridoio giusto e di arrivare al tiro: Szymanski si è rivelato un affare.  
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    Juve, la dieta di bilancio e il rilancio dei giovani: così l’addio a McKennie ha un senso

    Il club bianconero non sente la necessità di sostituirlo. L’obiettivo è quello di snellire l’organico e ricostruirlo a costi più sostenibili Funziona sempre così: quando un grande club chiude un’importante operazione in uscita a due o tre giorni dalla conclusione di una sessione di calciomercato, solitamente lo fa perché ha in mano il sostituto. LEGGI TUTTO

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    Inter, Skriniar annuncia: “Ho firmato con il Psg”

    MILANO – Skriniar giocherà dalla prossima stagione nel Psg, non è ufficiale ma poco ci manca. Ci ha pensato lo stesso difensore a togliere ogni dubbio sul suo futuro: “Sì, è vero, ma non posso dire di più al momento. Sto ancora aspettando un accordo tra i club”, ha rivelato al sito slovacco futbolsfz.sk. Il club francese sta provando ad anticipare i tempi, prendendo l’ex Sampdoria già da gennaio, per ora però regge il muro dell’Inter che chiede più dei 10 milioni di euro offerti dai parigini. Comunque, a giugno, quando il contratto di Skirniar scadrà, sicuramente Parigi sarà la nuova città del centrale, corteggiato a lungo e alla fine convinto dal Paris.  LEGGI TUTTO