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    Higuain: “Ho subito l'odio dei tifosi del Napoli e in 8 partite ho fatto 6 gol”

    “È stato molto difficile per me prendere quella decisione, perché sapevo tutto ciò che avrebbe comportato, ma non ho mai avuto dubbi. Potevo avere più amore e maggiore felicità, non avevo motivi per non andare”. In un’intervista rilasciata a TyC Sports, Gonzalo Higuain torna sul famoso trasferimento record dal Napoli alla Juventus nell’estate del 2016. “Avevo segnato 36 gol – prosegue il Pipita in riferimento all’ultima stagione vissuta in Campania con la maglia azzurra -, avevamo una squadra fortissima che giocava benissimo a calcio, ma non riuscivamo a vincere lo scudetto. Ho percepito una strana sensazione nel mio corpo, cos’altro avrei potuto fare? Mi hanno pagato 94 milioni di euro, è stato un onore. E poi ho avuto la possibilità di giocare la finale di Champions al primo anno, l’unica della mia carriera”. E ancora, sulle bordate di fischi ricevuti ad ogni match giocato al San Paolo: “Nella vita il male torna tutto indietro… ho subito insulti e tanto odio dai tifosi del Napoli, ma poi in 8 partite ho fatto 6 gol contro di loro”.
    Higuain: “Mi fotografavano la pancia, poi facevo 30 gol”
    “Alla Juventus sono stati molto più esigenti sul peso. Mi facevano foto ogni anno, ma questa cosa non mi disturbava affatto… tiravo dentro la pancia perché tanto sapevo che avrei fatto 30 gol. Ho giocato sia con Cristiano Ronaldo che con Messi? Sì, e se non sono stato quello che ci ha giocato di più, sono secondo. Se devo scegliere, dico Leo”. Sugli allenatori: “I tre migliori che abbia mai avuto sono stati Sabella, Pellegrini e Sarri. Lascio perdere Maradona, lui è un caso a parte, è stato il primo a portarmi in nazionale e gli sarò eternamente grato”. Sulla trattativa con l’Arsenal: “Ricordo che stavo per andare all’Arsenal, quando ero a Napoli, ma mi dissero che costavo troppo. Pochi giorni dopo hanno speso 80 milioni per Ozil. Julian Alvarez? L’ho scoperto io. Giocava da numero 8 e gli ho detto che per me era un 9. Sono felice che stia facendo bene. Chi inviterei per un asado? Ronaldo il Fenomeno, Buffon e Sergio Ramos”. LEGGI TUTTO

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    Higuain: “Mi fotografavano la pancia, poi però facevo 30 gol”

    “Alla Juventus sono stati molto più esigenti sul peso. Mi facevano foto ogni anno, ma questa cosa non mi disturbava affatto… tiravo dentro la pancia perché tanto sapevo che avrei fatto 30 gol”. Gonzalo Higuain, in un’intervista concessa a TyC Sports, torna a parlare dell’esperienza in bianconero e del controverso passaggio a Torino dal Napoli: “È stato molto difficile per me prendere quella decisione, perché sapevo tutto ciò che avrebbe comportato, ma non ho mai avuto dubbi. Potevo avere più amore e maggiore felicità, non avevo motivi per non andare. Avevo segnato 36 gol, avevamo una squadra fortissima che giocava benissimo a calcio, ma non riuscivamo a vincere lo scudetto. Ho percepito una strana sensazione nel mio corpo, cos’altro avrei potuto fare? Mi hanno pagato 94 milioni di euro, è stato un onore. E poi ho avuto la possibilità di giocare la finale di Champions al primo anno, l’unica della mia carriera”. E ancora, sulle bordate di fischi ricevuti ad ogni match giocato al San Paolo: “Nella vita il male torna tutto indietro… ho subito insulti e tanto odio dai tifosi del Napoli, ma poi in 8 partite ho fatto 6 gol contro di loro”.
    Higuain su Messi, Cristiano Ronaldo e Sarri
    “Ho giocato sia con Cristiano Ronaldo che con Messi? Sì, e se non sono stato quello che ci ha giocato di più, sono secondo. Se devo scegliere, dico Leo”. Sugli allenatori: “I tre migliori che abbia mai avuto sono stati Sabella, Pellegrini e Sarri. Lascio perdere Maradona, lui è un caso a parte, è stato il primo a portarmi in nazionale e gli sarò eternamente grato”. Sulla trattativa con l’Arsenal: “Ricordo che stavo per andare all’Arsenal, quando ero a Napoli, ma mi dissero che costavo troppo. Pochi giorni dopo hanno speso 80 milioni per Ozil. Julian Alvarez? L’ho scoperto io. Giocava da numero 8 e gli ho detto che per me era un 9. Sono felice che stia facendo bene. Chi inviterei per un asado? Ronaldo il Fenomeno, Buffon e Sergio Ramos”. LEGGI TUTTO

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    Calciomercato Napoli, Nandez e Simeone tornano in pista

    NAPOLI- Vecchie idee, vecchi pallini, nuovi scambi: il Napoli ha parlato di Nahitan Nandez con il Cagliari rispolverando l’idea venuta fuori a gennaio, e il Cagliari ha chiesto informazioni su Alessandro Zanoli. Il finale? Se ne riparlerà per un paio di motivi: il primo – imprescindibile – è che il club azzurro non aprirà il fronte degli acquisti a centrocampo se Demme non sarà ceduto; il secondo – neanche trascurabile – è che l’idea di partenza è lasciare Zanoli al suo posto. Tutto può cambiare, comunque, ma di certo c’è che la formula prospettata dal ds Giuntoli non è considerata un ostacolo potenziale alla trattativa: prestito oneroso con diritto di riscatto. Dietro le quinte, insomma, qualcosa comincia a muoversi, anche se, vale la pena ribadirlo, senza cessioni non saranno impacchettati altri acquisti. Sullo stesso argomentoCalciomercato NapoliNapoli, De Laurentiis compra. Ma manca il feeling con i tifosi

    Nandez, Zanoli e Demme

    E allora, la novità. Cioè, la vecchia idea che torna di moda: il Napoli ha provato a prendere Nandez a gennaio e ora sta ripensando all’operazione. Soprattutto perché il giocatore uruguaiano, 26 anni compiuti a dicembre, lascerà il Cagliari dopo la retrocessione e l’eventuale destinazione lo ha sempre affascinato. A maggior ragione dopo l’arrivo di Olivera, suo connazionale, e la qualificazione alla prossima Champions: è dai tempi del Boca che non si misura in campo internazionale con un club; da quando disputò l’ultima Libertadores nella stagione 2018-2019. Tra l’altro, di recente non è stato convocato in Nazionale dopo una stagione tormentata dagli infortuni, ma la Celeste andrà al Mondiale è lui ha ancora carte importanti da giocare. Meglio ancora se con una squadra che gli permetterebbe di competere ad alti livelli in Italia e in Europa. La formula, dicevamo, non è un problema: Giuntoli prospetta un prestito oneroso con diritto di riscatto e il Cagliari non scarta a priori questa possibilità. Cagliari che, dal canto suo, sarebbe stuzzicato dall’idea di puntare su Zanoli, per il momento confermato. Si vedrà. Soprattutto nei pressi della cessione di Demme, inseguito dal Valencia di Gattuso: quando la sua uscita sarà concreta, allora si aprirà il ventaglio degli acquisti.  

    Attacco e difesa

    Per il resto, le uscite bloccano anche l’entrata di Deulofeu: Gerard è in attesa a Ibiza, in vacanza, forte dell’accordo già raggiunto con il Napoli e degli ottimi rapporti tra le due società. E dunque con l’Udinese, nella fattispecie. A proposito di attacco: il Torino spinge su Petagna e Giuntoli continua a tenere Simeone nel mirino, ma l’idea è che nulla si muoverà fino a quando non sarà definita la vicenda relativa al rinnovo del contratto in scadenza di Mertens. La data? Facile: 30 giugno, nove giorni a partire da oggi. Stesso discorso per i portieri: Ospina vive la medesima condizione di Dries e di conseguenza tiene in bilico anche il prolungamento di Meret. Operazione che il Napoli ritiene vicinissima: forse nove giorni o poco più. In difesa, i nomi restano due: il norvegese Østigard del Brighton e il coreano Kim del Fenerbahce.

    Sullo stesso argomentoCalciomercato NapoliNapoli, Politano e Ounas frenano l’arrivo di Deulofeu LEGGI TUTTO

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    Napoli, avanza Kim: chi è il gigante che piace agli azzurri

    NAPOLI- Certe volte, prevenire conviene: e visto che non si sa cosa succederà con Koulibaly, un mistero fitto destinato ad avvolgere l’estate intera, il Napoli s’è portato un po’ avanti con il lavoro, ha sistemato una propria strategia alternativa nell’ombra, e se ne è rimasto a contare i giorni che separano da una chiacchierata con il suo fuoriclasse di riferimento o con Fali Ramadani, il manager che lo rappresenta. Un centrale serve, c’è il pericolo che – nel breve o nel medio termine – ne possano tornare utili due e dal data base di Castel Volturno è spuntato, prepotente, un «vecchio», caro pretendente al ruolo… Sullo stesso argomentoCalciomercato NapoliNapoli, le due mosse che possono cambiare l’umore dei tifosi

    Kim torna tra i preferiti del Napoli

    Il Napoli ha cominciato a dare un’occhiata in giro, ha rispolverato antichi ricordi, ha ripensato a Min-jae Kim, sudcoreano del Fenerbahce, ventisei anni da compiere e una relazione che a Castel Volturno che da un anno va ingrossandosi: quando il difensore ha cominciato a farsi notare in Turchia, dove è atterrato dodici mesi fa, è iniziato il sottile giochino della seduzione. E a gennaio, quindi come se fosse l’altro ieri, il Napoli ci ha già provato a dotarsi di un corazziere di un metro e novanta, con attitudini non solo acrobatiche. La memoria è uno scrigno prezioso e Min-jae Kim è riemerso di slancio, in un week-end che sa apparentemente di niente e invece lascia germogliare idee da sfruttare a futura memoria. Poi, ovvio, rimane anche Leo Skiri Østigard, ventitré anni circa, un fisico niente male, una predilezione particolare per Fabio Cannavaro e una specie di opzione morale che varrà se il Brighton abbasserà le proprie pretese: le cifre non sono ragguardevoli ma a nessuno fa piacere rinunciare a qualche milione di euro, né a chi compra e né a chi cede. 

    Il passato

    La parola alla difesa: 31 gol subiti, gli stessi del Milan, uno in meno dell’Inter, e il resto della compagnia, dalla Juventus in poi, che si perde in quel tunnel che ha inghiottito chiunque altro, ognuno con le proprie difficoltà, con zone d’ombra che restano. L’arringa è nei fatti, mica un’opinione, e dentro quei numeri entra tutto, anche la svagatezza di certe giornate (le tre reti di Empoli in otto minuti) e l’emergenza scattata a dicembre, quando Kostas Manolas, dalla sera alla sera, prese il primo aereo e se ne andò in Grecia, a casa sua. Per un po’, là dietro sembrava ci fossero macerie o il senso incompiuto di una stagione insospettabile: Koulibaly infortunato e poi alla Coppa d’Africa; una soluzione teoricamente da immaginare in Di Lorenzo; Rrahmani e Juan Jesus, i cosiddetti «terzi» e «quarti», a fungere da titolari. È andata come ha sussurrato il campionato del Napoli, che con Tuanzebe ha aggiunto poco o niente, secondo antiche tendenze di gennaio. In fin dei conti, non è (ancora) cambiato granché: Ospina ha la valigia in qualche parte del soggiorno, però resta da verificare cosa gli dirà il mercato internazionale. Se fa in fretta, trova ancora Spalletti ad accoglierlo, altrimenti Meret – che non ha gli stessi piedi ma tecnicamente resta tra i giovani all’avanguardia – prende il contratto in lavorazione e lo firma. Tuanzebe ha salutato, portandosi appresso 130’ effettivi (10’ in campionato, il resto in Coppa Italia) e Ghoulam è uscito dagli equivoci ed ha concesso la propria corsia ad Olivera. Il Napoli sa che una parte del proprio destino è legato a Kalidou Koulibaly, contratto in scadenza tra un anno e blablabla: niente che non sia noto all’universo calcio, interpretazioni incluse. Ma la storia è complessa, nel mercato ci finiscono variabili impazzite, e per ora il K2 rimane il leader d’una squadra che Spalletti vuole costruire (anche) intorno al suo capitano. Però Min-jae Kim osserva da lontano, neanche distrattamente.

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    Napoli, Politano e Ounas frenano l'arrivo di Deulofeu

    NAPOLI -Per un’ala che entra, anche se gioca ovunque, ce ne sono due per cui si aspettano inviti a nuove avventure. Gerard Deulofeu, il jolly individuato per rinforzare la trequarti, ha fatto scorta di pazienza, sa che non basta l’accordo raggiunto col Napoli per sentirsi già al Maradona, occorre l’incastro di qualche tassello e tra questi, oltre all’intesa ancora da perfezionare con l’Udinese (ma appare quasi una formalità), assumono rilievo le posizioni di Politano e Ounas. Entrambi sono in uscita ma tra una volontà e la certezza di assecondarla c’è il mercato in cui è facile restare bloccati.

    La strategia del Napoli

    Deulofeu è stato scelto dalla società come fantasista al quale chiedere rifornimenti e gol. Ne ha segnati 13 nell’ultima stagione all’Udinese, all’età di 28 anni è nel pieno della propria espressione calcistica e desidera tornare in Champions. C’è già l’intesa sull’ingaggio, con l’Udinese i contatti sono costanti, De Laurentiis e Pozzo sono colleghi d’affari e Deulofeu potrebbe essere il prossimo. Il Napoli è fermo all’ultima offerta, 18 milioni, l’Udinese ne chiede qualcuno in più, siamo già nella fase della diplomazia e del buon senso, non sarà troppo complicato stringersi la mano. Ma non basta. Il Napoli ha una priorità: cedere per poi acquistare. Per questo, oltre all’intesa con l’Udinese, si lavora alle uscite. Il ds Giuntoli ha raccolto un paio di desideri – quello di Politano di provare una nuova esperienza e quello di Ounas di non rinnovare e dunque salutare – e ora sta esplorando il mercato.

    Sullo stesso argomentoCalciomercato NapoliSpalletti, la qualità di Deulofeu e le scelte del Napoli

    In vacanza

    Politano, salutata la Nazionale, si gode le vacanze a Formentera. Non vuole pensare al futuro, sa che ci sarà tempo: «Quando tornerò a Napoli parlerò con la società e col mio procuratore e decideremo cosa fare» le sue parole a Sportitalia al termine di un’annata che ha definito positiva ma nella quale «si poteva fare qualcosa in più oltre la Champions». La sua, personale, non l’ha soddisfatto: ha giocato meno del previsto e nel finale, dalla Fiorentina in poi, è stato definitivamente scavalcato da Lozano. Per questo, dopo essersi confrontato con Spalletti e Giuntoli, ha chiesto con garbo la cessione. Qualcosa si muove: piace al Valencia di Gattuso, al Milan, alla Fiorentina e alla Lazio, ma siamo ai primi approcci, alle cortesi richieste d’informazioni.

    Sullo stesso argomentoCalciomercato NapoliPolitano, il futuro in una risata: “La paella valenciana? Mi piace molto”

    La situazione di Ounas

    Insigne ha salutato, Politano potrebbe accodarsi, Ounas è destinato allo stesso epilogo dato che vorrebbe tornare a divertirsi come ai tempi di Crotone dopo essersi illuso di poter diventare risorsa preziosa per Spalletti. L’algerino non rinnoverà, scadenza di contratto 2023, e dunque partirà, ma per andare dove? Piace al Monza, è seguito dal Torino, ma il Napoli non lo svende e aspetta l’offerta giusta. LEGGI TUTTO

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    “Van Bommel ha chiamato Mertens per portarlo all'Anversa”

    NAPOLI – Il rinnovo con il Napoli non arriva e allora la possiblità che Mertens la prossima stagione non giochi più al Maradona e dica addio all’azzurro si fa sempre più credibile. L’attaccante è stato accostato anche alla Lazio di Sarri, allenatore che l’ha lanciato come centravanti esaltando le sue qualità di bomber, ma nelle ultime ore dal Belgio rilanciano l’ipotesi Anversa.
    Van Bommel chiama Mertens
    Il club belga è allenato da Mark van Bommel, ex compagno di squadra di Mertens ai tempi del PSV, che, secondo HLN Sport, avrebbe chiamato Dries per chiedergli di seguirlo in Belgio. Per “Ciro” sarebbe un ritorno in patria e troverebbe l’ex Roma Nainggolan. LEGGI TUTTO

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    Napoli-Spalletti, l’estate sospesa: non ha certezze su Koulibaly, Fabian Ruiz e Anguissa

    Cosa ronza nella testa di Luciano Spalletti al fondo di una stagione molto bella e un po’ canaglia e, nemmeno il tempo di fare un giro di valzer con i suoi ciuchi, le sue anatre e i suoi struzzi che è già tempo di ripartire in un polverone di casi aperti e storie difficili, tra arrivi indecifrabili e partenze dolorose? A cominciare da Insigne, partito ancora prima di partire. I tifosi del Napoli appesi a dubbi e incertezze che non inquietano più di tanto, ma solo perché hanno la fortuna di essere napoletani. E lui, Lucio Cincinnato Spalletti, cosa starà ruminando, mentre i suoi calli ritrovano il piacere concreto della vanga, dei trattori e delle cose da fare, perché se non le fai il tetto non regge e la natura s’incazza? 

    Proviamo a immaginare. Intanto, va detto, gli basta poco all’uomo per rigenerarsi. Per farla breve. La famiglia, mamma Ilva in cima al podio, la terra, gli animali, a cominciare da quelli con cui corrono da sempre amorosi sensi, e cioè le galline del Cioni. Gli amici storici con cui ieri sera ha celebrato un oceanico raduno, trecento almeno, allegria omerica e alcol a fiumi, i rossi e i bianchi di Lucio. Un’altra stagione complicata, con l’ennesimo incidente “capitano” da gestire, Insigne dopo Icardi e Totti.  

    E poi, togliersi di dosso il dispiacere assurdo di non aver vinto un campionato che nessuno gli aveva chiesto di vincere ma che, a un certo punto sembra dovesse essere un obbligo vincere. Il paradosso di quelle dieci vittorie consecutive: hanno creato gioia ma anche un pericoloso fuori tema. Lo scudetto, appunto. Succede così che la qualificazione in Champions League, obiettivo massimo da sussurrare a inizio campionato, fallito nei due anni precedenti da Mister Real Ancelotti e da Gattuso, diventa quasi un gettone di consolazione invece che una tombola. Difficile da accettare, ma Spalletti ha la testa dura e monocorde dei samurai, incassano tutto, vittorie vere e sconfitte immaginarie, sapendo che tanto poi si tratta di risalire sul trattore o sulla motozappa per spianare la prossima gobba.  Spalletti legge i giornali e fa spallucce. Se lo può permettere, perché con De Laurentiis il rapporto è complicato ma onesto. Lui non sarà mai l’allenatore che getta sul lastrico la società per cui lavora con richieste folli. Magari avrebbe anche voglia di farlo, ma proprio non ce la fa, non è nelle sue ruvide ma immodificabili corde. Le sue pretese sono poche ma chiare. Scolpite. Un solo giocatore su cui è pronto allo scontro frontale. Koulibaly. Me lo vendi? Un secondo dopo mi dimetto. Fabian Ruiz. Non firma il rinnovo? Non è un suo problema. De Laurentiis lo vuole mettere fuori rosa come fece con Milik in passato? Dovrà fare i conti con il suo allenatore. Spalletti considera lo spagnolo uno dei 5 o 6 giocatori della rosa da Champions League. Persino nel caso di (improbabile) cessione di Osimhen l’uomo di Certaldo non si darà fuoco a Castelvolturno. Me lo vendi per 80, 100 milioni? Benissimo, me ne compri un altro forte e prepotente (per dirne uno, lo estasierebbe ritrovarsi tra i piedi Edin Dzeko, uno che l’Inter vorrebbe sbolognare). L’addio di Mertens lo ha subìto (questione anche qui di moneta, troppa moneta e troppe primavere), anche se non lo strazia. Politano vuole andare via (questione di feeling insinua il suo entourage, ma forse anche qui questione di soldi)? Okay, ma non mi prendete Deulofeu. Che è un giocatore devastante ma in un calcio che non è quello di Spalletti. Il calcio che detesta, quello del fare testuggine dietro e scatenarsi negli spazi. Gli piacerebbe, eccome, Veretout, ma costa troppo e sa bene che “costare troppo” a Napoli è peggio che avere il colera. Pjanic? Non serve. Gli piace Lobotka. 

    Alla fine della fiera, Spalletti lo accontenti con poco. Va via Insigne, gli prendi l’ineffabile e impronunciabile Kvaratskhelia, il georgiano. Non lo conosce, ma gli sta bene. Si fida molto di Giuntoli. Gli garba questo Olivera al posto di Ghoulam e soprattutto gli garba il riscatto di Anguissa, uno dei cinque, sei puledri da competizione Champions di cui sopra. Blindategli Kouly, dategli un altro centrale e Spalletti non farà le fuse, ma farà il suo. Andrà alla guerra, ben sapendo che dovrà turarsi le orecchie per i deliranti che gli chiederanno lo scudetto, nel momento in cui il Milan si rinforza, l’Inter acchiappa Lukaku e Dybala, la Juventus prende Pogba, ritrova Chiesa e la Roma vuole fare felice Mourinho. 

    Dopo sei anni di Roma, due di Inter e uno di Napoli, avendone passate di cotte e di crude, Spalletti ha imparato a fidarsi solo dei suoi calli.  La storia perfetta non arriverà probabilmente nemmeno con il Napoli. Uno scudetto nello stadio di Maradona, alla fine della sua parabola di allenatore, lo consegnerebbe alla grandezza che merita. Non sarà così? Pazienza. La sua statuina non finirà in prima fila nei presepi di Gregorio Armeno accanto a quelle di Totò, Maradona e Troisi? Se ne farà una ragione. Le storie perfette, probabilmente, non sono scritte nel suo dna, che vuole tanta fatica per arrivare dove deve arrivare, qualunque cosa sia, così tanta fatica che poi non c’è nemmeno il verso di goderne. LEGGI TUTTO

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    Mercato Juve: Di Maria riparte, è atteso in Europa per chiarire il suo futuro. E attenzione a Koulibaly

    TORINO – L’attesa per le decisioni di Di Maria, che intanto ha preso il volo dall’Argentina per rientrare in Europa e plausibilmente ufficializzare il proprio futuro, ma anche le ultime novità su Koulibaly e tanto altro. Fabio Riva, dalla redazione di Tuttosport, ci racconta ciò che sta accadendo sul mercato della Juventus: «Siamo in vista di un weekend che potrebbe risultare decisivo sul fronte Di Maria. Da un ultimatum all’altro, il caso si sta finalmente risolvendo. La Juventus se la gioca con il Barcellona, mentre il giocatore è atteso al rientro in queste ore. E c’è chi non esclude che possa venire a Torino per un sopralluogo. Ballano anche questioni famigliari. Ma c’è un altro nome che sta creando grande interesse attorno alla Juventus e al Napoli che in questo momento ha il giocatore sotto contratto». Di chi si tratta? Di Koulibaly, ovvio: «C’è una sorta di braccio di ferro tra il club e Koulibaly per un contratto in scadenza nel 2023 e che non è stato ancora rinnovato. La Juve è alla finestra per un motivo tecnico-tattico, visto che Koulibaly è fortissimo e sarebbe l’elemento perfetto per sostituire Chiellini, ma soprattutto per il fatto che un simile colpo sarebbe una clamorosa dimostrazione di forza che riporterebbe ai tempi di Higuain, Pjanic… Erano i tempi in cui la Juve comprava top player dalla concorrenza in Italia senza problemi». LEGGI TUTTO