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    Atalanta micidiale: un tiro, un gol, il primato. Roma, quanto ti manca Dybala

    La nuova Atalanta è micidiale: un tiro, un gol, il primato che dura da tre giornate consecutive (storico), tre grandi parate di Sportiello che non avrebbe dovuto giocare, ma ha preso subito il posto dell’infortunato Musso e ha onorato l’impegno nel modo migliore. Gasperini ha letteralmente cambiato pelle alla Dea, la settima della sua gestione, sempre più diversa dalle altre sei: molto più cinica e molto meno arrembante rispetto al passato, centrocampo solido che ruota attorno a Koopmeiners, difesa blindata, come confermano le sole tre reti subite in sette giornate; sempre più giovane, come documenta l’azione del gol vincente firmata dai suoi 2003 (assist di Hojlund e rete di Scalvini, che, peraltro, è più giovane di 9 mesi e una settimana rispetto al danese nato nello stesso anno e fresco della prima convocazione in Nazionale).

    Il forfeit di Dybala prima del calcio d’inizio ha penalizzato i giallorossi, costringendo Mourinho a rivedere i suoi piani. José ha ragione quando afferma che comunque la squadra gli sia piaciuta, per il modo in cui ha giocato e per il numero di occasioni che ha creato, sebbene non sia stata capace di sfruttarle. E bene fa il tecnico a rincuorare Abraham che ha peccato di imprecisione, ma non può essere messo di certo in discussione, mentre la nota molto positiva è stata il prepotente ritorno di Zaniolo a una prestazione ai massimi livelli, degni del suo talento e della sua bravura. La sosta del campionato si rivelerà provvidenziale per la Roma, nella speranza di recuperare Dybala e Pellegrini alle prese con infortuni muscolari e il Capitano merita una nota di merito per essere rimasto stoicamente in campo nonostante le avvisaglie del malanno. L’Atalanta si gode felice la testa del campionato, guadagnata con 5 vittorie, 2 pareggi, 11 gol fatti, 3 subiti. Tuttavia, la Roma non deve mortificarsi più di tanto: nelle sue gambe ha pesato anche la fatica infrasettimanale sostenuta in Europa League con l’Helsinki. Alla ripresa, il primo ottobre a San Siro troverà un’Inter in crisi di gioco, di risultati e con tre sconfitte già al passivo nei primi sette turni (Lazio, Milan e Udinese). Espulso da Chiffi, Mourinho andrà in tribuna al Meazza per assistere alla sua partita del cuore. Puntando a vincerla.

    Guarda la galleryRoma ko: l’Atalanta sbanca l’Olimpico, espulso MourinhoIscriviti al Fantacampionato del Corriere dello Sport: Mister Calcio CUP LEGGI TUTTO

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    Roma-Atalanta 0-1: rosso e ko per Mourinho, Scalvini tiene Gasperini in vetta

    ROMA – L’Atalanta fa sul serio e riprende la sua corsa sbancando l’Olimpico. Dopo il pari con la Cremonese la squadra di Gasperini stende a domicilio la Roma di Mourinho (orfano di Dybala ed espulso nella ripresa per proteste) e grazie al gol segnato da Scalvini resta in vetta alla classifica di Serie A. Un match equilibrato e sbloccato da una prodezza del baby nerazzurro, con la Dea capace poi di tenere botta di fronte alle giocate di uno Zaniolo in crescita e alla rabbiosa reazione dei giallorossi, incapaci però di evitare il secondo ko in campionato
    Roma-Atalanta 0-1: statistiche e tabellino
    Out Dybala, panchina per Muriel
    Già orfano di Wijnaldum, Kumbulla, El Shaarawy e Karsdorp, prima della partita Mourinho perde anche Dybala (fermato da un problema muscolare) ed è costretto così ad avanzare Pellegrini per sostenere Abraham insieme al ritrovato Zaniolo, mentre in mediana c’è Cristante con Matic e sulle fasce tocca a Celik e Spinazzola. Fuori Zappacosta, Djimsiti, Palomino e anche Zapata sull’altro fronte, ma Gasperini lascia in panchina Muriel per affidarsi a Hojlund come unica punta del suo 3-4-3, mentre a centrocampo consegna una maglia da titolare al 18enne Scalvini con De Roon arretrato in difesa.
    Serie A, la classifica
    La perla del baby Scalvini
    A provarci per prima è la Roma su corner ma sul cross di Pellegrini è alta la conclusione di testa tentata da Smalling, mentre l’Atalanta è costretta a cambiare presto il portiere: Musso finisce ko dopo uno scontro con il compagno Demiral e lascia il posto a Sportiello (8′). A fare la partita ci prova la Dea mentre i giallorossi si affidano alle ripartenze e agli ‘strappi’ di Zaniolo, ma nella prima mezz’ora di occasioni nemmeno l’ombra mentre Maehele si prende il giallo per un’entrata su Mancini. Serve una giocata individuale per rompere l’equilibrio e arriva al 35′, quando Hojlund scarica al limite per Scalvini che se la sistema sul destro e la piazza all’angolino dove Rui Patricio non può arrivare. Feroce la reazione della Roma allo svantaggio ma Abraham, solo davanti al portiere, si divora il pareggio allungandosi la palla nel tentativo di dribblarlo (40′). L’inglese prova allora a riscattarsi subito mandando al tiro Ibanez, sul quale risponde però presente Sportiello che si ripete poi prima del riposo ancora su Abraham (45′).
    Guarda la galleryL’Atalanta sbanca l’Olimpico con Scalvini: Roma ko, espulso Mourinho
    Mourinho espulso per proteste
    Si va al riposo con l’Atalanta avanti di un gol ma a cambiare durante l’intervallo è Gasperini: dentro Muriel e Okoli al posto di Scalvini e Hojlund, con Toloi che spende subito il giallo per fermare Zaniolo (47′) e Hateboer che viene ammonito invece al 55′ per gioco pericoloso su Pellegrini. Un minuto dopo la partita si infiamma: Zaniolo va giù in area dopo una trattenuta reciproca con Okoli iniziata fuori, i giallorossi protestano ma Chiffi non fischia e dopo il check del Var conferma la sua decisione, mandando su tutte le furie Mourinho che entra in campo per contestarlo platealmente e viene così espulso. Il duello Zaniolo e Okoli si ripete poco dopo: altra caduta in area del fantasista e ancora punizione assegnata all’Atalanta. L’Olimpico ora è una bolgia e trema quando Abraham salva sulla linea, risolvendo una mischia in area giallorossa ed evitando il raddoppio bergamasco (61′). La Roma diventa più offensiva con l’ingresso di Belotti (fuori Matic), ma è Ibanez a sfiorare il bersaglio di testa su corner di Pellegrini (68′) che un minuto dopo calcia troppo centrale per impensierire Sportiello, bravo poi a cavarsela in due tempi su Abraham (73′) mentre Zaniolo manca di un soffio la porta poco dopo con il sinistro a giro. Gasperini manda in campo anche Pasalic (fuori Lookman al 74′) e la Roma risponde con Shomurodov (dentro al posto di Abraham), mentre Zaniolo ci riprova calciando in curva al volo con il sinistro e costringe poi all’ammonizione anche De Roon (80′) ‘imitato’ da Koopmeiners (fallo tattico e giallo). C’è spazio anche per Zalewski (fuori Mancini) nel forcing finale dei giallorossi, che sfiorano più volte il pari con Shomurodov: a lato un tentativo di testa e uno con il destro, intercettato da Hateboer il passaggio a Belotti dopo un’invenzione di Zalewski. Niente da fare per la Roma: l’Atalanta sbanca l’Olimpico e arriva alla sosta da capolista.
    Serie A, risultati e calendario
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    Roma-Atalanta 0-1: Scalvini lancia Gasperini, Mourinho espulso

    ROMA – La Roma è già Dybala-dipendente. Senza il campione argentino, fermato nel riscaldamento da un fastidio al flessore sinistro, i giallorossi cadono 1-0 contro l’Atalanta confermando evidenti problemi in fase di realizzazione (21 tiri contro i 4 bergamaschi il dato finale). Il gol di Scalvini lancia Gasperini in testa alla classifica, mentre Mourinho (espulso da Chiffi dopo le proteste per un rigore reclamato su Zaniolo) incassa la seconda sconfitta in campionato e spera almeno di recuperare qualche infortunato dopo la sosta.

    SERIE A, LA CLASSIFICA

    C’è Matic in mezzo, Pellegrini sulla trequarti

    Il portoghese parte con Pellegrini e Zaniolo dietro ad Abraham, con Matic in mezzo al campo al fianco di Cristante. Sulla destra c’è Celik al posto dell’infortunato Karsdorp. Dall’altra parte, Gasperini si affida a Ederson e Pasalic in appoggio a Hojlund. Il tecnico nerazzurro perde dopo 7′ Musso, colpito duramente in un contrasto involontario con Demiral. Al suo posto entra Sportiello. La partita è bloccata tatticamente, con le squadre che lasciano pochi spazi, ritmi bassi e molti errori individuali. Il primo tiro verso la porta è di Cristante, che al 28′ ci prova da fuori area con un destro che finisce largo. Poco dopo ci prova anche Ibanez dalla grande distanza con una conclusione potente ma centrale.

    Guarda la galleryZago sotto la Sud prima di Roma-Atalanta

    Mourinho espulso, la Roma non si sblocca

    L’Atalanta resta coperta e compatta, aspetta e al primo affondo colpisce. Ottimo spunto di Hojlund che, nonostante la pressione di Ibanez e Smalling riesce a servire Scalvini al limite dell’area. Il diciottenne ha tutto il tempo per prendere la mira e superare Rui Patricio con un destro angolato. La Roma non ci sta e si sveglia. Zaniolo e Abraham mettono in difficoltà Demiral, Sportiello salva in uscita su inserimento di Ibanez. L’Atalanta è in affanno e Abraham va vicino al pareggio su assist di Matic. In avvio di ripresa Gasperini cambia inserendo Muriel e Okoli al posto di Hojlund di Scalvini. La Roma torna ad attaccare e all’11’ chiede un calcio di rigore per un contatto tra Zaniolo e Okoli. In campo si scatena il caos e Mourinho viene espulso da Chiffi. Al 21′ entra Belotti al posto di Matic. L’Atalanta risponde con Lookman per Pasalic. I giallorossi spingono ma sono troppo imprecisi al tiro e Mourinho nel finale prova anche Shomurodov al posto di Abraham e Zalewski per Mancini. L’uzbeko ha palla del pareggio a 3′ dalla fine, ma il suo colpo di testa finisce fuori tra la disperazione dei sessantamila dell’Olimpico.

    ROMA-ATALANTA, TABELLINO E STATISTICHE
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    Atalanta prima e sola dopo 58 anni. E non è un fuoco di paglia

    Adesso, lassù c’è solo la Dea. Cinquantotto anni sono stati molto lunghi da passare, ma questa Atalanta leader unica della Serie A, ha poco a che vedere con l’estemporanea impresa datata 20 settembre 1964. Allora era la seconda giornata di campionato, una concomitante serie di risultati negativi delle altre squadre permise alla formazione allenata dall’indimenticabile Ferruccio Valcareggi di guadagnare il primato solitario. Non durò e l’evento non si ripetè più. Sino al 5 settembre 2022: due a zero al Monza, Dea in fuga dopo cinque giornate, staccando di due lunghezze Napoli e Milan, di tre Udinese e Roma. Siamo solo all’inizio e a Bergamo nessuno si monta la testa, eppure, dopo le prime sei stagioni gasperiniane dell’Età dell’Oro, la settima si annuncia particolarmente intrigante. Cinque partite, 4 vittorie, 1 pareggio, 9 gol segnati, 2 soli subiti. Soprattutto, rispetto alla squadra che negli anni scorsi attaccava a testa bassa, procedendo a ritmi forsennati, molto sta cambiando. Gasperini ha sempre ripetuto che la difesa a tre non sia mai stata un dogma, anche se vi ha costruito molta parte delle sue fortuna, così a Monza si è presentato a quattro. Nei primi 360 secondi i brianzoli hanno sfiorato per due volte il gol, ma, grazie a Musso, tornato sui livelli eccellenti di Udine, l’Atalanta non si è scomposta. Ha ragionato e ha vinto da grande squadra: cinica nel primo tempo, solida a centrocampo, molto più precisa rispetto all’ultimo campionato, lesta a colpire nella ripresa. Non è un caso che a sbloccare il risultato sia stato il primo gol in A di Rasmus Højlind, 19 anni, nazionale danese Under 21, all’esordio da titolare, micidiale nello sfruttare la prima occasione utile per fulminare Di Gregorio. Højliund indossa la maglia n.17 e 17 sono stati i milioni investiti dall’Atalanta sull’ex Sturm Graz che si aggiungono agli altri 83 milioni investiti in entrata dalla società dei Percassi e di Pagliuca. Mai, in passato, il club bergamasco era stato protagonista di un simile mercato, forte di un’invidiata e invidiabile solidità finanziaria (sei utili consecutivi di bilancio; quarto fatturato della Serie A nella passata stagione, stadio e centro sportivo di proprietà, attuale valore della rosa che sfiora i 400 milioni di euro). Cinque giornate sono poche per sapere come andrà a finire. Fattore non trascurabile, rispetto alle rivali, sino a metà novembre l’Atalanta giocherà sei partite in meno, non essendo impegnata nelle coppe europee. Occhio, questo non è un fuoco di paglia.Guarda la galleryIl 2003 Hojlund trascina l’Atalanta a Monza: nerazzurri primi da soli!Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    L'Atalanta batte il Monza e vola in vetta. 2-2 tra Salernitana e Empoli

    ROMA – Vince l’Atalanta di Gasperini, attuale capolista in solitaria della Serie A con 13 punti, che espugna l’U-Power Stadium battendo il Monza 2-0 con la rete al debutto da titolare del giovane Hojlund al 57′ e l’autogol di Marlon al 65′. Quinta sconfitta consecutiva per i brianzoli, ancora a secco di vittorie in campionato. Pari e spettacolo invece all’Arechi tra Salernitana e Empoli. Finisce 2-2. La formazione di Nicola va in svantaggio con la rete di Satriano al 31′, ma pareggia i conti con Mazzocchi al 39′ e completa la rimonta nella ripresa con la rete di Dia al 61′. Di Lammers, all’81’, la firma sul 2-2 finale.
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    Pari e spettacolo all’Arechi: 2-2 tra Salernitana e Empoli
    All’Arechi Nicola scende in campo con un 3-4-3 con Gyomber, Fazio e Bronn a protezione di Sepe. A centrocampo parte Maggiore in cabina di regia coadiuvato da Lassana Coulibaly e Vilhena mentre sulle fasce giocano Mazzocchi a sinistra e Candreva a destra. In attacco ci sono Dia e Bonazzoli. L’Empoli di Paolo Zanetti invece si schiera con un 4-3-1-2. Tra i pali c’è Vicario. La coppia di centrali è composta da Ismajli e Luperto, con Stojanovic a destra e Parisi a sinistra. In mediana c’è Grassi, con Haas e Henderson ai suoi lati. Alle spalle del tandem offensivo composto da Lammers e Satriano, ecco Marko Pjaca. I toscani partono subito fortissimo e tra il 13′ e il 18′ creano due ottime occasioni da gol, con Lammers, la seconda su una pregevole giocata di Pjaca. L’avvio di partita frizzante della formazione toscana è l’anticamera del gol dell’1-0, col talento interista Satriano che al 31′ sfugge alla difesa della Salernitana e insacca di testa l’assist di Henderson. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere e, di fatto, dopo una buona opportunità capitata a Vilhena, Mazzocchi rimette in parità il match con una serpentina tra ben tre avversari prima di depositare il pallone alle spalle di un incolpevole Vicario. A inizio ripresa (46′) arriva subito una grande occasione per Mazzocchi, che spreca la ribattuta non perfetta di Vicario in area di rigore calciando alto sopra la traversa, dopo una buona iniziativa sulla fascia di Candreva. Per la seconda frazione di gioco Nicola decide di mandare in campo Piatek al posto di Bonazzoli, ma la tanto attesa rete del 2-1 arriva al 61′ con la firma di Boulaye Dia, che dopo aver siglato il pareggio del Dell’Ara contro il Bologna si ripete insaccando con la coscia sul corner meraviglioso batutto da Vilhena. Al 71′ Piatek sfiora anche il primo gol con la Salernitana, ma all’81’ Lammers gela il pubblico di casa siglando il 2-2 finale. L’olandese vince un rimpallo al limite dell’area, calcia a rete e la sua conclusione viene deviata da Fazio, che finisce per spiazzare Sepe. Finisce 2-2 all’Arechi, con brivido finale per i padroni di casa causato ancora da Lammers, che lanciato in contropiede da Ekong non riesce a chiudere la partita.
    Salernitana-Empoli 2-2, tabellino e statistiche
    Guarda la galleryDia e Mazzocchi illudono la Salernitana: l’Empoli fa 2-2 con Lammers
    Gioia Hojlund, l’Atalanta batte il Monza 2-0
    Gasperini si affida ai soliti noti schierando un 4-2-3-1 con Musso tra i pali, Hateboer a destra, Toloi e Demiral al centro della difesa e Zappacosta a sinistra. In mediana, il duo olandese formato da Koopmeiners e De Roon. Dietro al giovane Hojlund – alla prima da titolare in Serie A e schierato come unica punta – ci sono Lookman, Ederson e Malinovskyi. Stroppa invece – dopo 4 sconfitte consecutive – sceglie un 3-5-2 con Di Gregorio in porta e il trio Marlon, Pablo Mari e Caldirola in difesa. A centrocampo c’è Sensi in cabina di regia con Rovella e Pessina ai suoi lati. In fascia a destra c’è Birindelli, a sinistra il solito Carlos Augusto. Davanti, ecco la coppia Dany Mota-Caprari. La formazione brianzola parte subito con grande convinzione e tra il 1′ e il 4′ minuto mette in difficoltà gli orobici con due conclusioni pericolose tentate da Caprari e da Sensi. Nella prima frazione, giocata da entrambe le squadre in maniera piuttosto conservativa, le risposte dell’Atalanta arrivano al 19′ con un grande tiro di Malinovskyi dopo un bello scambio con Ederson e poi al 45′, con Caldirola che sugli sviluppi di un corner salva i biancorossi dall’incursione aerea di Toloi. Nella ripresa, gli uomini di Gasperini cominciano a giocare con tutt’altra condizione. Al 46′ Hojlund scatta da posizione defilata e punta la porta, ma il suo tiro viene deviato sul palo esterno da Pablo Mari, mentre al 56′ Di Gregorio riesce a neutralizzare il tiro a incrociare di Koopmeiners. E’ solo questione di minuti, però, perché al 57′ è proprio Hojlund a insaccare la rete dell’1-0 sul grande assist di Lookman. Proprio l’inglese si rende ancora protagonista propiziando l’autogol del 2-0 di Marlon al 65′. Al 78′ il neoentrato Colpani prova a riaprire la gara, ma la sua conclusione finisce a lato di un soffio. All’85’ invece è l’Atalanta a sfiorare il 3-0 con Scalvini, ma Di Gregorio è attento e sventa il pericolo mettendo la palla in angolo. Gli orobici espugnano dunque l’U-Power Stadium. I brianzoli invece non vedono la fine del tunnel: sono 5 le sconfitte consecutive in questo campionato
    Monza-Atalanta 0-2, tabellino e statistiche
    Guarda la galleryIl 2003 Hojlund trascina l’Atalanta a Monza: nerazzurri primi da soli!Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Diretta Verona-Atalanta ore 18.30: dove vederla in tv, streaming e probabili formazioni

    VERONA – L’Atalanta cerca a Verona – calcio d’inizio ore 18.30 – la seconda vittoria consecutiva in trasferta dopo l’ottimo pareggio di settimana scorsa contro il Milan. Allo stadio Bentegodi, Gasperini ritrova Ederson a centrocampo ma deve fare a meno degli infortunati Dijmsiti e Zappacosta. Tra i convocati della Dea c’è anche il neo acquisto Hojlund. Il 19enne centrocampista, prelevato dagli austriaci dallo Sturm Graz, si mostra molto determinato: “Voglio raggiungere i miei obiettivi, per questo sono qui”. Il Verona deve invece riflettere sulle condizioni di Faraoni: l’esterno scaligero potrebbe saltare l’appuntamento con i nerazzurri per un problema fisico, come confermato dallo stesso Cioffi: “Vedremo poco prima della gara. Se non dovesse farcela, Terracciano è un’ottima alternativa”. L’allenatore del Verona, che arriva al match contro l’Atalanta reduce dall’1-1 di Bologna, vuole una reazione da parte dei suoi ragazzi: “Mi aspetto risposte”, ha sentenziato il tecnico gialloblù che cercherà di scardinare la difesa bergamasca con il duo d’attacco Henry-Lasagna.
    Verona-Atalanta, dove vederla in tv e in streaming
    La gara, valida per il 3° turno del campionato di Serie A e con calcio d’inizio fissato per le ore 18.30, sarà visibile in esclusiva su DAZN. Sarà possibile seguire la diretta del match anche sul nostro sito tuttosport.it.
    LIVE Verona-Atalanta
    Le probabili formazioni di Verona-Atalanta
    VERONA (3-5-2): Montipò; Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Terracciano, Tameze, Hongla, Ilic, Lazovic; Henry, Lasagna. All. Cioffi. 
    A disposizione: Perilli, Berardi, Amione, Coppola, Doig, Praszelik, Cabal, Magnani, Veloso, Cortinovis, Sulemana, Djuric. 
    Indisponibili: Faraoni e Piccoli.
    Squalificati: nessuno.
    ATALANTA (4-2-3-1): Musso; Maehle, Demiral, Toloi, Hateboer; Koopmeiners, De Roon; Lookman, Ederson, Malinovskyi; Zapata. All. Gasperini.
    A disposizione: Rossi, Sportiello, Okoli, Ruggeri, Scalvini, Soppy, Zortea, Boga, Muriel, Pasalic, Hojlund.
    Indisponibili: Carnesecchi, Djimsiti, Ilicic, Palomino, Zappacosta.
    Squalificati: nessuno.
    Arbitro: Prontera di Bologna
    Guardalinee: Di Gioia e De Meo
    Quarto uomo: Ayroldi
    Var: Ghersini
    Avar: Galetto
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    L'Atalanta di Gasp VII: 100 milioni sul mercato per tornare in Europa

    BERGAMO – Steve Pagliuca era stato chiaro domenica sera, dopo il pareggio dell’Atalanta con il MIlan, facendo il suo debutto mediatico in Italia davanti alle telecamere di Dazn: “Vogliamo investire per far crescere la squadra – aveva affermato il copresidente della società bergamasca – La famiglia Percassi cerca grandi giocatori da portare a Bergamo. I Percassi e Gasperini stanno facendo un grande lavoro. La nostra strategia è investire per migliorare”. Dalle parole ai fatti. Mai, nei dodici anni della seconda gestione Percassi, l’Atalanta aveva investito tanto in una sessione di mercato: sinora circa 100 milioni di euro, contemplando i riscatti dei cartellini di Jeremie Boga, 25 anni e Merih Demiral, 24 anni (40 milioni complessivi); gli acquisti di Ederson, 23 anni (costo 18 milioni); Brandon Soppy, 20 anni (10 milioni); Ademola Lookman, 24 anni (15 milioni); Rasmus Hojlund, 19 anni (17 milioni). E non è ancora finita perché entro le 20 del primo settembre ci saranno altre sorprese (occhio a Borna Sosa, 24 anni, esterno dello Stoccarda e della Croazia). Sinora sono stati ceduti Pessina, MIranchuk e Freuler. La verità è che la Dea di Gasp VII sta cambiando vistosamente pelle. Il colpo Hojlund, nazionale danese Under 21, 6 gol nelle prime 8 gare stagionali con lo Sturm Graz, è la risposta societaria alla richiesta del tecnico che, da tempo, reclamava un centravanti di ruolo per rafforzare il quinto attacco dell’ultimo campionato (65 gol in 38 partite, ex aequo con il Verona) dopo che nella stagione precedente era risultato il primo (90 reti in 38 giornate).C’è di più: ci sono i giovani cresciuti a Zingonia. Chi come Giorgio Scalvini, 18 anni, 23 presenze e 1 gol fra campionato e coppe nella passata stagione e chi, mandato in prestito per accumulare esperienza, è rientrato alla base: Marco Carnesecchi, 22 anni, portiere che assieme a Caleb Okoli, 21 anni, ha dato un contributo determinante al ritorno della Cremonese in serie A e alla qualificazione dell’Under 21 all’Europeo 2023. E poi Matteo Ruggeri, 20 anni e Nadir Zortea, 22 anni, tutti e due reduci dalla formativa esperienza salernitana. In un ambito storicamente diverso rispetto alla sua prima stagione bergamasca quando lanciò in orbita Cristante, Caldara, Gagliardini, Conti, Kessie, Petagna ora Gasperini sta rimodellando l’Atalanta puntando di nuovo sulla linea verde e mescolandola con l’esperienza dei veterani del nucleo storico. L’impressione è che Gian Piero sia all’inizio di un nuovo ciclo, benedetto anche dal boom della campagna abbonamenti che ha sfiorato il 100% di venduto rispetto alle 14 mila tessere disponibili. “Mai visto tifosi tanto appassionati come quelli di Bergamo”, ha commentato Pagliuca, testimone dello spettacolo di passione andato in scena al Gewiss Stadium. Detto dal Signor Boston Celtics, questo è davvero un complimento lusinghiero. LEGGI TUTTO

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    Atalanta-Milan 1-1: Bennacer risponde a Malinovskyi e salva Pioli

    BERGAMO – Bennacer risponde a Malinovskyi e salva il Milan sul campo dell’Atalanta, che nella seconda giornata di campionato ferma sul pari i campioni d’Italia (1-1) con cui resta appaiata in classifica. La Dea e il Diavolo, entrambe vittoriose all’esordio, scivolano ora a -2 dall’Inter e dal Napoli, uniche due squadre rimaste a punteggio pieno in attesa che scendano in campo Juve e Roma. 
    Atalanta-Milan 1-1: statistiche e tabellino
    Panchina per Muriel e De Ketelaere
    Out Palomino, Zappacosta ed Ederson per il tecnico di casa Gasperini, che nel suo 3-4-1-2 conferma nove undicesimi della formazione vittoriosa a Marassi contro la Samp: al centro della difesa rientra Demiral (a fargli spazio è Okoli) mentre in attacco Muriel finisce in panchina per lasciare il posto a Malinovskyi, al centro di un caso di mercato in settimana ma schierato titolare al fianco di Zapata. Per il resto in porta c’è sempre Musso, con Toloi e Djimsiti a completare il reparto arretrato e le fasce affidate a Hateboer e Maehle, mentre de Roon e Koopmeiners vengono confermati in mediana per coprire le spalle al trequartista Pasalic. Tra i campioni d’Italia invece rinviato ancora il debutto dal primo minuto di De Ketelaere, lasciato inizialmente fuori da Pioli che sceglie la continuità rispetto al 4-2 rifilato all’Udinese e cambia solo Krunic, che fa spazio al recuperato Tonali al fianco di Bennacer a centrocampo. Tra i pali dunque ancora Maignan con Calabria, Kalulu, Tomori e Theo Hernandez a fargli da scudo, mentre davanti sono nuovamente Messias, Diaz e Leao a supportare Rebic, unica punta del 4-2-3-1 rossonero.
    La sblocca Malinovskyi
    Avvio di gara equilibrato e prima conclusione al Milan, con Leao che sporca subito i guantoni di Musso dopo un bello scambio con Rebic (2′). L’Atalanta infatti non sta a guardare e risponde con Malinovsky che dai 20 metri non trova la porta su assist di Zapata (8′), anticipato poco dopo di un soffio in uscita da Maignan (10′), imitato un minuto dopo dal collega nerazzurro che arriva sulla palla prima di Theo Hernandez. I ritmi sono forsennati, con il Diavolo che prova a fare la gara e la Dea chiusa e pronta a ripartire. Toloi spende però il giallo per fermare Leao e Gasperini lo inverte allora con Djimsiti, spedendolo dalla parte di Messias che al 24′ si divora un gol fatto: il brasiliano non approfitta infatti di una dormita della difesa nerazzurra e calcia fuori col sinistro dallo spigolo dell’area piccola. Non sbaglia invece sull’altro fronte Malinovskyi, che viene lasciato libero di colpire col sinistro dal limite dell’area e supera Maignan, messo fuori causa dalla deviazione di Kalulu (29′). Sotto di un gol il Milan prova a reagire ma il possesso palla rossonero è sterile e l’Atalanta arriva indenne fino all’intervallo e va negli spogliatoi forte del vantaggio.
    Serie A, risultati e calendario
    Bennacer salva Pioli
    Si torna in campo senza cambi e Leao costringe subito all’ammonizione Hateboer, con la Dea che rischia grosso al 50′: punizione ‘pennellata’ da Bennacer per la testa di Kalulu, che viene dimenticato dalla difesa nerazzurra ma non inquadra la porta. Ribaltamento di fronte ed è invece Hateboer a mancare il pari di testa su cross di Pasalic. Al 53′ ancora Milan pericoloso con Leao, che lambisce il palo con un destro a giro, poi tocca di nuovo alla Dea con Pasalic che chiama alla deviazione Maignan sul cross di Koopmeiners (56′). Pioli getta allora nella mischia De Ketelaere e Giroud (fuori Diaz e Rebic al 58′) ma è Tonali a impegnare Musso (60′). Al 66′ entrano anche Origi e Saelemaekers (al posto di Leao e Messias) e alla fine il Diavolo, ridisegnato dal suo allenatore con un 3-5-2, trova il pari al 68′ con Bennacer che con il sinistro insacca sul secondo palo. Incassato l’1-1 anche Gasperini decide allora di intervenire con un triplo cambio (73′): dentro Muriel, Scalvini e Lookman (al posto di Zapata, Pasalic e Malinovsky) e proprio quest’ultimo costringe subito Tonali all’ammonizione. Un’occasione capita poi al milanista Origi, che manda a terra Demiral con una sterzata ma viene anticipato da Djimsiti al momento del tiro (80′). Nell’Atalanta spazio a Okoli (per Djimsiti all’82’) e Zortea (per Maehle all’89’) nel finale, mentre l’ultima mossa di Pioli è Florenzi al posto di Calabria (84′). Il risultato però non cambia più e dopo il giallo rimediato da De Roon nel recupero (96′) arriva il triplice fischio dell’arbitro Maresca: al Gewiss Stadium finisce 1-1.
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