consigliato per te

  • in

    Bologna, riecco Pereira: Mihajlovic, Bigon e l'intrigo di gennaio

    BOLOGNA – A volte ritornano. E a volte no. Un obiettivo del mercato di oggi apparteneva anche a quello di ieri, ma c’è anche un obiettivo di ieri per il quale il Bologna aveva raggiunto l’intesa su tutto che nelle ultime ore è stato acquistato dal Liverpool. Proprio dal Liverpool, sì, e se rivisitiamo come andò (e lo faremo eccome) a Casteldebole devono mangiarsi le mani. Per quanto riguarda il primo calciatore stiamo parlando di Christopher Martins Pereira, un centrocampista lussemburghese di origini capoverdiane, classe ‘97, che allora giocava nello Young Boys, la stessa squadra di Michel Aebischer, poi sbarcato a Bologna. Il secondo è invece Calvin Ramsay, giovanissimo esterno destro dell’Aberdeen, classe 2003, un prospetto estremamente interessante e sul quale già 5 mesi fa c’erano addosso alcune squadre di Premier League. Ebbene, detto che Martins Pereira continua a piacere al Bologna e sta trovando uno spazio sulla lista dei centrocampisti di Giovanni Sartori e Marco Di Vaio, c’è un retroscena che lega questi due calciatori. Questo: Martins Pereira e Ramsay avrebbero dovuto essere i due rinforzi del gennaio passato anche alla luce del fatto che Sinisa Mihajlovic aveva già dato la sua benedizione al loro acquisto. Poi accadde che Riccardo Bigon gli consegnò Aebischer (appunto) e Denso Kasius, il che mise di traverso Sinisa. E non a caso crebbero gli attriti tra i due. Lasciatecelo dire: come dare torto a Mihajlovic. Gli fai vedere due calciatori, ricevi il suo sì e poi gliene porti altri due? No, non ci sta.

    Il voltafaccia per Ramsay

    Tra l’altro quello che è successo per Kasius ha quasi dell’incredibile. Il Bologna gli è addosso da 5 mesi avendo capito le sue potenzialità tecniche (un applauso per questo), finalmente ha raggiunto un accordo sia per quanto riguarda il contratto con l’Aberdeen che per l’ingaggio del ragazzo scozzese e il giorno prima di chiudere l’affare ecco che Bigon chiamò la controparte per informarla che non se ne sarebbe fatto niente (per questo invece restiamo addirittura senza parole). Mandando su tutte le furie l’Aberdeen, il procuratore del ragazzo e lo stesso Ramsay, che giustamente si sentirono presi in giro dall’improvviso e inaspettato ripensamento del Bologna, e anche Silvio Pagliari, che da intermediario aveva prima portato avanti l’affare e poi lo aveva anche chiuso. Sembra che Pagliari cercò di far rivisitare questa scelta con i capi rossoblù, ma non ci fu niente da fare, a quel punto Bigon aveva già deciso di portare Kasius a Casteldebole. Il motivo? Costava 1,5 milioni in meno rispetto a Ramsay. E’ evidente che l’ex responsabile dell’area tecnica si comportò in questo modo per restare tra le righe e non infastidire Saputo e Fenucci sulla voce bilancio, ma al di là di ciò che evidenzierà con il tempo Kasius questo è stato un errore grossolano da parte di Bigon. Non dimenticando poi come questo suo inspiegabile cambio di intenti non gli sia neanche servito per salvare il posto.

    Sinisa ripensa a Pereira

    Torniamo a Martins Pereira. Non conosciamo il vero motivo per il quale l’allora responsabile dell’area tecnica del Bologna decise di dare Aebischer e non il centrocampista lussemburgese a Mihajlovic, in quei giorni ci fu chi informò che lo Young Boys non cedeva Pereira, ma la verità doveva essere un’altra (forse ancora una volta economica come per Ramsay) considerato che poi il nazionale del Lussemburgo passò in prestito allo Spartak Mosca. Sì, Pereira è rimasto nella testa di Sinisa, che lo riteneva il centrocampista giusto per la sua squadra, e ora il Bologna lo sta valutando, non volendo restare a mani vuote nel caso in cui alla fine Mattias Svanberg dovesse essere ceduto. Sartori e Di Vaio stanno seguendo anche altri centrocampisti, certo, tra i quali piace anche Yangel Herrera dell’Espanyol, classe ‘98, nazionale venezuelano, in prestito dal Manchester City. Herrera ha qualità importanti e numeri alti. Della serie: per portarlo a Casteldebole andrebbe trovata la soluzione giusta. LEGGI TUTTO

  • in

    Lovato ha scelto il Bologna e Mihajlovic

    BOLOGNA – Il sì è forte e chiaro, deciso: Matteo Lovato vuole il Bologna. Il difensore dell’Atalanta diverrà uno degli uomini di punta del club rossoblù, un tassello concreto e importante della difesa di Sinisa Mihajlovic. Lovato preferisce il Bologna alla Salernitana, il calciatore lo ha già fatto sapere e ha già accettato le condizioni che gli sono state proposte. Adesso è solo una questione di dettagli. Ma l’operazione è in dirittura d’arrivo, già nei prossimi giorni potrebbe arrivare l’ufficialità. Magari all’inizio della prossima settimana. Un’operazione frutto dei grandi rapporti tra il nuovo direttore tecnico rossoblù, Giovanni Sartori, e la sua ex squadra, l’Atalanta, che ha in mano il cartellino del giocatore. L’ex dirigente nerazzurro, arrivato da poco a Bologna, sta lavorando anche in questa chiave: gestendo per il meglio i vecchi rapporti e cercando di chiudere operazioni di qualità che possano rilanciare il Bologna nel modo migliore. Lovato fa parte di questo modus operandi, una modalità che Sartori utilizzerà anche nelle prossime operazioni.  

    La volontà di Lovato

    C’è fermento in casa Bologna per il primo, vero acquisto della nuova stagione. Con Medel che ad agosto compirà 35 anni, e con un reparto difensivo che ha bisogno di nuova energia (nonostante le conferme di Theate e di Soumaoro), l’arrivo di Lovato permette al club di guardare con ottimismo al futuro. Classe 2000, 22 presenze in A nella passata stagione con la maglia del Cagliari, Lovato stava cercando un club per lanciarsi definitivamente. Dopo un campionato con il Verona (20/21) e qualche apparizione con la maglia dell’Atalanta sempre l’anno scorso (7 tra campionato e Champions), l’esperienza al Cagliari è servita al difensore per arricchire il suo modo di gestire le situazioni. Con il Bologna Lovato è pronto a fare il grande salto. Soprattutto in un club come quello rossoblù, che dei giovani in rampa di lancio sta facendo la sua politica a ogni stagione.

    La crescita di Lovato

    Sarà questo il lavoro di Sartori e del neo-ds Marco Di Vaio. Se la lista di difensori comprendeva anche Goldaniga, Sutalo e Caldara, alla fine il Bologna ha trovato un accordo con Lovato. Merito del dialogo costruttivo che Sartori ha intavolato in queste settimane con l’Atalanta. Il manager, arrivato da pochi giorni a Bologna, sta lavorando senza sosta per provare a portare un organico con alcuni nuovi innesti a Pinzolo, sede del ritiro. Quello di Lovato sarebbe un acquisto a titolo definitivo, con un contratto medio-lungo, che permetterebbe al club rossoblù di gestire bene il difensore negli anni. Papà Stefano si faceva i chilometri per seguirlo ovunque. «Partivo da Candiana la domenica alle 7 di mattina e mi facevo ore e ore di viaggio da solo per andare a vederlo. Tornavo anche all’una di notte a casa. Ero felice», ha raccontato. 

    L’apparizione in Champions

    Torino, Genova, Milano, Firenze: ovunque pur di vedere il figlio. Che con il passare dei campionati è diventato uno degli uomini di mercato più interessanti del panorama italiano. Non è un caso che l’Atalanta, proprio con Sartori, l’abbia portato a Bergamo. Determinato, volenteroso. Un gigante, Lovato. Fino all’apparizione in Champions contro il Manchester United. «Una serata complicata emotivamente, ma ero pronto. Il mister e i compagni mi hanno aiutato con consigli importanti. Ero molto concentrato, poi il giorno dopo ho realizzato e sono stato orgoglioso». Ha detto di non vivere le partite «in modo frenetico», ma di saper gestire i momenti, le situazioni. Proprio quello che stava cercando il Bologna per migliorare in difesa, per crescere ancora. LEGGI TUTTO

  • in

    Genoa-Bologna 0-1: segna Barrow e Mihajlovic chiude con un sorriso

    GENOVA – Il calore del pubblico di Marassi non riesce a spingere al successo il Genoa, battuto 1-0 dal Bologna, nell’ultima giornata di una stagione chiusa con la retrocessione in Serie B. Gli emiliani di Mihajlovic, pur imbottiti di giovanissimi, si impongono con un gol di Barrow nella ripresa. La formazione di Blessin, già retrocessa aritmeticamente dallo scorso weekend, saluta il massimo campionato dopo 15 stagioni di fila.Guarda la galleryBarrow-gol, il Bologna passa a Marassi: il Genoa saluta la A con un ko
    Genoa-Bologna, la partita
    Il Genoa schiera in porta Semper, al debutto stagionale, mentre in prima linea Portanova, Amiri e Gudmundsson si muovono a supporto della punta Yeboah. Ampio turn-over nel Bologna che si presenta con Bardi in porta, lo svizzero Aebischer a centrocampo e il 18enne Raimondo in attacco, in tandem con Barrow. In difesa c’è il 16enne Amey, che nella scorsa stagione è diventato il calciatore più giovane ad aver mai giocato nei 93 anni di storia della Serie A. I tifosi del Grifone, nonostante la retrocessione, accolgono i ragazzi di Blessin con una scenografia da brividi sugli spalti. Il Bologna inizia timidamente e il Genoa prova ad approfittarne: all’8′ Bardi è attento in tuffo su una rovesciata di Portanova. Poi va al tiro Yeboah, murato da Bonifazi. Gli emiliani di Mihajlovic si scrollano di dosso le paure con lo scorrere del cronometro, fino a sfiorare il gol al 29′ con un colpo di testa ravvicinato di De Silvestri: Semper è prodigioso, togliendo in volo il pallone dalla porta per poi sorridere compiaciuto. Subito dopo ci prova Dominguez, con due conclusioni che non vanno a bersaglio. A metà gara il risultato è fermo sullo 0-0.
    Barrow gol, Frendrup palo
    All’inizio del secondo tempo il tecnico emiliano Mihajlovic mette dentro altri due giovanissimi, il 18enne Stivanello e il 17enne polacco Urbanski, mentre Blessin inserisce Frendrup e Melegoni. Il ritmo si abbassa, con le formazioni in campo che non riescono a pungere. Tra il 66′ e il 67′ la sfida si accende di nuovo: dapprima Raimondo si inventa una parabola velenosa con una spizzata di testa, costringendo Semper a una super parata; poi una penetrazione di Barrow porta al gol del vantaggio bolognese. L’attaccante gambiano è bravo e fortunato, perché un rimpallo su Hernani gli fornisce, di fatto, l’assist vincente. Il Genoa tenta la reazione con Yeboah, il cui tiro-cross è bloccato da Bardi. L’attaccante originario del Ghana manca d’un soffio il pareggio all’82’, approfittando di un errore di De Silvestri: il portiere del Bologna però para a terra. L’ultimo tentativo del Grifone è sfortunato: all’87’ Frendrup calcia a botta sicura con Bardi immobile, ma il pallone si stampa sul palo. La sfida si chiude qui: il Bologna vince al Ferraris per 1-0, chiudendo il campionato a 46 punti, 5 in più rispetto alla scorsa stagione. Al Genoa resta la speranza di un futuro migliore, grazie alla nuova proprietà e alla straordinaria passione dei suoi tifosi. LEGGI TUTTO

  • in

    Diretta Venezia-Bologna ore 15 come vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    VENEZIA – Sinisa Mihajlovic torna in panchina 49 giorni dopo l’ultima volta e guiderà il Bologna a casa di un Venezia che non ha alternative se non vincere per tenere in vita la speranza salvezza. Allo Stadio Penzo i lagunari, ultimi in classifica (22 punti) a 7 punti dalla Salernitana 17ª, cercano di interrompere davanti al proprio pubblico la striscia di 10 sconfitte consecutive: proprio sul fattore campo e sull’orgoglio dei suoi ragazzi Soncin spera di fare leva per non dover salutare la Serie A. I rossoblù invece hanno come obiettivo quello di tornare a vincere in trasferta, cosa che manca da Natale (4 pareggi, 4 sconfitte).
    SEGUI VENEZIA-BOLOGNA IN DIRETTA SUL NOSTRO SITO
    Come vedere Venezia-Bologna in tv e in streaming
    Venezia-Bologna è in programma alle 15 allo Stadio Penzo di Venezia e sarà visibile in diretta su Dazn.
    Le probabili formazioni di Venezia-Bologna
    VENEZIA (4-3-3): Maenpaa; Mateju, Caldara, Ceccaroni, Haps; Crnigoj, Busio, Cuisance; Aramu, Henry, Okereke. Allenatore: Soncin. A disposizione: Bertinato, Ullmann, Ebuehi, Fiordilino, Tessmann, Vacca, Nani, Kiyine, Peretz, Johnsen, Nsame. Indisponibili: Lezzerini, Modolo, Romero. Squalificati: Ampadu. Diffidati: Caldara, Henry, Okereke, Vacca.
    BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; Soumaoro, Medel, Bonifazi; De Silvestri, Svanberg, Schouten, Aebischer, Hickey; Arnautovic, Barrow. Allenatore: Mihaljovic. A disposizione: Bardi, Binks, Theate, Mbaye, Kasius, Viola, Dominguez, Soriano, Orsolini, Sansone, Santander, Vignato. Indisponibili: Djiks. Squalificati: nessuno. Diffidati: Soriano
    ARBITRO: Marinelli di Tivoli.
    ASSISTENTI: Peretti e Paganessi.
    IV UOMO: Miele.
    VAR: Maggioni.
    ASS.VAR: Zufferli.
    Guarda Venezia-Bologna su DAZN. Attiva ora LEGGI TUTTO

  • in

    Venezia-Bologna, due o tre reti in vista al “Penzo”

    Il film “Venezia in Serie A” sembra esser giunto ai titoli di coda. A tre giornate dal termine la compagine veneta si trova a meno 7 dalla zona salvezza. Se la Salernitana dovesse vincere contro il Cagliari per Henry e compagni sarebbe retrocessione matematica. Il Bologna, prossimo avversario dell’undici allenato da Soncin, non ha nessuna intenzione di fermarsi dopo aver fatto registrare due vittorie e quattro pareggi nelle precedenti sei giornate di campionato. 
    Fai ora i tuoi pronostici!
    Statistiche a confronto
    Profondo rosso, il Venezia ha sempre perso nelle ultime dieci partite disputate. L’ultimo punto conquistato dai “lagunari” risale alla lontana 26ª giornata, 1-1 in casa contro il Genoa. Da quel giorno i veneti hanno incassato la bellezza di 21 reti, 11 nelle 4 gare interne e 10 nelle sei esterne.
    Osservando il ruolino di marcia del Venezia si nota subito che la “X” non esce appunto da 10 giornate, un segno che invece risulta uscire con una certa frequenza quando il Bologna gioca in trasferta (6 volte di cui 4 nelle ultime 5). Circa il 41% delle partite disputate dal Venezia in casa sono terminate esattamente con due reti al novantesimo, identica la percentuale delle gare esterne terminate da Arnautovic e soci con tre reti totali al triplice fischio. Con questi numeri è lecito provare il Multigol 2-3 al 90′. LEGGI TUTTO

  • in

    Roma, Mourinho: “Gara brutta, anche per colpa dell'arbitro”

    ROMA – In attesa della partitissima di giovedì in Conference League contro il Leicester, la Roma di José Mourinho deve registrare la terza gara senza vittorie in campionato e un quinto posto in bilico, per il pareggio di stasera contro un bel Bologna. I giallorossi, aritmeticamente fuori dalla Champions League da oggi, sono appaiati alla Lazio, con il solo vantaggio della differenza reti negli scontri diretti: “Per me è stata una partita con poca qualità; la squadra che doveva vincere non ha giocato bene a sufficienza, la squadra che non voleva vincere ha fatto la sua partita e l’arbitro ha lasciato fare. Secondo me è stata una partita povera di qualità”, le parole di un insoddisfatto Mourinho ai microfoni di Dazn.Guarda la galleryLa Roma spinge, il Bologna risponde: all’Olimpico manca solo il gol
    Mourinho punge Zalewski e Abraham
    Nella mancata vittoria con il Bologna ha influito anche la fatica per la trasferta di Leicester: “Certamente. Hanno influito la partita di giovedì scorso e quella di giovedì prossimo. Siamo in una situazione bella e difficile, con giovedì sono 14 partite in Europa dopo tutte quelle in campionato. Il Leicester ha fatto riposare 9 giocatori; per noi è dura, ma l’intenzione era quella di vincere. Ci abbiamo provato, abbiamo sbagliato qualche opportunità. Partita brutta, è nostra responsabilità, responsabilità loro che hanno fatto la partita che volevano. Responsabilità dell’arbitro che non si è preoccupato dello spettacolo e ha lasciato troppo correre”. Nella ripresa Mourinho ha inserito quattro titolari per acciuffare la vittoria: “Ho cercato di dare più qualità, ma non c’è stato l’impatto che pensavo potessimo avere. Dei 4 giocatori che sono entrati posso dire che Pellegrini e Karsdorp hanno avuto un impatto positivo, Zalewski e Abraham non sono entrati abbastanza bene. Avevano 30 minuti da giocare, magari ne hanno giocati solo 15. Abbiamo avuto qualche opportunità per il gol, ma non è stato sufficiente”. Alla domanda sulla prestazione di Zaniolo, lo ‘Special One’ si spazientisce: “Voi avete un po’ di ossessione con Zaniolo… Penso proprio di sì. Voi e gli arbitri, siete ossessionati da lui”.
    Mourinho punge la Lazio: “Ha vinto con gol in fuorigioco”
    In conferenza stampa, poi, Mourinho punge la Lazio, riferendosi al gol vittoria di Acerbi, ieri, contro lo Spezia: “La storia è sempre la stessa: io alleno da 22 anni e non cambio; l’altra cosa che non è cambiata è che 22 anni fa potevi vincere con un gol in fuorigioco, dopo 22 anni puoi ancora vincere con un gol in fuorigioco perché ieri questo è successo”.  LEGGI TUTTO

  • in

    Roma-Bologna 0-0: Mourinho non trova i tre punti, ma resta quinto

    ROMA – La Roma viene fermata sullo 0-0 dal Bologna, allo Stadio Olimpico, nel posticipo della domenica della 35ª giornata di Serie A. I giallorossi di Mourinho pagano forse per i tanti cambi nella formazione in vista della semifinale di ritorno di Conference League contro il Leicester di giovedì prossimo. Il Bologna, dal canto suo, conferma il suo buon momento di forma, con la sesta partita consecutiva senza sconfitte. Guarda la galleryLa Roma spinge, il Bologna risponde: all’Olimpico manca solo il gol
    Roma-Bologna, la cronaca
    Ampio turn-over nella Roma, che deve rinunciare a Sergio Oliveira squalificato e a Mkhitaryan infortunato: in previsione del Leicester, Mourinho lascia in panchina Smalling, Karsdorp, Zalewski, Pellegrini e Abraham, rilanciando titolari Kumbulla, Maitland-Niles, Veretout, El Shaarawy, Carles Perez e Felix. Nel Bologna sono indisponibili soltanto Dijks e Kingsley: davanti Arnautovic è affiancato da Orsolini mentre Barrow inizia tra le riserve; sulla corsia destra c’è il 19enne olandese Kasius. La partita si accende subito all’inizio per un tocco di braccio di Medel su traversone di Perez: l’arbitro Fabbri di Ravenna fa un rapido check con il Var Piccinini e dice che è tutto regolare. La Roma protesta ancora al 13′ per una caduta di Maitland-Niles, in corsa, dopo un contatto con Soriano poco fuori dall’area di rigore: anche in questo caso Fabbri non rileva infrazioni. Al 16′ Arnautovic manca d’un soffio il colpo vincente, anticipato di poco da Rui Patricio, che inizialmente ritarda la sua uscita sull’austriaco. Il portiere portoghese deve intervenire in presa al 23′ su nuovo tentativo di Arnautovic, il cui tiro è troppo centrale. La Roma risponde con le sassate di Zaniolo e Perez, parate in tuffo dall’ex giallorosso Skorupski, rispettivamente al 29′ e al 39′. La gara è divertente su entrambi i fronti: prima dell’intervallo il Bologna rialza la testa, impegnando Rui Patricio con Orsolini e Arnautovic.
    Espulso il preparatore dei portieri della Roma
    La ripresa si gioca sulla falsariga del primo tempo, a viso aperto da entrambe le formazioni: tra il 51′ e il 53′ gli animi si accendono per una caduta di Felix in area e per un fallo su Perez. Ne fa le spese Nuno Santos, preparatore dei portieri giallorossi, espulso dall’arbitro per proteste. Il collaboratore di Mourinho era già stato protagonista di uno scontro in Conference League con l’allenatore del Bodo Glimt, Kjetil Knutsen, pagato da entrambi con tre giornate di squalifica. Al 58′ lo Special One prova a cambiare pelle alla sua squadra, inserendo Karsdorp, Pellegrini, Zalewski e Abraham. Passano 9 minuti e Skorupski è strepitoso su un colpo di testa di Kumbulla, su azione di corner. Nel Bologna ci prova un paio di volte il solito Arnautovic, spedendo il pallone ampiamente fuori. La Roma spinge sempre più alla ricerca del gol: all’81’ un diagonale di Abraham finisce a lato di poco. All’88’ però l’ex laziale De Silvestri rischia di fare il colpaccio con un colpo di testa ravvicinato, respinto da Rui Patricio a mani unite. Nel recupero c’è ancora tempo per un destro di Pellegrini, alto di pochissimo, e per una traversa colpita dal nuovo entrato Barrow. Il match finisce senza reti. La Roma è quinta appaiata alla Lazio a 59 punti, ma resta in vantaggio sui concittadini in virtù della migliore differenza reti negli scontri diretti. Adesso i giallorossi si giocheranno tutto nella gara di giovedì contro il Leicester, che vale la qualificazione alla finale di Conference League: si parte dall’1-1 dell’andata in Inghilterra. LEGGI TUTTO

  • in

    Bologna-Inter 2-1: clamoroso errore di Radu, il Milan resta in vetta

    BOLOGNA – Perisic illude l’Inter dopo 3′, Arnautovic sigla il gol dell’ex al 28′ quindi, ad 8′ dal triplice fischio finale, l’erroraccio di Radu spalanca la porta a Sansone che, appena entrato, sigla il 2-1 per il Bologna. Al Dall’Ara i nerazzurri falliscono il sorpasso ai cugini del Milan in vetta alla classifica di Serie A nel più clamoroso dei modi, traditi dal proprio portiere, schierato al posto dell’acciaccato Handanovic. I felsinei, già aritmeticamente salvi, si regalano una vittoria di prestigio dopo i pareggi con i rossoneri e con la Juventus.
    Bologna-Inter, le scelte di De Leo e Inzaghi
    La “potenziale capolista” della Serie A si presenta al Dall’Ara col classico 3-5-2: Simone Inzaghi perde Handanovic ed affida le chiavi della porta a Radu, protetto dal terzetto Skriniar-De Vrij-Dimarco, Dumfries e Perisic a tutta fascia, Brozovic in cabina di regia, Barella e Calhanoglu mezz’ali e Correa, al posto di Dzeko, schierato in attacco in coppia con Lautaro Martinez. La risposta di De Leo, che sostituisce in panchina Mihajlovic, è speculare: davanti a Skorupski ci sono Soumaoro, l’ex Medel e Theate, De Silvestri e Hickey sulle corsie esterne, Svanberg e Soriano ai lati di Schouten in mediana e Barrow-Arnautovic, anche lui con un breve passato in nerazzurro, il tandem offensivo.
    Arnautovic risponde a Perisic: Bologna-Inter 1-1 al 45′
    Lo sguardo di Inzaghi nel pre-partita trasuda concentrazione, alle porte di un match che può valere una stagione. I nerazzurri recepiscono il messaggio, in particolare Ivan Perisic che, dopo soli tre minuti, si va a prendere nei pressi della bandierina una palla proveniente da una rimessa laterale, chiede l’uno-due a Barella, salta Barrow con un tunnel e scarica in porta con rare violenza e precisione il pallone che vale l’1-0. Al 6′, poi, Calhanoglu non trova per centimetri Correa tutto solo nel cuore dell’area e l’occasione del raddoppio-lampo sfuma, quindi – una manciata di secondi più tardi – Skorupski salva tutto in uscita bassa su Barella. Al Dall’Ara, però, è un bombardamento nerazzurro e il portiere polacco è chiamato al super intervento sulla sassata di Dimarco, mentre Lautaro Martinez spara in curva la ribattuta da una zolla invitante (9′). Al 18′ Soumaoro è protagonista di un vero e proprio miracolo difensivo sul Toro, che ha poi una seconda opportunità, ma svirgola al lato. Per vedere il Bologna dalle parti di Radu bisogna attandere il 19′, con Barrow che scivola sul più bello, al momento del tiro: ne nasce invece un contropiede che Correa non riesce a concludere. Ancora Inter al 25′, prima con Skriniar autore di un prodigioso coast to coast e un mancino che non inquadra lo specchio, poi con Lautaro che non beffa Skorupski dopo l’erroraccio di Schouten. L’argentino spaventa Inzaghi, restando un paio di minuti a terra prima di riprendere il proprio posto in attacco, di meglio fa Arnautovic al 28′, quando prende la posizione a Dimarco e trova di testa l’angolino alla sinistra di Radu sul bellissimo cross di Barrow: gol dell’ex e 1-1, col tecnico nerazzurro che lamenta un fallo in avvio di azione e si prende il giallo per le prolungate proteste. Replica immediata ospite con Correa, con annessa deviazione che favorisce l’intervento dell’estremo difensore felsineo. Al 32′ follia di Theate che prova ad andare via in dribbling, perde palla e solo un’incomprensione tra il Tucu e Barella lo grazia, quindi al 33′ la zuccata di Dumfries è alta non di molto. L’Inter sembra comunque aver accusato il colpo e qualche errore tecnico rallenta la manovra e sciupa qualche potenziale chance: i padroni di casa ci provano invece con Barrow al 43′ dalla lunga distanza, una scelta che lascia a desiderare. Al 44′ azione fotocopia della rete del pareggio, ma stavolta Arnautovic non riesce ad imprimere la giusta potenza alla sfera, agevolmente bloccata da Radu, quindi Calhanoglu debole da fuori (45′). Forcing ospite nel finale del primo tempo, che si chiude dopo quattro minuti di recupero, ma la retroguardia rossoblù si salva sul colpo di testa di Lautaro e sulla botta dal limite di Brozovic.
    Clamoroso errore di Radu: il Bologna batte l’Inter 2-1
    Si riparte senza cambi, mentre l’Inter prova ad imporre il proprio ritmo, a caccia di un gol che significherebbe sorpasso in testa alla classifica ai danni dei cugini del Milan. Il più attivo sotto porta è Dimarco, che ci prova al 47′ con un mancino alto, al 49′, al 51′ e al 53′ con tre tentativi dalla distanza arginati da Skorupski e al 54′ di testa. Arnautovic si prende un giallo per una spinta a Brozovic, Barella reagisce in difesa del compagno e finisce anche lui nella “lista dei cattivi” dell’arbitro. L’austriaco regala poi una palla d’oro al 57′ a Barrow, ma l’attaccante gambiano, dal limite, la spedisce clamorosamente in curva. Al 58′ è invece De Silvestri a sbagliare l’ultimo passaggio con Arnautovic e Barrow pronti a battere a rete e regalando un contropiede non sfruttato dall’Inter, un minuto più tardi Theate è miracoloso su Dumfries dopo una palla ben lavorata da Barella. I nerazzurri aumentano la pressione, i padroni di casa restano compatti dietro la linea del pallone, non rinunciando a qualche ripartenza. Inzaghi si sbilancia e al minuto 63 getta nella mischia Dzeko e Sanchez in luogo di Correa e Barella, passando così al 3-4-2-1, ma 120 secondi più tardi Skriniar è provvidenziale in scivolata su Arnautovic, che pregustava già la doppietta a due passi da Radu. Al 67′ De Leo si gioca le carte Aebischer e Dominguez al posto di Svanberg e Soriano, quindi – sull’altro versante – Dimarco fa spazio a D’Ambrosio (70′), con Dumfries che si prende un’ammonizione per un intervento in ritardo su Theate. Dopo una fase spezzettata del match torna ad attaccare con continuità l’Inter: brivido per il pubblico del Dall’Ara al 73′, con Dzeko che non arriva sul pallone e, sul seguente corner, Lautaro che ha una grande scelta di tempo ma spara alto di testa. Col cronometro che segna -13′ dal triplice fischio, De Leo richiama accanto a sé Barrow, rilevato da Sansone, tre giri di lancetta più tardi è il turno di Gagliardini e Darmian per Calhanoglu (appena ammonito e diffidato, salterà l’Udinese) e Dumfries. Svolta della partita all’81’: su un fallo laterale battuto malissimo da Perisic, clamoroso svarione di Radu che cicca la sfera e Sansone che ci si avventa iscrivendo il proprio nome sul tabellino. 2-1 Bologna. Di nervi, l’Inter risponde immediatamente, ma la frustata di D’Ambrosio trova un miracoloso salvataggio sulla linea a Skorupski battuto. I nerazzurri attaccano a testa bassa e all’87’ Brozovic viene murato e Sanchez cerca invano il secondo palo. Subito dopo, il tecnico dei padroni di casa concede la standing ovation ad Arnautovic e qualche minuto ad Orsolini, quindi il sipario cala all’89’ sul tentativo velleitario di D’Ambrosio che termina altissimo.  LEGGI TUTTO