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    Fiorentina, Jovic lo manda Ancelotti. E a centrocampo arriva Mandragora

    FIRENZE- Sprint per Jovic e Mandragora a un passo. Il mercato della Fiorentina sta accelerando con forza e per l’attaccante del Real Madrid è stato l’allenatore, Carlo Ancelotti, a dare un altro input al trasferimento a Firenze. Proprio come aveva fatto la passata stagione con Odriozola, consigliandolo al meglio verso la Fiorentina, così ha fatto in questa occasione. La parola di Ancelotti è fondamentale e preziosa, anche perché è sinonimo di fiducia assoluta. A questo si aggiungono almeno altri tre fattori determinanti per cui si può chiudere a breve. C’è il sì del giocatore, l’apertura del Real e Fali Ramadani a Firenze. Altri tre elementi che fanno pensare alla stretta finale per Luka Jovic. La trattativa non è semplice, ma ci sono i presupposti per andare avanti fino alla chiusura. L’attaccante infatti gradisce la destinazione viola, lo ha già detto più volte e sarebbe pure disposto a ridursi l’ingaggio. I tifosi della Fiorentina aumentano le loro speranze di avere in rosa l’anno prossimo un giocatore del suo livello. Certo, benché ridotto, lo stipendio del serbo continua ad essere molto alto, ma l’apertura dei blancos sarebbe determinante in questo senso, essendo disposti a pagare circa la metà dell’ingaggio. In più la presenza del grande tessitore Ramadani in città, può accelerare la trattativa perché c’è stato di nuovo un incontro fra le parti. 

    Sprint per Jovic

    Intanto Jovic ha dato il suo ok alla Fiorentina, anche grazie ad Ancelotti. C’è da trovare la quadratura economica e pure la formula giusta del prestito, ma non ci sono ostacoli insormontabili. Comunque alla squadra di Madrid, questo trasferimento potrebbe essere funzionale sia perché risparmia una parte di ingaggio per un calciatore che non trova spazio e in più permetterebbe di far giocare, e magari rilanciare, un proprio tesserato. I rapporti fra le due società fra l’altro sono ottimi e anche dalla Spagna sono convinti che il serbo starebbe più volentieri per un anno in serie A per riesplodere come ha fatto in Bundesliga con la casacca dell’Eintracht.   

    Mandragora a un passo dalla Fiorentina

    Il primo regalo per Vincenzo Italiano a centrocampo sarà invece Rolando Mandragora. Arriva a titolo definito e va a riempire la casella mancante, lasciata vuota da Torreira. La passata stagione ha indossato la casacca del Torino ma i granata hanno deciso di non riscattarlo dalla Juventus e così la Fiorentina si è inserita e ha trovato l’accordo con i bianconeri per circa 10 milioni. L’annuncio sembra a un passo. Può fare il regista ma anche la mezzala ed è un profilo che l’allenatore gradisce come caratteristiche e duttilità. La scorsa stagione ha collezionato 23 presenze con la maglia del Torino fra campionato e coppa Italia in cui segnato una rete contro la Sampdoria. Da ricordare che in rosa c’è Amrabat, mentre Torreira ha salutato dopo non essere stato riscattato dall’Arsenal. 

    Gli altri obiettivi di mercato

    In difesa per Dodo i viola aspettano una risposta. L’offerta alla Shakhtar Donetsk è stato presentata, ma gli ucraini la considerano troppo passa, tra i 12 proposti e gli almeno 15 (senza bonus) richiesti. Sullo sfondo c’è Leo Dubois del Lione, ma anche uno piccolo spiraglio per Odriozola. Ieri al centro sportivo intanto si è presentato Luca Puccinelli, il procuratore di Riccardo Saponara che ha il contratto in scadenza il 30 giugno, ma non ha mai nascosto la sua voglia di rimanere alla Fiorentina. Ancora non c’è stata la firma, ma le premesse sono più che buone per un altro anno di contratto. Tutto deciso infine per il rinnovo di Agostinelli, centrocampista della Primavera che ieri ha trovato l’accordo con i viola fino al 2025. LEGGI TUTTO

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    Belotti come Dybala, la dura vita del parametro zero in attesa…

    TORINO – In spiaggia con il telefonino a portata di mano. E’ la “dura” estate dei giocatori in cerca di sistemazione. Fra questi, incredibilmente, c’è Andrea Belotti. Il centravanti, simbolo del Toro di questi ultimi sette anni, è a scadenza, questi sono gli ultimi giorni ancora tinti di granata, seppure in ferie e senza la maglia gloriosa. Poi, sceglierà la destinazione più gradita. La corte del Monaco è sullo sfondo (offerto un triennale), la Fiorentina ha virato su Jovic, il Monza non è andato avanti nel discorso, il sogno resta sempre il Milan di cui è tifoso. Il Gallo preferirebbe stare in Italia, anche per questioni famigliari. Di certo il Principato non sarebbe troppo distante. Di sicuro è strana questa vacanza da disoccupati illustri, per i parametri zero che erano idoli sotto la Mole: Belotti, Dybala… Ok, magari è solo questione di giorni, intanto il futuro resta a tinte sbiadite. LEGGI TUTTO

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    Fiorentina, occhi su Sensi e Mandragora per affiancare Amrabat

    FIRENZE – La Fiorentina si muoverà presto per prendere il centrocampista di rinforzo che avrebbe dovuto essere Florian Grillitsch e che non sarà. Un regista da affiancare ad Amrabat, ma non è detto che abbia le stesse caratteristiche tecnico-tattiche di Torreira. Il fatto che Sensi e Mandragora siano i due profili su cui il club viola si sta orientando spiega bene l’assunto: la Fiorentina non si preclude alcuna strada e l’inserimento di Imeri del Servette e Maggiore dello Spezia, nel conto dei possibili obiettivi, è l’ulteriore conferma di quanto ampio sia il concetto di centrocampista che hanno in mente gli uomini di mercato di Commisso dopo triangolazione strategica con Italiano.Sullo stesso argomentoCalciomercato FiorentinaIl progetto di Italiano: otto rinforzi per far volare la Fiorentina

    Sensi e Mandragora gli obiettivi

    Intanto, la scelta (che poi spetterà al campo confermarne la bontà) di puntare su Amrabat per un ruolo delicato e soprattutto centrale nel gioco viola ha di fatto spostato le priorità del mercato su altri ruoli, anche se la Fiorentina aveva risolto subito il problema muovendosi in anticipo sul succitato Grillitsch. Chiuso quel capitolo, i viola si sono messi di nuovo sulle tracce di Sensi dell’Inter da una parte e di Mandragora dall’altra per garantirsi più di un’alternativa al Nazionale marocchino. Una trattativa con i nerazzurri per il prestito è possibile, formula che però non incontra i favori del calciatore più orientato a trovare una sistemazione definitiva non rientrando più nei piani di Inzaghi: la Fiorentina ci sta provando come ci aveva già provato la scorsa estate, prima dello stop dello stesso tecnico su Sensi con ripensamento a gennaio quando è stato girato alla Sampdoria. Ma l’interesse è reale anche per Mandragora, su cui Juventus e Torino al momento non stanno trovando l’intesa dopo la stagione in prestito ai granata: c’è distanza tra domanda e offerta che i viola sono attenti a sfruttare a loro favore. Imeri del Servette e Maggiore dello Spezia si discostano da Sensi e Mandragora per tipologia, qualità e apporto, però non per questo non possono fare al caso di Italiano: specie il secondo lo conosce bene per i trascorsi in comune a Spezia e saprebbe come farlo diventare una risorsa per il centrocampo. 

    Dodo e Jovic

    La priorità forse rimane invece l’esterno di difesa, non fosse altro per l’investimento che la Fiorentina è pronta a fare. Per Dodo, ovviamente. Commisso ha messo dieci milioni sul piatto replicando alla richiesta da poco meno di venti milioni avanzata dallo Shakhtar Donetsk per cedere il brasiliano, un’offerta articolata e sostanziosa a cui il club viola si aspetta una risposta tra oggi e domani per capire se insistere e definire la trattativa o, viceversa, cambiare obiettivo buttandosi su Dubois del Lione. La Fiorentina sta facendo pressione al club ucraino, chiamato a dare un “segnale” magari attraverso il proprio direttore sportivo Srna in vacanza a Firenze. Segnali che sono sempre più concreti anche in arrivo da Madrid: i “Blancos” sono disposti a discutere il prestito alla Fiorentina e a intervenire sull’ingaggio di Luka Jovic, che di suo è pronto ad ridurlo sensibilmente.

    Sullo stesso argomentoCalciomercato FiorentinaJovic, talento e indisciplina: alla Fiorentina può tornare a brillare LEGGI TUTTO

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    Commisso e gli allenatori: perché la panchina viola scotta sempre

    Quattro tecnici in tre stagioni, i 23 giorni di Gattuso, esoneri, liti, accuse: viaggio nel difficile rapporto tra il patron viola e chi si siede sulla sua panchinaSono passati tre anni dallo sbarco di Rocco Commisso nel calcio italiano. Era il 6 giugno 2019 e da quel giorno i tifosi viola fanno grandi sogni: una squadra competitiva, uno stadio nuovo, un progetto vincente. A marzo è stato presentato il restyling del Franchi, primo passo nel futuro. I risultati nei tre campionati targati Commisso sono stati prima interlocutori (10° posto), poi deludenti (13°) e infine positivi (7° e qualificazione alla Conference League). L’impressione è che con Vincenzo Italiano in panchina si sia aperta una nuova era per la squadra viola. Ma il rapporto di Commisso con gli allenatori si conferma complicato. LEGGI TUTTO

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    Italiano-Fiorentina, l’accordo ancora non c’è. E sullo sfondo appare De Zerbi

    La trattativa per il rinnovo del tecnico. Capitolo giocatori: Jovic ha dato la disponibilità, Milenkovic piace a Inter e Juve Stessa spiaggia, stesso mare. Ogni estate diventa abbastanza turbolenta, come minimo tormentata, per la Fiorentina. Come se la vicenda allenatore fosse una querelle continua, un punto di domanda malgrado l’esistenza di un contratto. Conosciamo bene le storie complicate che hanno riguardato i vari Montella, Prandelli e Iachini, profonde riflessioni prima di decidere, magari qualche contraddizione all’interno di un progetto che aspettava di decollare. LEGGI TUTTO

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    Torreira, saluto amaro: “Volevo restare, qualcuno ha lavorato male”

    Lucas Torreira non sarà un giocatore della Fiorentina nella prossima stagione. A confermarlo è lo stesso giocatore, che ha scritto sui social questa lettera: “Cari “Tifosi” dell’ACF Fiorentina. ‎Purtroppo è giunto il momento di dire addio. ‎È con grande tristezza che finisce il mio legame con l’ACF Fiorentina. Club che mi ha dato così tanto amore e supporto per tutto questo tempo. Fin dall’inizio mi hanno fatto sentire a casa. Ho scoperto una città meravigliosa che è sempre stata gentile con me, sia dentro che fuori dal campo. Mi hanno sempre mostrato affetto, rispetto e per questo sarò sempre grato. ‎Grazie alla sua fiducia sono riuscito a ritrovare la continuità e il livello che volevo. Lo devo ai miei compagni di squadra e a tutti i tifosi che ci hanno dato energia partita per partita. Sappiate che ho sempre lasciato tutto sul campo di gioco per questi colori. ‎Un ringraziamento speciale a tutto lo staff del club: cuochi, oggetti di scena, manager, fisioterapista e sicurezza. Sono il tassello fondamentale per il funzionamento di questa istituzione. ‎Sappiate, che ho fatto di tutto il mio meglio per continuare a far parte di questo club, ma purtroppo c’è stato chi, agendo secondo la mia comprensione in modo negativo, è riuscito a impedire che ciò accadesse ed è per questo che devo andarmene. ‎Vi auguro tutto il meglio per il futuro. ‎Avranno un altro fan che applaude dal posto in cui devo essere. ‎Forza Viola‎‎. ‎Lucas Torreira LEGGI TUTTO

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    Gnonto: Mancini lo esalta, il mercato lo chiama. In lizza Toro, Friburgo, Hoffenheim, Fiorentina…

    INVIATO A MONCHENGLAGBACH – «Quello che mi ha colpito di Gnonto, a parte che fisicamente è molto forte, è che sa giocare. Fa le cose con logica, non sembra che abbia solo 18 anni». Così, a poche ore dalla sfida contro la Germania al Borussia Park, Roberto Mancini ai microfoni di Rai Sport ha nuovamente sottolineato le qualità di Wilfred “Willi” Gnonto, una delle grandi sorprese della rivoluzione giovane avviata dal ct. Non che fosse uno sconosciuto agli addetti ai lavori – ha percorso la trafila delle Nazionali giovanili ed è stato uno dei migliori giocatori al Mondiale Under 17 – ma lo era certo al grande pubblico, anche per la sua scelta di lasciare le giovanili dell’Inter e andare a giocare nello Zurigo dove ha potuto giocare3 in prima squadra con ben maggiore continuità. Il coraggio di Mancini, come già era successo con Zaniolo e ben più massicciamente in questa fase della sua gestione (da Gatti a Zerbin a Esposito) è stato quello di farlo esordire in Nazionale senza che il ragazzo avesse messo piede su un prato di Serie A sebbene arrivasse comunque da un campionato professionistico di discreto livello come quello svizzero. Quella azzurra, ovviamente, si è trasformata in una vetrina luccicante per le dinamiche di mercato, anche perché il suo contratto con lo Zurigo scadrà il prossimo anno e il club non ha intenzione di perderlo a zero: dai 6 iniziali, ora si discute sopra i 10 milioni. In Italia si è mosso per primo il Sassuolo a cui si sono accodati il Torino e i sondaggi di Fiorentina. Più concreta, però, la pista che porta in Bundesliga al Friburgo e soprattutto all’Hoffenheim del suo ex allenatore, André Breitenreiter. La Germania, del resto, è nel suo destino: dopo l’esordio in azzurro a Bologna contro i tedeschi (25 minuti scoppiettanti con tanto di assist per il gol di Pellegrini) stasera gli tocca il secondo esordio da titolare dopo quello con l’Ungheria: al Borussia Park esaurito con 44.144 spettatori di cui 360 dall’Italia. Ma saranno moltissimi gli italiani immigrati che tiferanno per gli azzurri e che sperano in una vittoria per lenire l’amarezza e dimenticare le prese in giro che tocca loro subire per la mancata qualificazione al Mondiale. E uno dei più attesi sarà proprio il folletto Willi, uno di quelli a cui Mancini chiede di ridare alla Nazionale «Lo spirito e il gioco dominante che aveva la squadra che ci ha portato in cima all’Europa». LEGGI TUTTO

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