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    Un rigore non tirato, una sciarpa raccolta. Nel tifo diviso, Baggio fu di tutti

    Dopo il suo passaggio dalla Fiorentina alla Juventus, che causò una rivolta cittadina, il 6 aprile di trent’anni fa Roby tornò a Firenze con la maglia di un altro colore… Baggio se n’era andato e si era portato dietro le ultime illusioni di un popolo vinto. La Fiorentina aveva cominciato il decennio sfiorando lo scudetto e lo aveva appena terminato lottando per la salvezza e perdendo la finale della Coppa Uefa: fra i viola e la vittoria c’era sempre la Juventus. E Baggio se n’era andato: alla Juventus. LEGGI TUTTO

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    Serie A: l'Atalanta vola al terzo posto, pari di Benevento e Fiorentina, Cagliari ko

    Torna in campo la Serie A e giocano tutte di sabato. Nelle partite delle 15:00 l’Atalanta si impone per 3-2 in casa contro l’Udinese e grazie ad un super Muriel raggiunge il terzo posto in classifica. Benevento-Parma e Genoa-Fiorentina pareggiano rispettivamente 2-2 e 1-1, con Ribery protagonista di un brutto intervento su Zappacosta che gli costa l’espulsione. Il Verona espugna Cagliari per 2-0 con i gol di Barak e Lasagna.

    Atalanta-Udinese 3-2: bis di Muriel, poi Pereyra, Zapata e Larsen

    Lascia sempre il segno, Luis Muriel. Sotto la pioggia di Bergamo sguscia via più volte alla difesa dell’Udinese, ma il gol lo trova con un tiro dalla distanza al 19′, su assist di Pessina. Imbeccato da Malinovskyi al 43′, Muriel firma la doppietta, scartando anche Musso. Al 45′ Pereyra accorcia le distanze con una conclusione chirurgica che non lascia scampo a Gollini. Nel secondo tempo Gasperini sostituisce Muriel con Ilicic, ma il terzo gol della Dea porta la firma di Zapata: il colombiano sfrutta al meglio l’assist del solito Malinovskyi, piazzando la sfera alla destra di Musso al 61′. L’Udinese non muore mai: Molina è scatenato sulla destra e serve al centro Larsen, che non fallisce il gol del 3-2, riaccendendo il match al 71′. Il risultato però resta quello fino alla fine, permettendo a Gasperini di festeggiare il terzo posto solitario (aspettando Torino-Juventus) e godersi i 58 punti in classifica.

    Atalanta-Udinese: tabellino e statistiche

    Guarda la galleryMuriel-Zapata show: l’Atalanta si porta a -2 dal Milan

    Benevento-Parma 2-2: Glik e Ionita rimontati da Kurtic e Man

    Non segnava in Serie A dal 4 aprile 2015 Kamil Glik, che porta in vantaggio il Benevento al 23′ sugli sviluppi di un calcio piazzato. Verso la fine del primo tempo i padroni di casa sfiorano il raddoppio con Lapadula. Un Parma quasi inesistente nella prima frazione cambia in vista della ripresa. Ad inizio secondo tempo, infatti, D’Aversa opta per due sostituzioni (Busi e Kurtic per Brugman e Laurini) che risultano determinanti per il pareggio trovato al 55′ proprio dal subentrato Kurtic con un colpo di testa. Gli ospiti segnano anche il gol dell’1-2 con Gagliolo, che esulta invano perché il VAR annulla tutto per fuorigioco. E allora ne approfitta il Benevento, che al 67′ torna in vantaggio grazie ad una stoccata di testa di Ionita. Il Parma si risveglia nel finale e strappa un punto al Vigorito grazie ad una prodezza di Man all’88’. Finisce in parità questa sfida salvezza: il Benevento sale a 30 e il Parma a 20 punti.

    Benevento-Parma: tabellino e statistiche

    Cagliari-Verona 0-2: decidono le reti di Barak e Lasagna

    Partita molto bloccata nel primo tempo quella di Cagliari, dove le due squadre si sono annullate, chiudendo bene gli spazi. Qualche brivido lo hanno regalato una punizione di Miguel Veloso, che ha impegnato Cragno e un diagonale di Joao Pedro, su cui Silvestri arriva con la punta delle dita. La chance più ghiotta capita sui piedi di Lykogiannis, che spara alto. La partita viene sbloccata nel secondo tempo da Barak, che al 54′, con un sinistro ben indirizzato, porta in vantaggio il Verona. Per il raddoppio ospite bisogna attendere addirittura il 98′, quando Lasagna, a recupero inoltrato, chiude i giochi e trascina la squadra di Juric a 41 punti in classifica. Il Cagliari crea troppo poco anche se, sotto di una sola lunghezza, colpisce un clamoroso palo con Simeone.

    Cagliari-Verona: tabellino e statistiche

    Genoa-Fiorentina 1-1: Vlahovic risponde a Destro, espulso Ribery

    Ballardini si affida alla coppia d’attacco Scamacca-Destro e la scelta veiene ripagata al 13′, quando il primo confeziona per il secondo un assist al bacio, solo da spingere nella porta di Dragowski. La Fiorentina si riscatta dieci minuti dopo con il suo uomo più pericoloso: Vlahovic pareggia beffando Perin con un preciso diagonale sinistro. Ad inizio secondo tempo, esattamente al 51′, Ribery viene espulso con un rosso diretto a causa di un intervento shock ai danni di Zappacosta. Il Genoa non riesce a sfruttare la superiorità numerica per tutta la ripresa e la partita finisce sul risultato del primo tempo. Questo pareggio porta Ballardini a 32 punti e la Fiorentina di Iachini a 30.

    Genoa-Fiorentina: tabellino e statistiche

    Guarda la galleryFiorentina, rosso diretto per Ribery: l’entrata su Zappacosta LEGGI TUTTO

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    Mezzo secolo di Edmundo, l’artista che prese l’Arno e lo rese mare

    Compie 50 anni uno dei talenti più cult di sempre: filantropo, istrionico, indomabile, re del Carnevale, capace di inventare calcio. E quelle notti alla stazione…Cinquant’anni e il solito sguardo. Impenetrabile, misterioso. Capace di attrarre come una calamita. Alves de Souza Neto, o più semplicemente Edmundo, è un calciatore che è stato amato e odiato. Il suo soprannome “O Animal” è la fotografia del suo calcio. Furioso, istintivo, cattivo. E della sua vita, sempre sul filo del rasoio. Nell’estate del 2011 è stato addirittura arrestato per un incidente stradale che purtroppo lo ha visto protagonista e che è costato la vita a tre persone. Un dolore che lo accompagna come un marchio incancellabile. LEGGI TUTTO

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    Il calcio è tutto velocità e business. Ma impari dalla decisione di Prandelli

    Nella lettera d’addio dell’ex tecnico della Fiorentina emerge tutto il disagio legato alla frenesia del calcio odierno. Il pallone è sentimento, il sentimento si fa impresa. Ma non succede il contrarioIl calcio spietato. Il calcio solitario e cattivo. “Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita non fa più per me e non mi ci riconosco più. Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono”. LEGGI TUTTO

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    Chi si ferma non è perduto: l'addio e la lezione di Prandelli

    Ci vogliono forza e coraggio non solo per andare avanti, ma anche per dire che non ce la si fa più. E nella lettera dell’ormai ex tecnico della Fiorentina c’è un grande messaggio: non abbiate paura di fermarvi e del giudizio altrui, perché stare bene con se stessi vale più di ogni altra cosaCesare ha detto basta. Con una lettera toccante, sincera, in cui si è messo a nudo, senza difese e senza paure. Quando qualcuno pensa che una ammissione di fragilità sia un segno di debolezza, non sa che è proprio quello il momento in cui ci si sente finalmente liberi e quindi più forti e più veri. Perché ci vogliono forza e coraggio non solo per andare avanti, ma anche per dire che non ce la si fa più. Per confessare di non avere le energie necessarie. Per parlare della propria inadeguatezza e incapacità di restare in un ambiente che cambia in modo troppo veloce per stargli dietro. LEGGI TUTTO

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    Sacchi: “Io come Prandelli. Dormivo poco, troppa tensione. E dissi basta”

    L’ex c.t. azzurro: “Allenavo il Parma: vincemmo a Verona 2-0, ma non provai emozione. Capii che ero arrivato al capolinea e non avevo più nulla da dare. Cesare è un uomo sensibile”Chiamatelo ombra, stress, angoscia. Chiamatelo come volete. È un momento che, prima o poi, nella vita capita. Arrigo Sacchi lo ha attraversato nel 2001. E ora ricorda. LEGGI TUTTO

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    Commisso: panchine, mercato, stadio e grane. Bilancio viola di due anni a due facce

    A giugno il secondo anniversario del presidente a Firenze. Il suo progetto è a metà tra i grandi investimenti per le infrastrutture e la discontinuità tecnica Tra pochi mesi saranno due anni di presidenza. Rocco Commisso è arrivato a Firenze nel giugno del 2019 con la gioia di chi poteva finalmente vivere da protagonista la sua grande passione. Quel calcio che gli aveva cambiato la vita aprendogli le porte della prestigiosa Columbia University. LEGGI TUTTO