consigliato per te

  • in

    L'entourage di Vlahovic: “Con la Fiorentina non parliamo più, rifiutati 60 milioni”

    Dopo le parole di Rocco Commisso sono tornati a prendere parola alcuni membri dell’entourage di Dusan Vlahovic che, intervistati in Serbia da FirenzeViola hanno spiegato quella che è la posizione del giocatore nei confronti della Fiorentina e svelando anche un retroscena legato a quest’estate.NON RINNOVA – “Dusan non firmerà alcun rinnovo con la Fiorentina. Non abbiamo alcuna intenzione di metterci a negoziare il rinnovo con la Fiorentina, ecco perché non parliamo né con i giornalisti né con la società”​L’OFFERTA RIFIUTATA – “Quest’estate avevamo portato alla Fiorentina un’offerta da 60 milioni più bonus (dell’Atletico Madrid ndr.), tra noi e il club acquirente c’era già l’accordo, ma il presidente Commisso non ha voluto sentire ragioni”.COMMISSO NON LO VOLEVA VENDERE – “Rocco ha risposto dicendoci che Vlahovic è come un figlio per lui, che non lo avrebbe venduto in nessun modo e che avrebbe fatto di tutto per rinnovargli il contratto”. LEGGI TUTTO

  • in

    Moggi: “Non siamo nemici del calcio”. E su Gonzalez: “I viola se lo terranno stretto”

    A margine dell’Assemblea Straordinaria A.I.A.C.S.-Assoagenti, il noto procuratore Alessandro Moggi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti, tra cui Daniele Longo per Calciomercato.com: “Gli agenti non sono i nemici del sistema calcio, facciamo soltanto il nostro lavoro. Il mercato è fatto di domanda e offerta. Sta crescendo il numero di giocatori in scadenza di contratto per via della crisi scoppiata dopo la pandemia coronavirus”. “Ciro Immobile non ascolta le critiche, pensa solo a giocare e non deve dimostrare niente di più”. “Nico Gonzalez sarà un uomo mercato la prossima estate? Non so, credo che la Fiorentina se lo voglia tenere stretto, anche perché ha fatto un investimento molto importante”.  LEGGI TUTTO

  • in

    Berardi, la Fiorentina è solo rinviata. E coi soldi di Vlahovic…

    Da tempo l’attaccante esterno del Sassuolo ha espresso il proprio gradimento per il club viola. La futura cessione del gioiello serbo darà una mano a chiudere l’operazione Una fascia di capitano restituita può essere lo sviluppo indiretto di una delusione di calciomercato. E’ questo il discorso che coinvolge al 100 per cento Domenico Berardi, una bandiera silenziosa del Sassuolo. Bandiera perché resta un grande riferimento in campo, a maggior ragione dopo la cessione di Manuel Locatelli alla Juve. Silenziosa perché preferisce i fatti alle chiacchiere, di parole ne sono state spese troppe nell’ultima sessione di trattative. LEGGI TUTTO

  • in

    Muriqi e Kokorin, le spine di Lazio e Fiorentina: tanta attesa, una realtà da meteore

    Per il kosovaro il club di Lotito ha speso 20 milioni, il russo ha un ingaggio con la Viola di tre anni con un fisso da 1,8 milioni a stagione più bonus, troppi per il poco che ha fatto vedere Ci sono meteore che restano tali dopo aver aspettato per mesi e mesi. Soprattutto: ci sono meteore che ti sono costate un occhio della testa e ancora oggi ti chiedi come sia possibile. LEGGI TUTTO

  • in

    Fiorentina-Napoli 1-2: Spalletti cala il settebello

    Il Napoli cala il settebello. Spalletti sbanca anche Firenze e centra la settima vittoria consecutiva in campionato che lo porta alla sosta in vetta alla classifica a punteggio pieno (solo Sarri ha fatto meglio di lui come striscia iniziale, 8 vittorie consecutive nel 2017-2018). Lozano e Rrahmani firmano il successo al Franchi in rimonta dopo il vantaggio viola firmato da Martinez Quarta e danno un altro segnale al campionato. Quello di Firenze è stato un esame di maturità superato dagli azzurri, che continuano a dare risposte importanti soprattutto dal punto di vista della personalità. Portare a casa tre punti su un campo così difficile dopo essere andati sotto, non è un’impresa da squadra qualunque.

    Apre Martinez Quarta, Insigne sbaglia, Lozano no

    La partita è stata molto tattica, la Fiorentina l’ha fatta come piace a Italiano, pressando alta e cercando di evitare la costruzione del gioco del Napoli. Spalletti ha provato a risolvere il problema accendendo a fiammate Osimhen, che ha il grande vantaggio di essere azionabile anche con i lanci da dietro. Ma per lunghi tratti le squadre hanno tenuto palla senza riuscire a infilarsi nelle difese avversarie. Ci sono voluti quasi venti minuti di gioco per la prima fiammata di Pulgar (attento Ospina), poi si è capito che per sbloccare la partita serviva solo qualche calcio piazzato. Anguissa e Milenkovic hanno preso le misure su angolo, sugli sviluppi di un altro corner è arrivato il vantaggio viola: sponda di piede di Vlahovic e imbucata vincente di Martinez Quarta. Italiano ha abbracciato il difensore goleador, Spalletti ha chiesto una reazione immediata ai suoi. Lozano ci ha provato senza fortuna con un’accelerata improvvisa, Osimhen poco dopo ha bruciato l’erba del Franchi in ripartenza costringendo al fallo da rigore proprio Martinez Quarta. Dal dischetto Dragowski si è opposto due volte a Insigne ma non ha potuto fare niente sul tap in di Lozano che ha firmato il pareggio azzurro. Sempre Osimhen ha sfiorato il vantaggio prima del riposo con una fantastica rovesciata a lato di poco.

    Guarda la galleryIl Napoli non si ferma più: Lozano e Rrahmani stendono la Fiorentina

    Rrahmani firma la vittoria

    Solo questione di tempo, però, perché il Napoli l’ha ribaltata a inizio ripresa con uno schema su punizione. Insigne ha fintato di battere, ha crossato al centro Zielinski che ha pescato Rrahmani solo davanti alla porta: colpo di testa angolato e Dragowski battuto. Un colpo duro per la Fiorentina, graziata da Osimhen poco dopo (clamorosa palla mandata a lato). Italiano ha scosso la squadra con Sottil per Callejon, Milenkovic e il nuovo entrato hanno sfiorato due volte il pari. Spalletti ha buttato nella mischia Politano, Elmas, Demme, Mertens e Petagna (non ha gradito il secondo cambio consecutivo Insigne (foto), che ha borbottato al momento di uscire) e ha sfiorato ancora il tris con Elmas (sciupata una grande ripartenza di Osimhen) e Politano (tiro da fuori a lato). Con Benassi, Malen e Kokorin la Fiorentina ci ha provato fino all’ultimo minuto di recupero senza fortuna. Alla fine hanno fatto festa solo i tifosi del Napoli, a Firenze è stata la notte del settebello azzurro.

    Fiorentina-Napoli 1-2: tabellino e statistiche
    CorrieredelloSport.fun, gioca gratis, fai il tuo pronostico e vinci! LEGGI TUTTO

  • in

    Fiorentina-Napoli 1-2: Lozano-Rrahmani in rimonta, Spalletti vola in classifica

    Fiorentina-Napoli, le scelte di Italiano e Spalletti
    Il Napoli capolista a punteggio pieno in Serie A si presenta all’Artemio Franchi con poche novità e un 4-3-3 di “sarriana” memoria: Spalletti schiera Di Lorenzo Rrhamani, Koulibaly e Mario Rui davanti ad Ospina, Anguissa, Fabian Ruiz e Zielinski a centrocampo, con Lozano ed Insigne ai lati di Osimhen. Speculare la risposta di Italiano: tra i pali c’è Dragowski, linea a quattro di difesa composta da Odriozola, Milenkovic, Martinez Quarta e Biraghi, Bonaventura, Pulgar e Duncan nel cuore rettangolo verde e il grande ex della sfida Callejon e il recuperato Nico Gonzalez sulle corsie esterne al servizio del terminale offensivo Vlahovic. Ancora fuori per infortunio Castrovilli.
    Lozano risponde a Martinez Quarta: Fiorentina-Napoli 1-1 al 45′
    Il Napoli prova ad imporre il proprio ritmo, la Fiorentina risponde con una fitta serie di passaggi che mina le certezze della capolista: per la prima occasione degna di nota bisogna attendere il 18′ ed è di matrice viola, con Pulgar protagonista di una sassata da fuori area che esalta i riflessi di Ospina. I ragazzi di Spalletti ci provano invece al 22′ con la zuccata di Anguissa sugli sviluppi di un corner che non inquadra lo specchio, mentre una situazione analoga capita, quattro giri di lancetta più tardi e sull’altro fronte del campo, sulla testa di Milenkovic. La bella prestazione dei padroni di casa è suggellata dal gol del vantaggio di Martinez Quarta: angolo di Bonaventura, splendido assist di Vlahovic col piattone mancino e mezza rovesciata di destro dell’argentino, imparabile per il portiere colombiano. Il Napoli accenna una reazione con Lozano, il cui diagonale è respinto coi pugni da Dragowski (34′), ma è la fiammata di Osimhen, buttato giù in area da Martinez Quarta (ammonito), a regalare ai suoi la più ghiotta delle opportunità: l’estremo difensore polacco dice no a Insigne sul tiro dagli undici metri e sulla ribattuta di testa, ma non può nulla sul nuovo rimpallo che favorisce Lozano: 1-1 al 39′, risultato che perdura fino all’intervallo, nonostante la doppia macroscopica chance di Osimhen (sulla prima si supera Milenkovic, sulla seconda, in rovesciata allo scadere, la sfera termina fuori di un soffio). 
    Decide Rrahmani: il Napoli batte la Fiorentina 2-1
    Pronti, via e un errore di Di Lorenzo mette in moto Vlahovic, il bomber classe 2000 scarica su Nico Gonzalez che, mentre prepara il destro, viene chiuso da un grande intervento di Koulibaly. Ancora l’attaccante in scadenza di contratto nel prossimo giugno è protagonista con una sforbiciata sugli sviluppi di un angolo, ma il pallone viene intercettato dal muro difensivo partenopeo. L’avvio spint della Fiorentina, però, non produce gli effetti sperati, piuttosto è il Napoli a portarsi avanti e – provvisoriamente – a quota 21 in classifica, a punteggio pieno dopo sette incontri di campionato: cross di Zielinski dalla bandierina e colpo di testa imparabile di Rrahmani da posizione ravvicinata (50′). Una manciata di secondi più tardi Osimhen sfiora il tris, col pallone che s’infrange sull’esterno della rete. Al 56′ accade di tutto nell’area di rigore della capolista, ma né Odriozola, né Milenkovic, Bonaventura e Vlahovic riescono a trovare lo spazio necessario per battere a rete. Sottil prende il posto di Callejon, Elmas e Politano fanno tirare il fiato a Zielinski e Lozano, ma da un’incredibile uscita di Dragowski fin quasi a centrocampo con cambio gioco annesso sui piedi di Nico Gonzalez, nasce la grande giocata dell’argentino (tunnel e palla in mezzo), che Vlahovic cicca però clamorosamente a botta quasi sicura (59′). Le squadre sono lunghissime e le occasioni fioccano in stile futsal: doppia super giocata di Politano da una parte, Ospina respinge la sassata di Sottil dall’altra, quindi Osimhen scappa via a Martinez Quarta e mette una palla d’oro al centro con Dragowski fuori dai giochi, sulla quale Elmas è in ritardo per questione di centesimi. Italiano getta nella mischia Torreira in luogo di Pulgar quindi, dopo un tentativo di Anguissa nato da una leggerezza di Duncan, Insigne – mal volentieri – fa spazio a Demme (“Ne avevo ancora mister”, urla il capitano a Spalletti). Ancora Napoli al 73′: ottimo l’impatto sulla partita di Politano, con l’ex Roma ed Inter che si mette in proprio e non trova il primo palo di pochissimo. Italiano ricorre ad un triplo cambio, cercando di dare ai suoi la linfa necessaria per il forcing finale (Benassi, Maleh e Kokorin sostituiscono Odriozola, Duncan e Bonaventura), il collega risponde con Petagna e Mertens per Osimhen e Fabian Ruiz, ma la Viola si vede soltanto al 92′ con una girata di Vlahovic che termina in curva. Il Napoli sbanca anche l’Artemio Franchi e vola a quota 21 punti in classifica.  LEGGI TUTTO

  • in

    Vlahovic contro Osimhen: gli occhi di mezza Europa su Fiorentina-Napoli

    Fiorentina-Napoli è ancora una volta molto più che una semplice sfida di campionato con i classici 3 punti in palio. La gara delle 18 al Franchi sarà infatti un grande banco di prova per le velleità, seppur con obiettivi diversi, sia dei viola di Vincenzo Italiano che per gli azzurri di Luciano Spalletti. C’è però un’ulteriore sfida nella sfida che sta attirando le attenzioni di mezza Europa su questa partita ed è il confronto diretto fra due degli uomini mercato più interessanti del campionato, Dusan Vlahovic e Victor Osimhen che si sfidano anche per il trono di nuovo miglior 9 della Serie A dopo l’addio di Romelu Lukaku.CONFRONTO FRA BOMBER – Vlahovic e Osimehn sono due prime punte con caratteristiche molto diverse, ma entrambi per le rispettive squadre sono incredibilmente decisivi. La punta serba è più fisica, centrale, cerca il contatto con i difensori ed è bravo a difendere palla, subire fallo e allargare il gioco per i compagni. Non a caso è in top 10 fra le punte delle big in Serie A per falli subiti, per passaggi verso i compagni ed è leader assoluto per duelli e contrasti vinti. L’attaccante nigeriano è invece più bravo nell’attaccare spazi e profondità, con un numero più alto sia di tiri che di dribbling tentati. LEGGI TUTTO