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    Udinese, il nuovo look della Dacia Arena

    Nel 2016 Udinese Calcio e Dacia presentarono ufficialmente il nuovo Stadio Friuli sponsorizzato Dacia, una struttura moderna e polifunzionale pensata non soltanto per i tifosi, ma anche per le aziende e le famiglie.
    Nel giugno 2014 la posa della prima pietra e a gennaio 2016 la prima partita, con l’intera capienza e un nuovo nome per lo Stadio Friuli. Per la prima volta nella storia del calcio italiano, infatti, la casa di un prestigioso Club calcistico di Serie A viene battezzata con il nome del suo sponsor, nasce così la Dacia Arena.
    Dacia presenta il nuovo logo
    Da allora, il legame tra Udinese Calcio e Dacia, iniziato nel 2009, è diventato ancora più forte ed innumerevoli sono state le occasioni per il Club sportivo ed il Marchio automobilistico, per presentarsi come una vera squadra.Oggi, a distanza di cinque anni, la Dacia Arena è teatro di un altro grande momento: la presentazione al grande pubblico in anteprima italiana della nuova identità di Marca. Svelata a giugno, in occasione del reveal digital del nuovo face lift di Dacia Duster, la prima realizzazione fisica della nuova identità di Marca è stata presentata in Italia a luglio, in occasione del reveal della nuova maglia “Away” e, successivamente ad agosto, con il reveal digital e social della maglia “Home”.
    Dacia presenta il nuovo logo
    Oggi, grazie all’approccio dinamico e concreto che contraddistingue Dacia e Udinese Calcio, è possibile scoprire la Nuova Identità di Marca Dacia, per la prima volta in Italia ed in Europa, proprio sulla struttura della Dacia Arena che diventa quindi un esempio emblematico in tutto il mondo. Il logo, che è l’elemento fondamentale della nuova identità visuale, ispira robustezza e stabilità fin dal primo sguardo e richiama chiaramente la forza del legame tra Dacia e Udinese Calcio. L’emblema, semplice e preciso, rappresenta l’incontro della D e della C, come due componenti che si connettono e si assemblano in una simmetria perfetta, per costituire l’anello di una catena, simbolo di solidarietà e di forte legame. Tutto il mondo grafico è volutamente minimalista, per ricordare che Dacia è una Marca che si concentra sull’essenziale. La nuova identità di marca si riflette pure nei colori (Verde Kaki, Terracotta, Sabbia, Arancione e Verde Brillante), che ricordano il mondo outdoor che ci circonda, punto di riferimento importante per i clienti Dacia e territorio su cui i veicoli della Marca, come ad esempio l’iconico Duster, sfruttano appieno le loro capacità. LEGGI TUTTO

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    Poker Verona con lo Spezia, spettacolare pari tra Sampdoria e Udinese

    TORINO – È un Verona da applausi quello di Tudor, che al Bentegodi travolge lo Spezia con un perentorio 4-0 e trova il quarto risultato utile in altrettante gare giocate con il sostituto dell’esonerato Di Francesco in panchina. Gol ed emozioni anche nell’altra gara domenicale delle ore 15 a Marassi, dove Sampdoria e Udinese non si risparmiano colpi e pareggiano 3-3. I friulani tornano così a muovere la classifica dopo tre ko di fila e restano a +2 sui blucerchiati, agganciando il Torino (sconfitto dalla Juve nel derby) a quota 8 punti, come fanno anche agli scaligeri.
    Serie A, la classifica
    Show dell’Hellas al Bentegodi
    Verona con il 3-4-2-1 al Bentegodi, con Tudor che in difesa preferisce Casale a Ceccherini e Magnani mentre davanti Simeone è l’unica punta, con Barak e Caprari a supporto (Kalinic e Lasagna iniziano in panchina dove si rivede Veloso al rientro dall’infortunio). Dall’altra parte, con dieci indisponibili, è emergenza a centrocampo per lo Spezia di Thiago Motta che concede allora l’esordio da titolare a Podgoreanu e all’attaccante Manaj. I piani tattici del tecnico ligure naufragano però ben presto, perché l’Hellas parte fortissimo e dopo un quarto d’ora è già avanti di due reti. Ad aprire le danze è Simeone, che al 4′ stacca bene in area sul cross di Ilic e insacca di testa (seconda rete di fila per l’argentino), poi ci pensa Faraoni a raddoppiare  al volo col piatto destro (secondo centro in campionato per l’esterno) sul traversone ‘pennellato’ da Caprari (15′). Lo Spezia prova a reagire ma Montipò è attento su Gyasi al 16′ e un minuto dopo viene graziato da Manaj, che dopo aver colpito la traversa di testa calcia poi alto a porta vuota in tap-in. Ancora l’albanese impegna alla mezz’ora il portiere di casa, mentre non può fare nulla il collega Zoet sul destro a giro di Caprari (servito da Simeone) che cala il tris al 42′. L’ultimo brivido del primo tempo è una punizione di Verde, sventata da Montipò che sul successivo corner vede la palla sfilare a lato sul colpo di testa di Antiste. La gara è praticamente già finita ma nella ripresa lo Spezia cerca comunque l’arrembaggio con generosità, lasciando però praterie che il Verona sfrutta con Bessa: blitz palla al piede fino al limite e poker servito al 71′. E a chiudere la domenica nera dei liguri arriva anche il rosso a Bastoni, espulso all’81’ per una gomitata sullo stomaco di Ilic: finisce 4-0 e con il Bentegodi in festa.
    Verona-Spezia 4-0: statistiche e tabellino
    Guarda la galleryVerona, poker allo Spezia: che vittoria per Tudor
    Gol ed emozioni a Marassi
    Con Gabbiadini, Verre, Ihattaren e Vieira ai box ci sono però Quagliarella e Caputo a guidare la Sampdoria, schierata con il 4-4-2 da D’Aversa che consegna a Damsgaard la maglia da titolare sulla sinistra. Sull’altro fronte è indisponibile Nestorovski nell’Udinese di Gotti, che sceglie Beto per affiancare Deulofeu nel tandem offensivo del suo 3-5-2. La partenza dei friulani è veemente e già all’8′ il doriano Yoshida rischia l’autogol in scivolata, mandando sul palo la palla di Beto destinata a Deulofeu. E se al 10′ Audero riesce ad opporsi al tiro di Udogie, cinque minuti dopo si fa sorprendere dalla girata in area di Pereyra che di piatto insacca su cross basso di Deulofeu. Nonostante il vantaggio l’Udinese insiste ma a riportare a galla la Samp ci pensano i suoi uomini più esperti: Quagliarella rifinisce per Caputo che pesca Candreva, destro a giro e palla che sbatte prima sulla traversa e poi sul piede dello sfortunato Stryger Larsen, per rotolare infine nella porta bianconera. I padroni di casa provano a sfruttare il momento, ma il destro di Adrien Silva è troppo centrale (31′) e a chiudere il primo tempo in attacco è invece l’Udinese, che impegna Audero con Samir (42′) e poi si riporta avanti: palo colpito da Samir e palla a Beto che insacca a porta vuota (43′). Il vantaggio ospite non dura però molto perché a inizio ripresa il portiere Silvestri travolge in uscita Caputo, concedendo a Quagliarella l’occasione di pareggiare su rigore e di andare così a segno in Serie A per la 17esima stagione di fila. Tutto da rifare per l’Udinese, che con il passare dei minuti sembra accusare la stanchezza e al 69′ viene punita ancora da Candreva: splendido il gol dell’esterno, che dai 25 metri incrocia con il destro e spedisce la palla all’incrocio. Sorpasso definitivo? Nemmeno per sogno, perché all’82’, dopo un colpo di testa di Nuytinck, il nuovo entrato Forestieri fissa il risultato sul 3-3 con un tocco sotto porta.
    Sampdoria-Udinese 3-3: statistiche e tabellino
    Guarda la galleryCandreva fa lo show, ma non basta: Samp-Udinese 3-3TuttoSport.fun, gioca gratis, fai il tuo pronostico e vinci! LEGGI TUTTO

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    Pari show tra Sampdoria e Udinese, il Verona travolge lo Spezia

    ROMA – Pirotecnico pareggio tra Sampdoria e Udinese, goleada del Verona sull’incerottato Spezia. Questi i verdetti dei due match domenicali delle ore 15 andati in scena a Marassi e al ‘Bentegodi’, ricchi di gol ed emozioni, con l’Hellas (quarto risultato utile in altrettante gare con Tudor in panchina) che ‘aggancia’ così il Toro e i friulani (reduci da tre ko di fila) a quota 8 punti in classifica, a +2 sui blucerchiati.
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    Gol ed emozioni a Marassi
    Con Gabbiadini, Verre, Ihattaren e Vieira ai box ci sono però Quagliarella e Caputo a guidare la Sampdoria, schierata con il 4-4-2 da D’Aversa che consegna a Damsgaard la maglia da titolare sulla sinistra. Sull’altro fronte è indisponibile Nestorovski nell’Udinese di Gotti, che sceglie Beto per affiancare Deulofeu nel tandem offensivo del suo 3-5-2. La partenza dei friulani è veemente e già all’8′ il doriano Yoshida rischia l’autogol in scivolata, mandando sul palo la palla di Beto destinata a Deulofeu. E se al 10′ Audero riesce ad opporsi al tiro di Udogie, cinque minuti dopo si fa sorprendere dalla girata in area di Pereyra che di piatto insacca su cross basso di Deulofeu. Nonostante il vantaggio l’Udinese insiste ma a riportare a galla la Samp ci pensano i suoi uomini più esperti: Quagliarella rifinisce per Caputo che pesca Candreva, destro a giro e palla che sbatte prima sulla traversa e poi sul piede dello sfortunato Stryger Larsen, per rotolare infine nella porta bianconera. I padroni di casa provano a sfruttare il momento, ma il destro di Adrien Silva è troppo centrale (31′) e a chiudere il primo tempo in attacco è invece l’Udinese, che impegna Audero con Samir (42′) e poi si riporta avanti: palo colpito da Samir e palla a Beto che insacca a porta vuota (43′). Il vantaggio ospite non dura però molto perché a inizio ripresa il portiere Silvestri travolge in uscita Caputo, concedendo a Quagliarella l’occasione di pareggiare su rigore e di andare così a segno in Serie A per la 17esima stagione di fila. Tutto da rifare per l’Udinese, che con il passare dei minuti sembra accusare la stanchezza e al 69′ viene punita ancora da Candreva: splendido il gol dell’esterno, che dai 25 metri incrocia con il destro e spedisce la palla all’incrocio. Sorpasso definitivo? Nemmeno per sogno, perché all’82’, dopo un colpo di testa di Nuytinck, il nuovo entrato Forestieri fissa il risultato sul 3-3 con un tocco sotto porta.
    Sampdoria-Udinese 3-3: statistiche e tabellino
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    Goleada Hellas al Bentegodi
    Verona con il 3-4-2-1 al Bentegodi, con Tudor che in difesa preferisce Casale a Ceccherini e Magnani mentre davanti Simeone è l’unica punta, con Barak e Caprari a supporto (Kalinic e Lasagna iniziano in panchina dove si rivede Veloso al rientro dall’infortunio). Dall’altra parte, con dieci indisponibili, è emergenza a centrocampo per lo Spezia di Thiago Motta che concede allora l’esordio da titolare a Podgoreanu e all’attaccante Manaj. I piani tattici del tecnico ligure naufragano però ben presto, perché l’Hellas parte fortissimo e dopo un quarto d’ora è già avanti di due reti. Ad aprire le danze è Simeone, che al 4′ stacca bene in area sul cross di Ilic e insacca di testa (seconda rete di fila per l’argentino), poi ci pensa Faraoni a raddoppiare  al volo col piatto destro (secondo centro in campionato per l’esterno) sul traversone ‘pennellato’ da Caprari (15′). Lo Spezia prova a reagire ma Montipò è attento su Gyasi al 16′ e un minuto dopo viene graziato da Manaj, che dopo aver colpito la traversa di testa calcia poi alto a porta vuota in tap-in. Ancora l’albanese impegna alla mezz’ora il portiere di casa, mentre non può fare nulla il collega Zoet sul destro a giro di Caprari (servito da Simeone) che cala il tris al 42′. L’ultimo brivido del primo tempo è una punizione di Verde, sventata da Montipò che sul successivo corner vede la palla sfilare a lato sul colpo di testa di Antiste. La gara è praticamente già finita ma nella ripresa lo Spezia cerca comunque l’arrembaggio con generosità, lasciando però praterie che il Verona sfrutta con Bessa: blitz palla al piede fino al limite e poker servito al 71′. E a chiudere la domenica nera dei liguri arriva anche il rosso a Bastoni, espulso all’81’ per una gomitata sullo stomaco di Ilic: finisce 4-0 e con il Bentegodi in festa.
    Verona-Spezia 4-0: statistiche e tabellino
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    Il Genoa ribalta il Cagliari con Fares, Udinese in alta quota

    TORINO – Arriva con una incredibile rimonta il primo successo in campionato del Genoa, che a Cgaliari va sotto di due reti ma nella ripresa ribalta i sardi con un gol di Destro e l’incredibile doppietta dell’ex laziale Fares, che festeggia come meglio non avrebbe potuto immaginare l’esordio in maglia ligure. Vittoria pesantissima poi quella dell’Udinese, che passa nel finale sul campo dello Spezia di Thiago Motta e aggancia così l’Inter a -2 dalla vetta.
    Serie A, la classifica
    Cagliari beffato: il Genoa passa in rimonta
    Con Godin e Strootman in infermeria (come il lungodegente Rog), Semplici lascia in panchina anche Pavoletti e schiera Keita con Joao Pedro in attacco nel suo 3-5-2. Modulo speculare per Ballardini, che senza Badelj e il nuovo acquisto Caicedo si affida in avanti alla coppia formata da Pandev e Destro, ma vede i suoi faticare nel primo tempo contro un Cagliari che dopo un quarto d’ora spezza l’equilibrio: Keita infila al centro la difesa ospite e viene steso in area da Sabelli, che concede così a Joao Pedro l’occasione di andare in gol su rigore (tiro centrale e Sirigu battuto). L’inizio della ripresa non va meglio per il Genoa, che al 56′ incassa ancora: corner calciato da Marin e Ceppitelli festeggia il rientro dall’infortunio raddoppiando di testa (56′). La gara sembra chiusa ma a riaprirla ci pensa subito Destro, bravo a sfilarsi dalla marcatura del neo entrato Caceres e a insaccare in tuffo con la testa su splendido assist di Cambiaso (59′). È una scossa per i liguri che al 69′ pareggiano: angolo calciato da Rovella e stacco perfetto di Fares che, entrato dopo il riposo, va a segno all’esordio. L’ex laziale, come ora tutto il Genoa, non si accontenta e dopo qualche minuto concede il bis, ancora di testa ma stavolta su cross di Cambiaso. A fallire il poker è poi Kallon, che calcia a lato di un niente (87′), mentre sull’altro fronte Joao Pedro si divora clamorosamente la rete del pari nel recupero: finisce 3-2 per il Genoa che festeggia il primo successo in campionato, mentre i sardi restano fermi a quota uno.
    Cagliari-Genoa 2-3, tabellino e statistiche
    Guarda la galleryFares decisivo in Cagliari-Genoa: entra e segna una doppietta
    Udinese in volo: Spezia ko nel finale
    Thiago Motta abbandona la difesa a tre per sperimentare la linea a quattro di fronte al confermato portiere Zoet, mentre davanti lascia in panchina Verde parte dalla panchina: ai lati di Gyasi ci sono Antiste e Colley. Nel 3-5-2 di Gotti invece Becao vince il ballottaggio con Nehuen Perez in difesa e Molina, appena rientrato dall’Argentina, parte titolare sulla destra con la coppia Pussetto-Deulofeu in attacco. Ed è proprio Pussetto a far surriscaldare gli animi al 14′, quando va giù dopo aver anticipato Zoet: l’arbitro assegna il rigore ma dopo il ‘check’ del Var torna sui suoi passi, ammonisce per simulazione il friulano ed è costretto a usare il giallo anche con Arslan e Nikolaou per sedare un accenno di rissa. La partita è equilibrata e le due squadre ci provano così dalla distanza, ma i tentativi di Stryger Larsen (29′) per gli ospiti e di Bastoni (32′) e poi di Sala nel recupero per i liguri non vanno a buon fine. Nella ripresa lo Spezia ringrazia Zoet (che devia sul palo la conclusione di Deulofeu) e Thiago Motta decide così di gettare nella mischia Verde. L’ex romanista dà vivacità ai suoi e mette in affanno più volte la difesa dell’Udinese, che nel finale trova però la forza di spuntarla con il nuovo entrato Samardzic: imparabile il suo tiro dal limite, che vale ai friulani l’aggancio all’Inter a -2 dalla vetta.
    Spezia-Udinese 0-1, tabellino e statistiche
    Guarda la gallerySpezia ko con l’Udinese: grinta e Var, poi decide SamardzicTuttosport.fun, nasce il grande gioco dei pronostici. Partecipa gratis e vinci! LEGGI TUTTO

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    Spezia, completata la 'Curva Piscina': il Picco riapre con l'Udinese

    LA SPEZIA – Lo Spezia Calcio ha annunciato la conclusione dei lavori dello Stadio Alberto Picco, che riapre al pubblico con la terza giornata di Serie A contro l’Udinese:”E’ con grande soddisfazione che lo Spezia comunica che, grazie all’efficace sinergia con il Sindaco e con le autorità locali, è stata completata la ristrutturazione della “Curva Piscina” dello stadio Alberto Picco, in anticipo sui tempi previsti. La prima fase del progetto triennale voluto fortemente dalla famiglia Platek fin dal proprio insediamento, si è dunque conclusa con un incredibile successo – spiega ancora la società – Infatti la rinnovata Curva, che potrà ospitare 3176 persone divise in due settori, ha superato brillantemente le ispezioni della commissione di vigilanza e della Lega Serie A e, pertanto, a partire dalla gara casalinga con l’Udinese, in programma domenica 12 settembre alle 15:00, il Picco potrà tornare ad essere protagonista in Serie A, questa volta con il pubblico aquilotto sugli spalti”.Guarda la galleryUdinese di forza per la prima vittoria: steso il Venezia!

    Le parole di Platek 

    Il ‘Picco’, seppur al 50% di capienza, potrà tornare a tifare in grande, a casa propria. Entusiasta anche il presidente Robert Platek: “Vorrei innanzitutto ringraziare il sindaco, gli uffici comunali, la polizia, i vigili del fuoco, e tutti quelli che in città ci hanno supportato e hanno creduto in questo progetto. Questo risultato grandioso sarebbe stato impossibile senza il fondamentale supporto dei nostri grandi architetti di GAU Arena, dell’impresa di costruzioni CLARIN Italia Tribune SRL e naturalmente del nostro fantastico team guidato da Riccardo Lazzini: un risultato incredibile! Ai tifosi dico: l’abbiamo fatto per voi – conclude Platek – Il vostro supporto è vitale per la squadra e ispira tutti noi ogni singolo giorno. Non vediamo l’ora che arrivi domenica per sentire nuovamente il vostro grande calore riempire il nostro stadio e caricare i nostri ragazzi! Forza Spezia!”.

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    Udinese-Juve, le pagelle: Ramsey e Danilo, qualche affanno

    SZCZESNY 4Pasticcia nell’azione del rigore: blocca la palla, ma se la butta contro il ginocchio, gli scappa e poi commette fallo su Arslan. Ma è niente rispetto alla papera finale con cui spalanca la via del pareggio a Deulofeu riproponendo antichi incubi.

    DANILO 5,5Jolly multiuso: parte terzino destro e chiude in mediana, un po’ in affanno.

    DE LIGT 6Non è ancora al top e si vede nei duelli con Pussetto, dove non è sempre impeccabile. Nella ripresa, con il passaggio alla difesa a tre, si allarga sul centro-destra.

    Guarda la galleryFollia di Szczesny, la Juve getta la vittoria ad Udine LEGGI TUTTO

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    Udinese-Juventus 2-2: la Juve segna, Szczesny pareggia. CR7 gol annullato per 20 centrimetri

    UDINE – La Juventus segna, Szcezny pareggia. In vantaggio di due gol al termine di un buon primo tempo, concreto e solido, i bianconeri vengono suicidati dal loro portiere che con due errori concede altrettante reti all’Udinese. Grave il primo, quando non riesce a trattenere un pallone facile e deve quindi causare un rigore su Arslan. Tragicomico il secondo, quando riceve un retro passaggio da Bonucci e cerca un improbabile dribbling su Okaka, perdendo palla che finisce a Deulofeu per un facile tiro a porta vuota. E così la prestazione di Szczesny rende complicata l’analisi di una partita che ha visto una Juventus soffrire nella seconda parte della ripresa, quando l’Udinese ha preso coraggio e sono emerse tracce di confusione nei bianconeri che, certamente, non saranno piaciute ad Allegri. Anche perché il pareggio è giusto alla luce di quanto si è visto, ma viene da chiedersi come sarebbe finita senza le due topiche del portiere polacco.

    IL CROLLO – Fino al gol del 2-1, infatti, la Juventus era stata perfettamente in controllo della partita. Gestendo il vantaggio con una fase difensiva che, per quanto schiacciata sulla propria trequarti, non era mai andata in difficoltà. Sembrava di assistere a un classico di Allegri: difesa bassa, ripartenze veloci e pericolose (due pali pazzeschi colpiti da Morata e Bentancur). Poi il rigore, evitabile, e l’ansia che è cresciuta nella Juventus, che nel frattempo aveva cambiato parecchio con l’ingresso di Chiellini al posto di Ramsey (e conseguente difesa a tre) e l’ingresso di Ronaldo al posto di uno spento Morata. E così, con il terrificante dribbling fallito da Szczesny, tutto è crollato.

    CENTIMETRI E PALI – Poteva salvare tutto Cristiano Ronaldo, con un meraviglioso gol di testa al 92′. Un’incornata spettacolare, ma viziata da un fuorigioco di 20 centimetri, scovato dal Var che ha ricacciato in gola tutta la gioia di CR7, che aveva iniziato la gara con la clamorosa panchina. Sarebbe stato un altro racconto senza quei 20 centimetri, forse si sarebbe celebrato il cinismo allegriano e il ruolo indispensabile di Ronaldo. Non siamo in quello scenario e quindi cosa rimane? Una Juventus che, comunque, ha segnato due gol (meravigliosi entrambi con Dybala e Cuadrado) e ha preso due pali micidiali. Una Juventus che ha giocato un calcio pratico e in grado di adattarsi alle varie situazioni, una squadra che è parsa più matura rispetto alla passata stagione e che può contare su individualità che impreziosiscono la generale solidità come Dybala e Cuadrado, ispiratissimi e decisivi, ma anche sulla saggezza tattica di Danilo e su un Bentancur ritrovato. Una squadra che poteva portare a casa i tre punti senza quegli errori di Szczesny. Ma le papere del polacco non devono nascondere i problemi: Ramsey davanti alla difesa non garantisce la necessaria sicurezza e Bonucci finisce per schiacciarsi troppo sul portiere. Una squadra che decide di difendersi bassa deve avere uomini più lucidi in quella posizione. E deve preoccupare Allegri anche il fatto che, nella ripresa, la Juventus poteva cercare con più convinzione il terzo gol, approfittando maggiormente dello sbilanciamento in avanti dell’Udinese.

    MORALE – La Juventus perde i primi due punti in provincia. Il grande problema della scorsa stagione è stato quello e i tifosi bianconeri rivedono l’incubo (anche dei gol annullati per pochi centimetri). Impossibile non notare le differenze rispetto ai pareggi di un anno fa, tuttavia il calcolatore Allegri questa sera sarà furioso. Occhio, infine, a tirare troppe conclusioni dopo una partita un po’ folle, con episodi decisivi e giocata il 22 agosto. Si rischia di andare fuori strada. LEGGI TUTTO

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    Juventus: Ronaldo parte in panchina!

    UDINE – Cristiano Ronaldo partirà dalla panchina questo pomeriggio nella gara che la Juventus giocherà contro l’Udinese. La decisione completamente inaspettata da parte di Massimiliano Allegri che ieri mattina, nella conferenza stampa di presentazione della prima giornata di campionato, aveva spiegato: «Ronaldo non ha giocato giovedì perché gli ho dato una mezza giornata libera, ma sta bene. Domani (cioè oggi, ndr) è a disposizione». Si tratta, dunque, di una scelta tecnica o prelude a qualche clamorosa evoluzione di mercato?
    Le parole di Max
    Sempre Allegri aveva detto: «A me Ronaldo ha detto che resta alla Juventus, così almeno chiariamo questa cosa. Si lavora per arrivare in fondo e vincere però ci sono tante componenti in ballo che devono andare tutte insieme. Devo mettermi a disposizione della rosa, quello che abbiamo fatto nei miei cinque anni resta nel museo. Ronaldo ha vinto cinque palloni d’oro ma se quest’anno non fa una buona annata si ricorderanno del suo ultimo anno alla Juventus. Stessa cosa vale anche per Chiesa, non conterà quanto fatto all’Europeo. Bisogna mettersi tutti i giorni in discussione, sempre. Perché altrimenti non si creano i presupposti per vincere. C’è da farlo mettendosi in discussione così sicuramente riusciremo a rendere meglio. C’è sempre una gestione della Juventus poi Ronaldo sarà un valore aggiunto per noi perché garantisce tanti gol. Chiaro che poi dovremo lavorare di squadra per esaltare il singolo».
    Cosa significa
    La decisione, quindi, può avere anche una valenza di messaggio a Ronaldo: ti voglio gestire, un po’ come fece Zidane negli anni delle Champions, affinché tu possa dare il meglio nelle partite che contano. E, forse, anche: devi capire che con il mio arrivo, tu verrai trattato come gli altri senza la libertà che hai avuto nei primi tre anni di Juventus. Dalla società intanto fanno sapere che si tratta di una scelta concordata fra il tecnico e il portoghese, nel quadro di un percorso per arrivare al top della forma. LEGGI TUTTO