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    Bundesliga, il Bayer Leverkusen vince contro l’Heidenheim e va in fuga

    Heidenheim-Bayer Leverkusen
    Successo esterno per la capolista che allunga il passo e si porta a otto lunghezze di vantaggio sul Bayern Monaco. Gli ospiti prendono immediatamente il controllo del gioco, ma non riescono a incidere in fase offensiva nonostante il forcing continuo. La capolista sblocca nel recupero del primo tempo grazie alla rete del difensore olandese Jeremie Frimpong che sfrutta una deviazione fortuita di un avversario per battere il portiere Muller. A dieci minuti dal termine il centrocampista marocchino Amine Adli raddoppia, ma i padroni di casa riaprono immediatamente la sfida con la rete di Kleindienst, ma gli ospiti riescono a portare a casa il successo senza affanni.
    Heidenheim-Bayer Leverkusen 1-2, tabellino e statistiche
    Darmstadt-Stoccarda
    Vittoria esterna per lo Stoccarda che contro il Darmstadt trova il quarto successo consecutivo. Gli ospiti sbloccano il risultato dopo quattordici minuti grazie alla rete dell’attaccante guineano Guirassy che – con un colpo di testa -capitalizza al meglio un assist di Anton. Due minuti dopo Mehlem riporta il risultato in equilibrio, ma la rete viene annullata per un tocco di mano. La decisione del Var viene ferocemente contestata dai tifosi, e dopo alcune intemperanze l’arbitro è costretto a sospendere la partita per oltre venti minuti. Nel lunghissimo recupero del primo tempo, lo Stoccarda resta in dieci per l’espulsione di Stenzel. Nella ripresa gli ospiti trovano il raddoppio con Dahoud, il Darmstadt accorcia nel recupero grazie al gol della bandiera di Seydel. Grazie a questo successo lo Stoccarda consolida il terzo posto in classifica.
    Darmstadt-Stoccarda 1-2, tabellino e statistiche
    Wolfsburg-Borussia Dortmund
    Un pareggio senza troppe emozioni quello che va in scena a Wolfsburg. Gli ospiti trovano il vantaggio dopo appena nove minuti grazie a Fullkrug che riprende una corta respinta e supera il portiere Casteels. A metà ripresa i padroni di casa riportano il risultato in equilibrio grazie al gol di Gerhardt. Il Borussia Dortmund resta al quarto posto.
    Wolfsburg-Borussia Dortmund 1-1, tabellino e statistiche
    Hoffenheim-Union Berlino
    L’Union Berlino supera di misura l’Hoffenheim e trova tre punti preziosi nella corsa alla salvezza. La partita è animosa, già nel primo tempo le due squadre restano in dieci uomini per le espulsioni di Nsoki e Volland, entrambi allontanati per aver rimediato un doppio cartellino giallo. Nella ripresa gli ospiti trovano il gol decisivo grazie al centrocampista statunitense Brenden Aaronson. Successo prezioso per la squadra ospite che grazie ai tre punti odierni si allontana dalla zona retrocessione.
    Hoffenheim-Union Berlino 0-1, tabellino e statistiche
    Mainz-Augsburg
    Il gol del vantaggio arriva al 44’ grazie al difensore olandese van den Berg. Nel recupero del primo tempo i padroni di casa hanno l’occasione per raddoppiare, ma Amiri fallisce un calcio di rigore. In avvio di ripresa l’arbitro è costretto a sospendere la partita per alcuni minuti a causa delle intemperanze dei tifosi presenti sugli spalti. Il Mainz sfiora il raddoppio a venti minuti dal termine con Anthony Caci che piazza la palla nell’angolino trovando una strepitosa risposta del portiere Dahmen. Nel finale gli ospiti restano in dieci per l’espulsione di Pedersen.
    Mainz-Augsburg 1-0, tabellino e statistiche
    Lipsia-Borussia M’Gladbach
    Il sabato di Bundesliga si chiude con l’importante successo casalingo del Lipsia che regola 2-0 il Borussia Moenchengladbach. La squadra allenata da Marco Rose sblocca il risultato al 14′ del primo tempo con la rete di Simons, abile a sfruttare l’assist di Poulsen. Nella ripresa i padroni di casa premono sull’acceleratore e chiudono la pratica con la rete di Openda (16° centro in 22 gare giocate) al 58′. Tre punti d’oro per il Lipsia, quinto a 40 punti e a -1 dalla zona Champions League occupata dal Borussia Dortmund. Il M’Gladbach resta invece inchiodato in 14esima posizione, a quota 22.
    Lipsia-Borussia M’Gladbach 2-0: cronaca, tabellino e statistiche
    Bundesliga, la classifica LEGGI TUTTO

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    Champions League, un affare da 12 miliardi di euro

    ROMA – Ricominciamo da tre – Lazio, Inter e Napoli – come il numero delle italiane ai quarti di Champions nel 2023. Parafrasando Troisi e Arena, stavolta sarebbe un trionfo sia se dovesse manifestarsi il «miracolo-miracolo» sia se si presentasse un miracolo decisamente più terreno. Non giriamoci troppo intorno: quello “rafforzato”, che nel famoso film faceva alzare occhi e braccia al cielo ai due attori, avrebbe le sembianze di un trionfo a Wembley la notte dell’1 giugno. L’altro, il miracolo che saprebbe solo d’impresa (e scusate se è poco), ha invece il potenziale di un exploit comunque celestiale: immaginate Bayern, Barcellona e Atletico Madrid a casa, e le nostre tutte ai quarti?
    Ingaggi e rose: quanto vale la fase finale della Champions League
    Calma coi sogni, non sarà per niente facile. Perché quella che riparte stasera con Copenhagen-Manchester City e Lipsia-Real Madrid è una delle fasi finali più ricche di sempre: secondo i dati incrociati di Transfermarkt e Capology, vale oltre 12 miliardi sommando i monte ingaggi e i valori delle rose delle 16 regine. In quattro sono sopra al miliardo di quotazione dei cartellini: le inglesi City e Arsenal, seguite da Real e Psg. I francesi, d’altra parte, sono i più spendaccioni per quanto riguarda gli stipendi (291 milioni di euro lordi a stagione), seguiti dai Blancos e dal Bayern, che elargisce alle sue star 34 milioni in più dei campioni in carica di Guardiola, giusto per ricordare a Immobile e compagni – dodicesimi su sedici nella classifica delle buste paga – quanto sia alta la montagna da scalare. In termini di valori assoluti delle rose, quella di Simone Inzaghi è soltanto la settima forza del torneo, Mazzarri dispone invece dell’ottava, mentre Sarri in questa specialità è 15° e precede solamente la sorpresa Copenhagen. Il posizionamento delle italiane peggiora approfondendo il tema stipendi: l’Inter coi suoi 120 milioni lordi ha il 9° monte ingaggi, il Napoli e gli 86 milioni di Adl risulta 11° su 16, davanti alla Lazio (73,6 milioni annui), dove Lotito mette mano al portafogli in modo più consistente di Real Sociedad, Porto, Psv e Copenhagen.
    Champions League, la classifica dell’efficienza
    Dal nostro studio emerge come le big abbiano un indicatore di efficienza piuttosto simile: nel rapporto tra costo dei cartellini e costo del lavoro, il Psg ha un valore di 3,53, l’Arsenal di 5,82 e tra questi estremi ci sono il City (5,45), l’Inter (4,90), il Barcellona (4,21), il Bayern (3,68) e il Real (3,67). Semplificando: più è alto il risultato di questo rapporto e più il club in questione appare in salute e in grado di far fruttare i soldi destinati ai suoi atleti. Agli ottavi di Champions abbiamo almeno tre regine della sostenibilità. La prima è il Psv che vale 283 milioni con un monte ingaggi lordo di 30 (parametro di 9,43); allo stesso modo il roster della Real Sociedad è valutato 487,6 milioni (il nono nella top16) ma la società spagnola ne versa ai suoi calciatori solamente 53, registrando un indicatore di 9,22. Anche il il Porto è messo piuttosto bene: se tutti i calciatori finissero sul mercato i dragoni raccoglierebbero 257,1 milioni – incluso Taremi, di fatto già un ex – ma con la voce “stipendi” nel bilancio piuttosto leggera per un club di questa portata e tradizione, cioè 30,7 milioni lordi.
    I ricchi premi della fase finale di Champions League
    L’ultima fase finale prima della SuperChampions a 36 squadre che dal 2024-25 avrà un montepremi complessivo da 2,5 miliardi (480 milioni in più di oggi), ha ancora ricchi premi Uefa da assegnare: il passaggio ai quarti vale 10,6 milioni, l’accesso in semifinale altri 12,5, la finale 15,5 e il successo ancora 4,5, da aggiungere ai soldi fin qui incassati tra partecipazione, bonus vittorie e superamento della fase a gironi. Un club approdato agli ottavi ha già incassato tra i 30 e i 40 milioni, oltre agli incassi al botteghino. LEGGI TUTTO

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    Fiorentina show, cinque reti al Frosinone: gol Belotti alla prima al Franchi

    FIRENZE – Il Gallo canta all’alba, e il panorama è subito meraviglioso. Andrea Belotti avvia il rotondo successo casalingo della Fiorentina che batte il Frosinone per 5-1 e torna al sesto posto. La formazione di Italiano mette alle corde i ciociari sin dalle prime battute. Il vantaggio arriva dopo sedici minuti con Belotti rapido ad anticipare tutti sul primo palo dopo un cross dalla destra di Ikone. Il raddoppio arriva tre minuti dopo grazie all’attaccante francese che batte a rete trovando una deviazione che inganna il portiere Turati. La sfida è un monologo fiorentino, la squadra di Italiano piazza il terzo acuto a ridosso dell’intervallo con Martinez Quarta che – sugli sviluppi di un corner – stacca di testa mettendo il pallone alle spalle del portiere del Frosinone.

    Fiorentina-Frosinone, la ripresa

    Quando tornano in campo dopo l’intervallo, i padroni di casa hanno già in tasca i tre punti. La gestione della partita diventa scolastica, ordinaria, soprattutto dopo il quarto gol firmato da Nico Gonzalez che sfrutta un assist di Duncan. Al 66’ il Frosinone riduce il divario grazie a un calcio di punizione del proprio capitano Mazzitelli che non lascia scampo al portiere viola Terracciano. A ridosso del novantesimo arriva il quinto gol della Fiorentina grazie a Barak che sfrutta una corta respinta di Turati per infilare a porta sguarnita. LEGGI TUTTO

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    Rabiot, le condizioni: la Juve non rischia. Se si pensa a giugno…

    TORINO – A Lecce mancherà anche Adrien Rabiot. Una scelta precauzionale di Massimiliano Allegri, che ha preferito lasciare il centrocampista francese, alle prese con un affaticamento al polpaccio, a Torino a curarsi ed evitargli la trasferta in Puglia. “Meglio non rischiare perché è un muscolo delicato” la preoccupazione del tecnico di perdere per più tempo il giocatore. I muscoli del polpaccio sono molto resistenti ma nello stesso tempo anche fragili e se si continua a sollecitarli, senza fermarsi quando fanno male, il pericolo è quello di uno stop per parecchi mesi.

    Rabiot, l’infortunio e l’obiettivo per il recupero

    Ipotesi che Allegri non vuole neppure prendere in considerazione perché Cavallo Pazzo – che già ha saltato il Frosinone in Coppa Italia per un sovraccarico al flessore della coscia destra – è un tassello fondamentale del centrocampo bianconero e, a due settimane dallo scontro scudetto con l’Inter a San Siro, la priorità è quella di avere Rabiot recuperato per il derby d’Italia. Niente Lecce, dunque, si valuterà in settimana se convocarlo contro l’Empoli (sabato alle 18 allo Stadium): dipenderà ovviamente dai progressi di Rabiot che l’estate scorsa aveva sofferto di una lesione al polpaccio, patita durante il ritiro con la Francia, costringendolo a saltare le due sfide di giugno valide per le qualificazioni all’Europeo. Proprio quell’infortunio gli impedì anche a luglio di partecipare alla tournée della Juventus negli Stati Uniti: lo staff medico decise che proseguisse il lavoro personalizzato alla Continassa per il completo recupero. LEGGI TUTTO

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    Inter, sicuro che a Inzaghi non serva una punta?

    A Roma con tre soli attaccanti. Simone Inzaghi, nella notte che può consegnare alla sua Inter il primo allungo in vetta alla classifica, avrà poco da scegliere in attacco perché, dietro alla ThuLa, resta il solo Arnautovic, considerato che Alexis Sanchez è rimasto a casa per un leggero affaticamento muscolare. Davanti la coperta è cortissima e il primo a rendersene conto è proprio l’allenatore, altrimenti non si spiegherebbero le tre panchine di Lautaro in Champions e pure – è storia recente – la sostituzione precauzionale di Thuram con la Real Sociedad, dopo una smorfia del francese all’ennesimo scatto.

    A questo si aggiunge l’idiosincrasia di Sanchez e Arnautovic al ruolo di comprimari: l’austriaco, se non si sente al centro del progetto, rende meno rispetto al suo potenziale (difatti all’Inter ha sbagliato più di una partita), mentre il Niño Maravilla non ha ancora metabolizzato il fatto di avere 35 anni (li compirà mercoledì) e che può essere importante anche giocando solo pochi minuti, ma di qualità. Aveva lasciato Milano perché non gradiva essere un precario e, nonostante le promesse estive fatte ai dirigenti per tornare all’Inter, basta vedere le espressioni che fa ogni qual volta viene sostituito, per capire come dentro di sé il cileno covi un vulcano di insoddisfazione. LEGGI TUTTO

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    La Samp vola In Arabia: la missione di Manfredi e Mancini Jr

    GENOVA – Missione in Arabia per far crescere la nuova Sampdoria. L’azionista di maggioranza del club blucerchiato Matteo Manfredi e il direttore sportivo Andrea Mancini sono volati a Riyad e – a margine del campionato mondiale per club – saranno protagonisti in questi giorni di una serie di incontri con potenziali investitori del mondo arabo che potrebbero essere coinvolti, magari con una quota di minoranza, nella gestione della società.
    Non è la prima volta in questa fase che si avvicinano alla Samp soggetti potenzialmente interessati a un investimento nel calcio italiano (nelle scorse settimane si erano visti ospiti al Ferraris nelle gare interne diversi uomini del mondo finanziario del Sud Est Asiatico) ma la novità stavolta è che la missione araba ha uno sponsor istituzionale di grande calibro, ovvero Roberto Mancini – oggi ct dell’Arabia Saudita e naturalmente grande ex blucerchiato oltre che padre dello stesso Andrea – che pur senza essere coinvolto direttamente negli incontri e in eventuali possibili accordi ha avuto comunque il ruolo di contatto di assoluto prestigio per far avvicinare le parti.
    Non trova conferme un possibile incontro tra Manfredi e i rappresentanti della sezione sportiva del Pif, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita: non è comunque escluso che la proprietà blucerchiata possa interloquire con gruppi in qualche modo collegabili al Pif. In ogni caso gli incontri saranno diversi in questi giorni, alcuni forse anche solo di perlustrazione da ambo le parti. “Il brand Sampdoria ha attrattiva a livello locale e internazionale a prescindere dalla categoria. Io parlo tutti i giorni con gli investitori” aveva detto Manfredi lo scorso 21 novembre, facendo intuire come l’appeal del club – nonostante la retrocessione in serie B – sia rimasto alto e anzi paradossalmente possa anche essere aumentato grazie alla nuova gestione e al piano di ristrutturazione dei debiti che ha fortemente diminuito il rosso di una società che ha concretamente rischiato di fallire nei mesi scorsi. LEGGI TUTTO

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    Juve-Napoli, nel prepartita debutta la body cam: telecamera addosso ai bianconeri

    La body cam debutta in Serie A. Dopo l’esordio in Premier League nel riscaldamento del match tra Wolverhampton e Tottenham, la ‘mini telecamera’ sbarcherà anche in Italia. E lo farà in occasione del big match Juventus-Napoli di domani sera. Per la prima volta, infatti, il prepartita sarà raccontato in diretta da un’angolatura “totalmente inedita”, sottolinea DAZN. “Un primo passo che apre le porte al futuro dell’intrattenimento sportivo – sottolinea l’emittente – rafforzando la collaborazione strategica tra DAZN, Lega Serie A e Club per portare sul campo della Serie A innovazione e spettacolarizzazione”.

    Body cam, chi la indosserà e le parole di Azzi

    “Dopo il primo esperimento fatto in allenamento la scorsa stagione, siamo molto orgogliosi di questo debutto che proietta la Serie A TIM verso il futuro dell’intrattenimento – ha commentato Stefano Azzi, CEO di DAZN Italia – Con la spettacolarizzazione degli eventi sportivi che sta diventando sempre più centrale, lo sviluppo di funzionalità e l’interazione sempre più coinvolgente con il contenuto attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come la body cam, diventano driver fondamentali per dare al tifoso un accesso privilegiato e inedito”.

    Saranno i giocatori della Juventus ad indossarla “per catturare i momenti del riscaldamento che verranno trasmessi in esclusiva sulla piattaforma di live streaming”. LEGGI TUTTO

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    Zidane a sorpresa: “A 20 anni il momento più brutto della mia carriera”

    Zinedine Zidane è il grande protagonista dell’ultimo episodio del The SKWEEK Show, podcast diretto dalla leggenda del basket Tony Parker. Il quotidiano spagnolo Marca anticipa i migliori aneddoti raccontati dall’ex allenatore del Real Madrid. Dal rapporto con Ronaldo il Fenomeno al momento migliore (e quello peggiore) della sua carriera. Zizou si racconta con il suo connazionale Parker, in uno programma davvero speciale.

    Nello spettacolo, Zidane ha ricordato diversi momenti divertenti della sua carriera, come per esempio uno con Ronaldo, una delle incredibili stelle con cui ha giocato nel Real Madrid dei Galacticos: “È stato divertente quando ero con Ronaldo il brasiliano e mi ha detto: “Oggi ti lancio due palle”. Lo ha detto e lo ha fatto davvero!”. Tra l’altro, l’ex numero 5 blanco non ha problemi ad ammettere, in risposta alla domanda di Parker, che è proprio ‘Ronnie’ il giocatore più forte con cui ha giocato. Zidane insiste sull’importanza di circondarsi di persone di talento per poter migliorare giorno dopo giorno, oltre al brasiliano, che considera una persona “fenomenale” e che “scherzava sempre”. LEGGI TUTTO