consigliato per te

  • in

    Werner, perché piace alla Juve. Perché la Juve piace a Werner

    TORINO – Perché Werner piace alla Juve. Perché la Juve piace a Werner. Storia di una trattativa di mercato sorprendente che improvvisamente prende quota nell’estate più strana dove la Premier acquista gente del calibro di Haaland e Darwin Nunez e vede la fuga di Lukaku e di altri insoddisfatti. Tra questi c’è proprio Timo Werner, attaccante tedesco del Chelsea che con Tuchel è diventato una riserva è ha voglia di cambiare aria (proprio come Romelu).
    IL CROCEVIA I Blues hanno inserito l’attaccante della Germania nella trattativa per Matthijs De Ligt (al momento dalla Continassa non si ritengono soddisfatti da quanto messo sul piatto, ricordiamo che la clausola dell’olandese è di 120 milioni). Ai bianconeri Timo farebbe comodo e Allegri lo accoglierebbe a braccia aperte, per la sua indole a muoversi e a mettersi al servizio del centravanti. Certo, sembra passata una vita quando segnava gol a grappoli al Red Bull Lipsia (93 in campionato). Al Chelsea, nonostante la Champions vinta da comprimario, non ha trovato l’ambiente giusto. Torino va bene, soprattutto se si bevono buoni cappuccini di cui va matto… LEGGI TUTTO

  • in

    Allegri denuncia la ex Ughi: “Ha speso i soldi per mio figlio”

    TORINO – La relazione tra Massimiliano Allegri e Claudia Ughi è durata tredici anni, fino al 2017, e finirà in tribunale. L’allenatore della Juve infatti ha querelato la sua ex compagna, nonché madre di suo figlio di 11 anni, per appropriazione indebita e violazione degli obblighi familiari. Secondo il tecnico ex Milan, la donna avrebbe speso per sé e per pagare le rette universitarie di sua figlia il mantenimento mensile girato da Allegri. Sarebbero stati oltre 200 mila euro di spese indebite su 600 mila euro che Ughi aveva percepito dopo la fine della relazione. Il 5 luglio l’ex compagna di Allegri, difesa dall’avvocato Davide Steccanella e dall’avvocato Paolo Davico Bonino, dovrà comparire a Palazzo di Giustizia ‘Bruno Caccia’ di Torino per l’udienza preliminare.
    I fatti fino alla denuncia
    Ovviamente la difesa respinge ogni accusa, intanto però il fascicolo è finito sul tavolo del pubblico ministero Davide Pretti che, dopo la querela, ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza. La relazione tra Allegri, rappresentato dall’avvocato Pietro Gaetano Nacci Manara, e Ughi è durata 13 anni, fino al 2017. I due avevano trovato un accordo al tribunale civile di Torino, dove l’allenatore della Juventus si impegnava a versare 10 mila euro al mese per il mantenimento del figlio. Nel 2021, visto che da due anni non sedeva su nessuna panchina, Allegri aveva chiesto di ridurre la cifra a 5 mila euro. Richiesta respinta. Da qui la querela contro la Ughi.
    Guarda la gallerySerie A, Allegri tra i tecnici con più presenze: ecco la top10 LEGGI TUTTO

  • in

    De Sciglio e le sue confessioni: «Io, Allegri e le cicatrici»

    TORINO – In futuro potrebbe essere pubblicato il primo dizionario calcistico livornese-inglese. Autori, Mattia De Sciglio e alcuni suoi compagni della Juve, che si stanno specializzando nelle traduzioni delle indicazioni di Massimiliano Allegri per i nuovi stranieri: «A volte imitiamo il mister e la sua parlata in livornese – ha raccontato in una lettera/intervista a Cronache di spogliatoio -. Gli stranieri arrivati da poco faticano a capirlo, magari stanno già combattendo con l’italiano, figuriamoci con il livornese. Così capita che ci chiedano: “Ma cosa ha detto?”». Del resto De Sciglio, lanciato giovanissimo nel Milan proprio da Allegri, è un interprete ideale: «Abbiamo un legame forte, ma non sono il suo figlioccio. Lo criticano per il gioco, perché tutti pensano a Guardiola, però il gioco dipende da tanti fattori. In Italia si guarda il gioco, ma conta il risultato. Da me pretende tanto, mi pungola spesso e mi chiama “mangia e dormi”, come a dire che non faccio altro che mangiare, dormire e allenarmi».

    GRAZIE AL MENTAL COACH – Una vita da recluso che De Sciglio a un certo punto ha fatto davvero, come ha raccontato parlando di temi molto meno scherzosi. Quelle che chiama «cicatrici»: «Al Milan tutto andava bene, quindi è iniziata una serie di infortuni e non rendevo più. Poi qualcuno ha messo in giro la voce che non rinnovavo perché avevo già firmato per la Juve e c’è stato un accanimento che mi ha ferito e che non mi spiegavo. Sono passato dal paradiso all’inferno. Non uscivo, mi sentivo in colpa anche ad andare a cena con la mia ragazza a inizio settimana. Ho sfiorato la depressione: grazie al mental coach Stefano Tirelli ne sono uscito. E ora posso essere orgoglioso delle cicatrici, o almeno del percorso che abbiamo fatto insieme». LEGGI TUTTO

  • in

    Locatelli “gobbo” vero: aspetta Pogba per prendersi la Juve

    TORINO – (e.e.) Manuel Locatelli è un vero “gobbo”, dentro e fuori. Raccontano che durante la trattativa con il Sassuolo la sua determinazione sia stata decisiva: voleva solo la Juventus, parlava solo di Juventus, raccontava di una vita a base solo di palla e Juventus. Così, il ds Carnevali la scorsa annata lo ha accontentato. E lui, dopo una prima stagione in bianconero, tra alti e bassi, un po’ mezzala e un po’ regista per le necessità di Max Allegri, vuole prendersi la Juve con la collaborazione di Paul Pogba, al rientro alla base, fondamentale anche per gli equilibri tattici di un centrocampo non sempre all’altezza in questi ultimi campionati.
    IN MEZZO Locatelli, Pogba, Zakaria, McKennie punti fermi, al momento. Di Maria, tanto atteso anche per la sua duttilità, potrebbe essere decisivo davanti e anche un po’ più indietro. Di Rabiot si conoscono le sirene inglesi. Di Arthur il tentativo di usarlo come pedina di scambio (e non solo con la Roma per Zaniolo). Insomma, lavori in corso e Loca, gobbo dentro e fuori come mostra l’ultima foto postata su Instagram, vuole recitare un ruolo da protagonista. Finalmente. LEGGI TUTTO

  • in

    Di Maria, le vacanze e quel brindisi: alla Juve?

    TORINO – Un brindisi in vacanza con gli amici (e connazionali) Leandro Paredes e Giovani Lo Celso. Angel Di Maria tiene viva l’attesa dei tifosi aggiornando costantemente i profili social sui suoi spostamenti con la famiglia, anche se nell’osservarlo mentre prosegue la sua vacanza a Ibiza – occhi raggianti, sguardo che denota sicurezza – non sembra esattamente un giocatore ansioso di ufficializzare il proprio destino. In realtà l’ex esterno di fantasia del Paris Saint-Germain sta per comunicare la sua decisione e la prospettiva, vista dal lato del popolo juventino, è assolutamente gradita. La gente non ne può più, è stanca di aspettare e questa voglia di novità amplifica la visione di ciò che potrebbe accadere se il Fideo optasse per la Juventus: sarebbe accolto con tutti gli onori alla Continassa. Non come ai tempi di Cristiano Ronaldo, probabilmente, ma quasi, perché Di Maria sarebbe un colpo top non più giovanissimo, comunque un uomo d’esperienza internazionale per vivificare le ambizioni bianconere anche in Champions, dove da Cardiff 2017 in poi si è un po’ persa la bussola.

    UN “ANGEL” PER ALLEGRI E allora, se non sarà oggi potrebbe essere domani, o forse al massimo martedì il giorno dell’annuncio. A meno di giravolte straordinarie e inaspettate, le opzioni in ballo per il Fideo non cambiano: un sì immediato alla Juve, oppure un no altrettanto tempestivo dietro il quale si nasconderebbe il desiderio di aspettare che il Barcellona si liberi di maxi cartellini e ingaggi insopportabilmente pesanti. Detto che in Portogallo c’è chi non smette di sponsorizzare il ritorno al Benfica, un anno prima della chiusura del cerchio al Rosario Central, in realtà gli exit poll tendono a sminuire quest’ultima soluzione e la fiducia che alla Continassa non è mai mancata in queste settimane fa pensare che davvero sia solo una questione di pazienza. La dirigenza bianconera sarebbe pronta nel caso ad accelerare sulle alternative qualora Di Maria rifiutasse un trasferimento dal costo di 7 milioni più bonus. Massimiliano Allegri ha il telefonino sempre acceso. LEGGI TUTTO

  • in

    Di Maria tra vacanze e Juve: ultimo affondo. Fagioli con Pogba?

    TORINO – Le ultimissime sul mercato della Juventus passano dalla redazione di Tuttosport: facciamo il primo punto pomeridiano con Filippo Cornacchia. Partiamo ovviamente da Angel Di Maria, che finalmente ha preso l’aereo da Rosario per trasferirsi in Europa. In che città lo ritroveremo? «Per il momento è diviso tra vacanze e deve risolvere questioni anche famigliari perché a Parigi ha vissuto negli ultimi anni e non a caso con lui ci sono moglie e figlia. Poi nel fine settimana si intensificheranno i contatti con la Juventus (il Barcellona resta in ballo), c’è sempre maggior fiducia, i segnali sono sempre più postivi, ma ancora non si riesce a dire se l’affondo andrà in porto. Comunque è questione di poco, al massimo si sfora a lunedì, poi l’argentino si concentrerò sulle ferie». Una puntata sui giovani bianconeri e in particolare su Nicolò Fagioli: resterà in rosa con il suo estimatore Max Allegri? «Alcuni giorni fa a Milano la Juve ha incontrato Andrea D’Amico e il fratello che sono gli agenti. Fagioli deve rinnovare e ha tante richieste: soprattutto in A, con Monza e Cremonese che vorrebbe confermarlo. Però la Juve pensa anche di inserirlo in gruppo a fianco di Pogba e soci, con l’altro giovane di talento Miretti».  LEGGI TUTTO

  • in

    Pogba e quei ritorni eccellenti alla Juve

    TORINO – A volte ritornano e non si tratta solo di una questione di nostalgia canaglia. Il richiamo della Juventus diventa forte, irresistibile, per svariate e variegate ragioni: per opportunità economiche, di rilancio, affettive, chi più ne ha più ne metta. Il popolo bianconero attende con fibrillazione il ritorno a casa di Paul Pogba, l’ultimo in ordine cronologico di juventino, giocatore o allenatore, pronto a rientrare a Torino dopo essere transitato altrove. Certi amori non finiscono, ma solo alcuni ritorni eccellenti sono possibili: il Polpo è il prossimo, ma ce ne sono stati altri. Vediamo insieme alcuni tra i più significativi.

    ALLEGRI Pogba troverà Massimiliano Allegri, anch’egli un cavallo di ritorno: lui non è mai andato da un’altra parte, è rimasto ad aspettare, dopo che nel 2019 si era separato dalla Juventus. Ma poi nel 2021, alla fine di due anni di attesa, è rientrato nella Torino bianconera ed è uno dei principali sponsor (se ce ne fosse bisogno) del francese.

    BONUCCI Paul potrà riabbracciare anche un altro protagonista di tante battaglie in bianconero: Leonardo Bonucci. I tifosi ricordano bene come è andata: colonna dal 2010 al 2017 e idolo della juventinità, Bonucci aveva deciso di cambiare aria. Una stagione al Milan e nel 2018, dopo un anno al di sotto delle aspettative personali e di squadra, il difensore è ritornato a Torino dove ha ricominciato a vincere.

    BUFFON Anche ad altri simboli è capitato di lasciare la Juventus per poi ritornare dopo poco tempo. Da ricordare Gianluigi Buffon, capitano e icona bianconera dal 2001 al 2018, poi l’avventura straniera al Psg e il rientro a casa un anno dopo per due stagioni prima di un altro ritorno per il portierone, quello al Parma dove tutto era cominciato.

    MORATA Pogba potrebbe ritrovare Alvaro Morata, un altro che non è nuovo a ritorni di fiamma con la Juventus. In bianconero dal 2014 fino al 2016, lo spagnolo – sposato con l’italiana Alice Campello – ha deciso di riabbracciare il bianconero nel 2020 in prestito dall’Atletico. E proprio a Madrid ora è ritornato, in attesa di conoscere il suo futuro in maniera più chiara, con la Juve sullo sfondo.

    I TECNICI Non solo Allegri, anche altri allenatori hanno ritrovato la Juve nei loro percorsi professionali. E si parla di tecnici che hanno scritto la storia. Come Marcello Lippi, protagonista dell’ultima Champions vinta dai bianconeri nel 1996 e andato via nel 1999, per poi tornare nel 2001 dopo una parentesi breve all’Inter. Ed è successo anche a Giovanni Trapattoni, per dieci anni alla guida dei bianconeri dal 1976 al 1986 e poi di nuovo in sella dal 1991 al 1994. LEGGI TUTTO

  • in

    Rovella da leader in Under 21: ora vuole la Juve di… Pogba. Allegri chi sceglie?

    TORINO – La maglia numero 10 da leader in Under 21. La sicurezza nel calciare un rigore. La sua forza all’interno del gruppo. Insomma, uno che sa come dirigere le operazioni, prendersi le responsabilità. Questo e molto altro è Nicolò Rovella, centrocampista di vent’anni, esploso nel Genoa e ora di “rientro” alla Juventus che dovrà decidere il suo futuro: resta con Max Allegri o va a giocare altrove? Lui, che cerca di azzerare l’ansia, si dice «gasato e pronto». Certo, sperava di duettare con Paulo Dybala, ma dovrà “trovare” altri partner tecnici. La missione è «rivelarmi all’altezza in un club di primo livello quale è la Juve». Ha guidato l’Italia Under 21 alla qualificazione per l’Europeo: sicuro, carismatico, con classe e intraprendenza. «Quello azzurro è un grande gruppo, composto anche da giocatori che poi sono saliti in Nazionale maggiore. Ci sono tanti giovani di ottime speranze». Dagli undici metri si presenta come un veterano. «I rigori? Li tiro a caso. Ovviamente mi preparo, poi dal dischetto ci vuole sempre istinto». Quell’istinto che l’ha seguito nella crescita: giocava vicino a San Siro, nel parchetto sotto casa «e vedevo lo stadio. Guardavo e sognavo». Ora vuole dimostrarsi all’altezza dei bianconeri, ma dovrà superare il “taglio” di Max: in lizza per restare ci sono infatti anche Miretti e Fagioli. Una bella sfida nella sfida. Pensando anche al ritorno alla base del Polpo, alias Paul Pogba, lui sì centrale per il tecnico. LEGGI TUTTO