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    Diretta Parma-Sassuolo ore 18: come vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    PARMA – Malgrado il successo della Roma nel derby il Sassuolo vuole crederci fino alla fine per il 7° posto europeo occupato dai giallorossi. I ragazzi di Roberto De Zerbi saranno impegnati (alle 18) al Tardini contro il già retrocesso Parma che cercherà di chiudere a testa alta la stagione nell’ultima tra le mura amiche. Roberto D’Aversa dal canto suo deve fare i conti con un’infermeria piena ma potrebbe ritrovare all’ultimo la sua stella Gervinho.
    Parma-Sassuolo, segui il live sul nostro sito
    Parma-Sassuolo, come vederla in tv e in streaming
    Parma-Sassuolo è in programma alle 18 allo stadio Tardini di Parma e sarà visibile in esclusiva in diretta su Sky Sport Serie A e Sky Calcio 1. Inoltre sarà disponibile anche in streaming sulla piattaforma Sky Go e Now Tv.
    Parma-Sassuolo, le probabili formazioni
    PARMA (3-5-2): Sepe; Bani, Valenti, Dierckx; Laurini, Hernani, Kurtic, Sohm, Busi; Cornelius, Brunetta. Allenatore: D’Aversa. A disposizione: Colombi, Rinaldi, Balogh, Zagaritis, Bruno Alves, Brugman, Traore, Camara, Pellè, Gervinho. 
    SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Muldur, Chiriches, Ferrari, Kyriakopoulos; Locatelli, Lopez; Berardi, Djuricic, Defrel; Raspadori. Allenatore: De Zerbi. A disposizione: Pegolo, Marlon, Ayhan, Rogerio, Toljan, Obiang, Bourabia, Caputo, Traorè, Haraslin, Oddei, Boga. 
    Arbitro: Piccinini di ForlìGuardalinee: Capaldo-MarganiQuarto uomo: PronteraVar: MarescaAvar: Passeri LEGGI TUTTO

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    Lazio-Parma 1-0: commento al risultato della partita

    ROMA – La Lazio vince al 95′ contro il Parma e rimane in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. Ci pensa Ciro Immobile a decidere la sfida dell’Olimpico in un finale davvero ricco di emozioni e che alla fine regala tre punti fondamentali alla squadra di Inzaghi. Il gol dell’attaccante biancoceleste è storico: 150° gol con la maglia della Lazio e 20ª marcatura in questo campionato. Per la Lazio è un successo altrettanto fondamentale, non solo perché è il 12° di fila all’Olimpico ma anche perché permette ai capitolini di sperare ancora di arrivare tra le prime quattro squadre della Serie A: ora Inzaghi è 6 punti dal Napoli e a 5 dalla Juve (e con la gara con il Torino ancora da recuperare). È stata una gara molto combattuta all’Olimpico con la Lazio che ha creato molte occasioni (clamorose le opportunità per Luis Alberto e Muriqi) ma che non è riuscita a trasformale con la freddezza necessaria. Per il Parma grandissima prova di orgoglio: nonostante la retrocessione i gialloblù hanno dato vita a una prestazione di notevole spessore, soprattutto dal punto di vista della determinazione e del carattere. Poi i 60” finali con Hernani che colpisce il palo (dopo la deviazione decisiva di Strakosha) e con Immobile che sul ribaltamento di fronte, dopo un doppio rimpallo, trova il gol della vittoria e della speranza. Alla fine per Inzaghi, oltre al successo, c’è anche un’altra nota lieta: la quasi totale assenza di cartellini gialli per i suoi giocatori (solo Acerbi è stato ammonito): erano molti i diffidati (sei) ma nessuno di loro salterà la sfida di sabato prossimo contro la Roma. Un derby fondamentale per i biancocelesti nella corsa alla prossima Champions.Guarda la galleryLa Lazio con il cuore: Immobile stende il Parma 1-0

    Le scelte di Inzaghi e D’Aversa

    Inzaghi si affida al classico 3-5-2: tra i pali torna Strakosha mentre in difesa c’è Patric insieme ad Acerbi e Radu. A centrocampo partono dal 1′ Parolo e Cataldi che sostituiscono l’infortunato Milinkovic e lo squalificato Leiva. Immobile e Muriqi completano l’undici biacoceleste. Correa va in panchina. Dall’altra parte D’Aversa deve fare i conti con moltissime assenze (anche Gervinho ko a causa di un problema muscolare). Il tecnico dei gialloblù schiera Pellè e Brunetta in attacco.

    Luis Alberto, che traversa!

    La Lazio nei primi minuti prende subito il controllo del gioco e con Luis Alberto al 9′ va vicina al vantaggio ma il tiro a giro dello spagnolo finisce di poco sul fondo. La squadra di Inzaghi prova a dare continuità e ritmo alla sua manovra e al 20′ con Cataldi ha una buona occasione per sbloccare il risultato ma il tiro del centrocampista è troppo centrale e Sepe blocca. Al 30′ è Immobile ad avere il pallone giusto per l’1-0 ma il tiro di destro dal limite dell’area dell’attaccante biancoceleste finisce alto. Passano solo 2′ e la Lazio costruisce l’occasione più nitida del primo tempo: Immobile libera Luis Alberto solo davanti alla porta ma il tiro a colpo sicuro dello spagnolo si stampa sulla traversa. Il Parma comunque non si limita a difendere e con Brunetta al 44′ trova la sua prima occasione ma il tiro dell’attaccante viene bloccato da Strakosha.

    Palo di Brunetta, Strakosha super!

    Nel secondo tempo la Lazio riparte subito forte e con Muriqi va un passo dal vantaggio ma Sepe è bravissimo a respingere il tiro dell’attaccante. Pochi secondi dopo, invece, è Lazzari a prendere in contropiede tutta la difesa del Parma, l’esterno viene atterrato da Gagliolo (nell’occasione viene anche ammonito) e l’arbitro Dionisi concede il rigore ma poi con l’ausilio del Var assegna la punizione dal limite ai biancocelesti. Il Parma però è vivo e al 55′ ha una doppia occasione clamorosa per sbloccare il match: la difesa della Lazio respinge corto un cross avversario, il pallone arriva sul piede di Brunetta che prova il tiro di precisione colpendo il palo. Poi sulla successiva respinta il più veloce è Gagliolo ma Strakosha chiude benissimo lo specchio respingendo in angolo la sua conclusione. Inzaghi decide dunque di cambiare: entrano Luiz Felipe, Escalante e Correa ed escono Radu, Cataldi e Muriqi. Al 63′ anche D’Aversa cambia: entra Laurini al posto di Gagliolo. Al 71′ nuova occasione per il Parma ma il tiro di Kurtic termina alto. Subito dopo spazio a Cornelius che prende il posto di Pellè mentre per la Lazio c’è Akpa Akpro per Parolo. Al 73′ il Parma sfiora nuovamente il vantaggio con Brunetta ma Strakosha è sempre attento e respinge la conclusione. Dall’altra parte Correa prova il guizzo vincente ma Sepe esce e riesce a fermarlo. Inzaghi prova dunque ad inserire Caicedo per Patric nel tentativo di trovare il gol vittoria e schierando una Lazio a trazione anteriore. Anche D’Aversa effettua gli ultimi tre cambi: entrano Osorio, Grassi e Traore al posto di Bani, Sohm e Brunetta.

    Finale ricco di emozioni: palo Hernani, decide Immobile

    Nel finale la Lazio prova in tutti i modi a vincere, lo stesso fa il Parma e la conclusione del match è clamorosa nella sua evoluzione e per quantità di emozioni. Al 94′ Hernani va vicinissimo al vantaggio ma prima Strakosha (tra i migliori in campo) e poi il palo salvano la Lazio, poi però sul ribaltamento di fronte la squadra di Inzaghi vince la sfida: è Immobile a firmare la rete che regala tre punti fondamentali alla sua squadra. È il 150° gol in Serie A per l’attaccante, il 20° in questo campionato. Una firma fondamentale che tiene in corsa la Lazio (al dodicesimo successo di fila in casa) per la qualificazione in Champions e sabato c’è il derby contro la Roma.

    Lazio-Parma 1-0: tabellino e statistiche

    Classifica Serie A LEGGI TUTTO

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    Atalanta e Muriel da Champions, il Cagliari inguaia il Benevento

    TORINO – L’Atalanta non ‘stecca’ e passa sul campo del già retrocesso Parma, travolto dai goldi Malinovsky e Pessina, da una doppietta di Muriel (21 gol in campionato) eda la rete finale di Miranchuk. La ‘Dea’ conquista così una vittoria pesantissima nella corsa alla Champions League ed è ora seconda a +2 sul Napoli in attesa della sfida tra Juve e Milan (al momento appaiate a -3 dai nerazzurri) che chiuderà il programma della 35ª giornata di Serie A. Nello scontro diretto per la salvezza tra Benevento e Cagliari invece fanno festa i sardi, che vincono 3-1 (fa discutere il rigore dato e poi tolto dal monitor su indicazione del Var ai giallorossi nel finale, sul risultato di 1-2) e volano +4 sui sanniti terz’ultimi, scavalcando lo Spezia e agganciando il Torino rimontato sul pari a Verona.
    Serie A, la classifica
    Muriel fa 21, l’Atalanta è seconda
    Senza l’infortunato Toloi e con il portiere Gollini squalificato, Gasperini si presenta al Tardini con Sportiello tra i pali e un 3-4-1-2 in cui Maehle e Gosens sono gli esterni mentre davanti è Malinovskyi il trequartista dietro a Zapata e Ilicic, di nuovo titolare ai danni di Muriel. Molto più lunga la lista degli indisponibili nel Parma che D’Aversa schiera con il 4-3-3: Osorio e Bruno Alves centrali e Gagliolo e Busi ai loro lati, Kurtic e Grassi a supporto di Sohm in mezzo al campo, mentre tocca a Kucka con l’ex di turno Cornelius e Gervinho. Chiaramente superiori le motivazioni della ‘Dea’ contro i già retrocessi emiliani e al 12′ i nerazzurri sono già avanti: conclusione di Malinovsky deviata da Kurtic e palla alle spalle di Sepe. L’Atalanta non è una squadra che specula sul vantaggio e insiste: due azioni fotocopia intorno al 20′, sempre Ilicic al cross per la testa di Gosens, che prima manca la porta e poi trova il portiere di casa ben piazzato. Ilicic è ispirato e ispira i compagni: tacco per Freuler, cross basso per Zapata che calcia di prima e colpisce la traversa (31′) per poi testare ancora i riflessi di Sepe prima dell’intervallo (41′). Al rientro dagli spogliatoi subito due novità per Gasperini, che toglie Zapata e Ilicic per inserire Muriel e Pessina: una doppia mossa che paga subito, perché è proprio il colombiano a servire la palla che l’azzurro spedisce in porta con un preciso diagonale (52′). Ancora Muriel scatta poi in contropiede ma calcia a lato (57′), prima dell’uscita di Malinovskyi in favore di Miranchuk che manda subito al tiro Maehle (deviazone in corner di Sepe). D’Aversa allora risponde inserendo Pellè e Valenti (fuori Gervinho e l’ex atalantino Grassi) ma la gara già non ha più storia e Muriel (dopo un palo sfiorato di testa da Djimsiti) cala il tris su assist del neo entrato Pasalic (77′). E a riaprire il match non basta il gol segnato subito dopo dal Parma con l’argentino Brunetta, appena gettato nella mischia, perché la ‘Dea’ in contropiede serve il poker ancora con Muriel (21 gol in campionato) che insacca in tap-in sul palo colpito da Pessina. Non fa male (se non all’infuriato Gasperini) il gol di Sohm che su ‘imbucata’ di Pellè supera con un ‘tocco sotto’ Sportielo per poi spingere la palla in rete, perché ne recupero arriva la cinquina bergamasca con Miranchuk.
    Parma-Atalanta 2-5: tabellino e statistiche
    Guarda la galleryParma-Atalanta 2-5: Gasperini vola con super Muriel
    Il Cagliari inguaia il Benevento e ‘vede’ la salvezza
    Con Moncini, Foulon e Sau ancora in infermeria Pippo Inzaghi sceglie il 4-3-2-1 con Schiattarella preferito a Viola in regia e Roberto Insigne a supporto dell’unica punta Lapadula insieme a Caprari. Sull’altro fronte out invece Pereiro, Sottil e Rog per Semplici, che conferma Ceppitelli nella difesa a tre (con Godin e Carboni) e ritrova dopo la squalifica Marin in una mediana completata dal playmaker Deiola e Nainggolan, con Joao Pedro-Pavoletti coppia d’attacco e sugli esterni Nandez e Lykogiannis. Ed è proprio greco, innescato su uno schema da corner, a trovare l’incrocio e il vantaggio per il Cagliari dopo nemmeno un minuto. Una doccia gelata per i padroni di casa, che faticano a entrare in una partita in cui vengono però ricatapultati improvvisamente da Ceppitelli: il difensore regala palla a Caprari che mette davanti alla porta Lapadula, freddo poi a battere Cragno. L’1-1 risveglia Pippo Inzaghi, rimasto fermo e incredulo dopo il gol dei rossoblù, e accende i tifosi giallorossi radunati fuori dal Vigorito per sostenere le ‘Streghe’. Ora il Benevento c’è e serve il miglior Cragno per fermare il sinistro di Caprari servito da Lapadula (30′), poi la deviazione di Schiattarella su punizione calciata ancora dal fantasista (37′) a cui il portiere dice ancora no su un colpo di testa da cross di Insigne prima del riposo. Semplici vede il suo Cagliari soffrire e corre ai ripari nell’intervallo, inserendo Zappa al posto di Carboni per sistemarsi a quattro in difesa. E proprio il terzino innesca al 54′ Pavoletti, che di testa non inquadra però la porta, mentre sull’altro fronte è ancora attento Cragno su Lapadula (59′). L’attaccante del Cagliari non può invece sbagliare al 64′, quando su cross di Nandez viene lasciato tutto solo da Glik e Depaoli e deve solo schiacciare in rete di testa la palla del 2-1. Arrivano così i cambi di Inzaghi: dentro prima Viola e Gaich (al posto di Schiattarella e Insigne) e poi Letizia, Improta e Di Serio (fuori Depaoli, Hetemaj e Caprari). È ancora Lapadula però a provarci al 78′, senza impensierire Cragno, con le speranze di Inzaghi che si spengono definitivamente quando l’arbitro Doveri assegna un rigore ai suoi ma torna poi sui suoi passi dopo aver rivisto al monitor (su indicazione del Var) il contatto in area tra Viola e Asamoah. Nel recupero arriva anche il tris cagliaritano con Joao Pedro in contropiede e per il Benevento si fa sempre più in salita la strada per una salvezza che i sardi ora vedono invece più vicina.
    Benevento-Cagliari 1-3: tabellino e statistiche
    Guarda la galleryColpo Cagliari! Gioiello di Lykogiannis, Pavoletti e Joao Pedro: Benevento ko LEGGI TUTTO

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    Diretta Torino-Parma ore 20.45: dove vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    TORINO – Il Torino si gioca stasera, nel monday match della 34ª giornata di Serie A, una fetta importante della salvezza. Fermi a quota 31 punti, tanti quanti il Benevento (che ha però due gare in meno), i ragazzi di Davide Nicola ospitano il Parma, penultimo a -11, e che in caso di sconfitta saluterà aritmeticamente la massima divisione. Perfetta parità negli ultimi nove precedenti tra le due squadre, con tre vittorie a testa ed altrettanti pareggi, la sfida offre anche una curiosità statistica: il Toro è la squadra che ha perso più punti in situazioni di vantaggio nel girone d’andata (23), i ducali invece vantano questo poco invidiabile primato nelle gare di ritorno (18).
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    Dove vedere in tv e streaming Torino-Parma
    Il match tra granata e ducali, in programma all’Olimpico Grande Torino alle 20.45, sarà trasmesso in diretta esclusiva da Sky Sport Serie A (numero 202 e 249 del satellite e 473 e 483 del digitale terrestre) e da Sky Sport (numero 251 del satellite), oltre che dalle piattaforme streaming SkyGo e Now. In alternativa sarà possibile seguire la cronaca testuale della sfida live sul nostro sito.
    Torino-Parma, le probabili formazioni
    TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; Singo, Rincon, Baselli, Lukic, Ansaldi; Sanabria, Belotti. All. Nicola. A disp. V. Milinkovic-Savic, Ujkani, Rodriguez, Buongiorno, Lyanco, Vojvoda, Murru, Gojak, Linetty, Zaza, Bonazzoli. Indisponibili: nessuno. Squalificati: Mandragora, Verdi.
    PARMA (4-3-3): Colombi; Busi, Osorio, Bani, Giu. Pezzella; Hernani, Brugman, Kurtic; Kucka, Cornelius, Gervinho. All. D’Aversa. A disp. Sepe, Rinaldi, Gagliolo, Grassi, Pellè, Laurini, Sohm, Bruno Alves, Dierckx, Brunetta. Indisponibili: Man, Mihaila, Nicolussi Caviglia, Inglese, Kirkzee, Cyprien, Karamoh, Conti, Valenti, Iacoponi. Squalificati: nessuno.
    Arbitro: Aureliano di Bologna.Assistenti: Prenna e Tolfo.IV uomo: Marchetti.Var: Banti.Avar: Di Iorio. LEGGI TUTTO

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    Juve-Parma 3-1: Alex Sandro e De Ligt rilanciano Pirlo

    TORINO – Non è il caso di eccedere in trionfalismi o giudizi esagerati, ma non conviene neanche omettere le cose buone, i meriti, i passi avanti di una Juventus consolante. A modo suo, naturalmente: senza incantare, ma sovrapponendo un primo tempo così così a un secondo in evidente crescendo i bianconeri possono mettere a bilancio tre gol (ok, era il Parma, la penultima forza del campionato, nonché la seconda peggior difesa…) e una buona dose di entusiasmo. Bergamo è passata con tutto il suo carico di sventure e il 3-1 dello Stadium certifica per la Juve il terzo posto temporaneamente ritrovato, aspettando l’esito di Roma-Atalanta, e con la targa del Milan ormai in vista. I rossoneri sono a -1 e con lo scontro diretto del 9 maggio da giocarsi allo Stadium: pensare positivo, insomma, si può.Guarda la galleryDoppietta show di Alex Sandro e De Ligt: la Juve rimonta il Parma

    Nuovi goleador

    E’ la notte degli eroi che non ti aspetti, del capitano juventino del futuro e del terzino perennemente accostato al mercato, riuniti sotto l’ombrello del gol. Alex Sandro e Matthijs de Ligt, per una volta, hanno sopperito alle difficoltà degli attaccanti dalla vena realizzativa azzerata: il brasiliano non aveva mai segnato una doppietta in bianconero, l’olandese cercava il primo gol stagionale, magari come solo lui sa fare, su azione d’angolo, da califfo aggiunto ai sovrani della prima linea. Ecco, è andata proprio così: l’ex Porto, a cavallo tra il gong del primo e l’avvio del secondo tempo, ha stampato due montanti in faccia a Colombi, malcapitato punching ball di un Parma – orfano di nove elementi – sempre più dimesso, alle prese con la paura di una retrocessione complicata da cancellare e soprattutto illuso da un buon avvio di partita, fatto di coraggio e pressione alta sull’avversario. Tutto inutile, la Juve man mano ha preso campo e il risultato è sembrato la logica conseguenza di un divario sempre più chiaro. Alex Sandro, dunque, con la sua doppietta ha rimontato la punizione vincente di Brugman, disegnata sopra la barriera dove Cristiano Ronaldo inspiegabilmente si copriva il volto e non saltava per opporsi alla traiettoria. Buffon neppure si muoveva: 1-0 e obbligo di rimonta per i bianconeri. L’1-1 arrivava prima dell’intervallo (schiaffo di sinistro di Alex Sandro su tocco di De Ligt in seguito ad angolo calciato da Cuadrado), mentre il 2-1 a inizio ripresa si concretizzava grazie a un colpo di testa del brasiliano a zero metri dalla porta emiliana. La costante? Il cross di Cuadrado, naturalmente, e con velo involontario di Dybala ad agevolare il tap in del compagno. Il 3-1 portava la firma di De Ligt su corner di… Cuadrado (e chi se non il colombiano?).

    La corsa Champions continua

    In coda a una serata tranquilla, Pirlo porta a casa la prestazione in crescita di Paulo Dybala, che ha alzato il minutaggio (84 minuti, poi il cambio con Morata) e almeno in un paio di occasioni ha sfiorato la rete, la solita vivacità dell’insostituibile Cuadrado (alto a destra, l’ex Chelsea va sempre più a nozze), la voglia generale di riprendere la caccia al posto Champions nonostante l’assenza dell’uomo più determinante di tutti: Chiesa, mascherato e sorridente in panchina. Poche tracce di Cristiano Ronaldo, al rientro dopo il pit stop di Bergamo: CR7 ha toccato tanti palloni, ha tirato in porta, ha provato e riprovato, ma neanche di carambola (e in fuorigioco) l’ha messa in buca, malgrado Dybala abbia fatto di tutto per combinare con lui. E nel recupero è stato anche ammonito. Pirlo ha messo dentro un po’ tutti in corso d’opera, da Kulusevski a Rabiot, passando per Ramsey e pure Bernardeschi appena guarito dal Covid. Ma le difficoltà non sono mancate: occhio, per esempio, al salvataggio di Arthur su Grassi per un 2-2 solo potenziale. Già, davanti a Buffon si continua a ballare un po’. A D’Aversa, invece, per salvarsi servirà un miracolo: non può bastare la buona organizzazione del suo Parma per evitare la B.

    JUVE-PARMA, TABELLINO E STATISTICHE LEGGI TUTTO

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    Juve-Parma, la probabile formazione di Pirlo

    TORINO – Le notizie che arrivano dal J-Medical sono buone per Andrea Pirlo: Federico Chiesa non ha subito lesioni muscolari. Gli esami strumentali a cui l’esterno si è sottoposto ieri mattina hanno evidenziato un’elongazione «dei muscoli ischio-crurali della coscia sinistra». Si tratta di un infortunio muscolare non grave, che dovrebbe risolversi nell’arco di dieci giorni-due settimane: il numero 22 bianconero sarà visitato ancora per valutare come procede la guarigione. Salterà la sfida di domani sera contro il Parma all’Allianz Stadium e la trasferta di domenica a Firenze: Pirlo confida di riaverlo a disposizione per la partita contro l’Udinese del 2 maggio.

    Pirlo al lavoro per sostituire Chiesa contro il Parma

    Rincuorato dalle condizioni di Chiesa, che non solamente nelle ultime uscite della Juventus è stato tra i migliori, il tecnico bianconero è al lavoro per decidere con chi sostituirlo domani contro la squadra di Roberto D’Aversa. Si profila un ballottaggio tra Dejan Kulusevski e Aaron Ramsey. Se il 20enne svedese ha avuto le sue occasioni e non sempre le ha sfruttate, anche perché ha dovuto cambiare parecchi ruoli (e il progetto di farne una mezz’ala non è certo tramontato), il gallese è sparito dai radar: l’ultima volta in cui ha giocato titolare risale a Juventus-Lazio del 6 marzo, poi l’infortunio muscolare, il ritorno dopo la sosta e brevissime apparizioni (19 minuti nel derby, 6 contro il Genoa). Eppure Ramsey sembra aver recuperato la condizione, appare sereno e tranquillo anche dal punto di vista mentale, ma va sempre gestito con cautela.

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    Cagliari-Parma 4-3, Cerri regala tre punti d'oro a Semplici

    CAGLIARI – Il pari non serviva a nessuno e così, alla Sardegna Arena, Cagliari e Parma danno spettacolo nel quarto anticipo del sabato della 31ª giornata di Serie A: i sardi vicono 4-3 uno spareggio salvezza tra due squadre in grande difficoltà. I ducali, che hanno vinto una sola gara (il 14 marzo contro la Roma) su 23 dal 6 dicembre a oggi, scivolano verso la Serie B, mentre il Cagliari interrompe una serie negativa di cinque partite (un pareggio e quattro sconfitte), tornando a respirare.
    Cagliari-Parma 4-3, tabellino e statistiche
    Cagliari-Parma, la partita
    Semplici conferma il Cagliari che ha perso, ma ben figurato, contro l’Inter capolista: tra i pali, in attesa del rientro di Cragno, c’è Vicario mentre davanti il tandem è formato da Pavoletti e Joao Pedro. D’Aversa, alle prese con numerose assenze, vara un Parma con Cornelius preferito a Pellè e spalleggiato in avanti da Kucka e Man: Gervinho è in panchina con il talentino Mihaila, non al meglio della condizione. Il match si sblocca già al 5’ su azione di calcio d’angolo: è il Parma a trovare il gol con Giuseppe Pezzella, che colpisce da fuori di sinistro un pallone respinto dalla difesa sarda. Gli emiliani mantengono maggiormente l’iniziativa anche dopo il vantaggio; “coraggio” urla Semplici dalla panchina, una volta compresa la difficoltà dei suoi ragazzi. Il Cagliari tenta la via della rete con Pavoletti e Nandez, poi però Pezzella manca di poco la doppietta, con un tiro sporco, deviato da Vicario. L’autore del vantaggio emiliano è ancora protagonista al 25’, quando tocca la palla con un braccio nella propria area, spingendo l’arbitro Valeri a fischiare il rigore per il Cagliari. Richiamato al monitor Var però il direttore di gara torna sui suoi passi, suscitando le proteste di Nainggolan e compagni. Svanito il pericolo, il Parma raddoppia al 31’ con Kucka, che tocca da pochi passi su spizzata di testa di Cornelius. Pavoletti ridà speranza al Cagliari al 39’ con un’incornata vincente su cross al bacio di Carboni. Per l’attaccante sardo è il ventottesimo gol di testa in Serie A. Si va al riposo sul 2-1 per il Parma.
    La rimonta del Cagliari firmata da Cerri
    Al rientro dalla pausa il Cagliari aumenta la pressione sfruttando soprattutto i cross, come fatto a ripetizione nel primo tempo: Pavoletti e Joao Pedro mancano di poco il tocco vincente da pochi passi. L’azione sarda si fa tambureggiante, ma il Parma cala il tris con una fiammata improvvisa al 59′: rinvio lungo di Sepe, il nuovo entrato Mihaila serve il connazionale Man che infila Vicario con un potente diagonale rasoterra. Il Cagliari non alza bandiera bianca e trova il secondo gol con Marin, dopo un batti e ribatti al limite dell’area ducale. Il match è vivacissimo per la posta in palio davvero alta: al 71′ Kurtic manca il colpo del ko, sparando alto, da pochi passi, il pallone del quarto gol parmense. Risponde Pavoletti di testa, mancando il bersaglio della porta emiliana. Il meritato pareggio del Cagliari arriva al 91′ grazie a un tiro a giro di Pereiro, che lascia Sepe di sasso. Le emozioni non sono finite perché i sardi trovano la rete del successo al 94′ con un colpo di testa di Cerri. Vince il Cagliari 4-3.
    Serie A, la classifica LEGGI TUTTO

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    Parma-Inter 1-2: doppietta di Sanchez, Conte è in fuga

    PARMA – L’Inter approfitta del mezzo passo falso del Milan ed allunga: il 2-1 ottenuto al Tardini contro il Parma, arrivato grazie alla doppietta di Alexis Sanchez, permette infatti ad Antonio Conte di portarsi a +6 sui rossoneri, primi tra le inseguitrici, e rimettere la Juve a -10 (che ha però una gara in meno). I nerazzurri appaiono sottotono nella prima mezz’ora e Handanovic è decisivo su Kurtic, mentre nel finale del primo tempo sale in cattedra Hakimi, ma Eriksen, Skriniar, Perisic e Lukaku peccano di precisione da posizioni favorevoli. L’avvio sprint nella ripresa porta all’uno-due del cileno ex Udinese, Barcellona ed Arsenal, mentre il sigillo di Hernani serve solo a rendere più avvincenti gli ultimi venti minuti di gioco.

    Parma-Inter, le scelte di D’Aversa e Conte
    D’Aversa recupera Bani, Brugman, Inglese e Pellè (soltanto i primi due lanciati dal 1′), niente da fare per Gervinho, Conti, Cornelius, Sprocati, Nicolussi Caviglia e Zirkzee. A caccia di fondamentali punti salvezza, quando il distacco dal Cagliari quart’ultimo è di sei punti, i ducali scendono in campo con Sepe tra i pali ed una rimaneggiata difesa a 4 composta, da destra verso sinistra, da Osorio, il rientrante classe ’93 acquistato l’ultimo giorno di mercato dal Genoa, Valenti e Gagliolo. L’uruguayano in cabina di regia, affiancato da Hernani e Kurtic, mentre Kucka agisce alle spalle dell’ex Karamoh e Man. Conte annusa profumo di fuga dopo il pari del Milan con l’Udinese e non pensa all’Atalanta: niente turnover, in casa Inter ci sono tutti e 4 i diffidati di lusso (Bastoni, Barella, Brozovic e Lukaku). C’è Handanovic tra i pali, la linea a tre nel pacchetto arretrato è completata da Skriniar e De Vrij, Hakimi rientra dalla squalifica e torna in possesso della fascia destra, con Perisic su quella opposta, mentre Eriksen chiude il quadro in mediana. Davanti, accanto al bomber belga, spazio a Sanchez in luogo di Lautaro Martinez.
    Handanovic decisivo, Lukaku spreca: al 45′ è 0-0 tra Parma ed Inter
    Due minuti scarsi e una percussione di Hakimi costringe Sepe ad una smanacciata per evitare guai ben più seri, con Lukaku, al centro, che già pregustava un facile tap-in. Messo da parte lo spavento, il Parma si riversa nella metà campo nerazzurra e al 6′ sono veementi le proteste per un contatto in area tra Man e Barella, con il Var che non rileva irregolarità. L’Inter prova a sfondare sugli esterni, e Valenti è chiamato agli straordinari, i ducali dal canto loro fanno densità in mezzo al campo e si affidano alle veloci ripartenze di Karamoh. Un giro di lancetta dopo il commosso ricordo di Astori, al 13′, è miracolosa la risposta a mano aperta di Handanovic sul colpo di testa di Kurtic, lasciato colpevolmente solo da Skriniar sullo splendido cross di Osorio. Lukaku guida l’immediata reazione meneghina, ma il suo tiro dal limite termina in curva. Il match vive un momento di flessione, almeno a livello di occasioni degne di nota, poi si accende Hakimi, dai cui piedi nasce una grossa chance sciupata da Eriksen, con l’azione che prosegue e Skriniar e Perisic che vengono murati dalla difesa emiliana. Quindi, al 38′, è il bomber belga ad esaltare i riflessi di Sepe con un diagonale destro respinto coi piedi. L’Inter accelera nel finale del primo tempo: l’esterno marocchino offre una golosa opportunità a Brozovic, ma il regista croato svirgola all’altezza del dischetto di rigore, mentre Lukaku non inquadra la porta con una zuccata da due passi. I padroni di casa si rivedono soltanto nel recupero, quando Man spizza il cross di Kurtic, col pallone che accarezza il palo alla sinistra di Handanovic.
    Doppietta di Sanchez, poi Hernani: l’Inter batte il Parma 2-1
    Man dà forfait per un colpo alla testa che l’ha costretto a stringere i denti nel finale della prima frazione, al rientro in campo c’è Mihaila al suo posto. Il Parma non sembra avere le stesse energie sfoggiate nei 45′ precedenti, l’Inter è aggressiva e si piazza in pianta stabile dalle parti di Sepe. Una giocata di Brozovic mette in moto Lukaku, il contrasto che ne segue favorisce Sanchez che, di mancino, vanifica la smanacciata di Sepe ed il disperato tentativo di salvataggio di Gagliolo (55′). Al 56′, poi, Perisic si divora il 2-0, peccando di egoismo e calciando in porta anziché servire al centro il belga ex United, ma l’appuntamento col raddoppio è rimandato di soli sei minuti: Lukaku è protagonista di uno strepitoso coast to coast, poi regala a Sanchez un gioiello da spingere soltanto in rete. Il possente bomber nerazzurro ha quindi una buona chance di testa al 63′, ma non trova lo specchio e schiaccia sul fondo. D’Aversa vede i suoi in difficoltà e si gioca un triplo cambio (Inglese, Busi e Pezzella per Kucka, Valenti e Gagliolo), mentre Conte risponde con Vidal al posto di Eriksen. Il doppio vantaggio sembra inibire la “garra” interista e se il neoentrato ex Juve rimedia ad un errore di Skriniar, nulla può sul cross di Pezzella, dal quale nasce l’1-2 di Hernani, abile a calciare di piatto destro al volo (71′). Conte getta nella mischia Lautaro Martinez al posto di Sanchez, mentre Mihaila ci prova di testa, senza riuscire ad impensierire Handanovic. L’ex Darmian per Perisic da una parte, esordio di Pellè dall’altra, mentre all’84’ Lukaku calcia centrale dal limite. Sono gli ultimi episodi di un match che parla chiaro: l’Inter è in fuga. LEGGI TUTTO