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    Hertha Berlino, c'è Bernstein: un Ultrà come presidente

    BERLINO (Germania) – E’ Kay Bernstein il nuovo presidente dell’Hertha Berlino. Il neo numero uno del club della capitale tedesca è un ex ultrà della squadra e ha prevalso sugli altri due candidati ottenendo ben 1.670 voti sui 3.016 totali. Una vittoria celebrata con entusiasmo dai tifosi del club berlinese. Bernstein, 41 anni, esperto di comunicazione, non vanta precedenti esperienze nell’amministrazione di società sportive, ma è stato scelto come successore di Werner Gegenbauer, che si è dimesso dopo 14 anni. Queste le sue prime parole dopo essere stato eletto: “Il club è in terapia intensiva. Adesso può essere guarito dall’interno”. LEGGI TUTTO

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    Come vincere nella vita: la struggente storia di Neymar

    La storia di Neymar Jr merita di essere raccontata dall’inizio alla fine perché è la storia bellissima di un riscatto di vita prima che di un clamoroso successo sportivo. Con le due cose che non si escludono a vicenza. Di talento il brasiliano ne ha avuto fin da piccolo quando a San Paolo dava i primi calci ad un pallone per strada. Nato il 5 febbraio del 1992, Neymar si avvicina al calcio da giovanissimo perché in Brasile è per le strade che si formano i fuoriclasse. A 11 anni tra le fila delle Giovanili del Santos ebbe già modo di dimostrare il proprio talento e di catturare l’attenzione dei principali club europei. A 14 anni il Real Madrid si informa sul ragazzo e chiede di portarlo in Europa ma è qui che arriva la prima svolta della vita di O’Ney. Il ragazzo e la sua famiglia hanno la forza di rinunciare a 300mila euro e al richiamo dell’Europa preferendo completare la propria crescita in patria. Dopo aver terminato la sua maturazione al Santos l’attaccante brasiliano decide finalmente di volare in Spagna ma non al Real Madrid. Le strade fra il più grande talento brasiliano e il Barcellona si incrociano in modo quasi imprevedibile. In blaugrana rimane per 4 stagioni collezionando 68 gol in 123 presenze e regalando momenti di goduria calcistica accanto a Messi e Luis Suarez. Insieme vincono la Champions League nel 2015 battendo in finale la Juventus per 3-1 (con Neymar grande protagonista e autore di una rete).Guarda la galleryDa Ronaldo a Neymar: ecco i 12 pagati più di 100 milioni di euro

    Il passaggio da record di Neymar dal Barcellona al Psg

    Il richiamo dei soldi e la voglia di dare una svolta alla propria carriera lo porta ad uscire dal guscio sicuro di Barcellona e dall’ombra ingombrante di Messi e di sposare la causa del Psg che proprio dal suo ingaggio vuole ripartire per formare una squadra di fenomeni assoluti. Grazie ad un trasferimento da record, Neymar diventa l’uomo simbolo del Psg, squadra della quale fa ancora parte dal 2017. Fino ad oggi in Francia ha vinto scudetti e coppe ma non la Champions League, un trofeo che per la proprietà del Psg è diventata ormai un’ossessione. Neymar ha realizzato sotto la Tour Eiffel 69 reti finora e la sua storia in terra transalpina (nonostante polemiche e parecchi alti e bassi con voci e rumors di un possibile addio) è destinata a continuare.  

    I dati e le curiosità su Neymar 

    Nato a: Mogi Das Cruzes il 5 febbraio 1992
    Nome completo: Neymar da Silva Santos Junior
    Nazionalità: Brasiliana
    Club nei quali ha giocato: Santos, Barcellona, Psg
    Curiosità: Adora la cioccolata, ama la musica, adora la serie tv Game of Thrones

    Il gossip e i rumors su Neymar

    Neymar ha avuto una vita sentimentale piuttosto turbolenta. Tantissimi sono stati i gossip che gli sono stati accostati ma la maggior parte si sono rivelati inesatti. Il fuoriclasse del Psg ha conosciuto quando ancora giocava nel Santos la modella brasiliana Bruna Marquezine che è stata sua compagna di vita per tanti anni. Durante alcune pause del loro rapporto Neymar ha avuto dei flirt con Caroline Dantas, donna dalla quale ha avuto un figlio: Davi Lucca, nato nel 2011. Terminata la relazione con la Dantas, Neymar è tornato da Bruna sposandola nel 2017. Un anno dopo la coppia ha deciso di lasciarsi nuovamente avviando le pratiche della separazione. Una curiosità: pare che alla base della separazione ci fosse una differente visione politica sul ruolo di Bolsonaro, attuale presidente del Brasile. Neymar oggi divide la propria vita sentimentale con la modella e influencer Bruna Biancardi (sì, si chiama come la sua ex oltre ad assomigliarle tantissimo). Dopo un iniziale momento di segretezza, la coppia ha poi deciso di uscire allo scoperto.

    Guarda la galleryNeymar, relax a Miami con la fidanzata Bruna Biancardi LEGGI TUTTO

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    Il ds dello Sporting 'aspetta' Ronaldo: “Il suo ritorno? Non si sa mai”

    Sporting ‘alla finestra’
    “Un ritorno di Cristiano allo Sporting? In questo momento non penso sia possibile ma non si sa mai – ha detto il dirigente del club di Lisbona in un’intervista a Sky Sports -. Lui può scegliere dove andare, ma non conosciamo il futuro. Ha ancora un anno di contratto (con il Manchester United che secondo la stama inglese è ‘furioso’ per le manovre di Mendes, ndr) e vedremo cosa deciderà”. LEGGI TUTTO

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    Mané, campione universale

    Ha speso un milione e mezzo di euro per costruire l’ospedale e la scuola di Bambaly, dov’è nato, un ex villaggio rurale che sta diventando una cittadina di 17 mila abitanti, quindici chilometri da Sédhiou, sulle rive del fiume Casamance, a 420 chilometri da Dakar, Senegal. L’ospedale è il punto di riferimento di 34 centri della zona. Ogni anno, i migliori studenti della scuola ricevono una borsa di studio di 400 euro, grazie a lui e, sempre su sua iniziativa, ogni abitante di Bambaly riceve 70 euro al mese. A Bambaly stanno costruendo anche una nuova stazione di servizio e un nuovo ufficio postale. A Bambaly, grazie a lui è arrivata anche la rete 4G. Un giorno, forse, ribattezzeranno Bambaly con il suo nome ma, se così fosse, il primo a non volerlo sarebbe lui, Sadio Mané, 30 anni, campione d’Africa con il Senegal, neoacquisto del Bayern Monaco dopo sei stagioni nel Liverpool, 269 presenze, 120 gol, 38 assist, una Champions League, un mondiale per club, una Supercoppa Uefa, una Premier League che i Reds non vincevano da trent’anni, una Coppa d’Inghilterra, una Coppa di Lega.

    Ma qui non si parla della grandezza di uno fra i più forti attaccanti del mondo, simbolo del calcio africano, prossimo sicuro protagonista del Mondiale in Qatar. Qui si parla di Mané campione universale, paradigma assoluto di che cosa significhi diventare una superstar del football senza dimenticare mai le proprie origini, senza perdere mai il sorriso, sfruttando l’enorme cassa di risonanza mediatica di cui dispone (su Instagram conta 11,5 milioni di follower; su Facebook 16 milioni e 309 mila), per aiutare la sua gente. L’ultima dimostrazione l’ha data il 16 giugno scorso, ancora a Bambaly: ha giocato una partita benefica nel fango, insieme con alcune glorie del calcio locale come El-Hadj Diouf, Papiss Cissé e Mbaye Diagne. E, prima di volare a Monaco di Baviera dal Bayern, ha donato il denaro necessario per realizzare un terreno di gioco in erba. Naturalmente, a dare la notizia non è stato lui. Ha scritto Jürgen Klopp, congedandolo dal Liverpool: “Mané se ne va con la nostra gratitudine e il nostro amore, nonchè con uno status di leggenda. E, sì, se ne va in un momento in cui è uno dei migliori calciatori al mondo. Ma non dobbiamo pensare a quello che perdiamo,: bensì a che cosa abbiamo avuto il privilegio di avere: i gol che ha segnato, i trofei che ha vinto. Egli è una leggenda e un’icona del Liverpool. Rispetto la sua decisione e sono sicuro che i nostri tifosi facciano lo stesso. Se ami il Liverpool, devi amare Sadio, questo non è negoziabile. Accettiamo questa perdita, il Bayern ci guadagna, ma a lui non auguriamo altro che avere successo”. La classe è come il coraggio: se uno non ce l’ha, non se la può dare. Klopp ce l’ha. Provate a immaginare un commiato simile nel calcio italiano dove se un giocatore va a scadenza l’anno dopo, l’anno prima viene messo in disparte o sbertucciato anche dai suoi stessi tifosi che gli danno del traditore o del mercenario. Mané era legato al Liverpool da un contratto sino al 30 giugno 2023, non ha trovato l’accordo per prolungarlo, l’ha comunicato a Natale, ha onorato la maglia sino all’ultima partita con i Reds, apponendo anche la sua firma in calce alla Fa Cup e alla Carabao Cup, la coppa di Lega.

    Ai fan di Anfield ha indirizzato parole emozionate, anche se ha confidato, è stato difficile trovarle: «Voglio solo ringraziarvi di cuore, sono così felice di essere stato una piccolissima parte dell’incredibile successo avuto insieme negli ultimi sei anni. Voi ci siete sempre stati: nel bene e nel male. Non lo dimenticherò mai. Grazie ancora. Non camminerete mai soli». Su Instagram gli hanno risposto quasi in 40 mila, manifestandogli gratitudine, affetto, ammirazione. Tutto si tiene. I tifosi del Liverpool sono gli stessi che, in migliaia, hanno tributato un’accoglienza trionfale alla squadra, al ritorno dalla finale di Champions League persa contro il Real Madrid di Ancelotti. E, appena arrivato a Monaco, Mané ha subito conquistato i nuovi sostenitori. Gli è bastato scrivere “Mia San Mia”, il motto del club bavarese. In italiano si traduce letteralmente “Noi Siamo Noi”, tre parole che dicono molto di più. Rispecchiano fedelmente l’identità del Bayern e di chi lo ama. Fra i punti che spiccano nella carta costitutiva, figurano il “trattamento equo e il rispetto dell’avversario, la tolleranza, l’integrazione e il fair play”. Come se l’avesse scritto Mané.

    Guarda la galleryIl Bayern Monaco annuncia Mané: la presentazione ufficiale LEGGI TUTTO

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    Borriello sfida Al Khelaïfi a padel: “Scusa presidente, 3-0”

    IBIZA (SPAGNA) – Nonostante la calura, nessuno vuole smettere di giocare a padel. In tantissimi approfittano delle vacanze e tra una nuotata in mare e un trattamento in Spa trovano il tempo per sfidarsi a colpi di volée e bandeje. Che sia inverno o estate, che faccia freddo o ci sia sole a picco, la gabbia è sempre il posto prescelto per passare qualche ora di divertimento e tenersi in forma. Ibiza, luogo scelto da tantissimi vacanzieri, è stato il “campo di battaglia” della sfida tra l’ex attaccante di Roma e Milan, tra le altre, Marco Borriello, ora ds dell’UD Ibiza, e il presidente del Psg Nasser Al Khelaïfi. Ad avere la meglio è stato l’italiano che, al termine del match, ha postato una stories su Instagram taggando l’emiro qatariota, sorridente nonostante il ko: “Scusa Presidente, 3-0”. Guarda la galleryRoma-Lazio, è derby anche nel padel: che spettacolo al Villa Pamphili! LEGGI TUTTO

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    Borriello batte 3-0 Al Khelaïfi a padel: “Scusa presidente”

    IBIZA (SPAGNA) – È tempo di vacanze, mare e…padel. Proprio così. Lo sport più in voga del momento non si ferma nemmeno per la bella stagione e nonostante l’aumento della temperatura le sfide nella gabbia continuano senza sosta. Tantissimi gli appassionati che tra un bagno in mare e un giro in Spa decidono di indossare magliattina e calzoncini e imbracciare la racchetta per sfidarsi a colpi di bandeja e vibora. Marco Borriello, ex attaccante e ora direttore sportivo dell’UD Ibiza, ha affrontato sull’isola del Mar Mediterraneo il presidente del Psg Nasser Al-Khelaïfi. Una partita senza storia e vittoria netta per l’ex centravanti che, al termine del match, ha postato una stories per festeggiare il successo: “Scusa Presidente, 3-0”.  LEGGI TUTTO

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    Sun: “Phillips dal Leeds al Manchester City per 52 milioni di euro”

    MANCHESTER (INGHILTERRA) – Non si ferma il Manchester City, anzi ha appena cominciato. Dopo l’arrivo di Haaland in attacco, ecco per Guardiola Kalvin Phillips dal Leeds: come scrive il “Sun”, è tutto fatto per 52 milioni di euro. Prossima settimana dovrebbero arrivare la firma e l’ufficialità dell’affare e Pep avrà così il suo nuovo tuttocampista tanto richiesto. Phillips, cresciuto nel Leeds dalle giovanili fino alla prima squadra, raccoglierà l’eredità di Fernandinho, dal 30 giugno svincolato. L’accordo tra i club dovrebbe prevedere anche un incentivo in bonus, circa 3,5 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Il modello Francia: così i Bleus giocano tutti i Mondiali e noi no

    Dal c.t. Deschamps al Direttore tecnico nazionale Fournier, i vertici delle nazionali svelano i segreti dell’organizzazione che ha reso vincente il calcio transalpino: “So che posso contare su un sistema esemplare a tutti i livelli”, dice Didier Non c’è solo la Francia campione del Mondo, pronta a giocarsela di nuovo al Mondiale in Qatar, con una squadra di stelle, da Mbappé a Benzema, passando per Pogba e Griezmann. Dietro alla banda di c.t. Didier Deschamps crescono piccoli campioni e campionesse, nelle nazionali giovanili che per la prima volta nella storia del calcio francese hanno centrato la qualificazioni alle rispettive competizioni maschili e femminili in calendario, dalle Under 17 all’Under 21 che in Francia è appunto soprannominata la squadra “espoir”, ossia delle speranze, promesse. LEGGI TUTTO