consigliato per te

  • in

    La cura Juventus ha reso grande Danilo. I tifosi: «Il nostro vero capitano!»

    TORINO – Danilo e Alex Sandro sugli scudi ai Mondiali in Qatar. I due difensori della Juventus sono stati perfetti nell’esordio del Brasile contro la Serbia, mostrando una buonissima condizione. Il muro verdeoro ha nei lati i due bianconeri. Che corrono e rintuzzano: Alex Sandro prende anche un clamoroso palo. E Danilo è leader vero.
    Danilo capitano, non Bonucci
    Lui attizza i tifosi della Juve: «Il nostro vero capitano» scrivono sui social. E non se ne abbia Leo Bonucci. Ma è il brasiliano la bella immagine della rimonta in campionato e della consacrazione internazionale. Quello che ci mette la faccia e che non molla mai. Buono per ogni ruolo. Sempre ad altissimo rendimento. Ora l’unico inconveniente è la caviglia dolente, a seguito di una distorsione. Può saltare i prossimi due match. LEGGI TUTTO

  • in

    Gianni Agnelli e il Dna della Juventus: il supertifoso a cui ispirarsi

    Negli ultimi cento anni, tutti gli Agnelli hanno contribuito alla creazione della juventinità, intesa come filosofia di vita sportiva e tifosa. Il peso specifico di Gianni Agnelli, quindi, non può essere considerato superiore agli altri, ma è indubbio che la sua impronta sul DNA del club resta una delle più visibili per il modo in cui l’ha impressa e le circostanze mediatiche che ne hanno accompagnato la vita. Questione di carattere e cifra comunicativa, di tempi e tempismo, fors’anche di un pizzico di vanità, fatto sta che l’Avvocato ha dato alla Juventus una parte del suo carattere e, soprattutto, ha stabilito un modello per amarla che, ancora oggi, è un punto di riferimento per molti tifosi, nonostante il tifoso Gianni Agnelli resti indecifrabile. O magari proprio perché lo è, indecifrabile.  Sullo stesso argomento”La Juve ruba, si sa…”: il postulato mai dimostrato, ma utile a tantiJuventus

    Agnelli stregato dall’ungherese Hirzer

    Gianni Agnelli si è innamorato della Juventus a 5 anni, grazie a Hirzer, fenomenale giocatore ungherese della Juventus del secondo scudetto, datato 1925. Il piccolo Gianni rimane stregato dalla velocità dell’ala che si stava allenando al campo di Corso Marsiglia, dove l’aveva portato il papà Edoardo. E questa, in fondo, è un’epifania del tutto simile a milioni di altri tifosi (juventini e non), che hanno iniziato il loro percorso di appassionati di una squadra grazie a un colpo di fulmine per un campione, non necessariamente il più forte della squadra, ma con un dettaglio magico in grado di colpire la fantasia. Ma l’Avvocato non sarà mai come un qualsiasi altro tifoso. Ed è proprio questa doppia natura a renderlo indecifrabile e affascinante.

    Guarda la galleryQuanta Juventus! Il raduno dei campioni a casa di Lippi

    Agnelli e i tifosi della Juventus

    Il tifoso della Juventus percepisce il riverbero degli stessi sentimenti generati dalla squadra: dal dispiacere per una sconfitta alla gioia incontenibile per una vittoria, dalla stizza per un colpo sbagliato all’euforica eccitazione che induce una giocata geniale. Da una parte, insomma, Gianni Agnelli è chiaramente uno di loro, ma nello stesso tempo Gianni Agnelli è la persona più lontana da loro, per fatti ineluttabilmente concreti ma anche per la percezione che si ha di lui, mediata dalla narrazione epica di ogni sua azione. Agnelli per un lungo periodo è il più grande industriale italiano e l’italiano più famoso del mondo, ma anche quando è ospite alla casa bianca cerca un telefono per sapere cosa ha fatto la Juve, come un operaio in giro con la moglie, ma con la radiolina all’orecchio.  

    Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Milinkovic-Juventus, Lotito lo vende a gennaio o a giugno: la situazione

    Dare sempre il massimo per la Lazio, con la consapevolezza però che questi dovrebbero essere gli ultimi mesi nella Capitale. Sergej Milinkovic-Savic resta nei radar della Juventus. Ma non solo. Con un contratto in scadenza nel giugno del 2024 (e zero segnali di un possibile rinnovo a certe cifre), Lotito dovrà necessariamente vendere il suo pupillo a gennaio, o a giugno, per incassare una somma importante dalla cessione del calciatore. Una verità di cui non si parla ad alta voce a Roma, ma conosciuta perfettamente da tutti i soggetti in causa. Col tema economico che non riguarda solo il numero uno dei biancocelesti, ma pure il giocatore, che ovviamente spera di guadagnare di più (anche se questo non è lo snodo cruciale del suo destino calcistico) e l’entourage dell’atleta, per cui l’obiettivo è (anche) incassare una bella somma dalle eventuali commissioni per il possibile trasferimento del serbo.Guarda la galleryBrasile-Serbia, le pagelle: Danilo e Alex Sandro vincono i duelli, rendimenti opposti per i due Milinkovic

    Milinkovic, la Juve e gli applausi dello Stadium

    A proposito: i professionisti che seguono Milinkovic-Savic erano allo Stadium in occasione di Juventus-Lazio (a Torino seguono pure il fratello granata Vanja, come Marusic tra i biancocelesti). Per l’occasione non ci sono stati approcci concreti con Cherubini, ma sicuramente gli applausi rivolti dai tifosi della Vecchia Signora a Sergej hanno colpito tutti, per una scena inusuale, specialmente in serie A. Ergo: la Juve resta una meta più che gradita, ma non la sola, dato che all’estero parecchie squadre stanno anche solo prendendo informazioni sui desiderata del classe ’95. Se nelle scorse stagioni di fatto la Lazio era riuscita a fare muro e ad imporre le proprie volontà, presto non sarà più possibile. Un Mondiale da protagonista potrebbe essere un’ulteriore vetrina per il “Sergente”, nonché una sorta di accelerante per una sua nuova – e quasi inevitabile – avventura sportiva.
    Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Ihattaren torna in libertà, il legale: “È pronto per allenarsi con la Juventus”

    UTRECHT (Paesi Bassi) – La notizia dell’arresto di Mohamed Ihattaren, giovane talento della Juventus in prestito – fino al prossimo 3 gennaio – all’Ajax aveva scosso il mondo del calcio. Il calciatore, appena 20enne e con alle spalle un gran numero di problemi extra-calcistici, a partire dai legami con la malavita, era stato prelevato dalle forze dell’ordine mentre si trovava all’interno di un’abitazione a seguito di un’anonima denuncia per minacce. Su Twitter, però, il legale del calciatore Sander Janssen ha fatto sapere che il fantasista olandese di origine marocchina è tornato in libertà.
    Ihattaren, parla l’avvocato
    “Si tratta di un caso di qualche tempo fa che è ancora oggetto di indagine da parte della polizia. Mohamed ha rilasciato dichiarazioni alla polizia in merito ed è stato nuovamente rilasciato. E tornerà in Italia il prima possibile per riprendere ad allenarsi lì”, il comunicato dell’avvocato Sander Janssen.
    Guarda la galleryJuve, ‘tesoretto’ dai riscatti: i più importanti bianconeri in prestitoIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    “La Juve ruba, si sa…”: il postulato mai dimostrato, ma utile a tanti

    La Juve ruba. È un mantra, un pilastro della filosofia tifoidea italiana, tecnicamente un postulato perché mai scientificamente dimostrato, ma creduto dalla maggioranza delle persone. La Juve ruba perché: gli Agnelli pagano gli arbitri, rappresenta il potere, può controllare le carriere degli arbitri, controlla la Federazione, controlla la Lega e perché… lo dicono tutti. La Juve ruba e basta, mica c’è bisogno di spiegarlo bene, basta accennare un po’ a casaccio a fatti del passato, ammiccando all’ovvietà della cosa.

    L’inchiesta Calciopoli

    Tipo: «Vabbè, Calciopoli ha dimostrato tutto, no?».  Eppure la più grande e sconquassante inchiesta mai svolta sul calcio italiano, nota – appunto – come Calciopoli, ha finito sì per condannare due dirigenti della Juventus, ma ha anche certificato che, nonostante 171.000 intercettazioni: 1. Il campionato indagato non era «alterato» e, per usare le parole esatte della sentenza: «Il dibattimento in verità non ha dato la prova del procurato effetto del risultato finale del campionato 2004/2005». 2. Tutti gli arbitri sono stati assolti, tranne uno, De Santis, condannato per una partita che non c’entrava nulla con la Juventus (Lecce-Parma). 3. i comportamenti dei dirigenti della Juventus erano del tutto analoghi a quelli delle altre squadre (cfr. Relazione Palazzi). Il postulato, quindi, non è riuscito a diventare teorema neanche con 171.000 intercettazioni e un’indagine a senso unico (sempre dalla sentenza: «La difesa è stata in fatto molto ostacolata nel suo compito dalla mole delle telefonate, 171 mila, e dal metodo adoperato per il loro uso, indissolubilmente legato a un modo di avvio e sviluppo delle indagini per congettura, emerso dal dibattimento»).

    Sullo stesso argomentoQuando fare l’antijuventino diventa un mestiereJuventusIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Juve, casting fasce: occhi su Singo e Maehle

    Prosegue e si allarga, il casting della Juventus per l’alternativa ed erede di Juan Cuadrado. Anche perché non è detto che l’alternativa, da aggiungere alla rosa in questa stagione (in cui c’è comunque anche De Sciglio, al rientro dopo la sosta), e l’erede, da trovare per la prossima (quando quasi certamente il colombiano lascerà Torino alla scadenza del contratto), siano lo stesso giocatore. Anzi, è tutt’altro che improbabile che un esterno di fascia destra, capace di giocare anche terzino, arrivi a gennaio e un altro in estate. Come vi abbiamo raccontato martedì, in questo momento il principale indiziato per rafforzare la corsia destra bianconera a gennaio è Rick Karsdorp, visto che la rottura con la Roma provocata da Mourinho potrebbe portare i giallorossi ad accettare il prestito con diritto di riscatto a cui sta pensando la Juventus. Che però non pensa certo solo a Karsdorp. Ci sono anche le ipotesi Malo Gusto, diciannovenne del Lione, Odriozola, che il Real Madrid potrebbe cedere in prestito, Holm (Spezia), e Cambiaso, se il Bologna lo lasciasse rientrare a Torino in anticipo sulla scadenza del prestito (l’ex genoano dà il meglio a sinistra, ma se la cava anche a destra).Guarda la galleryJuventus, Soulé in prestito? Le cinque squadre di A interessate

    La lista si allarga: Maehle e Singo

    La lista, però, come detto si allarga: con i nomi di Wilfried Singo del Torino e Joakim Maehle dell’Atalanta. Nomi che al momento riguardano soprattutto la prossima estate, ma non è da escludere a priori che gli sviluppi del mercato possano portare a ragionarne a gennaio. Ventuno anni (ne compirà 22 il giorno di Natale), l’ivoriano del Toro convince per la giovane età e dunque per gli ampi margini di miglioramento, oltre che, ovviamente, per caratteristiche e qualità (che hanno attirato su di lui anche gli occhi di Inter, Milan e Napoli). La società granata ha esercitato l’opzione per prolungare il suo contratto dal 2023 al 2024, ma essendo la prossima l’ultima estate in cui potrà monetizzarne la cessione dovrà comunque essere disposta a trattare sulla cifra di circa 10 milioni a cui pensa di chiudere l’operazione una volta finita la stagione. E per trattare di meno, o farlo a proprio vantaggio, potrebbe anche essere disposta a discutere dell’operazione a gennaio. Nella rosa dei rinforzi di fascia destra sta emergendo anche il nome di Joakim Maehle, venticinquenne dell’Atalanta impegnato con la Danimarca ai Mondiali. Tra l’altro con il club nerazzurro la Juventus ha diversi discorsi aperti: dal portiere Carnesecchi (in prestito alla Cremonese) ai difensori centrali Scalvini e Okoli.

    Sullo stesso argomentoJuventus, gli occhi su Gvardiol. Le mani verso NdickaCalciomercatoIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Juventus, Brambilla: “Iling così forte ha sorpreso anche me”

    VINOVO – La città di Torino l’aveva già vissuta da calciatore, tanto tempo fa, sulla sponda granata del Po. La Juventus, invece, l’ha incontrata per la prima volta quest’estate, dopo aver vinto tutto da tecnico del vivaio dell’Atalanta. Massimo Brambilla, sulla panchina della Next Gen, si è ora caricato sulle spalle il delicato compito di far sbocciare i nuovi talenti bianconeri. I risultati gli stanno strizzando l’occhio, le promozioni tra i grandi – da Iling in poi – anche. «E infatti il primo bilancio di è largamente positivo: mi sono subito trovato a mio agio con il direttore Manna, con lo staff e con i ragazzi», la premessa dell’ex centrocampista, campione d’Europa con l’Italia Under 21 nel 1996.   Sullo stesso argomentoJuve Next Gen allo Stadium: verso il grande eventoJuventus

    Massimo Brambilla, quanto ha impiegato in estate a dire di sì alla Juventus? 

    «L’intenzione di intraprendere una nuova esperienza l’avevo maturata già da un po’, l’Atalanta ne era al corrente. Avevo ricevuto diverse proposte da prime squadre, ma quando hanno chiamato i bianconeri non ci ho pensato un solo attimo».

    Si parla tanto dell’importanza della Next Gen nel percorso di crescita dei giovani: vale lo stesso anche per la figura del tecnico?

    «Dopo cinque anni in Primavera, questa panchina rappresenta una tappa ideale: un campionato giovanile non è paragonabile alla Serie C, passaggio strategico per iniziare a comprendere le dinamiche degli adulti. Vale per i ragazzi, ma anche per me». 

     Ora che sta vivendo la realtà dall’interno: la seconda squadra rappresenta davvero uno step fondamentale? 

     «In Primavera ci sono tanti giovani bravi, che però devono ancora crescere tanto. Quello che avviene in Next Gen, dove impari a confrontarti con veterani che ogni domenica si giocano la vita. Ci si deve adattare, ovviamente, ma qui ci sono il tempo e il modo per farlo». 

    Guarda la galleryJuventus, Iling e gli altri: i 25 esordi bianconeri in Prima SquadraIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

  • in

    Juventus, Ihattaren arrestato a Utrecht!

    UTRECHT (Paesi Bassi) – Nuovi guai per Mohamed Ihattaren, talentuoso fantasista di proprietà della Juventus, in prestito all’Ajax fino al prossimo 3 gennaio. L’olandese con cittadinanza marocchina ha iniziato a far parlare di sé quando, appena prelevato dai bianconeri nell’estate del 2021, si trasferì a titolo temporaneo alla Sampdoria senza pressoché mai mettere piede sul campo d’allenamento. Poi, i problemi con la giustizia e con la malavita, con la lussuosa auto data misteriosamente alle fiamme. In questa vicenda dai contorni particolarmente tristi, però, si aggiunge un nuovo capitolo che aggrava la situazione del calciatore, che a dispetto delle problematiche vissute ha soltanto 20 anni: dai Paesi Bassi, infatti, rimbalza la notizia del suo arresto a Utrecht.
    Ihattaren nei guai: vittima di minacce per una relazione
    Ihattaren arrestato: la ricostruzione
    Secondo la ricostruzione del Telegraaf, Mohamed Ihattaren sarebbe stato prelevato dalle forze dell’ordine – alcuni in divisa ed altri in borghese – mentre si trovava all’interno di un’abitazione ad Utrecht ed immediatamente trasferito in una stazione di polizia. Dalle prime indiscrezioni, il calciatore di proprietà della Juventus si sarebbe macchiato di alcune minacce, che avrebbero costretto la vittima a sporgere denuncia. 
    Juventus, a gennaio torna indietro Ihattaren!
    Guarda la galleryJuve, ‘tesoretto’ dai riscatti: i più importanti bianconeri in prestitoIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO