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    Juve-Lione, Sarri con tre assi e il jolly Higuain

    TORINO -Domani sera servono almeno due gol per passare il turno. Maurizio Sarri ha quattro fuoriclasse per provarci. Cristiano Ronaldo è la certezza, l’uomo che ha segnato più gol di tutti nella fase a eliminazione diretta della Champions League e anche il più affamato, vedendo la possibilità di andare a giocarsi la sua competizione preferita nella sua Lisbona. Paulo Dybala è il grande dubbio, anche ieri si è allenato a parte, ma permane l’ottimismo sul suo utilizzo: è fermo dal 26 luglio per un piccolo problema alla coscia sinistra, ma è carico e, nell’ultimo periodo, ha sempre segnato gol pesantissimi. Juan Cuadrado è la scelta che sembra maturare in questi giorni di allenamenti alla Continassa e di studio del Lione attraverso filmati e analisi statistiche. Il colombiano, che in questa stagione ha giocato prevalentemente da terzino destro, è l’opzione che il tecnico ritiene più adatta per aprire la difesa del Lione che, già all’andata, era stata impenetrabile per gli attaccanti della Juventus. Cuadrado ha grande capacità di saltare l’uomo e questo può essere determinante in una partita da sbloccare in tempi non troppo lunghi. Oltretutto, nella stagione da difensore ha sempre offerto una solida garanzia in fase di non posesso.
    Rabiot, Lione ultimo esame per prendersi la Juve

    Gonzalo Higuain è il jolly. Il Pipita che contro la Roma, sabato sera, ha comunque timbrato il cartellino seppure non sia servito a vincere. E’ in forma fisica molto buona e lo segnalano volitivo in allenamento. Sa benissimo che, comunque vada, avrà una possibilità. Dall’inizio, qualora Dybala non dovesse farcela. A partita in corso se Sarri non volesse rischiare la Joya per tutti i novanta minuti. L’idea di Sarri è giocarsela con la qualità, come ha sempre fatto in Champions League quest’anno e come, peraltro, ha sempre pagato durante il girone, vinto con il record di punti e in grande scioltezza. Non aveva funzionato proprio contro il Lione, il che è un precedente sinistro, ma è anche vero che la Juventus aveva giocato una delle peggiori partite della stagione e non era stata nemmeno troppo fortunata nel corso dei novanta minuti. […]
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    Juve, Romero chiama ma ha mercato: ecco che succede

    TORINO – “Oh Romero, Romero. Perché sei tu, Romero?”. C’è un che di teatrale, quasi shakespeariano, nella fresca, sentita, apprezzabile dichiarazione d’amore del forte difensore Cristian “Cuti” Romero nei confronti della Juventus. Una dichiarazione che vedremo ora fino a che punto possa essere corrisposta. L’argentino reduce dalla salvezza conquistata in extremis con il Genoa è formalmente un giocatore della Juventus già dal luglio del 2019, quando cioè è stato acquistato a titolo definitivo dai campioni d’Italia per 26 milioni di euro epperò – contestualmente -è stato girato in prestito ancora per un anno ai liguri. A questo punto, insomma, è pronto a “rientrare” alla base, a Torino, e mettersi a disposizione del tecnico Maurizio Sarri e rivaleggiare con i nuovi compagni per cercare di scalare le gerarchie. Lo ha spiegato candidamente in una intervista rilasciata all’emittente argentina Cadena3. […]
    Juve, da Perin a Pellegrini: il punto sui prestiti

    Per la verità, però, appunto, sul fatto che questo sogno a tinte bianconere possa realizzarsi da qui a poche settimane, beh, qualche dubbio persiste. Perché se è indubbio che i numeri – intesi come qualità – di Romero sono ragguardevoli, è altrettanto indiscutibile che in casa Juventus il dg Fabio Paratici e il tecnico Maurizio Sarri debbano gestire anche altri, numeri: ad esempio quelli del bilancio, ad esempio quelli dell’organico. Questi ultimi – i numeri del’organico – dicono che la Juventus ne ha già ora fin troppi di difensori centrali: Matthijs De Ligt e Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini e Daniele Rugani, Merih Demiral. E va bene che considerando l’età di Chiellini cinque difensori centrali possono anche essere considerati numero congruo, ma addirittura sei… E se poi è vero che Romero, dalla sua, ha la duttilità che alla bisogna gli consente di giostrare anche come terzio destro, è anche vero che nessuno come lui – tra i suddetti centrali – è appetibile sul mercato: vuoi per le qualità, appunto, vuoi per la giovane età, vuoi anche per un ingaggio ben più abbordabile degli altri bianconeri. In un momento in cui le parole scambi e plusvalenze diventano linee guida d’un mercato creativo da post pandemia, insomma, non stupisce che Romero sia oggetto di riflessioni in buona parte delle trattative che la Juventus sta portando avanti. […]
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    Juve-Lione: Rabiot, ultimo esame

    Retroscena numero uno: a novembre, dicembre, gennaio, febbraio Adrien Rabiot era in preda a rabbia, delusione e frustrazione montanti a causa di un utilizzo ritenuto non all’altezza dei meriti e delle aspettative. Per carità, non gliene va data colpa: sarebbe più grave se un giocatore ai margini prendesse la cosa con disinteresse. Fatto sta, però, che insieme con la frustrazione incedevano i lavoro in corso onde trovare nuova destinazione per giugno.
    Il fastidio per la scelta di Rabiot
    Retroscena numero due: a maggio – cioè durante la sosta forzata dei campionati – montava il fastidio, in casa Juventus, nei confronti di Adrien Rabiot. Infastidita era la società, infastidito era Maurizio Sarri (cioè, nel suo caso: incazz… è più credibile); infastiditi erano alcuni compagni di squadra. Giacché Rabiot non ne voleva sapere di rientrare a Torino per far partire la quarantena e farsi trovare quanto prima abile e arruolato in caso di ripresa degli allenamenti collettivi. No, lui – buon ultimo – è stato nel suo buen retiro in Costa Azzurra sinché ha potuto. E se nei confronti di Gonzalo Hiaguain, volato in Argentina, giungevano spifferi di comprensione in virtù d’una situazione familiare particolare (mamma ammalata), nei confronti del francese giungevano sbuffi di insofferenza. Non era tanto questione di convocazioni violate (giacché non ce n’erano, di convocazioni) bensì di rispetto per i compagni che veniva meno.

    Rabiot, ora è il momento decisivo
    Retroscena numero tre: a fine giugno erano alcuni tifosi eppersino compagni quelli un po’ infastiditi (o comunque stupiti, via) nei confronti del “trattamento Rabiot”. Nel senso che alla ripresa del campionato, dopo tutto quello che era successo, il francese aveva giocato titolare contro il Bologna, eppoi contro il Lecce, e contro il Genoa, il Torino, il Milan (con gol), l’Atalanta… In quel filotto lì, però, i dubbi sono venuti meno e – dilagante – s’è fatta largo la convinzione che Sarri avesse ben fatto a sbollire la rabbia, puntando sull’ex Psg. E che da parte sua l’ex Psg ci avesse messo la giusta dose di determinazione, voglia, grinta, spirito di sacrificio e disponibilità verso quegli stessi compagni che prima potevano essere perplessi. Uno scatto di Rabiot, potremmo definirlo. E d’orgoglio. Al punto che ora le gerarchie a centrocampo non riferiscono più d’un Matuidi primissima scelta, avanti per distacco rispetto all’ex connazionale. Al contrario, anche in vista della sfida spartiacque in programma domani sera contro il Lione. le gerarchie vedono Rabiot con buonissime possibilità di essere protagonista sin dai primi minuti di gioco. 
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    Juve-Lione, Szczesny: “Cristiano Ronaldo farà un altro miracolo”

    TORINO – “Il premio come miglior portiere della Serie A? Valgono i trofei vinti dalla squadra, quelli individuali hanno una valenza diversa. Per quanto riguarda lo scudetto, è stato un campionato strano, difficile, sofferto, ma anche sottovalutato. Vincere nove scudetti è straordinario e quest’anno vale tanto, anche in considerazione della lunga sosta”. Queste le parole del portiere della Juventus, Wojciech Szczesny, che poi ha parlato anche del Lione e di Cristiano Ronaldo.
    Juve-Lione, Garcia: “Abbiamo il 50% di possibilità di passare”

    Juve, Szczesny sul Lione e Ronaldo”
    “Pensiamo alla partita venerdì contro il Lione (all’Allianz Stadium si ripartirà dall’1-0 dell’andata in favore dei francesi, ndr). Vedo una squadra pronta, c’e un ambiente simile a quello dell’anno scorso prima della gara con l’Atletico Madrid, possiamo farcela anche quest’anno. Ancora tripletta di Ronaldo? Nessuno al mondo ha dubbi che Cristiano possa farlo di nuovo, come al solito nelle gare decisive fa la differenza, è pronto a fare un altro miracolo. Ci stiamo giocando un obiettivo importante, trovare le motivazioni non è difficile, siamo tutti concentrati. Il Lione fisicamente sembra in forma, sembrano anche loro pronti a giocare, vedremo chi arriverà ai quarti di finale. Alla Juve serve ritrovare lo spirito giusto, senza i tifosi è dura, dobbiamo trovare l’energia per ribaltare il risultato. Non si sa in che modo arrivano le squadre europee, con tutte le differenze. La favorita per me non c’è. Vogliamo far gioire i tifosi” ha spiegato e concluso ai microfoni di Sky.
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    Juve, missione rimonta: Ronaldo al top in attesa di Dybala

    TORINO – Si aspetta Dybala, ci si aggrappa a Cristiano Ronaldo: il destino della Juventus in Champions dipende anche e soprattutto da quei due là davanti. La Joya continua nel suo percorso riabilitativo con l’obiettivo di andare almeno in panchina contro il Lione, lo staff medico prosegue nella valutazione quotidiana della coscia sinistra dell’argentino e la tabella prevede proprio venerdì come “data x” per il consulto definitivo. E poi c’è il portoghese, il calciatore in attività con più coppe dalle grandi orecchie in bacheca: la Champions è il suo ambiente preferito, da quando ha iniziato ad alzarle al cielo con il Real Madrid nel 2014 non ha mai vissuto due stagioni consecutive senza trionfi nella competizione. Così, per le statistiche, dopo aver fallito all’esordio con la Juve, questo dovrebbe essere l’anno buono. E i bianconeri aspettano i suoi gol, perché in questa Champions non ha tenuto ritmi da extraterrestre come è solito fare: sette gettoni, appena due reti e soltanto un assist fornito ai compagni.

    Juve-Lione, missione rimonta
    La missione rimonta passerà dai piedi di Ronaldo, l’ambiente si augura di rivivere la notte magica del 12 marzo 2019, quando CR7 ribaltò con una tripletta il 2-0 subito al Wanda Metropolitano dall’Atletico Madrid. Anche in quel caso erano ottavi di finale, tra 48 ore allo Stadium arriverà il Lione ma i bianconeri dovranno farcela senza poter contare sulla spinta dei tifosi. E l’osservato principale resta Maurizio Sarri, che contro i francesi si gioca una fetta di futuro: il suo operato verrà inevitabilmente giudicato dall’esito della gara di venerdì. I precedenti con Rudi Garcia, però, non sorridono al tecnico toscano, che ha sfidato cinque volte il collega senza mai riuscire a batterlo: il bilancio complessivo, infatti, parla di zero vittorie, due pareggi e due sconfitte contro l’allenatore dal passato alla Roma. E il terzo tonfo è il più recente e più pesante, l’1-0 di Lione del 26 febbraio scorso. Dall’altra parte, Garcia ha il dente avvelenato contro la Juve: ha perso due volte su due allo Stadium, il 3-2 del 2014 è passato alla storia per il suo gesto del violino contro la direzione dell’arbitro Rocchi, che giusto nell’ultimo Juve-Roma di sabato scorso ha terminato la sua lunga carriera con il fischietto in bocca. Il tecnico francese tornerà nella tana bianconera a quasi sei anni dall’episodio, troverà una Juve che dovrà vincere a tutti i costi e fare attenzione a mantenere inviolata la propria porta. Se il Lione dovesse segnare, infatti, ai bianconeri servirebbero tre reti. E Szczesny ha subito almeno un gol in nove delle ultime dieci uscite.
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    Cristiano Ronaldo, ma quale Psg… il futuro alla Juve non è in bilico

    Per fortuna Cristiano Ronaldo non ritiene che il mondo ce l’abbia con lui, o che a causa di una sorta di macumba il destino lo faccia apposta a voltargli le spalle nel momento meno atteso. Anche se avrebbe avuto più motivi per maturare riflessioni di questo genere. Quali? Prendete in considerazione il Pallone d’Oro 2019 assegnato a Leo Messi nell’anno in cui lo sconfitto conquista la Nations League con il Portogallo e il vincitore arriva solo terzo in Coppa America con l’Argentina, o anche solo la cancellazione dell’edizione 2020 con CR7 ad ora più perforante della Pulce (che ha visto la Liga imboccare la via di Madrid) sotto il profilo realizzativo e dunque tra i primissimi favoriti. Il fatto che Cristiano non sia stato giudicato il migliore dell’ultimo campionato di Serie A aggiunge un po’ di pepe in una polemica in cui l’asso portoghese non è mai entrato. E se il riconoscimento è appannaggio dell’amico Paulo Dybala, beh, fa leggermente meno male. Però Ronaldo è solito sfruttare simili situazioni per gonfiare il petto di quell’orgoglio pizzicato da premi che gli spetterebbero già solo dando un’occhiata ai numeri[…]
    Il feeling con il bianconero non è in discussione e le voci di mercato che ciclicamente si ripresentano non distraggono Ronaldo. Parola di France Football: Cristiano si sarebbe trasferito al Paris Saint-Germain se non fosse stato per il Coronavirus. Secondo il periodico francese, CR7 avrebbe perso ogni speranza di successo nella Juventus dopo il faticoso 2-1 sulla Lokomotiv Mosca nei gironi di Champions. Citazioni varie: «Non è scontento, ma neanche così contento»; «Un prigioniero incompreso, solitario» che vive in «una città nascosta dalle montagne, in una società non all’altezza della sua dimensione». E chi più ne ha più ne metta, purché sorretto dall’intenzione di diffondere un messaggio che non corrisponde a quanto filtra dall’entourage di Ronaldo. Perché Cristiano da Torino, città che ama per la sua riservatezza, e dalla Juventus non si muoverà: ha un contratto fino al 2022 e ha voglia di onorarlo fino in fondo. 
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    Juve: Dybala tenta il recupero, Sarri porta la coppa al JMuseum

    TORINO – Allenamento pomeridiano per la Juventus di Maurizio Sarri che, dopo il giorno di riposo di ieri, oggi ha lavorato al JTC Continassa in vista del ritorno dell’ottavo di finale di Champions League contro il Lione in programma venerdi’ prossimo all’Allianz Stadium. Alla presenza del vicepresidente Pavel Nedved e del chief football officer Fabio Paratici, la squadra ha iniziato l’avvicinamento a quello che e’ l’ultimo obiettivo di una stagione anomala e imprevedibile. In casa Juve l’attenzione e’ soprattutto per Paulo Dybala: l’argentino, votato tra l’altro MVP della Serie A 2019/2020, sta forzando i tempi per cercare di recuperare dal problema muscolare alla coscia sinistra rimediato nella partita dello scorso 26 luglio contro la Sampdoria e stamani e’ arrivato per primo al quartier generale bianconero per continuare il programma fisioterapico.
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    Juve, ottimismo per Dybala
    Dal centro sportivo della Continassa filtra ottimismo per una possibile convocazione.La squadra ha lavorato nel pomeriggio, focalizzando l’attenzione su lavoro per reparti, possesso palla e partitella. Dybala, come da programma, ha svolto una seduta di allenamento personalizzata. Sempre nella giornata di oggi il club ha arricchito la propria bacheca al JMuseum portando gli ultimi due trofei vinti in stagione: a consegnare la coppa per lo scudetto maschile c’era il tecnico Maurizio Sarri, mentre per quello femminile erano presenti l’allenatrice Rita Guarino, il capitano Sara Gama e il responsabile del settore femminile Stefano Braghin. (in collaborazione con Italpress) LEGGI TUTTO