consigliato per te

  • in

    Roma, Pellegrini di nuovo infortunato: ecco quando può tornare

    La cicatrice di Roma-Juventus può sempre rimarginarsi. In fondo, come dice un vecchio proverbio che Lorenzo Pellegrini conosce bene, i rigori li sbaglia solamente chi ha il coraggio di calciarli. La cicatrice dell’infortunio al quadricipite destro, invece, va curata con attenzione e giocare con il dolore non è mai una buona idea. Così il capitano giallorosso ieri si è fermato durante il riscaldamento: ha calciato da fuori area e ha sentito “tirare” nella zona dove si trova, appunto, la cicatrice della lesione che l’ha tenuto ai box per oltre un mese, da fine novembre a inizio gennaio.Sullo stesso argomentoRomaRoma, problema fisico per Pellegrini: gioca Veretout

    Infortunio Pellegrini, gli aggiornamenti

    Il numero 7 – che si stava scaldando con un vistoso cerotto sulla fronte, conseguenza dello scontro aereo con Chiellini di domenica scorsa – ha alzato subito la mano per richiamare l’attenzione dello staff medico e al suo posto contro il Cagliari è sceso in campo Veretout. Nelle prossime ore i controlli medici daranno una diagnosi più precisa nonché i tempi effettivi di recupero. In vista della partita di giovedì (ore 21 all’Olimpico) contro il Lecce, valida per gli ottavi di Coppa Italia, quindi si continuerà a fare la conta degli assenti. Smalling andrà valutato giorno dopo giorno: attualmente è indisponibile. In difesa lo Special One potrà comunque contare su un Kumbulla tornato ad alti livelli e ritroverà Ibañez, squalificato in campionato assieme a Cristante; ritorni importanti per José, visto che l’italiano fin qui era rimasto fuori solamente causa Covid e il brasiliano le aveva giocate tutte (29 partite su 29).  

    Tutti gli approfondimenti sull’edizione del Corriere dello Sport – Stadio LEGGI TUTTO

  • in

    Roma-Cagliari 1-0: il neo-acquisto Sergio Oliveira lancia Mourinho

    ROMA – Aveva glissato in conferenza stampa, a precisa domanda, José Mourinho: l’infortunio di Pellegrini nel pre-partita e il calcio di rigore assegnato per il fallo di mano di Dalbert hanno fugato ogni dubbio e scoperto il bluff dello Special One. A presentarsi sul dischetto è infatti il neo-acquisto giallorosso Sergio Oliveira che, al 33′ della sfida con il Cagliari, permette alla Roma di battere di misura il Cagliari allo stadio Olimpico con un preciso piatto destro rasoterra, di rispondere alla Juventus vittoriosa ieri contro l’Udinese e di agganciare la Lazio al sesto posto della classifica di Serie A a quota 35, a -6 dall’Atalanta quarta (e che ha due gare in meno). I rossoblù, invece, reduci da due successi di fila e vicini al pari nel finale con Joao Pedro (fermato da uno strepitoso Rui Patricio e dalla traversa), restano terz’ultimi a 16, a -2 dal Venezia ma con una partita in più. Nel prossimo turno, contro la Fiorentina, alle tante assenze Walter Mazzarri dovrà aggiungere quelle di Pavoletti e Carboni, diffidati ed ammoniti contro la formazione capitolina.
    Roma-Cagliari, le scelte di Mourinho e Mazzarri
    Reduce dai ko con Milan e Juventus, Mourinho si gioca subito la carta Sergio Oliveira, schierato tra i tre di centrocampo con Mkhitaryan e Veretout, che sostituisce all’ultimo minuto Pellegrini, ko nel riscaldamento. Davanti a Rui Patricio agiscono, da destra verso sinistra, Maitland-Niles, Mancini, Kumbulla e Vina, in avanti Zaniolo, Felix ed Abraham. Sei le defezioni per lo Special One – Spinazzola, Cristante, Smalling e Ibanez, più Diawara e Darboe in Coppa d’Africa -, ben 11 quelle per Mazzarri: Aresti, Keita Balde, Strootman, Oliva, Grassi, Ceppitelli, Walukiewicz, Bellanova, Ceter Valencia, Rog, più ‘l’epurato’ Caceres. Il Cagliari scende in campo all’Olimpico con un 3-4-1-2 dove, davanti a Cragno, ci sono Goldaniga, Altare e Carboni, Zappa e Dalbert sulle corsie esterne, Marin e Deiola in mediana, con Pereiro alle spalle di Joao Pedro e Pavoletti. Solo panchina per Nandez e Lykogiannis.
    Il neo-acquisto Sergio Oliveira decide Roma-Cagliari al 45′
    Mourinho mostra grande rispetto ad un Cagliari in emergenza, ma in grande fiducia dopo le due vittorie consecutive contro Sampdoria e Bologna, che l’hanno prepotentemente riavvicinata alla zona salvezza. L’approccio della Roma è chiaro: grande compattezza e fulminee ripartenze. Tra l’idea di partenza e la realizzazione pratica in campo, però, ce ne passa e soltanto a tratti i giallorossi trasmettono una reale sensazione di pericolosità dalle parti di Cragno. Ancora meno, sull’altro versante, quanto prodotto dalla formazione sarda nell’area di rigore presidiata da Rui Patricio. C’è un altro portoghese, però, destinato a prendersi la scena: è il nuovo acquisto Sergio Oliveira, ammonito per eccesso di foga dopo 23′, che sposta l’equilibrio del primo tempo trasformando – al 33′ con un freddissimo piatto destro rasoterra – il secondo penalty assegnato dall’arbitro Maggioni, stavolta per un fallo di mano di Dalbert (sanzionato col cartellino meno grave) su una conclusione dal limite dello stesso ex centrocampista del Porto, dopo quello – poi revocato dal Var – per il presunto fallo di Carboni su Zaniolo al 5′. In mezzo, un’occasione importante di testa con Abraham su cross di Maitland-Niles, ben neutralizzata dall’estremo difensore rossoblù (13′) e i gialli rimediati da Pavoletti e Carboni, che li costringeranno a saltare la prossima sfida alla Sardegna Arena contro la Fiorentina per squalifica. In chiusura, finisce nella lista dei ‘cattivi’ del direttore di gara – cinque in tutto nei primi 45′ – anche Gianluca Mancini.
    Traversa di Joao Pedro, la Roma batte il Cagliari 1-0
    Avvio sprint della Roma nella ripresa, con Felix Afena-Gyan che semina il panico in velocità: la scelta del giovane attaccante di Mourinho di mettersi in proprio e tentare la conclusione da posizione defilata non paga, col pallone che termina debolmente fra i guantoni di Cragno (49′). Al 55′ ci prova poi Mkhitaryan con un mancino dalla distanza senza fortuna, ma è ancora il rapido ghanese classe 2003 a rendersi pericoloso al 57′, a tu per tu con l’estremo difensore sardo, dopo lo splendido lancio di Abraham: l’uscita coraggiosa del portiere scuola Brescia, che si prende suo malgrado un calcione in testa che costa il giallo a Felix, tiene il Cagliari in partita. Mentre i tecnici, con gli stessi effettivi dal primo minuto, studiano le mosse mandando a scaldare alcuni elementi in panchina, una progressione dell’armeno al 65′ regala un’opportunità a Veretout, che si spegne anch’essa fra le braccia di Cragno. Nandez rileva Pereiro al 69′, un minuto più tardi Altare, ammonito, fa gridare al rosso la panchina giallorossa per un’entrataccia su Gyan, Carboni cerca una conclusione velleitaria da fuori al 71′, Zaniolo – al 74′ – mette paura a Mazzarri con una ripartenza disarmante e un tiro potente che non inquadra lo specchia poi, dopo l’avvicendamento Shomurodov-Felix, il neoentrato uzbeko, servito da ‘Miki’, calcia senza sorprendere Cragno (78′). Lykogiannis prende il posto di Dalbert, ma all’80’ è ancora la Roma ad andare ad un passo dal 2-0, con l’armeno ancora protagonista nelle vesti di rifinitore ed Abraham che pecca di lucidità e freddezza sotto porta. Una mole sconfinata di chance sprecate e beffa che non si consuma per questione di millimetri: all’84’ ci prova ancora invano Sergio Oliveira, rovesciamento di fronte e Marin, Pavoletti, Deiola e Nandez confezionano il tap-in facile facile per Joao Pedro, sul quale si salva Rui Patricio con un intervento miracoloso e con l’ausilio della traversa. Karsdorp per Zaniolo, Gagliano per Altare e al 93′ altra clamorosa chance ospite: Nandez attacca la profondità, sfila alle spalle di Vina ma, ipnotizzato dal lusitano guardiano della porta capitolina, fallisce il controllo di petto e l’azione sfuma. Gli ingressi di Bove per Veretout e Keramitsis – all’esordio in A – per Maitland-Niles accompagnano il triplice fischio finale. LEGGI TUTTO

  • in

    Roma-Cagliari 1-0: Sergio Oliveira, gol decisivo all'esordio

    ROMA – Sergio Oliveira arriva e si prende la Roma. Con un calcio di rigore conquistato e realizzato nel primo tempo, il nuovo centrocampista portoghese regala a Mourinho tre punti complicati, sofferti e vitali. Dopo le sconfitte con Milan e Juve, arriva per la Roma la prima vittoria del 2022 che consente ai giallorossi di agganciare la Lazio al sesto posto, mentre il Cagliari, beffato dalla traversa di Joao Pedro nel finale, si ferma dopo due successi consecutivi.Sullo stesso argomentoRomaSergio Oliveira, gol e vittoria: ecco i primi record personali con la Roma

    Rigore su Zaniolo, Maggioni al Var ci ripensa

    Senza sette giocatori (Cristante, Ibanez, Spinazzola, Smalling, El Shaarawy, Diawara e Darboe), più Pellegrini che si ferma nel riscaldamento (al suo posto Veretout), Mourinho ritrova Zaniolo e lancia subito Sergio Oliveira, appena arrivato dal Porto. In difesa c’è l’altro nuovo innesto Maitland-Niles, mentre Felix parte dalla sinistra in appoggio ad Abraham. Dall’altra parte, anche Mazzarri è in grande difficoltà di organico. In attacco Joao Pedro e Pavoletti. con Pereiro e Dalbert esterni. La Roma parte forte e dopo 4′ conquista un calcio di rigore per un contatto in area tra Zaniolo e Carboni ma, dopo aver rivisto l’azione al Var, Maggioni ci ripensa tra le proteste giallorosse. Pur senza brillare, la squadra di Mourinho gestisce il gioco e al 13′ va vicino al vantaggio. Preciso il cross dalla destra di Maitland-Niles, troppo debole il colpo di testa Abraham che Cragno para. 

    Guarda la galleryZaniolo, l’intervento di Carboni durante Roma-Cagliari

    Sergio Oliveira subito decisivo

    In mezzo al campo Mkhitaryan e Veretout provano a dare il ritmo, ma è Sergio Oliveira che spicca subito per capacità e personalità. Al 33′ il centrocampista portoghese calcia in porta, ma Dalbert devia il tiro con un braccio. Dopo il controllo al Var, questa volta Maggioni concede ai giallorossi il rigore che lo stesso Sergio Oliveira realizza. Nella ripresa il Cagliari prova a crescere, ma la Roma è sempre attenta e controlla bene. Al 10′ Mkhitaryan ci prova con un tiro che va alto sopra la traversa. Poco dopo Veretout impegna Cragno con un bel rasoterra sul primo palo. Mazzarri ci crede e al 23′ inserisce Nandez al posto di Pereiro. Mourinho risponde con Shomurodov al posto di Felix. La Roma spreca un paio di buoni contropiede e nel finale Rui Patricio e la traversa salvano tutto su Joao Pedro.

    ROMA-CAGLIARI, TABELLINO E STATISTICHE

    Guarda la galleryRoma, Sergio Oliveira subito decisivo: il suo gol stende il Cagliari LEGGI TUTTO

  • in

    Roma-Cagliari, occhio all'esito Goal

    Il programma della 22ª giornata di campionato prevede la sfida tra la Roma e il Cagliari. Allo stadio Olimpico, visti i recenti risultati ottenuti dalle due squadre, non si possono escludere sorprese.
    Indovina il risultato di Roma-Cagliari e vinci!
    Reazione giallorossa
    La Roma va a caccia di risposte dopo il pesante 4-3 subito contro la Juventus. Nel match della scorsa settimana andato in scena sempre allo stadio Olimpico i giallorossi hanno controllato l’incontro per 69 minuti (il riusltato in quel momento era 3-1 in favore di Abraham e compagni) ma poi si sono fatti sorprendere per 3 volte nel giro dei successivi 7. Il rigore fallito poi da Pellegrini (autore del terzo gol dei capitolini) all’83’ ha messo definitivamente la parola fine sull’incontro. Il Cagliari, prossimo avversario dell’undici allenato da Mourinho, arriva all’appuntamento forte dei 6 punti conquistati nelle ultime due giornate di campionato. La compagine sarda ora dista solamente un punto dalla zona salvezza. Per le quote la Roma parte senza dubbio con i favori del pronostico (i giallorossi davanti al proprio pubblico hanno vinto 6 gare su 11) ma occhio alle sorprese. Il Cagliari spinto dall’entusiasmo dei precedenti due risultati potrebbe riuscire a segnare almeno una rete. Ok il Goal al triplice fischio dell’arbitro. LEGGI TUTTO

  • in

    Mourinho: “Dopo il ko con la Juve alla Roma servirà coraggio”

    Mourinho sul discorso dopo Roma-Juve
    “Loro l’hanno preso bene, penso. Nel senso che non è stato facile da sentire, ma per gente perbene che vuole migliorare, che si fida della mia esperienza, del processo, io vedo sempre questa gente aperta, positiva. Ho sentito gente che vuole migliorare, non è gente permalosa. Anche nei momenti difficili dico che mi fa piacere lavorare con questa gente. I giocatori sono aperti, il resto si fa poco a poco. La situazione psicologica è stata ovvia per tutti. Per dare un esempio, in quel periodo dove abbiamo sofferto i tre gol, abbiamo fatto un fallo, se fossi stato in campo io ne avrei fatti 4 da solo. Siamo ancora un po’ naif in questo senso. Sergio sapeva tanto di noi, e si è reso conto di quanti giovani ci siano, anche quelli di profilo più alto. Il risultato offusca 70 minuti buoni fuori, ma per chi lavora dentro no. Abbiamo lavorato tanto, non possiamo dimenticarli quei 70 minuti, dobbiamo prenderli e analizzare tutto ciò che di buono abbiamo fatto. Abbiamo fatto tante cose fatte bene, non le possiamo dimenticare. Il dolore è per il risultato. Ogni volta che la squadra sbagliava abbiamo analizzato il motivo, del perchè abbiamo fatto errori individuali, non è stato solo un collasso mentale, ma anche errori individuali. Anche il terzo gol, che ho detto che Eldor non ha chiuso, ma dopo di lui ci sono stati altri errori. Però immagina quanto è difficile farlo dopo il peso di quella partita. Ma abbiamo lavorato bene. Cagliari? Conosco Mazzarri, è una squadra competitiva, viene per un punto, ma chi viene per uno a volte ne prende tre… sappiamo che non sarà facile, ma ci siamo preparati”.
    Mourinho su Sergio Oliveira e Maitland-Niles
    “Oliveira costruttore di gioco e nuovo rigorista? Non ci ho ancora pensato, non lo so. Dobbiamo decidere. In questo momento non ti posso rispondere, abbiamo lavorato su talmente tante cose che palla inattiva e rigore non li abbiamo trattati in settimana. Abbiamo dato a Sergio e Maitland conoscenza tattica della squadra e non solo a loro, anche a chi è qui con me da tanto e non è ancora vicino ad essere perfetto tatticamente. Oliveira? Non avrei mai immaginato di poterlo prendere, non era un nome che avevo fatto conoscendo il nostro profilo di mercato e l’importanza che aveva lui in una squadra come il Porto. Mai pensato che fosse possibile prenderlo. E quando ho avuto la possibilità da Pinto ovviamente ho detto subito di sì. Ma non perchè è un regista. E’ diverso, ha un carattere di cui abbiamo bisogno, esperienza, personalità. E’ multifunzionale, sa giocare, può arrivare, migliora la nostra rosa. Si tratta di migliorare a poco a poco le opzioni in rosa, per questo dico che questa finestra è stata positiva. Abbiamo preso due giocatori presto e questo è merito del direttore, e loro due migliorano le nostre opzioni. Fino ad ora abbiamo fatto 7 mesi con un terzino destro solo, se Karsdorp aveva problemi era un dramma. Con l’Inter eravamo completamente sbilanciati. Con Maitland non è stato un problema, può giocare anche a sinistra. O quando giochiamo a tre. E Sergio in tutti i sistemi tattici a centrocampo può fare tutto. Con sei mesi di competizione davanti, sono tante partite e tante cose da poter fare. Cambiare tre che hanno giocato poco con due che giocheranno tanto è importante”.
    Mourinho su El Shaarawy, Smalling e Karsdorp
    “Ho fatto la conferenza stampa alle 2… non posso darti risposte che magari darei alle 7. Chiama alle 7, e magari ti rispondono. Vediamo se si può allenare oggi, forse nel caso sarà in panchina. Penso che non avremo 12 giocatori in panchina, ci saranno 3-4 Primavera. Se uno che non si è allenato come Stephan, se arriva sarà in panchina. Indisponibili? Non posso dire, posso dire chi non si è allenato con noi ultimamente. Sapete già chi è squalificato, El Shaarawy, Smalling e Karsdorp.. non si sono allenati, oggi vediamo”.
    Mourinho su Veretout
    “La nostra rosa se vedi il numero di partite e minuti che hanno giocato, può essere grande nei numeri, ma nella pratica 14-15 giocatori giocano quasi sempre. E questi diventano super importanti. In condizioni normali, nessuno deve essere così importante. Fino alla settimana scorsa, Karsdorp era indispensabile, adesso non lo è già più. Più opzioni abbiamo, meno diventano fondamentali i singoli. Per dire, con Cristante, Bove, Pellegrini, Oliveira, Mkhitaryan… in questo momento siamo abbastanza equilibrati. Possiamo dare ossigeno ai giocatori. Veretout sarà sempre importante per noi, è di qualità, ma nelle ultime partite non è stato all’altezza del potenziale che ha. Ma è sempre importante”.
    Mourinho sul mercato
    “Sono contento perchè conosco il profilo di mercato che possiamo fare. Ringrazio lo sforzo della società e il lavoro di Pinto per migliorare la rosa. Sono una persona controllata, equilibrata, penso che abbiamo fatto un buon mercato, in funzione di quello che siamo, per questa situazione attuale. Il mercato è sempre complicato, anche per chi ha soldi da spendere. Per prendere due giocatori in prestito a gennaio, che sono già pronti a giocare, non era facile. Se pensiamo a Calafiori, Mayoral e Villar e quanto hanno giocato, cambiare i minuti di questi tre per i minuti che possono giocare loro è un miglioramento. Non mi aspetto un terzo giocatore, abbiamo fatto il possibile”.
    Mourinho su Spinazzola
    “Io chiedo il contrario di quello che loro hanno fatto. Quando gioco con due davanti chiedo pressione, anche quando cerchiamo di pressare alto, possiamo avere riferimenti individuali. Il gol di Dybala è stata la seconda volta che è successo, al loro primo tiro hanno fatto gol, ma prima, una mezza opportunità, è stata una fotocopia di quell’azione. Il giocatore, attratto dalla’vversario, non copriva la zona interiore. Avevamo lavorato su una cosa, ne è stata fatta un’altra. Può succedere di sbagliare. Spinazzola? Vorrei sapere chi è stato il fenomeno che ha deciso che a novembre potesse tornare a giocare. L’ha detto lui? Super ottimista e anche un po’ pazzo, informato da qualcuno che l’ha voluto motivare, ma l’ha fatto male. E’ una lesione difficile da recuperare. Ogni settimana che passa, sembra ne serva una di più. Io ho pensato che questa stagione non lo avrò. Sono contento se si presenta la prospettiva di averlo prima. Sono tranquillo, lui soffre più di me, io gli dico sempre la stessa cosa, che manca un giorno di meno”. LEGGI TUTTO

  • in

    Aston Villa, ufficiale l'arrivo dall'Everton dell'ex Roma Lucas Digne

    BIRMINGHAM – Non si ferma la campagna di rafforzamento dell’Aston Villa. Dopo aver ingaggiato Coutinho dal Barcellona, la squadra di Steven Gerrard ufficializza l’arrivo dell’ex Roma Lucas Digne. Il difensore – che ha giocato in giallorosso nella stagione 2015/16 – è stato acquistato dall’Everton per 30 milioni di euro circa. Per il terzino francese si tratta del quinto club in carriera, perché, oltre che alla Roma, ha militato nel Psg, nel Barcellona e, appunto, nell’Everton. Era seguito da molte squadre, tra cui il Napoli. Sullo stesso argomentoPremier LeagueEverton, l’annuncio di Benitez: “Digne ha chiesto di essere ceduto” LEGGI TUTTO

  • in

    Aston Villa: dopo Coutinho, arriva anche l'ex Roma Digne

    BIRMINGHAM – L’Aston Villa ha ufficializzato l’ingaggio di Lucas Digne dall’Everton. L’ex terzino della Roma, nazionale francese di 28 anni, ha firmato fino al 2025. Il club di Birmingham, secondo la stampa inglese, verserà circa 30 milioni di euro nelle casse dei Toffees. Per il tecnico Steven Gerrard, secondo grande rinforzo dopo quello di Coutinho arrivato dal Barcellona. Per Digne, invece, l’avventura in un altro club dopo quelle con Lille, Psg, Roma, Barcellona ed Everton. Il nome dell’esterno francese era stato accostato anche ai club italiani, tra questi anche il Napoli.Sullo stesso argomentoFa Cup, lo United batte l’Aston Villa senza Cristiano RonaldoPremier League LEGGI TUTTO

  • in

    Mourinho rivoluziona la Roma: alcuni titolari rischiano il posto

    ROMA- Mourinho prepara una mezza rivoluzione, con i nuovi arrivi di Maitland-Niles e Sergio Oliveira qualche titolare potrebbe perdere il posto. Dopo le ultime delusioni non farà più sconti, al termine della partita contro la Juventus è stato durissimo, come mai lo era stato prima. Per la prossima stagione ripartirà da zero, non ha completa fiducia in questi giocatori. I numeri della crisi macchiano il palmares dello Special One. Otto punti in meno rispetto allo scorso anno, quando c’era Fonseca in panchina. Nove sconfitte in campionato, l’indelebile tracollo in Norvegia, contro il Bodo, al di là del Circolo polare Artico. La Roma non era mai andata così male negli ultimi 43 anni. Nove punti dall’Atalanta, al quarto posto, quello che era l’obiettivo della Roma a inizio stagione. Mourinho non vede l’ora di voltare pagina, ma intanto deve cercare di salvare il salvabile in questa stagione, che rischia di essere ormai compromessa. Una volta concluso il mercato di gennaio, che comunque consente a Mourinho di avere due rinforzi a lui graditi, bisognerà pensare alla prossima stagione, per ricostruire la squadra dalle fondamenta. Il tecnico portoghese, forte di un contratto triennale e con la fi ducia intatta della società, ma anche di gran parte della tifoseria, pensa al presente ormai andato ma soprattutto al futuro, dopo aver criticato duramente la squadra.Sullo stesso argomentoCalciomercato RomaRoma, fatta per Sergio Oliveira: ecco l’orario dell’arrivo nella Capitale

    Roma, parte la rifondazione

    Una rifondazione, cominciata già a gennaio, ma che proseguirà, con Mitland-Niles che giocherà parecchio, considerata l’indisponibilità di Karsdorp. I difensori centrali hanno deluso troppo spesso Mourinho, anche se Mancini e Ibañez sono tra i suoi fedelissimi. Se tornerà a giocare stabilmente a quattro, con due centrali, sarà soprattutto il brasiliano a rischiare. Neppure Kumbulla lo convince e vuole migliorare il centrocampo, a prescindere dall’arrivo di Sergio Olivera, che intanto aiuterà a migliorare la mediocrità attuale. L’allenatore vuole aggiungere personalità e qualità, in una squadra che non è più abituata a giocare per i grandi obiettivi. Le critiche rivolte ai giocatori, sfociate nello sfogo durissimo di domenica sera, sono andate avanti per tutta la stagione. Molti giocatori sono stati sfiduciati, alcune sono finiti anche fuori rosa, fino ad arrivare alle cessione. Villar e Borja Mayoral hanno già le carte d’imbarco e torneranno in Spagna, per Diawara si cerca freneticamente un acquirente.

    Tutti gli approfondimenti sull’edizione del Corriere dello Sport – Stadio

    Sullo stesso argomentoCalciomercato RomaRoma, Villar e Borja Mayoral tornano in Spagna: sono a un passo dal Getafe LEGGI TUTTO