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    Mignani esclusivo: “Il mio Bari ha un’anima. Club e tifosi da Serie A”

    Debuttante in B con il suo Bari neopromosso, impegnato a strutturare una squadra capace di vivere da protagonista assoluta la nuova categoria, Michele Mignani non si volta neppure per un attimo. Il tecnico genovese ha lo sguardo fisso sul futuro, ostinato com’è a costruire una prospettiva importante per una formazione ambiziosa che non teme rivali, spinta da una marea di tifosi che hanno accompagnato con passione questo ritorno in auge dopo anni di rifondazione che la famiglia De Laurentiis ha alimentato con tenacia e visione. A un terzo del campionato, approfittando della sosta, è già tempo di tracciare un bilancio parziale, ma indicativo, con l’allenatore biancorosso. 

    Mignani, è soddisfatto di questo Bari di personalità? 
    «C’era grande curiosità da parte di tutti per l’approccio alla nuova categoria. L’abbiamo fatto con la stessa mentalità con cui abbiamo colto la promozione e nel modo giusto».  
    Che effetto le ha fatto il San Nicola già da A?
    «La squadra è riuscita a riconquistare una piazza reduce da tante delusioni. Una grande soddisfazione, percepire l’affetto di una città meravigliosa e della nostra gente. Tutto impensabile, però, senza questa società».  C’è chi dice che il segreto vero di questo ritorno al futuro del Bari stia nel mix tra la gioia incontenibile della città e la capacità di Mignani di isolarsi. È così?
    «Non so. Piazza passionalmente contagiosa e io provo a essere sempre me stesso a prescindere e senza farmi distrarre».  Quanto ha influito la possibilità di lavorare con un presidente come Luigi De Laurentiis e con un direttore sportivo come Ciro Polito?
    «Difficile trovare un presidente moderato nei pensieri e negli atteggiamenti come il nostro. Moderno e visionario, ma concreto. Rispetta i ruoli. Con il direttore c’è un confronto quotidiano. Polito porta punti sul mercato e nella gestione».
    Operazione San Nicola per un Bari da primato
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    Il Palermo corre ai ripari: idea Machin per gennaio

    PALERMO – Un mese e mezzo e 6 partite all’inizio del mercato di gennaio. Qualunque valutazione dunque può cambiare in questo lasso di tempo. Ma al momento, pensare a chissà quale rivoluzione dopo aver acquistato 15 nuovi elementi nella sessione estiva, è da escludere. Le difficoltà di crescita di un gruppo nuovo sono forse superiori al previsto ma vengono ritenute fisiologiche. Il City Group resta vigile e disponibile a intervenire se tecnico e dirigenti lo riterranno opportuno, ma a oggi la priorità del Palermo è solo sfoltire una rosa numerosa in difesa e, in entrata, trovare un adeguato sostituto a Elia, pronto non prima del finale di stagione.
    La lista
    Va ricordata la normativa sulla lista dei giocatori utilizzabili: un massimo di 18 giocatori over 23 mentre gli under sono senza limiti e in più sono ammessi due giocatori “bandiera” con almeno 4 anni di militanza nella squadra (in rosa c’è solo Accardi). Per cui, anche le operazioni di sfoltimento previste dalla società, quasi tutte relative a giovani fuori dal progetto, non liberebbero nessuno slot per arrivi di giocatori strutturati. Stesso discorso vale per Elia che è stato tesserato in quota under (classe ’99). Se il ricambio individuato dalla società avrà più di 23 anni, bisognerà escludere un “over” dalla lista attuale. Ecco perché qualsiasi progetto sull’organico va ponderato con attenzione. Certamente, per il bene loro ed anche della società, bisogna cedere i ragazzi che non hanno spazio: Doda e Peretti non entrano più nei convocati, Pierozzi sembra chiuso sulla sua corsia. Bisognerà vedere cosa propone il mercato, ma potrebbero partire anche dei senatori come Lancini, che ha visto il campo per 80′ e non gioca da 2 mesi e mezzo, e lo stesso Crivello, che pure ha ritrovato un po’ di spazio. In attacco da valutare la posizione di Soleri, uno dei protagonisti della promozione, cui il Palermo ha da poco prolungato il contratto. Il modulo finora lo ha penalizzato, Vido come alternativa nel reparto entra quasi sempre prima di lui. Club ed ambiente credono in Edoardo, sarebbe un peccato rinunciarvi; arrivano una serie di partite ravvicinate che potrebbero cambiare gli equilibri. Sui rinforzi, si attende il recupero dei big presi ad agosto e che ancora non hanno lasciato il segno. Difficilmente si faranno operazioni soprattutto a centrocampo: intanto però il capo scouting City, Zavagno, è stato all’Olimpico per Lazio-Monza, e nei brianzoli gioca Machin trattato in estate.
    Notiziario
    Proseguono le sedute quotidiane della squadra. Stop e semplici terapie per Crivello alle prese con fastidi muscolari, lavoro differenziato per Buttaro e Di Mariano, conclusione anticipata dell’allenamento per Saric a scopo precauzionale. Nel week end senza campionato, il Palermo quasi certamente disputerà un test agonistico con la Primavera di Di Benedetto, forse già domani. 
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    De Rossi sfida Cannavaro: incrocio senza via di fuga

    Una chat come i lucchetti di Ponte Milvio, un legame che resta indissolubile anche quando inizia a comparire qualche velo di ruggine: «Ci siamo ancora tutti in quella chat – rivela Fabio Cannavaro, il capitano di quegli azzurri del 2006 – ma è più difficile sentirci. Abbiamo sempre qualcosa da fare, ora che anche Daniele ha una panchina». De Rossi è stato l’ultimo ad accasarsi, voluto da Joe Tacopina a Ferrara. E nel pomeriggio si ritroveranno uno contro l’altro al “Mazza” a dirigere le loro squadre nel torneo più difficile d’Italia: la B. «E’ da tanto che non lo sento – racconta Fabio – mi farà piacere rivederlo. Lui mi era parso quasi sempre distaccato, non pensavo che decidesse di allenare. Ma vedendo la Spal giocare, penso che questo lavoro gli piaccia». “DDR” si è calato subito nella parte, ma sottolinea che il “capitano” ha fatto un’esperienza importante in Cina e che è stato già capace di trasferire lì la sua mentalità vincente: «Fabio sa già come si fa a vincere e non mi fido LEGGI TUTTO

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    Diretta Ascoli-Frosinone ore 20.30: dove vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    ASCOLI – Ad aprire il 13° turno del campionato di Serie B è l’anticipo in programma alle 20.30 allo stadio Del Duca tra Ascoli e Frosinone. Entrambe le formazioni stanno vivendo un ottimo periodo di forma, con i marchigiani che sono reduci da tre vittorie (Bari, Cagliari e Venezia) e un pareggio (Brescia) nelle ultime quattro, mentre i laziali, al comando della classifica con 27 punti, cinque in più della coppia Reggina-Genoa, hanno inanellato cinque successi consecutivi facendo fuori una dietro l’altra Spal (2-0), Venezia (3-1), Bari (1-0), Cosenza (2-1) e Perugia (1-0). La formazione di Fabio Grosso, dunque, vuole continuare questo trend per continuare a sognare la vittoria del campionato e dunque la promozione nel massimo campionato. Quella Serie A che a Frosinone manca dalla stagione 2018-19. Bilancio in equilibrio tra Ascoli e Frosinone in casa dei marchigiani in Serie B: tre vittorie per parte e tre pareggi, inclusi due nelle due sfide più recenti. Dopo aver vinto quattro delle prime otto sfide contro i laziali in Serie B (2V, 2N), i marchigiani non hanno ottenuto nemmeno un successo nelle ultime 10 (3N, 7P).

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    Ascoli-Frosinone: diretta tv e streaming

    Ascoli-Frosinone, anticipo della 13ª giornata del campionato di Serie B, è in programma alle ore 20.30 allo stadio Del Duca e sarà visibile in diretta su Sky, DAZN ed Helbiz Live. Inoltre sarà disponibile anche in streaming su Now e sulla piattaforma Sky Go.

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    Le probabili formazioni di Ascoli-Frosinone

    ASCOLI (3-5-2): Guarna; Simic, Botteghin, Quaranta; Falzerano, Collocolo, Eramo, Caligara, Falasco; Dionisi, Mendes. Allenatore: Bucchi.

    A disposizione: Baumann, Bolletta, Salvi, Bellusci, Tavcar, Giordano, Adjapong, Giovane, Buchel, Lungoyi, Ciciretti, Gondo.

    FROSINONE (4-3-1-2): Turati; Sampirisi, Lucioni, Ravanelli, Cotali; Garritano, Boloca, Mazzitelli; Rohden; Moro, Mulattieri. Allenatore: Grosso.

    A disposizione: Loria, Marcianò, Kalaj, Szyminski, Frabotta, Monterisi, Lulic, Traore, Oliveri, Bocic, Inisigne, Borrelli.

    ARBITRO: Marinelli di Tivoli.

    ASSISTENTI: Bresmes-Prenna.

    IV UOMO: Andreano.

    VAR: Abbattista.

    ASS. VAR: Imperiale.

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    Pippo Inzaghi si prende il secondo posto: 2-1 Reggina sul Genoa

    REGGIO CALABRIA – Si conclude con la vittoria per 2-1 della Reggina sul Genoa il posticipo della 12esima giornata di Serie B. Un big match che non tradisce le aspettative e regala molte emozioni e colpi di scena, concluso con l’aggancio al secondo posto dei calabresi proprio sui liguri.
    Reggina-Genoa, primo tempo di emozioni
    A sbloccare la gara sono i padroni di casa, che dopo un quarto d’ora passano avanti con il secondo gol stagionale di Canotto. Un gioello, con l’esterno che scatta sul filo del fuorigioco su passaggio di Mayer e dopo una meravigliosa azione personale lascia partire un diagonale di destro sul quale non può fare niente Semper. Al 33′ arriva la risposta di Mattia Aramu, che fa 1-1 alla prima vera occasione della partita per il Genoa con il suo primo gol in questo campionato, un colpo di testa su cross dalla destra deviato da Gagliolo. Neanche il tempo di mettere la palla al centro che la Reggina riparte a testa bassa con Rivas: l’ecuadoregno parte in serpentina dalla sinistra, entra in area al 35′ infilandosi tra Sabelli e Bani e cade a terra: è rigore per l’arbitro Maresca, serve però un lunghissimo controllo del Var per confermare la decisione e solo al 42′ Menez si presenta sul dischetto. La sua conclusione dagli undici metri è però debole e centrale, così Semper può respingere senza problemi lasciando il risultato in parità. Per il francese ex Milan e Roma è il secondo penalty fallito da quando veste la maglia della Reggina.
    Hernani la decide dal dischetto
    Nel secondo tempo, dopo appena 7 minuti, i calabresi di Pippo Inzaghi hanno una nuova opportunità dagli 11 metri, per un fallo di mano in area di Czyborra. Questa volta dell’esecuzione se ne occupa Hernani, che spiazza Semper e riporta avanti i suoi. Questo è il gol che regge fino alla fine, perché la Reggina si difende con le unghie e con i denti (soffrendo negli 8 minuti di recupero), senza concedere delle grosse occasioni al Genoa e prendendosi il secondo posto in classifica di Serie B.
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    Benevento-Bari, Cannavaro con le spalle al muro

    Qui Benevento

    Il Benevento è con l’acqua alla gola. Nei campionati di B affrontati, non era mai andato così male come quest’anno. Quartultimo posto in classifica, 10 punti in 11 giornate, l’esonero di Fabio Caserta e le dimissioni di Fabio Cannavaro presentate dopo il ko di Como e respinte dalla società. Tutto assieme, in un vortice di sensazioni negative che deve essere necessariamente spazzatovia oggi, contro il Bari: «Ci serve una vittoria», ha detto Cannavaro alla vigilia del confronto. Una vittoria che il tecnico non ha ancora ottenuto e che al Benevento manca da oltre 2 mesi, dal 2-0 al Venezia del 3 settembre. «Stiamo triplicando le forze, i ragazzi stanno facendo un sacrificio pazzesco, lavoriamo duramente per eliminare le paure. La condizione fisica sta crescendo. I troppi infortuni? Sicuramente sono stati commessi errori, anche da parte dei calciatori. Ma è la determinazione a fare la differenza. Col Bari non sarà semplice, mi aspetto una partita dura, non possiamo permetterci di sbagliare. Dovremo essere intelligenti nel gestire il possesso, oltre che nella fase difensiva», ha proseguito Cannavaro. È rientrato Glik, ma l’infermeria è ancora affollata: assenti El Kaouakibi, Veseli, Kubica, Tello, Acampora, Viviani, Ciano, Simy e Vokic. In difesa Pastina e Capellini titolari, Improta preferito a Foulon, Farias parte dalla panchina.Sullo stesso argomentoSerie B, Badelj squalificato per una giornata. Stop per altri tre giocatoriSerie B

    Qui Bari

    Fra i temi di Benevento-Bari c’è anche quello che mette a confronto due ex difensori su entrambe le panchine. Con una differenza, mentre il tecnico dei biancorossi Michele Mignani può contare su una squadra collaudata e in fiducia, mister Fabio Cannavaro è ancora alla ricerca del Benevento che vuole uscire dalla zona playout per ritornare a marciare verso le posizioni alte della classifica. E di questo è convinto anche l’allenatore genovese: «Il Benevento nasce con l’ambizione di stare tra le prime della classe. Finora non ha avuto un buon inizio, ma è una squadra con dei buoni valori individuali. Per cui mi aspetto una gara difficile, in cui dobbiamo essere attenti e concentrati perché, ripeto, loro hanno calciatori che possono fare male a chiunque». Mignani è altresì consapevole che «per fare risultato a Benevento ci vorrà un Bari di sostanza. Dobbiamo opporci con tanta organizzazione, ma anche agonismo e intensità se vogliamo uscire vivi dal Vigorito».  Sono tornati a disposizione Antenucci e Bellomo, con il secondo che ha più possibilità di giocare dall’inizio nel ruolo di trequartista. Invece in attacco è molto probabile che Mignani riproponga la coppia Scheidler-Cheddira già schierata contro la Ternana. Oltre a Ceter è out anche Ricci, a causa di un affaticamento muscolare.

    Sullo stesso argomentoFrosinone show, Grosso in fuga. Pari Genoa, il Parma di Pecchia torna a correreSerie BIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Frosinone show, Grosso in fuga. Pari Genoa, il Parma di Pecchia torna a correre

    Non sbaglia il Frosinone che nell’11° turno di Serie B passa per 2-1 sul campo del Cosenza conquistando la vetta in solitaria in attesa di Genoa-Brescia. Grosso ribalta la formazione di Dionigi, avanti subito con Merola, grazie alle reti di Moro e Mulattieri salendo a quota 24 e guadagando un momentaneo +3 sulla formazione di Blessin. In piena zona playoff sorride il Parma di Pecchia che torna a vincere, battendo di misura il Como con la rete di Del Prato e aggancia la Reggina di Filippo Inzaghi, a 19 punti, che fa 1-1 a Cagliari grazie alla risposta di Gagliolo al vantaggio iniziale di Lapadula. Scala posizioni anche l’Ascoli che con la quarta rete consecutiva di Dionisi e la firma finale di Collocolo passa in esterna per 2-0 su un Venezia in caduta libera (in dieci nel finale per l’espulsione del portiere Joronen) e fermo al 18° posto.
    Serie B, i risultati
    Serie B, un punto per Cannavaro e De Rossi. 1-1 tra Genoa e Brescia
    Dopo due ko consecutivi torna a muovere la classifica il Benevento di Cannavaro: termina 0-0 la sfida del Vigorito contro il Pisa. Resta ancora imbattuto Daniele De Rossi sulla panchina della Spal che nel match casalingo contro il Sudtirol passa subito in avanti con Meccariello per poi essere raggiunto nella ripresa dall’incornata di Zaro. Reazione del Palermo che ritrova i tre punti dopo 50 giorni vincendo in trasferta per 2-0 contro il Modena: decisive le reti nel primo tempo di Brunori su rigore e Valente. In chiusura di giornata, finisce 1-1 il big match del Ferraris tra il Genoa e il Brescia. I rossoblù passano in vantaggio con Jagiello al 31′, ma la formazione di Clotet riesce ad acciuffare il pareggio al 94′ con la rete di Cistana.
    Serie B, la classifica

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