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    Diretta Milan-Juventus Primavera ore 16: dove vederla in tv, streaming e probabili formazioni

    La Juventus Primavera non può più sbagliare. I bianconeri di Paolo Montero sono reduci da 7 partite senza vittoria tra tutte le competizioni. La compagine Under 19 juventina deve dunque provare a ritrovare il successo per continuare a tenere in scia le rivali in vetta alla classifica, proverà a farlo fin da questo pomeriggio: alle ore 16 lo start del match contro il Milan: anche i rossoneri, come i bianconeri, non hanno mai vinto in questo 2023. Il match si disputerà al Puma House of Football – Centro Sportivo Vismara di Milano.
    Juventus Primavera, dove seguire il match col Milan
    La sfida tra rossoneri e bianconeri, valida per la sedicesima giornata di campionato, sarà visibile in diretta tv su Sportitalia. In alternativa sarà possibile seguire qui il live testuale dell’incontro.
    Guarda la galleryJuventus Primavera-Frosinone 1-3: terza sconfitta di fila per i bianconeri
    Le probabili formazioni
    MILAN: Nava; Casali, Simi?, Parmiggiani, Bozzolan; Gala, Stalmach, Foglio; Omoregbe, El Hilali, SiaAll.: Ignazio Abate
    JUVENTUS PRIMAVERA: Daffara; Domanico, Citi, Dellavalle, Rouhi; Maressa, Pisapia, Hasa; Strijdonck, Anghelè, YildizAll.: Paolo Montero
    ARBITRO: Niccolò Turrini di Firenze
    ASSISTENTI: Emanuele Renzullo di Torre del Greco; Nicola Morea di Molfetta LEGGI TUTTO

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    Juventus Next Gen, Pecorino l’uomo della rinascita

    La Juventus Next Gen torna al successo. I bianconeri di Mister Massimo Brambilla vincono per 2-1 in casa contro il Vicenza: al gol ospite di Rolfini le risposte immediate di Barrenechea prima (su rigore) e di Emanuele Pecorino poi, che ha deciso la sfida riportando una vittoria che mancava da ben sette partite. Un gol per la rinascita della sua squadra, ma anche per la sua di rinascita: dopo diverse stagioni falcidiato dagli infortuni, Pecorino non si vuole più fermare.
    Juventus Next Gen, chi è Emanuele Pecorino
    Classe 2001, attaccante longilineo, Emanuele Pecorino è cresciuto calcisticamente nella sua città natale, Catania. Poi il prestito alle giovanili del Milan. E proprio in quella esperienza rossonera affrontò al Torneo di Viareggio, uno che nel Milan ci gioca adesso: Charles De Ketelaere, con questo’ultimo tra le fila, alla’epoca, del Club Bruges. Una partita spettacolare a dir poco, dove Pecorino andò anche in gol, ma terminata 4-6 dopo i calci di rigore in favore della squadra belga. Dopo la parentesi al Milan il ritorno a Catania, i minuti accumulati in Lega Pro e poi, finalmente, le prime reti da professionista. Il primo gol in Serie C non poteva che essere in un’occasione speciale: il derby contro il Palermo. Alla rete iniziale di Mamadou Kanoute rispose proprio Pecorino, al 10’ dalla fine, sfruttando a dovere una palla sporca e regalando una gioia enorme alla sua gente.
    Guarda la galleryJuventus Next Gen-Vicenza 2-1, le immagini della partita
    Il passaggio in bianconero
    La crescita nella sua Catania, l’attesa per la consacrazione in bianconero. Nella stagione 2020/21, durante il mercato invernale, dopo essere esploso con gli etnei mettendo a referto 5 gol in 15 partite, tanto da meritare l’appellativo di PecoGol, passa alla Juventus Next Gen. Ma dopo 2 partite e 1 gol segnato (nel 6-0 contro il Livorno) lo stop anticipato causa pubalgia: eccezion fatta per una partita guardata dalla in panchina per tutti i 90’, sarà sempre fuori dalla lista dei convocati. La sfortuna non l’ha abbandonato nemmeno nella stagione successiva: se inizialmente riesce a diventare un punto fermo della squadra, con 18 presenze tra campionato e coppa, ricominciano ben presto i guai fisici. Prima l’infortunio agli adduttori, poi la frattura del braccio, in mezzo solo 7 presenze. Quest’anno pochi infortuni e tante presenze in campo, in quella che potrebbe finalmente essere la stagione del riscatto: 3 reti messe a segno fino ad ora, l’ultima, come detto, decisiva nella sfida contro il Vicenza. E proprio il Vicenza lo ha da tempo attenzionato, probabilmente il gol di ieri li avrà convinti ancora di più delle sue qualità. Dalla sua Catania, passando per il Milan, fino alla Juventus: ora nessuno (sfortuna in primis) fermi più PecoGol. LEGGI TUTTO

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    Juventus Women, botta e risposta con la Roma a colpi… di 5-0

    La Juventus Women ha vinto l’ultima sfida con la Sampdoria in maniera travolgente. Non è stata però da meno la Roma che, anch’essa in casa, ha battuto senza appello il Sassuolo. Due vittorie straripanti e nette. Incredibile, però, che le due contendenti al titolo abbiano ottenuto i rispettivi successi con lo stesso rotondo risultato: 5-0.Guarda la galleryJuventus Women, 5-0 alla Sampdoria: Girelli show
    Juventus Women, Girelli super ma la Roma resta a +5
    Le bianconere di mister Joe Montemurro, in campo alle 12.30 all’Ale&Ricky di Vinovo, hanno battuto per 5-0 la Sampdoria. In gol Cantore, Caruso, ma soprattutto una straordinaria Girelli, autrice di una tripletta. Se la Juventus non ha lasciato scampo alle avversarie, lo stesso ha fatto la Roma di mister Alessandro Spugna, in campo poche ore dopo. Le giallorosse hanno aperto le marcature fin dal 3’ con Giacinti, che ha firmato la sua doppietta al 31’. In mezzo la rete di Andressa. Nella ripresa a chiudere i conti e rendere il risultato ancora più rotondo ci hanno pensato Giugliano e ancora Andressa. Dunque una sfida a distanza, quella tra Juventus Women e Roma, senza esclusione di colpi, per la precisione 5 a ciascuno. Il distacco in classifica resta così invariato: giallorosse a 39 punti, ancora a +5 sulle bianconere. Il prossimo weekend proseguirà lo scontro a distanza, con la Juventus Women che affronterà il Milan, mentre la Roma se la vedrà con il Como. LEGGI TUTTO

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    Napoli-Roma, le pagelle degli azzurri

    Meret 7?Un rinvio difettoso e qualche buona uscita. Grande parata su Spinazzola alla fine del primo tempo. Si ripete su Cristante nella ripresa.
    Di Lorenzo 6 Meno incisivo rispetto al suo standard.
    Rrahmani 7 Controlla l’area senza errori. Cerca il gol di testa. Un prezioso salvataggio all’inizio della ripresa.
    Kim 6 Fa venire i brividi al San Paolo per un errore che perco non costa l’autogol. Poi si riscatta chiudendo un contropiede della Roma. Luci e ombre.
    Mario Rui 6,5 Dà il via all’azione del primol gol. Molto propositivo, dà parecchio fastidio alla Roma da quella parte
    Olivera (24’ st) 6 Porta nuove energie sulla fascia sinistra e si distingue sulle palle alte.
    Anguissa 6 Crea problemi portando Matic fuori posizione. E’ sempre nel vivo del gioco, ma da un suo errore nasce il gol della Roma. Cala nella ripresa.
    Lobotka 7 Mette ordine in mezzo al campo, nel finale diventa un gigante.
    Zielinski 6,5 Recupera palloni e riparte, suo l’assist per il gol di Simeone. Con 308 partite raggiunge Maggio al decimo posto dei giocatori con più presenze nella storia del Napoli.
    Ndombele (46’ st) sv Mostra i muscoli e lotta nel finale.
    Lozano 6,5 Va sempre via a Ibanez. Cresce nella ripresa, dà una palla d’oro a Kwara. Potrebbe sfruttare meglio un contropiede. Non chiude su El Shaarawy in occasione del gol.
    Simeone (30’ st) 7,5 Con la sua vivacità toglie certezze a Smalling e segna un gol che può valere lo scudetto, il suo primo gol al San Paolo in campionato. Si conferma determinante entrando dalla panchina.
    Osimhen 8 Straordinario. Dopo pochi minuti mette la partita nel verso giusto per il Napoli con un gol che è un mix di forza fisica e tecnica. Sull’invito di Kvara si libera di Ibañez, fa una cosa da padrone incontrastato dell’era di rigore. E’ l’eroe del San Paolo, i tifosi lo acclamano. Imprendibile, subisce tanti falli. Viaggia alla media di Luis Vinicio, cinque gol nelle ultime quattro partite.
    Raspadori (30’ st) 6 Si rende subito pericoloso, dà il suo contributo nel finale.
    Kvaratskhelia 7 Quando parte è una furia. Dopo pochi minuti si libera di Mancini e impegna Rui Patricio a terra. Il pallone che offre a Osimhen è delizioso, quando entra in area è difficile fermarlo. Nella ripresa non sfrutta una facile occasione.
    Elmas (24’ st) 6?Si sacrifica nella fase difensiva. Comincia a sinistra e poi va a destra. LEGGI TUTTO

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    Diretta Udinese-Verona ore 20:45: dove vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    UDINE – La prima giornata del girone di ritorno di Serie A si chiude con il match della Dacia Arena tra Udinese e Verona, in programma alle 20:45. I padroni di casa si trovano attualmente al settimo posto in classifica, in zona Conference League, e nell’ultimo match hanno ottenuto un successo importante in casa della Sampdoria di Stankovic. Situazione completamente diversa per la squadra di Zaffaroni, che dovrà tentare di portare a casa un risultato positivo per non rimanere troppo staccato dallo Spezia, out dalla zona retrocessione.
    Udinese-Verona: probabili formazioni
    UDINESE (3-5-2): Silvestri; Becao, Bijol, Perez; Ehizibue, Samardzic, Walace, Makengo, Udogie; Success, Beto. Allenatore: Andrea Sottil.A disposizione: Padelli, Piana, Ebosele, Abankwah, Buta, Ebosse, Guessand, Lovric, Arslan, Pafundi, Semedo, Nestorovski.Indisponibili: Deulofeu, Masina, Pereyra.Diffidati: Bijol, Pereyra, Udogie, Walace.
    VERONA (3-4-2-1): Montipò; Magnani, Hien, Ceccherini; Depaoli, Tameze, Sulemana, Doig; Lasagna, Lazovic; Djuric.Allenatore: Marco Zaffaroni.A disposizione: Chiesa, Berardi, Perilli, Zeefiik, Gunter, Cabal, Coppola, Terracciano, Braaf, Kallon, Ngonge, Duba, Verdi, Joselito, Piccoli.Indisponibili: Faraoni, Henry, Hrustic, Veloso.Squalificati: Dawidowzic.Diffidati: Hongla, Henry, Veloso, Djuric.
    Arbitro: Pairetto (Nichelino). Assistenti: Zingarelli-Trinchieri. IV Uomo: Meraviglia. Var: Mazzoleni. Avar: Paganessi.
    Dove vedere Udinese-Verona: streaming e diretta tv
    Udinese-Verona è in programma alle 20:45 alla Dacia Arena di Udine e sarà trasmesso in diretta su DAZN, Sky Sport Calcio (202) e Sky Sport (251) ed è in streaming sempre su Dazn e l’app Sky Go.
    Guarda Udinese-Verona su DAZN. Attiva ora LEGGI TUTTO

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    Una Juve senza anima e senza gioco

    I 15 punti di penalizzazione, d’accordo. Lo choc che hanno causato alla squadra e all’ambiente, certamente. Tuttavia, non possono essere alibi per giustificare una delle peggiori prestazioni della Juve, in questa stagione così tormentata e tormentosa. Lo pensa anche l’irriconoscibile Di Maria che ha avuto la schiettezza di non cercare scuse. Fermi restando i meriti assoluti dello strepitoso Monza, capace di battere i bianconeri al ritorno come all’andata, firmando uno storico bis già consegnato agli annali. Raffaele Palladino, 38 anni, debuttante assoluto su una panchina di Serie A, sta conducendo a velocità impressionante i brianzoli verso il traguardo della salvezza (24 punti in 14 giornate), avendo dato loro un gioco e un’identità, esaltandone i perni del capolavoro firmato allo Stadium: Di Gregorio, Pessina, Ciurria, Carlos Augusto, Dany Mota.
    La Juve che, prima della batosta al Maradona, aveva vinto otto partite di fila senza incassare un gol, da Napoli in poi ha vissuto solo di sussulti: la sofferta qualificazione ai quarti di finale della Coppa Italia, a spese del Monza che, comunque, già il 19 gennaio aveva di nuovo reso la vita difficile ad Allegri; il pirotecnico 3-3 interno con l’Atalanta. Epperò, altro che tabelle di rimonta aspettando il Collegio di Garanzia, quando si incassano 11 gol in 4 partite; quando l’ex miglior difesa del torneo diventa un colabrodo; quando Bremer stecca di nuovo, Paredes gioca da fermo, Di Maria non si capisce se ci faccia o ci sia, copia sbiadita dell’eroe mondiale. Sino al momento in cui lasconfitta non ha preso definitivamente corpo, i migliori in campo sono stati i tifosi: all’appello all’unità lanciato da Allegri avevano risposto compatti, ad onta dei beceri fischi che hanno oltraggiato il minuto di silenzio in memoria di Tavecchio.
    La Juve e il peccato originale
    La verità è che, di nuovo, è venuto a galla il peccato originale di questa Juve, ancora alla ricerca di un gioco efficace e moderno, dove tutti corrono e tutti sanno esattamente ciò che devono fare, come fa il Monza. Proprio nel passaggio più delicato e importante, la squadra ha tradito le aspettative dei suoi sostenitori: le chiedevano ieri, continuano a chiederle oggi di tirare fuori l’orgoglio di chi sui social afferma di battersi fino alla fine, ma un conto sono gli hashtag e un altro le sconfitte che incassi in modo così bruciante. Intanto, anche stavolta Pogba rientrerà la prossima, nonostante Allegri avesse annunciato alla vigilia che il francese fosse a disposizione per l’impegno con il Monza. Invece, al massimo gli è stato concesso di riscaldarsi e i giorni perduti dal ritorno a Torino sono diventati 203. Dice bene l’allenatore: “Chi non sa pensare solo al campo, stia fuori”. Il problema è che ieri sarebbe dovuta rimanere fuori mezza Juve.
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    Sarri, pochi ricambi per la Lazio. Fiorentina, pochi gol

    L’ultimo minuto della partita dell’Olimpico può essere considerato l’istantanea di una sfida in cui la Lazio ha guadagnato un punto e la Fiorentina ne ha persi due: prima Provedel è stato costretto a fare un intervento difficilissimo sul tiro di Saponara, poi Milenkovic ha colpito la traversa da un passo e quello sarebbe stato il gol di un successo a sorpresa ma che nessuno avrebbe potuto mettere in discussione. I viola avevano tenuto sotto scacco la squadra di Sarri mettendosi proprio sul suo stesso piano, quello della gestione della palla: e nonostante non abbia la qualità dei palleggiatori di Mau, la Fiorentina ha mantenuto costantemente il possesso mettendo in grandi difficoltà un’avversaria che ha sprecato la grande occasione di salire al secondo posto, accanto all’Inter.
    Lazio, fallito il salto di qualità
    Dopo le vittorie contro il Sassuolo, il Bologna in Coppa Italia e il Milan martedì notte, si aspettavano tutti il salto di qualità della Lazio, il passo definitivo verso il vertice e, soprattutto, la risposta all’Inter e all’Atalanta, che sabato avevano fatto il loro dovere. Come sempre, invece, la squadra non ha risposto alle aspettative: rispetto alla partita capolavoro davanti ai Campioni d’Italia, i biancocelesti hanno fatto molti passi indietro, probabilmente causati dalla stanchezza. Sarri, ovviamente, ha riproposto la stessa squadra, costretto anche a prendere certe decisioni dall’assenza di ricambi all’altezza dei titolari, e così ha pagato il conto dal punto di vista fisico. Nel mese di gennaio la Lazio ha giocato cinque partite di campionato e una di Coppa proponendosi quasi sempre con la stessa formazione: oltre all’alternanza tra i tre esterni (Lazzari, Hysaj e Marusic) e al cambio obbligato tra Immobile e Pedro a causa dell’infortunio di Ciro, Sarri si è sempre affidato ai giocatori migliori tranne che a Lecce, dove Basic era stato utilizzato nel ruolo di Luis Alberto.
    Lazio, serve il mercato
    Evidente il dispendio di energie, come si è visto contro la Fiorentina: se il senatore Lotito non gli fornirà qualche alternativa di cui avrebbe bisogno, il tecnico toscano dovrà andare avanti così fino a giugno pur avendo anche gli impegni di Conference da affrontare. È difficile pensare che Sarri possa pensare a una Lazio titolare con Marcos Antonio, Basic o Vecino al posto di titolarissimi come Cataldi, Milinkovic e Luis Alberto.
    Oppure con Cancellieri nel ruolo di Zaccagni, Felipe o Pedro: se Mau ha controfirmato questo mercato, avrà anche delle responsabilità sulla cronica mancanza di alternative ai titolari già evidente ai tempi di Inzaghi. Sorprendente soprattutto che abbia accettato la scelta di Marcos Antonio, un piccolo brasiliano che sembra avere più le qualità di una mezzala rapida che quelle di un solido centrale davanti alla difesa, ruolo decisivo per il calcio di Sarri. Nella sua personalissima corsa Champions, la Lazio ha perso terreno rispetto alle rivali e giovedì dovrà affrontare la Juve a Torino probabilmente con un solo cambio, che prevede il rientro a tempo pieno di Immobile.
    Rispetto all’ultima partita contro il Torino, invece, Italiano ha inserito cinque giocatori freschi, tra cui il recuperato Nico Gonzalez. Ovvio che la Fiorentina fosse più fresca e stavolta il talento dell’argentino è servito eccome ai viola, che nel finale ha sfiorato più volte il successo.
    Il tecnico aveva studiato bene la partita perfetta della Lazio contro il Milan e così ha scelto di mettersi a specchio con Nico guastatore spesso tra le linee e con un centrocampo di ottimi palleggiatori in grado di far girare la palla. Se la Fiorentina riuscisse a trovare qualche gol in più (solo 22 in 20 partite di campionato), potrebbe fare un salto di qualità immediato perché la distanza dal settimo posto che può portare in Conference non è elevata e perché la Coppa Italia può diventare una grande occasione dopo le eliminazioni di Napoli e Milan inserite nello stesso settore del tabellone. Forse una scelta definitiva fra Jovic e Cabral potrebbe aiutare, l’uno o l’altro, a ritrovare continuità e fiducia, che per un centravanti (soprattutto se in astinenza) è indispensabile. LEGGI TUTTO