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    Napoli, sognare non costa niente

    Ha fermato la Juve allo Stadium, poi ha battuto la Samp al Maradona e ieri ha annientato il Bologna con una doppietta di Lozano, dando l’impressione, per almeno settanta minuti, di aver ritrovato la strada giusta. L’anno non poteva cominciare meglio per il Napoli da scudetto (e non da Coppa…) anche se Spalletti, da buon toscano, ha passato il post partita a borbottare di tutto e di più contro i suoi giocatori, colpevoli di aver concesso agli avversari la possibilità di risalire la corrente e di mettere in pericolo la porta di Meret, salvato anche da un palo. Senza alcuna polemica, sia chiaro, ma Luciano desiderava tenere alta la tensione sugli obiettivi della squadra e di non lasciarla galleggiare tra complimenti e applausi. Perchè il Napoli ha dato una dimostrazione di forza, di coraggio e di abilità davvero confortante per chi non considera il discorso scudetto già chiuso, tanto più dopo la sconfitta del Milan, stroncato dall’effetto-Serra e dallo Spezia, e dopo il pareggio dell’Inter a Bergamo.

    Il Bologna non avrebbe potuto fare di più, annientato dalle assenze e tormentato dall’inconsistenza di Arnautovic (Mihajlovic ha ragione a chiedere rinforzi: meglio non rischiare…), ma la squadra di Spalletti si è imposta con l’autorità dei vecchi tempi, quando dominava e divertiva senza trovare grandi ostacoli. Ma adesso ancora non ci sono Anguissa, Koulibaly, Ounas e, non dimentichiamolo, il grande separato in casa del prossimo semestre: già, Insigne, senza il quale ieri è riesploso Lozano, gelido sotto porta come un eschimese. Si è visto, probilmente, uno spicchio del Napoli del futuro, senza il suo capitano ma con un giocatore, in fase offensiva, che può diventare l’uomo che fa la differenza: ci riferiamo a Elmas, esterno, attaccante, mezzala e mediano anche durante la stessa partita. Il macedone, con Spalletti, ha fatto il salto di qualità diventando il giocatore dell’equilibrio: sapendo fare tutto, e quasi tutto bene, è difficile pensare a un Napoli senza di lui anche se al Dall’Ara, finalmente, si è rivisto Osimhen.

    Assente dal 21 novembre scorso per il grave infortunio provocato dallo scontro con l’interista Skriniar, il nigeriano è ricomparso con un lampo finito male (gol sbagliato per un rimbalzo malandrino o per mancanza di ossigeno a fine corsa) ma che lascia intuire come le sue doti possano diventare devastanti nella seconda parte di un campionato talmente aperto che sognare è più che mai lecito. La vittoria di Bologna ha consentito al Napoli di entrare nella scia del Milan (a due punti) e di rivedere non più così lontana l’Inter, anche se Inzaghi al Dall’Ara deve recuperare la sua partita in meno. Alla ripresa delle coppe europee può succedere ancora di tutto, crederci è un dovere e un piacere, anche per Brontolo Spalletti.

    Guarda la galleryPagelle Napoli: la top 5 della sfida con il Bologna LEGGI TUTTO

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    Scudetto alla milanese, il borsino a -19 dal derby sorride a Inzaghi

    Difesa bunker, morale a mille, rosa intatta: il confronto col Milan a due turni dal derby è a favore di Inzaghi, non solo per il primatoMilano in semi-lockdown per una giornata – un pareggio comunque prezioso e una sconfitta quantomeno inaspettata – guarda avanti, come ha sempre fatto. Guarda da davanti, soprattutto: l’Inter resta prima, il Milan secondo, anche se il Napoli è a soli 2 punti dal Diavolo. Tra due giornate, 20 giorni, ci sarà il derby “vero” oltre quello già messo in scena dalla classifica. LEGGI TUTTO

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    Dybala, cosa fai? Agnelli e Elkann furiosi

    TORINO – La Juventus non l’ha presa bene. Intesa come gruppo dirigente, ma anche e soprattutto come presidenza e proprietà. Sabato sera, Andrea Agnelli e John Elkann sono rimasti delusi e arrabbiati per il gesto di Paulo Dybala dopo il gol all’Udinese. E non è stata solo una goffa caduta di stile quella mancata esultanza e quello sguardo, truce, di sfida e di rivincita rivolto alla tribuna dove sedevano Maurizio Arrivabene (probabilmente bersaglio di Dybala), Pavel Nedved e Federico Cherubini, lo stato maggiore bianconero, senza Agnelli, a casa perché positivo al Covid (da ieri è negativo, questa sera potrà tornare allo stadio), ma collegatissimo alla partita. La società e la proprietà sono rimaste delusissime dall’atteggiamento egoista del numero dieci e capitano bianconero che ha anteposto una questione personale al momento difficile della squadra, che di tutto ha bisogno tranne che di una polemica interna in questa fase di risalita, faticosa e complicata dalle circostanze. Se può esserci comprensione per chi è alle prese con la trattativa che può condizionare il suo futuro, non può essercene per un gesto così plateale, pubblico e destabilizzante per l’ambiente. […]Guarda la galleryJuve-Sampdoria, la probabile formazione di Allegri: spazio a De Winter e Kaio Jorge
    La situazione attuale
    […] Il nervosismo di Dybala è giustificato dal clima che si è creato intorno a lui dall’esegesi mediatica delle parole di Arrivabene, ma dopo le uscite del nuovo amministratore delegato bianconero, all’entourage di Dybala erano giunte delle parole di rassicurazione da parte della società. E lo stesso Allegri lo aveva tranquillizzato. Ecco perché lo strappo di sabato sera è stato un fulmine, magari non a cielo proprio sereno, ma certamente non così tempestoso. E adesso? Resta l’appuntamento di febbraio e un mese per cercare di rasserenare il clima fra Dybala e la Juventus. Se oggi i rapporti sono tesi, un divorzio a fine stagione non è da dare per scontato. C’è tempo per chiarirsi, discutere il futuro e magari trovare un accordo riappianando tutto. Se non altro perché in questo momento per Paulo Dybala non ci sono offerte concrete. D’altra parte, fino a qualche giorno fa, la sensazione era che difficilmente il numero dieci avrebbe divorziato dalla Juventus. Ora che l’ipotesi è seria e concreta qualcuno si farà sicuramente avanti.
    Tutti gli approfondimenti sull’edizione di Tuttosport
    Guarda la galleryJuve, caccia alla punta: ecco i possibili colpi last minute LEGGI TUTTO

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    Diretta Juve-Sampdoria ore 21: dove vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    TORINO – Alle ore 21, all’Allianz Stadium di Torino, la Juve ospita la Sampdoria negli ottavi di finale di Coppa Italia. I bianconeri sono chiamati a difendere il titolo e di fronte si troveranno una squadra che ha appena esonerato il proprio allenatore: Roberto D’Aversa. La formazione di Allegri è reduce da otto risultati utili consecutivi in campionato, pertanto vorrà cercare di confermare i passi avanti fatti negli ultimi mesi. Sfuggita la Supercoppa italia, vinta dall’Inter, i bianconeri sono pronti a dare la caccia alla coppa nazionale. Il primo ostacolo lungo il cammino è proprio la Sampdoria che nei due turni precedenti ha eliminato due formazioni piemontesi: prima è infatti arrivato il 3-2 sull’Alessandria e nei sedicesimi il 2-1 contro il Torino. La vincente del match di stasera sfiderà una tra Sassuolo e Cagliari. La Juve ha sempre trovato il gol contro la Sampdoria nei nove precedenti in Coppa Italia, realizzando in totale 28 reti in nove gare (3.1 in media a incontro). Il bilancio nella competizione tra le due formazioni dice otto successi della Vecchia Signora e un’unica affermazione dei doriani:  2-1 nella fase a gironi dell’edizione 1986/87.
    Juve-Sampdoria: dove vederla in tv e in streaming
    Juve-Sampdoria, gara valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia, è in programma alle ore 21 all’Allianz Stadium di Torino e sarà visibile in esclusiva in diretta su Canale 5. Inoltre sarà disponibile anche in strraming su Mediaset Infinity.
    Le probabili formazioni di Juve-Sampdoria
    JUVE (4-2-3-1): Perin; De Sciglio, De Winter, Rugani, Lu. Pellegrini; Bentancur, Rabiot; Kulusevski, Kaio Jorge, Bernardeschi; Morata. ALL.: Allegri (in panchina Landucci).
    A DISP.: Szczesny, Pinsoglio, Cuadrado, Chiellini, Alex Sandro, Mckennie, Locatelli, Miretti, Dybala, Arthur, Soulé.
    SAMPDORIA (4-4-2): Falcone; Conti, A. Ferrari, Magnani, Murru; Candreva, Rincon, Vieira, Askildsen; Torregrossa, Caputo. ALL.: Tufano. 
    A DISP.: Ravaglia, Saio, Augello, Bereszynski, Dragusin, Aquino, Ciervo, Yepes, Trimboli, Thorsby, Gabbiadini. 
    ARBITRO: Forneau di Roma.
    GUARDALINEE: Lombardo e Pagnotta. 
    IV UOMO: Baroni.
    VAR: Nasca. 
    AVAR: Tegoni. LEGGI TUTTO

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    Interisti-Bonucci, ecco il 2° tempo, l'ironia social di Leo: “Alla fine sono entrato…”

    Alla fine Leonardo Bonucci ha scelto l’ironia per rispondere a tutti coloro che l’hanno attaccato dopo lo scontro a bordocampo con il segretario generale dell’Inter, Cristiano Mozzillo. I tifosi neroazzurri gli hanno dedicato due striscioni, sui social in tantissimi lo hanno ammonito se non insultato. Così, dopo essere stato inserito dalla Fifa nella top 11 del 2021, ha voluto rispondere scherzosamente a tutti.ALLA FINE SONO ENTRATO – Bonucci, uno che peli sulla lingua non ne ha, dopo essere stato inserito nella Top 11 mondiale della Fifa ha pubblicato su Instagram la foto della formazione, in cui è al fianco – tra gli altri – di Donnarumma, Jorginho, Ronaldo, Lewandowski e Messi. Oltre alla foto, un messaggio pungente: “Alla fine sono entrato”. Chiaro il riferimento a quanto accaduto nella finale di Supercoppa italiana contro l’Inter. LEGGI TUTTO

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    Che errore Serra, che stile il Milan. Ma la sconfitta non sta solo in quel fischio…

    A San Siro pesantissimo errore dell’arbitro, incassato dai rossoneri nel migliore dei modi. E ora Pioli deve guardarsi anche alle spalle: atteggiamento, rosa corta e inesperienza si fanno sentire…Il derby del 6 febbraio è già cominciato. L’ex interista Thiago Motta, uno degli eroi del Triplete , ha sgambettato il Milan che era in corsia di sorpasso e lo ha costretto a rientrare togliendo la freccia. Invece di passare in testa alla classifica, il Diavolo ha perso un punto dalla capolista, che ha una partita da recuperare e virtualmente può immaginarsi a +5. Simone Inzaghi, il giorno dopo, ha scoperto che la frenata di Bergamo era in realtà un passo avanti. LEGGI TUTTO

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    Inzaghi tenta la fuga con le 3 B: Bastoni, Brozo e Barella, l'asse scudetto

    Il tecnico dell’Inter “vince” pure senza giocare. Dal difensore al regista: i nerazzurri hanno blindato presente e futuroIl primo pensiero è stupendo, come quello di Patty Pravo, giusto all’ora di cena: il punto di Bergamo non era d’oro ma di platino. Il secondo è figlio della mentalità di Simone Inzaghi, che dopo aver spento la tv ha pensato, più che all’allungo in vetta, all’occasione sprecata: con l’Atalanta si poteva vincere, nonostante tutto, nonostante le occasioni di Gasperini, nonostante la stanchezza post Supercoppa. LEGGI TUTTO

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    Best Fifa, il voto sbagliato che cancella l'Europeo

    Fabio Licari, che ha votato per l’Italia al premio, spiega perché ha scelto Jorginho, Mancini e Donnarumma, che però non hanno avuto alcun riconoscimentoA quanto pare l’Europeo non ha colpito l’immaginazione dei votanti. Un torneo qualunque, protagonisti come tanti: non si spiega altrimenti il nulla dell’Italia ai Best Fifa. LEGGI TUTTO