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    De Roon a letto con la coppa: “Un nuovo amore”. La moglie replica così

    Marten De Roon è stato tra i protagonisti della grande festa in casa Atalanta. All’indomani della vittoria nella finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen, il capitano della ‘Dea’ (ieri assente per infortunio), ha pubblicato sul suo account Instagram uno scatto in cui lo si vede a letto con la coppa: “Ho mandato un messaggio a mia moglie dicendole che ero a letto con un nuovo amore”. La prima risposta della moglie, nei commenti è stata un “Va tutto bene” accompagnato da una faccina maliziosa…Il simpatico siparietto tra De Roon e la moglie ha scatenato i tifosi, che hanno apprezzato con migliaia di like e commenti alla foto: “Non può essere gelosa della tua ‘nuova ragazza’. Grande Martino!”. Tanti i messaggi sotto al post anche compagni di squadra e amici. La moglie è poi tornata altrettanto ironicamente sull’argomento, ripostando tra le storie Instagram la foto del marito a letto con il trofeo, accompagnando lo scatto con la più classica delle domande: “Who is she?”. LEGGI TUTTO

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    “Thiago Motta predestinato: sì, è pronto per la Juve. E con Giuntoli…”

    “Thiago è un uomo con la U maiuscola. Uno sempre schietto e diretto: ti dice le cose in faccia. Come tecnico è attento a ogni dettaglio, quasi in maniera maniacale. Punta forte sul possesso palla, gli piace la costruzione dal basso e avere una squadra ben organizzata che gioca per imporre sempre il proprio gioco”.
    La qualità migliore nella gestione del gruppo?
    “Il riuscire a tirar fuori sempre il meglio dai suoi giocatori. È empatico e convincente. Sa entrare nel cuore e nella testa dei calciatori. Motta è un tipo molto esigente: pretende tanto da giocatori, collaboratori e dirigenti. Vuole il massimo e non si accontenta, il che porta tutti a migliorarsi”.
    Un difetto, invece?
    “Non è proprio un difetto: Motta scende poco a compromessi e tira sempre dritto per la sua strada, senza ascoltare chi a volte, invece, vorrebbe solo aiutarlo. Thiago non sopporta ingerenze e intromissioni nelle scelte di campo e sul suo lavoro con la squadra”.
    Come sarà la convivenza con Giuntoli?
    “Possono integrarsi bene. Cristiano è un abile mediatore, non cerca lo scontro e sa supportare i suoi allenatori. Giuntoli è un grosso conoscitore di calcio, molto competente. A Napoli ha fatto cose straordinarie. Insieme possono riportare in alto la Juve”.
    Con Motta la Juve potrà davvero lottare per lo scudetto o serve una rivoluzione?
    “La Juventus non è mica una squadra di cadaveri…”.
    In che senso?
    “Certamente servono dei rinforzi, ma c’è già una rosa con giocatori importanti su cui lavorare. L’arrivo di Thiago può permettere un altro ulteriore step di crescita”.
    In chiusura, una provocazione: come mai allora al Genoa l’avevate esonerato?
    “Quella fu una stagione molto complicata. Per reggere e assimilare il suo tipo gioco serviva tempo e in quella fase eravamo in zona retrocessione. In quei momenti a pagare è sempre l’allenatore. Mandai via Thiago a malincuore, perché ero pienamente convinto delle sue capacità. Ci parlammo con grande sincerità e anche lui capì la situazione. Tanto che rinunciò a due anni di contratto e ai soldi per non pesare sul Genoa”.
    Thiago Motta-Juve, chiusura vicina: i dettagli del contratto e la durata LEGGI TUTTO

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    “Clamoroso, l’Al-Hilal pronto a pagare la clausola rescissoria di Leao: la cifra è pazzesca”

    Leao lascia il Milan? È la clamorosa indiscrezione che arriva dal Portogallo che vedrebbe la possibilità di un addio dell’attaccante con destinazione Al-Hilal. 
    Milan, Leao vola in Arabia?
    Secondo quanto riportato da O’Jogo, l’Al-Hilal avrebbe l’intenzione di pagare la clausola rescissoria inserita nel contratto tra Leao e il Milan, fissata a ben 175 milioni di euro. Si tratta di una offerta irrinunciabile, a beneficio delle casse rossonere. Ovviamente sarà importante anche la volontà del calciatore stesso, al quale l’Al-Hilal sarebbe disposto a triplicare l’attuale ingaggio di 7 milioni. L’ambizione del club arabo è quella di ben figurare nel prossimo Mondiale per Club, competizione a cui prenderà parte nel 2025, per questo è intenzionato a rafforzare la rosa che già vede calciatori di livello come Neymar, Milinkovic-Savic e Koulibaly.  LEGGI TUTTO

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    Diretta Cagliari-Fiorentina ore 20.45: dove vederla in tv, in streaming e probabili formazioni

    CAGLIARI (4-3-1-2): Scuffet; Zappa, Mina, Hatzidiakos, Augello; Nandez, Prati, Sulemana; Gaetano; Oristanio, Luvumbo. Allenatore: Ranieri. 
    A disposizione: Aresti, Radunovic, Azzi, Di Pardo, Obert, Wieteska, Deiola, Mancosu, Viola, Lapadula, Kingstone, Petagna, Pavoletti, Shomurodov. 
    FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Kayode, Milenkovic, Ranieri, Parisi; Bonaventura, Mandragora; Ikoné, Beltran, Castrovilli; Belotti. Allenatore: Italiano. 
    A disposizione: Christensen, Martinelli, Comuzzo, Quarta, Dodo, Faraoni, Biraghi, Arthur, Lopez, Duncan, Infantino, Barak, Nzola, Gonzalez, Kouamé.
    ARBITRO: Prontera di Bologna. ASSISTENTI: Preti-Miniutti. IV UFFICIALE: Giua. VAR: Mazzoleni. ASS. VAR: Maggioni.
    Cagliari-Fiorentina: scopri tutte le quote
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    Buongiorno: “Avanti Toro: al massimo! Siamo un gruppo bello e pulito”

    Gara decisiva contro la Dea
    Tanti, anzi quasi tutti erano tifosi del Torino, e quindi in fibrillazione nei giorni che intercorrono tra il successo sul Milan e la partita di domenica contro l’Atalanta, decisiva per le ambizioni europee dei granata. «Sarà una gara importantissima, ma la prepariamo come tutte le altre, cioè dando il massimo – dichiara guardando all’ultima di campionato Buongiorno -. Siamo fortunati, il gruppo di lavoro è bello e pulito. Negli ultimi due o tre allenamenti siamo andati molto bene, ed è vero che a fine stagione qualcosa fisicamente perdi, ma questo vale anche per gli avversari. Noi dovremo essere lucidi e concentrati, e sono sicuro che arriveremo a Bergamo al meglio delle nostre possibilità».
    Il rapporto con Juric
    Restando sull’attualità il difensore accarezza il proprio allenatore: «Lavorare con Juric è straordinario, per me è come un padre, un uomo vero che ti dice come la pensa nel bene come nel male. Dal punto di vista tecnico mi ha fatto maturare, ed è stato decisivo nella crescita di alcuni compagni che, prima che lui arrivasse, stavano rendendo meno del previsto. È un grande allenatore e una grande persona». Buongiorno svela poi quali siano gli attaccanti più tosti che si è trovato a marcare: «In questo momento il peggiore è Lukaku. Fisicamente è… beh, è veramente grosso. Se con lui vai allo scontro fisico ti sposta, vanno letti i passaggi dei compagni per interpretarne i movimenti. E tra le mie… materie di studio c’è proprio la lettura dei passaggi verso gli attaccanti, in modo da prevederne appunto i movimenti. Un altro impressionante era Ibra: per fortuna l’ho marcato per poco tempo, nella partita in cui me lo sono trovato di fronte è dovuto uscire per infortunio. Aveva una personalità unica, tanto che forse lo temevano più i suoi compagni che non gli avversari…». Già, a più riprese Buongiorno ha evidenziato pure una spiccata nota ironica. «Tra gli italiani, e al netto della leggera flessione che ha avuto in questa stagione, dico Immobile: sul contromovimento è letale».
    Una vita dedicata al Torino
    Sempre giocando con l’ironia, un capitolo del libro della vita di Ale può avere quale titolo: “E dire che non volevo il Toro”. «Ho cominciato con il nuoto, poi ho iniziato con il calcio nel vivaio dilettantistico del Barracuda perché ci giocavano gli amici. Quando è arrivato il Toro, considerato il legame con gli amichetti, mica ero sicuro di accettare. Fu decisivo Silvano Benedetti», all’epoca responsabile della Scuola calcio granata: «Mi disse di provare tre settimane e poi decidere: quanto sono durate, quelle tre settimane…». E così Buongiorno si trova a dover conciliare studi e calcio: «Non è stato facile, soprattutto al liceo (Majorana di Torino, ndr) quando giocavo nella Primavera e spesso ci allenavamo al mattino. Mi è capitato di far notte per preparare le lezioni, o di sostenere compiti in classe alle 7.30 per accorciare i tempi e potermi allenare. Il consiglio che do a voi ragazzi è di dare, qualsiasi cosa si stia portando avanti, il 100%: impegnarsi è fondamentale per non avere rimpianti. Ora sto affrontando la Magistrale in Management dello Sport, e verifico come lo studio mi aiuti anche nel calcio, sia a recepire i concetti del mister che al momento di leggere le situazioni di gioco in campo. La molla è scattata quando ero in prestito a Carpi: mi sembrava di buttare il tempo a disposizione: da lì ho deciso di iscrivermi all’Università».
    Rapporto viscerale col Torino
    Ampio lo spazio dedicato al Buongiorno più intimo. A partire dal legame con il Toro che raggiunge l’apice il 4 maggio a Superga: «La prima volta che ho letto i nomi mi sono tremate le gambe. La seconda volta pensavo di essere preparato, e invece le gambe tremavano ugualmente. Si avverte un’atmosfera speciale, una connessione tra tifosi, giocatori e società che trova la sua massima espressione al momento della lettura dei nomi». Toccato il capitolo famiglia («I miei genitori si sono fatti in quattro per dare la giusta educazione a me e a mia sorella Francesca, una persona alla quale voglio un mondo di bene»), Alessandro con pudore parla dei tanti episodi di beneficenza che lo vedono coinvolto: «Con il Torino For Disable collaboro, ma siamo anche diventati amici. Tutto è nato casualmente in un centro commerciale: ho incrociato il presidente Gilardi che mi ha parlato del progetto e ne è nato un bel rapporto. Vedere uomini e bambini con difficoltà che si aiutano, giocano a calcio e vincono pure lo scudetto mi riempie il cuore. Di questo parlo poco, ma con alcuni compagni siamo andati a trovare bambini malati, cercando di strappare loro un sorriso e portare un po’ di gioia, tuttavia ho ricevuto molto più di quanto non abbia dato. Assieme al papà della mia ragazza, invece, abbiamo organizzato alcune cene per raccogliere fondi per la sua “Onlus Ausilia” che si occupa di bambini». Poi i saluti, tra «a scacchi sono ancora il più forte, ma anche Vanja (Milinkovic-Savic, ndr) sta migliorando», e «mi dicono che faccio bene la carbonara, diciamo che in cucina o sbaglio del tutto piatto o ne realizzo uno speciale». E se nella vita di ognuno c’è un giorno più bello e uno più brutto, anche qui Buongiorno opera una sintesi: «È lo stesso, quello del debutto nel Toro contro il Crotone, contestuale all’infortunio alla spalla che mi è costato l’uscita dopo pochi minuti». Il futuro dopo l’Atalanta? Quando si parla di Nazionale si cuce la bocca, ma il gesto a incrociare le dita è chiaro. Salvo pessime sorprese, sarà un punto fermo dell’Italia che parteciperà ai prossimi Europei. LEGGI TUTTO

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    La Juve nel destino: dieci cose che non sapete su Thiago Motta

    Le sue origini italiane, quelle che gli hanno consentito di giocare con la Nazionale, risalgono al bisnonno, originario della provincia di Rovigo ed emigrato in Brasile giovanissimo, si chiamava Fortunato Fogagnolo ed era nato nel 1897 proprio l’anno di nascita della Juventus.

    La prima passione di Motta non è stato il calcio, ma la bicicletta.

    A scuola, Motta, non andava molto bene, anzi a volte non ci andava affatto e la maestra cercava sua sorella, molto diligente, per cercare di convincere il piccolo Thiago a impegnarsi di più.

    Motta ha giocato nella Juventus, anzi è stata la sua prima squadra. Si tratta della Juventus SP, ovvero San Paolo, che – curiosità – veste delle maglie quasi granata.

    Il peggiore ricordo calcistico della sua carriera, secondo quanto dichiarato da lui stesso, è la finale degli Europei 2016, finita 4-0 per la Spagna.

    Il suo compagno di camera nel pensionato della Masia, quando giocava nelle giovanili del Barcellona, era Victor Valdes, lo storico portiere del Barcellona che ora allena i portieri della seconda squadra blaugrana.

    A tavola le origini italiane battono l’infanzia in Brasile: Motta, infatti, preferisce la pasta al churrasco.

    A Parigi lo hanno soprannominato «le patron», il capo. E si dice che anche Ibrahimovic lo rispettava e aveva un poco di timore reverenziale.

    Uno dei suoi ispiratori è Marcelo Bielsa, detto “El Loco”, la frase che cita spesso è: «Per ottenere un calcio dominante bisogna non avere paura del pallone».

    Nell’Under 19 del Psg, la prima squadra che ha allenato, ha sperimentato un avventuroso sistema di gioco 2-7-2 che aveva attirato l’attenzione di molti osservatori.

    E voi, quante ne sapevate? LEGGI TUTTO

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    Juventus Women, Canzi è il nuovo allenatore: il comunicato ufficiale del club

    Era nell’aria ed è diventato ufficiale proprio in questi istanti: Massimiliano Canzi è il nuovo allenatore delle Juventus Women. Il tecnico, dal 1 luglio, andrà a prendere il timone della squadra bianconera al posto di Montemurro per iniziare un nuovo corso. Canzi ha deciso di lasciare il Pontedera e accettare la proposta del club torinese per iniziare una nuova avventura con nuovi stimoli. Per lui tantissime esperienze nel calcio maschile a partire dal ruolo di collaboratore di Mario Beretta e Zenga, nel mezzo anche un’esperienza all’estero al Paok e in Primavera al Cagliari poi diversi anni di Serie C e ora il nuovo progetto con le Women della Juve LEGGI TUTTO

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    Diretta Inter a Oaktree: segui aggiornamenti e ultime notizie LIVE

    11:05
    Oaktree, chi è l’azionista di maggioranza
    Dal 2019 Brookfleid Corporation, società canadese specializzata sempre nella gestione di asset alternativi, gestisce il 62% delle azioni del fondo californiano. Le figure più importanti di Brookfield sono il presidente Mark Carney e l’amministratore delegato Bruce Flatt.

    10:40
    Oaktree, gli altri legami con il mondo dello sport
    Uno dei fondatori, Bruce Karsh, possiede una quota di minoranza dei Golden State Warriors, storica franchigia Nba. Tra i fondatori di Oaktree, ma ora non più facente parte dell’organigramma, c’era anche Stephen Kaplan, co-proprietario dello Swansea, squadra gallese che milita in Championship (Serie B inglese). Lo stesso Kaplan detiene una quota dei Memphis Grizzlies, altra squadra di pallacanestro oltreoceano.

    10:25
    Oaktree, gli investimenti in Italia
    Il fondo americano è presente nell’azionariato di Arsenale Group (hotel di lusso), di MBE Worldwide (centri di vendita al dettaglio Mail Boxes Etc) e della società di gestione del risparmio Castello SGR. Sotto l’egida di Oaktree anche la casa di produzione Asacha Media (nata dall’acquisto delle case Picomedia e Stand By Me), la Banca Progetto e la Costa Edutainment (società che gestisce parchi scientifici a tema tra i quali spicca l’Acquario di Genova).

    10:10
    Inter, inizia l’era Oaktree: la strategia sul mercato
    La continuità con la gestione Zhang conferma che la campagna acquisti non potrà concludersi con un passivo. Quindi, le risorse da utilizzare, dovranno essere ricavate attraverso qualche cessione. Fondamentale, quindi, per non sacrificare pedine pregiate, sfruttare e capitalizzare i giovani che si sono già messi in evidenza, nonché piazzare gli esuberi, che certamente libererebbero risorse preziose. Le esigenze sono note. Vale a dire un vice-Sommer, con Bento in cima alla lista, ma con un investimento non superiore ai 20 milioni. Una punta in più, per cui spinge Inzaghi, ma è fondamentale sistemare almeno Correa. E, magari, un difensore. La possibile partenza di Dumfries comporterebbe l’arrivo pure di un esterno.

    9:45
    Inter, ora la ricerca di un equilibrio
    Non è logico attendersi smantellamenti o smobilitazioni, ma un’accelerazione sul sentiero della continuità non sembra un’ipotesi tanto fantasiosa. (APPROFONDISCI)

    9:25
    Inter, Oaktree e i 30 giorni di un insediamento quasi annunciato
    Il passaggio di proprietà non sarà immediato. Tra il momento dell’escussione del club da parte del fondo californiano e l’insediamento come nuova proprietà dell’Inter dovrebbero passare quattro settimane dopo i passaggi tecnici dell’Assemblea dei Soci e del nuovo Consiglio di Amministrazione.

    9:05
    Inter, la strategia di Oaktree
    Quali saranno le prime mosse del fondo americano? Innanzitutto non è automatico che Oaktree si adoperi per una cessione immediata dell’Inter. I tempi potrebbero allungarsi, magari anche per consolidare e aumentare il valore del club prima di metterlo definitivamente sul mercato. C’è anche un’altra ipotesi da non escludere: approfittando di una società che dovrebbe arrivare al pareggio di bilancio al 30 giugno 2025, potrebbe essere più semplice trovare un partner, un socio di minoranza, con cui condividere la gestione. In vista sempre di una cessione definitiva.

    8:50
    Inter, deleghe a Marotta
    Il primo importante passaggio riguarderà il Consiglio di Amministrazione nerazzurro che verrà inevitabilmente azzerato e porterà all’elezione del nuovo Board e del nuovo presidente. Tutte le deleghe verranno assegnate a Marotta che viene considerato l’uomo forte del club anche dalla stessa Oaktree.

    8:35
    Inter, il ruolo chiave del management 
    Tra le varie incognite che porta con sé il passaggio di proprietà, non dovrebbe rientrare il ruolo dell’attuale management nerazzurro (con l’ad Marotta in testa), che continuerà ad essere centrale nell’Inter. Nell’esperienza con il Caen (club francese di Ligue 2), infatti, i proprietari di Oaktree hanno delegato la gestione sportiva, dedicandosi esclusivamente a risanare i conti del club.

    8:15
    Inter, il comunicato di Oaktree è atteso per oggi
    I giochi sono ormai fatti e da mezzanotte l’Inter è passata dalla proprietà cinese di Suning a quella californiana di Oaktree. Cresce l’attesa per il comunicato.

    7:50
    Oaktree è già nell’Inter: ecco perché
    Il fondo statunitense è presente nei gangli societari nerazzurri già da tre anni. Era il 2021 quando, al momento della firma del prestito, Oaktree aveva inserit, a titolo di controllo, due suoi uomini nel Consiglio di Amministrazione nerazzurro: si tratta di Amedeo Carassai e Carlo Marchetti.

    7:35
    Zhang, 2884 giorni di Inter tra gioie e dolori
    Presidente da ottobre 2018, sette trofei messi in bacheca, primo cinese a far parte dell’Eca. Manca dall’Italia da luglio 2023. (LEGGI TUTTO)

    7:25
    Inter a Oaktree, Serie A sempre più a ‘stelle e strisce’
    Con il passaggio dell’Inter nelle mani del fondo Oaktree che ha sede a Los Angeles, si allarga il numero di squadre a proprietà americana. Oaktree sarà infatti il settimo club a trazione statunitense e si andrà ad aggiungere ad Atalanta, Fiorentina, Genoa, Milan, Roma e il neopromosso Parma.

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