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    I meriti del Pisa e i limiti della Strega: il calcio presenta il conto

    DUELLO PER LA FINALE – Forse era scritto. Ma anche no. Il Pisa approda con merito in finale per qualità proprie evidenti e per l’incapacità del Benevento di fare la stessa cosa. Alla fine risulta striminzita la vittoria dell’andata che non è bastata a garantire di giocarsi l’ultimo posto per la promozione dopo un campionato indecifrabile e incerto non solo per la compagine sannita che, tuttavia, in quelle sue indecisioni irrisolte è restata fatalmente impigliata. La Strega non ha mai sfruttato a pieno le proprie potenzialità che avevano fatto parlare di una corazzata destinata a tornare subito in A. Le 4 sconfitte nelle ultime 5 giornate della stagione regolare hanno amplificato questo limite, oscurando anche il tanto di buono fatto da Caserta. Spiegare l’incapacità a completarsi di una squadra oggettivamente forte, troppo forte, è il primo passo per ripartire. Perché se vincere non è mai scontato e non è semplice per nessuno, nemmeno se hai calciatori che sono un lusso in B per qualsiasi altra società, è anche vero che perdere così è amarissimo. Bisognava provarci con più convinzione e maggiori energie che a un certo punto sono sembrate evaporare, vedendo una Strega condizionata da un approccio timido, timoroso, a una gara difficile da giocare e mentalmente complicata a prescindere.
    I MERITI DEL PISA – Onore al merito, però. Che nel caso del Pisa non è circoscrivibile solo alla doppia sfida di questa semifinale, due gare terminate con l’identico risultato. Toscani premiati dal miglior finale di stagione e da quel 3º posto in campionato contro il 7º dei giallorossi. Ma se Luca D’Angelo è stato per ben 26 giornate virtualmente promosso, tra le prime due in vetta per 2.493 minuti (nessuno ha fatto meglio) e capolista solitario per 14 turni, 1305 minuti totali, qualcosa pure significherà. I frutti di questo lavoro – che parte dalla promozione di tre anni fa e affinato con tre ottimi campionati, sono emersi puntuali anche ieri all’Arena Garibaldi, tornata a popolarsi come nei giorni migliori. Intensità, organizzazione, dinamismo sono state le armi letali della squadra nerazzurra patite da Letizia e compagni come altre grandi nella stagione regolare. Pisa spera così di tornare in A dopo oltre 30 anni. Meritatamente. STROPPA O CORINI? – Ora sulla sua strada ci sarà una tra Monza e Brescia che questa sera incroceranno i propri destini dopo il blitz di Stroppa all’andata. Corini prova a cambiare l’inerzia di una contesa che nessuno può permettersi di considerare già risolta. I brianzoli perché dovranno dimostrare a Berlusconi che la A non è di nuovo una chimera. I bresciani per dare forza alla scelta di Cellino di cambiare Inzaghi sul viale del traguardo. Un colpo di teatro o una fatalità? La risposta all’U-Power Stadium. Intanto il Pisa studia l’avversario: la lotta promozione è appena iniziata! LEGGI TUTTO

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    Benali ribalta il Benevento: il Pisa va in finale playoff

    PISA – Continua la rincorsa alla Serie A per il Pisa di Luca D’Angelo, che con una rete di Benali stende il Benevento all’Arena Garibaldi e stacca il pass per la finale dei playoff di Serie B (dove incontrerà una tra Monza e Brescia). Si ferma invece in semifinale il cammino dei campani di Fabio Caserta, che si erano presentati in Toscana forti dell’1-0 ottenuto all’andata: lo stesso risultato è infatti bastato ai nerazzurri, grazie al miglior piazzamento (terzo posto) conquistato nella regular-season.
    Pisa-Benevento 1-0: statistiche e tabellino
    Le ‘mosse’ degli allenatori
    Tra i padroni di casa inizio in panchina per Lucca e Sibilli: sono Puscas e Torregrossa gli attaccanti titolari supportati da Benali nel 4-3-1-2 di D’Angelo, con Nagy in cabina di regia spalleggiato da Marin e Mastinu mentre in difesa (davanti a Nicolas) sono Birindelli e Beruatto i terzini schierati ai lati di Leverbe e Hermannsson. Sull’altro fronte 4-3-3 per le ‘Streghe’ di Caserta che sceglie Tello e Improta per affiancare l’ormai inamovibile Lapadula (con Forte ‘in naftalina’ tra le riserve insieme a Roberto Insigne), mentre l’ex torinista Glik guida ancora la difesa in tandem con Barba davanti a Paleari. Ai lati della retroguardia tocca invece a capitan Letizia e a Masciangela, con Calò a guidare le operazioni nella mediana completata da Ionita e Acampora.
    Benali infiamma l’Arena
    Dopo il ko dell’andata il Pisa è costretto ad attaccare e inizia il match con un piglio arrembante, che viene premiato già all’11’: Puscas affonda a destra (precisa la verticalizzazione di Birindelli) e vede l’inserimento in area di Benali, che sul cross basso del compagno non sbaglia e a due passi dalla porta appoggia in rete il pallone, infiammando l’Arena Garibaldi. Il Benevento accusa il colpo e poco dopo ancora Puscas sfiora il palo e il colpo del ko dalla distanza (13′), mentre i tifosi pisani si disperano al 20′ quando l’attaccante (in posizione di fuorigioco) interviene ingenuamente su una conclusione di Hermannsson (il pallone era già diretto in rete) costringendo l’arbitro ad annullare il gol dopo il check del Var. Vicino al raddoppio va poi Mastinu dalla distanza (23′) mentre Lapadula prova ad accendere gli ospiti alla mezz’ora: da rigore sarebbe il fallo di Leverbe, ma il nazionale peruviano era scattato in fuorigioco e si riparte dunque con un calcio da fermo in favore dei toscani. Il primo tempo si chiude con una punizione per gli ospiti calciata sulla barriera da Calò (alto il tap-in di Acampora) e si va al riposo con il Pisa avanti 1-0.
    Le ‘Streghe’ non pungono
    Dagli spogliatoi rientrano gli stessi ventidue ma dopo pochi minuti arriva la prima mossa di Caserta: dentro Roberto Insigne al posto di Ionita (51′) ed è proprio il nuovo entrato a innescare Tello, che prova a servire Improta e trova invece la deviazione di Hermannsson che rischia così l’autogol, con la palla che per sua fortuna sfila invece sul fondo (54′). D’Angelo decide allora di cambiare qualcosa in attacco e richiama in panchina Torregrossa e Benali per gettare nella mischia Lucca e Sibilli (64′), mentre nel Benevento arriva anche il turno di Elia, Moncini e Viviani (fuori Masciangelo, Improta e Acampora al 69′). Gli ospiti provano ad andare in forcing ma il Pisa regge l’urto cercando di sfruttare le ripartenze e sono vane, prima in un’area e poi nell’altra, le proteste di Lapadula e Lucca dopo le rispettive cadute in area. Forte per Calò è l’ultima sostituzione di Caserta mentre D’Angelo chiude la sua ‘girandola’ di cambi con Masucci per Puscas e poi con De Vitis per Marin. Al Benevento serve un gol che è invece il Pisa a sfiorare nel terzo dei cinque minuti di recupero, quando Paleari nega con una grande parata il raddoppio a Sibilli e rimanda di poco la sentenza: il Pisa batte 1-0 il Benevento e stacca il pass per la finale playoff in cui sfiderà una tra Monza e Brescia. LEGGI TUTTO

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    Benali stende il Benevento: il Pisa si prende la finale playoff

    PISA – Una rete di Benali stende il Benevento e spalanca al Pisa le porte della finale playoff di Serie B, dove i toscani di Luca D’Angelo sfideranno una tra Monza e Brescia. Sfuma così in semifinale il sogno di tornare in Serie A per i campani di Fabio Caserta, che si erano presentati all’Arena Garibaldi forti dell’1-0 ottenuto all’andata: lo stesso risultato è infatti bastato ai nerazzurri, grazie al miglior piazzamento (terzo posto) ottenuto in regular-season.
    Pisa-Benevento 1-0: statistiche e tabellino
    Le scelte dei tecnici
    Tra i padroni di casa inizio in panchina per Lucca e Sibilli: sono Puscas e Torregrossa gli attaccanti titolari supportati da Benali nel 4-3-1-2 di D’Angelo, con Nagy in cabina di regia spalleggiato da Marin e Mastinu mentre in difesa (davanti a Nicolas) sono Birindelli e Beruatto i terzini schierati ai lati di Leverbe e Hermannsson. Sull’altro fronte 4-3-3 per le ‘Streghe’ di Caserta che sceglie Tello e Improta per affiancare l’ormai inamovibile Lapadula (con Forte ‘in naftalina’ tra le riserve insieme a Roberto Insigne), mentre l’ex torinista Glik guida ancora la difesa in tandem con Barba davanti a Paleari. Ai lati della retroguardia tocca invece a capitan Letizia e a Masciangela, con Calò a guidare le operazioni nella mediana completata da Ionita e Acampora.
    Lampo Benali
    Dopo il ko dell’andata il Pisa è costretto ad attaccare e inizia il match con un piglio arrembante, che viene premiato già all’11’: Puscas affonda a destra (precisa la verticalizzazione di Birindelli) e vede l’inserimento in area di Benali, che sul cross basso del compagno non sbaglia e a due passi dalla porta appoggia in rete il pallone, infiammando l’Arena Garibaldi. Il Benevento accusa il colpo e poco dopo ancora Puscas sfiora il palo e il colpo del ko dalla distanza (13′), mentre i tifosi pisani si disperano al 20′ quando l’attaccante (in posizione di fuorigioco) interviene ingenuamente su una conclusione di Hermannsson (il pallone era già diretto in rete) costringendo l’arbitro ad annullare il gol dopo il check del Var. Vicino al raddoppio va poi Mastinu dalla distanza (23′) mentre Lapadula prova ad accendere gli ospiti alla mezz’ora: da rigore sarebbe il fallo di Leverbe, ma il nazionale peruviano era scattato in fuorigioco e si riparte dunque con un calcio da fermo in favore dei toscani. Il primo tempo si chiude con una punizione per gli ospiti calciata sulla barriera da Calò (alto il tap-in di Acampora) e si va al riposo con il Pisa avanti 1-0.
    ‘Streghe’ senza artigli
    Dagli spogliatoi rientrano gli stessi ventidue ma dopo pochi minuti arriva la prima mossa di Caserta: dentro Roberto Insigne al posto di Ionita (51′) ed è proprio il nuovo entrato a innescare Tello, che prova a servire Improta e trova invece la deviazione di Hermannsson che rischia così l’autogol, con la palla che per sua fortuna sfila invece sul fondo (54′). D’Angelo decide allora di cambiare qualcosa in attacco e richiama in panchina Torregrossa e Benali per gettare nella mischia Lucca e Sibilli (64′), mentre nel Benevento arriva anche il turno di Elia, Moncini e Viviani (fuori Masciangelo, Improta e Acampora al 69′). Gli ospiti provano ad andare in forcing ma il Pisa regge l’urto cercando di sfruttare le ripartenze e sono vane, prima in un’area e poi nell’altra, le proteste di Lapadula e Lucca dopo le rispettive cadute in area. Forte per Calò è l’ultima sostituzione di Caserta mentre D’Angelo chiude la sua ‘girandola’ di cambi con Masucci per Puscas e poi con De Vitis per Marin. Al Benevento serve un gol che è invece il Pisa a sfiorare nel terzo dei cinque minuti di recupero, quando Paleari nega con una grande parata il raddoppio a Sibilli e rimanda di poco la sentenza: il Pisa batte 1-0 il Benevento e stacca il pass per la finale playoff in cui sfiderà una tra Monza e Brescia. LEGGI TUTTO

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    Monza-Brescia, il pronostico del match

    l nome della seconda finalista dei playoff di Serie B uscirà dal confronto tra Monza e Brescia. Due squadre protagoniste di un bel primo round al Rigamonti con Moreo che ha inizialmente illuso le Rondinelle, freddate poi dalla doppietta del danese Gytkjaer (il secondo gol su calcio di rigore).
    Fai ora i tuoi pronostici!
    Il Monza può andare a segno, scopri il pronostico
    Il 2-1 finale consegna alla squadra di Stroppa un vantaggio non indifferente. I brianzoli infatti possono addirittura permettersi il lusso di perdere con un gol di scarto per andare a giocarsi la promozione in Serie A.Da segnalare che il Monza ha chiuso la stagione regolare col titolo di “seconda squadra della B” per numero di punti ottenuti in casa. In trasferta, invece, solo l’Ascoli ha fatto meglio di Moreo e compagni, che però nel 2022 hanno festeggiato i tre punti fuori casa soltanto contro Reggina e Crotone (retrocesso in Serie C).Quello del Rigamonti è stato il terzo confronto stagionale tra le due squadre, finora il Brescia non ha ancora mai vinto: due successi dei brianzoli con in mezzo il pareggio per 1-1 di metà aprile. Curiosità, tutti e tre gli incontri hanno regalato il Multigol 2-3. Sarà ancora così? Il match può essere anche l’occasione per sperimentare tipologie di giocata diverse da quelle più standard. Una di queste la si può rintracciare all’interno delle “Combo”, ad esempio quelle che legano in un’unica opzione il numero di gol segnati dalla squadra di casa e quelli realizzati dagli ospiti. Nel caso di Monza-Brescia occhio a “Over 0,5 Casa più Under 1,5 Ospite”. Ovvero, almeno un gol del Monza e massimo uno da parte dei ragazzi allenati da Eugenio Corini. LEGGI TUTTO

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    Quote Monza-Brescia, scommesse, pronostico e statistiche

    l nome della seconda finalista dei playoff di Serie B uscirà dal confronto tra Monza e Brescia. Due squadre protagoniste di un bel primo round al Rigamonti con Moreo che ha inizialmente illuso le Rondinelle, freddate poi dalla doppietta del danese Gytkjaer (il secondo gol su calcio di rigore).
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    Il Monza può andare a segno, scopri il pronostico
    Il 2-1 finale consegna alla squadra di Stroppa un vantaggio non indifferente. I brianzoli infatti possono addirittura permettersi il lusso di perdere con un gol di scarto per andare a giocarsi la promozione in Serie A.Da segnalare che il Monza ha chiuso la stagione regolare col titolo di “seconda squadra della B” per numero di punti ottenuti in casa. In trasferta, invece, solo l’Ascoli ha fatto meglio di Moreo e compagni, che però nel 2022 hanno festeggiato i tre punti fuori casa soltanto contro Reggina e Crotone (retrocesso in Serie C).Quello del Rigamonti è stato il terzo confronto stagionale tra le due squadre, finora il Brescia non ha ancora mai vinto: due successi dei brianzoli con in mezzo il pareggio per 1-1 di metà aprile. Curiosità, tutti e tre gli incontri hanno regalato il Multigol 2-3. Sarà ancora così? Il match può essere anche l’occasione per sperimentare tipologie di giocata diverse da quelle più standard. Una di queste la si può rintracciare all’interno delle “Combo”, ad esempio quelle che legano in un’unica opzione il numero di gol segnati dalla squadra di casa e quelli realizzati dagli ospiti. Nel caso di Monza-Brescia occhio a “Over 0,5 Casa più Under 1,5 Ospite”. Ovvero, almeno un gol del Monza e massimo uno da parte dei ragazzi allenati da Eugenio Corini. LEGGI TUTTO

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    Cremonese, si dividono le strade con Pecchia

    CREMONA- Fabio Pecchia non è più l’allenatore della Cremonese. A comunicarlo è stato il club lombardo sul proprio sito ufficiale, riportando la toccante lettera che il tecnico ha scritto. “C’è un momento, nella vita di ognuno di noi, dove si rende necessario ascoltare se stessi a fondo e scegliere: facendolo anche quando la decisione presa, comunque difficile, può apparire inaspettata. Ho deciso di lasciare la Cremonese e lo faccio con serenità e gratitudine”, ha scritto Pecchia. “Ringrazio innanzitutto il cavalier Giovanni Arvedi, che ha compreso a fondo il mio stato d’animo accogliendo, seppure a malincuore, la mia personale volontà di chiudere questa straordinaria esperienza professionale culminata con il raggiungimento della Serie A”. Non mancano i ricordi più belli: “Vorrei condividere con voi le immagini impresse nella mia mente che scorrono come in un film iniziato a Pescara il 17 gennaio 2020 e finito a Como il 6 maggio 2022. Sono stati mesi intensi, faticosi, con sentimenti forti e diversi; abbiamo corso e rincorso con determinazione e perseveranza, passando dalla tensione per la lotta salvezza alla gioia per la promozione diretta in serie A. Una promozione sognata, costruita con lungimiranza dalla società e conquistata con merito da una squadra in cui il mix giovani-esperti è stato attuato con estrema convinzione e mentalità vincente. Proprio la forza di un sogno calcistico realizzato, l’intensità di una stagione e mezza esaltante e la consapevolezza di aver messo in campo tutto quanto avevo e anche di più, mi spingono a prendere la decisione di lasciare la panchina della Cremo, dando spazio a energie nuove. Lascio con il cuore colmo di gioia e orgoglio per il percorso straordinario appena concluso, per l’evoluzione costante dei miei giocatori e per aver raggiunto un obiettivo atteso da 26 anni, scrivendo una pagina fondamentale della storia della Cremo”. Poi ha concluso: “Ringrazio ancora il Cavalier Arvedi, artefice indiscusso di questi successi, i dirigenti, i dipendenti dell’US Cremonese, il mio staff, la squadra che mi ha seguito dal primo all’ultimo allenamento e tutto il popolo grigiorosso a cui unisco gli amici e i tanti “nuovi” tifosi che si sono appassionati alla Cremo e la stampa che ha dato risonanza al nostro lavoro. Confido nel fatto che possiate comprendere e rispettare questa mia decisione. Auguro alla società, alla squadra e al popolo grigiorosso di ottenere i successi calcistici che meritano e saluto tutti con grande rispetto e affetto, consapevole che un semplice grazie non riesce ad esprimere tutta la mia gratitudine.Sarete sempre tra i miei ricordi più belli. Forza Cremo!”  LEGGI TUTTO

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    Ufficiale, Pecchia lascia la Cremonese

    CREMONA- Fabio Pecchia dice addio alla Cremonese. A comunicarlo è stato il club lombardo sul proprio sito ufficiale, riportando la toccante lettera che il tecnico ha scritto. “C’è un momento, nella vita di ognuno di noi, dove si rende necessario ascoltare se stessi a fondo e scegliere: facendolo anche quando la decisione presa, comunque difficile, può apparire inaspettata. Ho deciso di lasciare la Cremonese e lo faccio con serenità e gratitudine”, ha scritto Pecchia. “Ringrazio innanzitutto il cavalier Giovanni Arvedi, che ha compreso a fondo il mio stato d’animo accogliendo, seppure a malincuore, la mia personale volontà di chiudere questa straordinaria esperienza professionale culminata con il raggiungimento della Serie A”. Non mancano i ricordi più belli: “Vorrei condividere con voi le immagini impresse nella mia mente che scorrono come in un film iniziato a Pescara il 17 gennaio 2020 e finito a Como il 6 maggio 2022. Sono stati mesi intensi, faticosi, con sentimenti forti e diversi; abbiamo corso e rincorso con determinazione e perseveranza, passando dalla tensione per la lotta salvezza alla gioia per la promozione diretta in serie A. Una promozione sognata, costruita con lungimiranza dalla società e conquistata con merito da una squadra in cui il mix giovani-esperti è stato attuato con estrema convinzione e mentalità vincente. Proprio la forza di un sogno calcistico realizzato, l’intensità di una stagione e mezza esaltante e la consapevolezza di aver messo in campo tutto quanto avevo e anche di più, mi spingono a prendere la decisione di lasciare la panchina della Cremo, dando spazio a energie nuove. Lascio con il cuore colmo di gioia e orgoglio per il percorso straordinario appena concluso, per l’evoluzione costante dei miei giocatori e per aver raggiunto un obiettivo atteso da 26 anni, scrivendo una pagina fondamentale della storia della Cremo”. Poi ha concluso: “Ringrazio ancora il Cavalier Arvedi, artefice indiscusso di questi successi, i dirigenti, i dipendenti dell’US Cremonese, il mio staff, la squadra che mi ha seguito dal primo all’ultimo allenamento e tutto il popolo grigiorosso a cui unisco gli amici e i tanti “nuovi” tifosi che si sono appassionati alla Cremo e la stampa che ha dato risonanza al nostro lavoro. Confido nel fatto che possiate comprendere e rispettare questa mia decisione. Auguro alla società, alla squadra e al popolo grigiorosso di ottenere i successi calcistici che meritano e saluto tutti con grande rispetto e affetto, consapevole che un semplice grazie non riesce ad esprimere tutta la mia gratitudine.Sarete sempre tra i miei ricordi più belli. Forza Cremo!”  LEGGI TUTTO

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    Larrivey trascina il Cosenza alla salvezza e condanna il Vicenza alla C

    COSENZA – Il Cosenza è salvo, mentre il Vicenza torna in C dopo due anni di cadetteria: è questo il verdetto del playout salvezza di serie B. La squadra di Bisoli risponde al successo nella gara d’andata dei biancorossi e mantiene la categoria confermando il miglior piazzamento in classifica della stagione regolare. Dopo il ko per 1-0 del Menti, i rossoblù calabresi vincono 2-0 grazie alla doppietta di Larrivey, che al 46′ conferma in rete una respinta del portiere sul colpo di testa di Zilli e al 66′ raddoppia su calcio di rigore: il San Vito-Marulla può festeggiare, coi calabresi che si confermano per il quinto anno consecutivo ai nastri di partenza del prossimo campionato cadetto. 
    Cosenza-Vicenza 2-0, tabellino e statistiche
    Serie B, il calendario dei playoff
    Vicenza più vivo, Cosenza contratto
    E’ la coppia Larrivey-Caso a guidare l’attacco dei rossoblù, mentre la squadra di Baldini si affida all’unica punta Diaw sostenuto da Ranocchia e Dalmonte. Di fronte ad un “San Vito-Marulla” stracolmo è il Vicenza a cercare con maggior insistenza il gol nei primi minuti: al 9′ è infatti Ranocchia ad impegnare dal limite Matosevic, mentre al 24′ Diaw non arriva per un soffio su un cross tagliato dalla destra di Dalmonte. E’ ancora l’ex Cittadella e Monza a rendersi pericoloso poco dopo quando, dopo una respinta da “brivido” di Camporese su un cross tagliato ancora di Dalmonte, Lukaku lo pesca in area con un cross dalla sinistra ma il suo colpo di testa viene bloccato dal portiere. Il Cosenza fatica a trovare gli spunti degli attaccanti, ben imbrigliati dal trio Brosco-De Maio-Bruscagin, e nel finale del primo tempo reclama un rigore per una caduta in area di Florenzi: l’arbitro però è vicino e fa continuare. 
    Larrivey manda in delirio il Marulla: il Cosenza è salvo
    Bisoli vuole dare maggiore sostanza al reparto offensivo e al rientro in campo nel secondo tempo mette in campo Zilli (autore del gol contro il Cittadella che ha concesso ai calabresi di disputare il playout) al posto di Carraro: calabresi in campo col tridente. Dopo 20”, Zilli diventa subito protagonista: è infatti una respinta del portiere sul suo colpo di testa ad essere ribadita in reta da Larrivey, che fa esplodere il Marulla col suo 7° gol stagionale e porta il Cosenza in vantaggio. Risponde subito il Vicenza, con Maggio che tira al volo su una respinta di pugno di Matosevic ma manda a lato. Al 54′ Caso si porta a tu per tu col portiere dopo una splendida azione personale sulla sinistra, ma il suo tiro viene deviato in angolo da Contini. Baldini prova a scuotere i suoi, inserendo Meggiorini e Da Cruz al posto di Cavion e Bruscagin, ma è ancora l’attaccante numero 10 dei rossoblù ad impegnare ancora Contini, stavolta con un tiro dal limite. Al 65′ i calabresi raddoppiano: su un calcio di punizione di Liotti Brosco interviene di mano per anticipare il colpo di testa dell’avversario. Massa fischia il rigore: freddo ancora Larrivey a spiazzare il portiere e firmare il 2-0. Meggiorini e compagni non si rendono mai effettivamente pericolosi nel cercare il pari, se non con un sinistro di Giacomelli al 93′: il Cosenza è salvo, Vicenza in C.  LEGGI TUTTO