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Robinho non parte per Roma: problemi con giustizia

L’Istanbul Basaksehir è pronto a misurarsi per la prima volta nei gironi di Europa League, ma dovrà farlo senza il suo giocatore più noto. Domani all’Olimpico contro la Roma non ci sarà infatti Robinho, oggi 35 anni e dallo scorso gennaio con i vicecampioni di Turchia: nessun infortunio o scelta tecnica da parte dell’allenatore (con un passato da centrocampista dell’Inter) Okan Buruk. Secondo quanto riportato da AS, l’ex Milan e Real Madrid si è anzi allenato regolarmente per tutta la settimana giocando 45 minuti lo scorso sabato contro il Sivasspor, la sua ultima ex squadra. La scelta invece sarebbe stata proprio di Robinho, di comune accordo con il club, per evitare problemi con la giustizia italiana: sul brasiliano pesa una condanna a nove anni di carcere per violenza sessuale. Robinho aveva fatto ricorso contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Milano, che risale al 2017 e non è ancora definitiva. Dunque non c’è ancora nulla che impedisca al calciatore di tornare in territorio italiano. Ma la linea comune dettata in casa Basaksehir è quella della prudenza.

L’aggressione del 2013 a Milano

I guai di Robinho erano cominciati quando vestiva ancora la maglia del Milan. Secondo le indagini, la notte del 22 gennaio 2013 l’attaccante e altre cinque persone avevano aggredito una ragazza all’uscita di una discoteca di Milano per poi consumare la violenza sessuale ai suoi danni. Un episodio che Robinho ha sempre negato. Ma la carriera del brasiliano in Serie A sarebbe comunque finita presto: un’altra stagione al Milan, il ritorno al Santos nel 2014 e poi un lungo peregrinare tra Cina, Brasile e infine Turchia. L’Italia dovrà ancora aspettare.


Fonte: http://sport.sky.it/rss/sport_calcio_europa-league.xml


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