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Bonucci: “Juve, l'anno buono per la Champions? Sono positivo”

Lione sorride a Leonardo Bonucci, che domani guiderà la difesa della Juventus: in questa città ha vinto sia con la maglia bianconera, sia con la Nazionale, nel vecchio e nel nuovo stadio. «E’ il posto giusto per dimostrare ancora una volta che quando arriva il momento che conta la Juve c’è». All’appuntamento con gli ottavi di Champions la squadra ci arriva «carica, determinata e con entusiasmo ritrovato dopo le due vittorie», assicura il capitano. «Abbiamo superato il turno in Champions con due partite d’anticipo, cosa che non era mai successo. Siamo primi in classifica in campionato e abbiamo pareggiato la semifinale d’andata di Coppa Italia. Sono risultati importanti, non so che cosa ci si aspettasse al di fuori dalla Juve, ma di più era difficile. Le nostre posizioni rispecchiano quelli che son i doveri della Juve».

Il ritorno di Chiellini

«Ritrovare Giorgio è importante per me, l’allenatore e tutto il mondo Juve. Giorgio è simbolo di carisma, leadership. Per me è sempre stato un onore e un piacere giocare con lui, da lui ho imparato tantissimo e sarà così per tanto tempo ancora. Spero di continuare a vincere con lui».

Sensazioni della vigilia

«Capire se la squadra è pronta è una questione di sensazioni che vivi negli allenamenti. Sono energie che percepisci all’intento dello spogliatoi: l’anno scorso nell’andata dell’ottavo di Champions ci hanno punito i dettagli. Eravamo una squadra meno esperta rispetto a oggi, da quell’esperienza siamo maturati. Quest’anno abbiamo un modo nuovo di intepretare le partite, quando vedi che nelle partite vengono fatte le cose che si provano durante gli allenamenti tutto diventa più semplice».

L’anno buono

«L’anno in cui ho pensato di più che fosse quello buono è stato quando siamo usciti col Bayern Monaco. Avevamo fatto una rimonta incredibile in campionato e avevamo ribaltato il doppio vantaggio a Monaco di Baviera. Oggi sono positivo come tutta la squadra, c’è entusiasmo e siamo pronti per questo rush finale in tutte le competizioni. Anche l’allenamento di oggi mi lascia ben sperare».

Differenze col passato

«Il processo di apprendimento sta andando avanti. Le richieste del tecnico sono all’opposto rispetto a prima. Ora i movimenti di reparto e di squadra sono coordinati. Stiamo migliorando sia nella gestione della palla sia in fase difensiva. Chiaramente per applicare i meccanismi serve allenamento e giocare ogni tre giorni non ci è d’aiuto».

Responsabilità

«Sono abituato a prendermi responsabilità. Non mi è mai pesato e neanche alla squadra è pesato poter pensare e sognare di arrivare al traguardo. Deve essere solo uno stimolo».


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a


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