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    Il Sun: “L'Inter non molla Kanté e sfida il Real Madrid”

    MILANO – N’Golo Kanté, centrocampista francese già allenato da Antonio Conte nell’esperienza sulla panchina del Chelsea, resta sempre uno degli osservati speciali dell’Inter. A riportare la notizia sono gli inglesi del Sun, secondo cui i nerazzurri non avrebbero abbandonato l’idea di arrivare al mediano, nonostante il 29enne sia un titolare inamovibile del centrocampo Blues – con Lampard che lo ha schierato sempre dal primo minuto, sia in Premier che in Champions -. Tuttavia Conte crede che sia proprio il centrocampista ex Leicester il calciatore in grado di far compiere il definitivo salto di qualità ai nerazzurri, ma oltre alle resistenze del Chelsea che non vuole privarsene dovrà fare i conti anche con il forte interesse del Real Madrid. LEGGI TUTTO

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    Lecce, infortunio per Mancosu

    LECCE – Neanche il tempo di gioire per la fantastica vittoria in casa della Virtus Entella che per il Lecce è subito tempo di fare i conti con un infortunio. La radiografia a cui si è sottoposto il capitano Marco Mancosu – a segno ieri nel 5-1 – ha evidenziato la frattura del quarto metacarpo della mano destra. Lo ha comunicato lo stesso club salentino, che però non ha ancora reso noti i possibili tempi di recupero. LEGGI TUTTO

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    Lazio, rinviata l’audizione del dottor Pulcini in Procura Federale

    ROMA – Appuntamento rinviato: niente audizione per il dottor Ivo Pulcini in Procura Federale. Il direttore sanitario della Lazio era atteso in mattinata in Procura Federale per essere ascoltato sul caos tamponi. Audizione rinviata a data da destinarsi. Potrebbe essere di nuovo in programma tra giovedì e venerdì. Lo slittamento lo ha chiesto ed ottenuto l’avvocato del club, Gian Michele Gentile, perché impossibilitato ad accompagnare il proprio assistito. La questione in casa Lazio è scoppiata dopo le difformità dei tamponi eseguiti dalla Synlab per la Champions League rispetto a quelli per il campionato con il Torino. I test dubbi sono quelli di Immobile, Leiva e Strakosha. I tre giocatori sono stati poi bloccati e metti in isolamento sabato scorso dalla Asl Roma 1 perché positivi ai controlli fatti al Campus Biomedico di Roma. LEGGI TUTTO

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    Tamponi Lazio, Calcagno avverte: “Possibili conseguenze, anche gravi”

    TORINO – Anche il presidente dell’Aic, Umberto Calcagno, è intervenuto a ‘Radio anch’io sport’ per parlare della vicenda che ha coinvolto alcuni giocatori della Lazio, il cui esito dei tamponi nelle ultime settimane si è rivelato piuttosto incerto: “La procura federale e quella della Repubblica di Avellino sono al lavoro. Tutto il grande lavoro fatto da tutte le componenti federali per la ripresa (del campionato, ndr) si fondava su regole ben precise e protocolli che vanno rispettati. Le cose che emergono potrebbero avere conseguenze molto gravi, non solo sulla salute, ma anche sulla regolarità delle competizioni per il principio di parità competitiva. Ovviamente mi auguro che tutta possa essere risolto”. 

    Calcagno, programma Aic
    In vista delle prossime elezioni per la presidenza dell’Aic, che Calcagno che si contende con Dossena, il candidato ha parlato anche del suo programma: “Vogliamo essere più propositivi nel rapporto con le altre componenti federali per ottenere un coinvolgimento dell’Aic diverso rispetto al passato. Sono pronto a mettere a disposizione l’esperienza maturata come vice di Tommasi nell’ultimo decennio”. Poi sul mondo dilettantistico: “Nella piramide del movimento ha una priorità. Con il fondo salva-calcio abbiamo messo in sicurezza giocatori ed allenatori con reddito inferiore a 50mila euro. Inoltre abbiamo chiuso un protocollo che farà ricevere a tutti un’altra mensilità, oltre quella di febbraio”.  LEGGI TUTTO

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    Juve, ecco cosa Dybala può chiedere a Del Piero (facendogli gli auguri)

    Care amiche e cari amici di Tuttosport,
    visto che Paulo Dybala gli manderà certamente un messaggio di auguri per il suo compleanno, potrebbe anche chiedere ad Alessandro Del Piero come si fa. Da numero 10 a numero 10, da tenutario della maglia più importante e prestigiosa della Juventus a chi l’ha gloriosamente vestita prima di lui. Ed è passato per periodi duri, durissimi e per certi versi molto simili a quello che sta vivendo Paulo in questo momento. «Ciao Alex, auguri! Ma come si fa in questi casi?».
    Passo indietro. Molto indietro. Siamo nell’autunno del 1999, più precisamente il 14 ottobre. Tuttosport titola: «Del Piero, un caso!». Lo stesso titolo della prima pagina di oggi, ventuno anni dopo e Dybala come protagonista. All’epoca, Del Piero stava lottando con i postumi del suo grave infortunio del novembre 1998 (rottura dei legamenti del ginocchio): era tornato in agosto, ma dopo i primi incoraggianti segnali, si era impantanato. Fisicamente era a posto: reggeva i novanta minuti, non aveva problemi muscolari, si allenava con regolarità. Ma aveva perso la magia dei suoi tocchi, l’esplosività di certi scatti, l’agilità di certi dribbling: sembrava quasi essere diventato un giocatore normale. Intanto il suo umore stava attorcigliandosi in una spirale negativa di dubbi, insicurezza e rabbia per le critiche (alcune sicuramente feroci, altre fors’anche ingiuste). Al suo fianco c’era Carlo Ancelotti, ostinato fino alla cocciutaggine nel confermarlo fra i titolari, convinto che il recupero del campione doveva passare per forza dal campo e incurante di beccarsi, pure lui, le critiche di chi riteneva controproducente questa cieca perseveranza.

    Non era stata una cosa breve, perché a quel 14 ottobre erano seguite altre partite opache, prestazioni mediocri, mesi non all’altezza dello standard che Del Piero aveva fissato nella testa di chiunque l’avesse visto giocare prima dell’infortunio. La stagione si era conclusa con 34 presenze in campionato, 9 gol gol di cui solo uno su azione, gli altri tutti su rigore. E il campionato si era concluso nella palude di Perugia, sulla quale l’ineffabile Collina volle comunque fare disputare la partita della Juventus, che perse lo scudetto all’ultima giornata. La profonda amarezza di quell’epilogo sembra la chiosa più coerente alla stagione di Del Piero, protagonista, di lì a pochi mesi della finale dell’Europeo 2000 contro la Francia. Finale nella quale sbagliò un gol abbastanza facile che forse avrebbe potuto evitare la clamorosa rimonta della Francia e il golden gol di Trezeguet, curiosamente diventato poi il suo partner preferito. In agosto, a Villar Perosa, l’avvocato Agnelli lo aveva addirittura preso bonariamente in giro, affibbiandogli il soprannome di «Godot», riferendosi al titolo della commedia di Beckett «Aspettando Godot» dove, appunto, tutti aspettano il protagonista.
    Godot, però, era poi arrivato cambiando il finale di Beckett. Nessuno ha mai veramente capito cosa fosse successo a Del Piero. Dove fosse finita la magia in quei mesi, al di là del difficile ritorno da un grave infortunio. E nessuno riuscirà mai a spiegare con esattezza quando e come si è innescato il processo di resurrezione del fenomenale campione bianconero. E’ successo e basta. Già nel corso della stagione successiva, ancora con Ancelotti in panchina, Del Piero si era avvicinato ai suoi standard. Poi con il ritorno di Lippi, Alex si era ripreso tutto: lo scudetto del cinque maggio e il palcoscenico europeo con le meraviglie contro il Real e altre perle europee. Il resto è cronaca, anzi leggenda visto che è il giocatore con più presenze e più gol di 123 anni di storia juventina. Il primo messaggio al collega Dybala potrebbe, dunque, essere: «Tranquillo, dall’inferno si torna». E forse Dybala non è neppure all’inferno. Sembra più che altro in un purgatorio di apatia e malumori.
    L’infortunio dal quale è reduce non è grave come quello di Del Piero. Uno stiramento che non dovrebbe aver intaccato nulla nelle sue potenzialità atletiche. Certo, la forma fisica in questo momento è palesemente in ritardo, ma è recuperabile: Dybala ha davanti a sé due settimane senza partite e con la possibilità di allenarsi con la necessaria continuità. Una buona condizione atletica dispensa sempre le endorfine che possono rimettere in circolo un po’ di buon umore (ne ha bisogno Dybala). Ma dovrà anche lavorare un po’ su se stesso e sulla condizione psicologica: il nervosismo di Crotone, culminato nello scontro con Paratici, e l’apatia agonistica di ieri sono segnali preoccupanti. Certamente non può essere entusiasta di come si stanno evolvendo le cose nella Juventus di questa stagione: Ronaldo lo tiene fuori solo il Covid (e ha già dato), l’altro posto disponibile se l’è preso Morata e, da come ha giocato anche ieri, sembra molto difficile strapparglielo. L’ipotesi tridente non è nei progetti tattici di Pirlo, che oltretutto non ritiene Dybala in grado di svolgere i compiti di Ramsey (almeno questo Dybala, così indietro nella forma). Quindi per la Joya si prospetta il ruolo di vice Ronaldo o vice Morata, comunque vice. Per chi porta il numero dieci sulla schiena ed è sempre il più amato dai tifosi è qualcosa difficile da digerire.
    Ma, a questo punto, Dybala è a un bivio della sua carriera: o risorge come campione, mettendo in crisi le scelte di Pirlo con prestazioni all’altezza, applicazione e determinazione agonistica. O rischia un’involuzione pericolosa per lui e per la Juventus, che su di lui ha investito molto. Del Piero, in quel difficile periodo della sua carriera, aveva riscoperto la voglia di soffrire e allenarsi degli esordi. La storia di Dybala racconta di un adolescente la cui maturazione è stata accelerata proprio dai dolori e dalle difficoltà, con le quali ha costruito il suo carattere e ha cesellato il suo talento. La strada la conosce, deve solo intraprenderla.
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    Verona, Juric: “Scudetto, Milan tra le favorite. La Juve non domina più…”

    MILANO – “Complimenti ai ragazzi, sono andati oltre il limite, è un punto guadagnato. Questi ragazzi stanno facendo cose fantastiche”. Lo ha dichiarato il tecnico del Verona, Ivan Juric, ai microfoni di Sky dopo la gara con il Milan: “Ci sono tanti nuovi, non è facile, ci è mancata anche esperienza negli ultimi 30 minuti. Ma rispetto a 6 mesi fa, quando avevano fatto una gran partita qua, sono migliorati ulteriormente. Credo che abbiamo fatto un buon primo tempo, e anche una buona parte di secondo poi fisicamente non abbiamo retto. Loro lanciavano su Ibra che le prendeva tutte ed è diventata difficile… . Silvestri? Cresce giorno dopo giorno.  Penso che abbiamo un ottimo allenatore dei portieri, che lavora molto bene con lui. Lo Scudetto? MIlan, Inter e Roma, poi vedo il Napoli. Non vedo la Juve così dominante come gli anni passati. Il Milan è fantastico, mi è piaciuto molto: sarà un campionato molto interessante”. LEGGI TUTTO

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    Pioli: “Juve, Inter e Napoli più forti del Milan. Ibra? Non tirerà più rigori”

    MILANO – Stefano Pioli, dopo il 2-2 raggiunto a tempo scaduto dal suo Milan in casa con il Verona, ascolta Ibrahimovic ai microfoni di Sky Sport e commenta divertito: “Ha detto che è colpa mia se era stanco? L’ha detto a voi…”. Poi, sul match del Meazza, aggiunge: “Ibra ha ragione, per tutto l’anno sarà così. Giocheremo contro squadre che hanno avuto una settimana per preparare il match mentre noi arriveremo con solo una rifinitura. Ma ci teniamo a far bene in Europa e cercheremo di andare il più avanti possibile. Cosa mi ha detto Ibra? Che era dispiaciuto perché potevamo vincere malgrado il doppio svantaggio, che i prossimi rigori li tirerà Kessié e che ha bisogno di riposare. Ci dispiace non essere riusciti a vincere, iniziano ad essere pesanti le disattenzioni su palle inattive, tra oggi e Roma ne abbiamo presi 5: ci vuole più organizzazione e dovremo lavorare. Per il resto ho poco da rimproverare, abbiamo calciato in porta credo 25 volte. Dobbiamo continuare a crescere”.
    Milan-Verona 2-2, la cronaca
    Tabellino e statistiche
    Pioli: “Juve, Inter e Napoli più forti del Milan”
    “Analogie col Lilla? No, perché loro ci avevano lasciato giocare, il Verona invece non ci faceva palleggiare. Volevamo vincere i duelli individuali in avanti, ma non siamo riusciti a segnare più gol, anche grazie al loro portiere. Spesso, se non si vince, dipende dalla bravura degli avversari. Zaccagni ad esempio sta facendo un grande campionato e in un’azione ha messo in difficoltà Calabria e Kjaer. Il nostro calcio è offensivo e a volte ci sbilanciamo e non rimaniamo compatti ma, se pensiamo che abbiamo tirato 25 volte e il Verona solo quattro, non possiamo rimproverarci più di tanto. Venivamo dalla prima sconfitta dopo tanto tempo, siamo andati sotto subito e abbiamo avuto una reazione da squadra forte. Juve, Inter e Napoli lo sono ad esempio, poi c’è una grande lotta tra noi, Lazio, Roma, Atalanta e Sassuolo, che non ha le coppe. Noi e il Lilla eravamo le uniche squadre imbattute in Europa, e oggi hanno perso… Siamo una squadra giovane, ma sono giovani maturi. Siamo arrivati stanchi, ma so bene cosa ci attende. Giocheremo tantissime partite, c’è una stagione stimolante che ci aspetta e dovremo affrontarla con entusiasmo”. LEGGI TUTTO

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    Entella-Lecce 1-5, Corini aggancia il quarto posto

    CHIAVARI – Il Lecce passa con il punteggio di 5-1 in casa dell’Entella: a sbloccare la gara, nella prima frazione è Coda per gli ospiti; nella ripresa Henderson raddoppia, ma l’Entella rientra in gara con De Luca. Subito dopo però il Lecce cala il tris su rigore (espulso Paolucci nell’occasione) con Mancosu e poi mette la gara al sicuro con il poker di Paganini; in pieno recupero Stepinski chiude definitivamente i conti. Con questo successo il Lecce sale in classifica a quota 12 punti agganciando la Spal in quarta posizione, resta a quota 4 punti l’Entella, penultimo posto. 
    La partita
    Gara che parte a ritmi alti, tanta intesità. ma per la prima occasione del match arriva al 13′ per l’Entella, con De Luca che, dopo essersi accentrato, prova una conclusione con il destro, la palla sorvola di pochissimo la traversa avversaria. Partita a viso aperto ma le squadre faticano a trovare l’affondo giusto. Il risultato si sblocca al 37′: azione insistita del Lecce, poi Mancosu serve Coda che di testa insacca il vantaggio del Lecce, 0-1. 
    La ripresa
    Al pronti-via della seconda frazione di gioco, arriva il raddoppio del Lecce: al 2′ gli ospiti se ne vanno via in ripartenza, Mancosu tocca per Henderson che con il piatto destro la mette sul palo più lontano. Ma la replica dell’Entella è immediata: al 4′ Currarino serve in area De Luca, che salta più in alto di tutti e insacca la sfera. Il Lecce, poco dopo, torna a provarci: mancosu per Coda, conclusione a rete sulla quale Borra compie un grande intervento e sventa tutto. Il tris leccese arriva al 23′: Paolucci intercetta, in area, il pallone con la mano, rosso e calcio di rigore, che viene trasformato da Mancosu, 1-3. Con l’uomo in più il Lecce trova anche il modo di allungare ulteriormente nel punteggio; al 21′, sugli sviluppi di un corner, ci prova Adjapond, Borra respinge, ma Paganini è lì e di testa mette in rete il poker. In pieno recupero, il Lecce incrementa il bottino di reti con Stepinski che, ricevuto da Calderoni, batte Borra di testa. LEGGI TUTTO