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Diletta si racconta: “Con Ibra da soci siamo diventati amici e con Scardina è finita”

Lunga intervista concessa da Diletta Leotta, conduttrice DAZN, ai microfoni del Corriere della Sera. Il primo argomento affrontato è stato il libro, prossimo all’uscita in tutte le librerie: «All’inizio avevo dei dubbi, ho messo in conto che ci saranno delle critiche, ma poi ho pensato che scrivevo di me stessa e che è bello essere se stessi. Una biografia a 29 anni non sarebbe stata credibile, dunque ho immaginato qualcosa di intimo, ho pensato alle mie esperienze personali, alle fragilità che tutte le ragazze possono incontrare nel mondo di oggi. L’idea è nata durante il lockdown. Mi son detta: perché non raccontare episodi della mia vita che mi hanno reso fragile ma dai quali sono riuscita a uscirne più forte?».

Non ha paura che i consigli che vengono da una donna come lei possano avere l’effetto contrario. Diranno, certo per lei è facile, non le manca niente…
«A me piacciono i libri che ti lasciano qualcosa, un insegnamento, anche motivazionale. Io cerco di trasmettere un senso di positività, voglio raccontare attraverso le mie esperienze come trovare il bello anche in pezzi di vita che positivi e belli non sembrano. Perché non scriverlo se può essere d’aiuto anche solo a una ragazza?».

Con lei gli uomini si sentono in diritto di essere triviali, mentre le donne cattive.
«L’invidia delle donne non la capisco. Io non ho mai nutrito questi sentimenti in vita mia, sono stata abituata così dalla mia famiglia: in casa non ho mai respirato queste vibrazioni negative. Io sono felice del successo delle altre donne».

Dice che la bellezza capita, ma la bellezza aiuta parecchio, da sempre.
«È nella natura umana essere attratti dalla bellezza. Però penso anche che di donne carine, di donne belle ce ne sono tantissime. Per andare in tv non basta, la bellezza va arricchita e condita con altre qualità. La verità è che certe polemiche mi mettono una tristezza infinita. Il messaggio che passa è questo: che tu stia parlando di hacker o del derby, l’aspetto condiziona la credibilità. Nessun errore ti viene perdonato, perché ci si attacca a ogni inesattezza per poter dimostrare che non sei adatta per parlare di sport. Ho capito che certe affermazioni offendono davvero solo chi le esterna o le pubblica. Sarà l’orgoglio, ma a me viene sempre di più da scegliere scarpe con il tacco e rossetti, e arrivare preparata a ogni impegno. So di essere femminile, formosa, non cerco di nascondere il mio corpo. Sbaglierò e lavorerò per fare meglio, indossando però quello che mi pare».

Il gossip la insegue e la precede: nel libro parla di King Toretto (il pugile Daniele Scardina) come del suo fidanzato, ma tanti danno per scontato sia Ibrahimovic…
«Ora sono single. Il libro è stato consegnato prima della fine della mia relazione con Daniele. Oggi è una storia chiusa anche se ci vogliamo sempre bene. Ho conosciuto Ibra perché siamo entrambi soci in Buddyfit, una startup che permette di allenarsi a distanza con il trainer preferito. Da soci siamo diventati amici ma nulla di più».

Scrive che l’idea che hanno di lei non corrisponde al vero, ma lei dà un’immagine che contribuisce a farla sembrare superficiale e patinata: non trova?
«È difficile far trasparire attraverso i social chi sei veramente. Le persone che ti conoscono davvero sono quelle della mia sfera privata e intima, gli amici, la famiglia. Instagram contribuisce a creare questo messaggio sbagliato perché a differenza della televisione è un mezzo freddo, è un’immagine e basta. Spero un giorno di fare un programma televisivo che mi dia la possibilità di essere me stessa. In questo la radio è perfetta, lì l’aspetto non conta».

Tra 10 anni si vede ancora a bordo campo?
«Certo, anche tra 20 o 30. Vorrei che il calcio rimanesse sempre al centro: mi dà l’adrenalina e mi fa sentire viva. Ormai sono come un calciatore, non credo di poterci rinunciare».

Nel libro racconta che a 18 anni si è rifatta il naso.
«È la mia faccia, e rivendico la libertà di farci ciò che credo. Voglio essere libera di prendere le mie decisioni, senza venire giudicata, attaccata o presa in giro da tutti. Non mi sembra un argomento da condividere con il mondo, ma non è neppure un segreto. Ho deciso di intervenire su quel naso che non riconoscevo quando ero ancora una studentessa, prima di cominciare a lavorare, prima ancora di capire quale sarebbe stato il mio lavoro. E dunque no, non ho puntato alla chirurgia estetica per assicurarmi una folgorante carriera».

Racconta anche delle sue foto intime, hackerate e finite su giornali e siti.
«Sono passati tanti anni, ormai è una cosa superata. Spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto a chi può incappare in una cosa del genere. È una violazione della tua intimità, è un dolore che è difficile da spiegare, hai la sensazione di uscire per strada e che tutti ti vedano nuda. Sono cose che fai con la leggerezza di una bambina di 17/18 anni e poi diventano un problema vero da affrontare. Nel dubbio, io da allora non mi sono mai più fatta foto così».


Fonte: http://www.gazzetta.it/rss/serie-a.xml


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