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    Inter, il sogno per l’estate si chiama Scalvini. Adesso si punta su Musah

    L’atalantino e l’americano profili perfetti per età e qualità. Servirà cedere in estate: Correa e Dumfries via?Non sarà rivoluzione, ma tra gennaio e giugno l’Inter sarà chiamata ad un restyling fisiologico, visti i tempi. Dei nove giocatori in scadenza, solo a pochi verrà offerto il rinnovo: Skriniar, Dzeko, Darmian e Cordaz sono i prescelti, per gli altri si vedrà. Ma l’Inter ora è chiamata a programmare in anticipo, tenendo presenti come sempre i paletti imposti dalla proprietà: urge continuare la politica dell’abbattimento del costo del lavoro e continuare a procede con l’autofinanziamento. LEGGI TUTTO

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    Il Parma cerca lo scatto per la A

    TORINO – Dopo la sosta per le nazionali, torna la Serie B con la 14ª giornata: da oggi e fino a Santo Stefano, quando si chiuderà il girone d’andata, i riflettori puntati saranno maggiori, visto lo stop causa Mondiali di tutti i maggiori campionati europei. Oggi due anticipi, domani le altre otto gare. A Parma, alle 15, gran derby d’Emilia: arriva il Modena, Tardini traboccante d’entusiasmo (e con 1800 tifosi canarini in trasferta). I crociati di Fabio Pecchia inseguono la 5ª vittoria di fila in casa, evento che a Parma non si verifica dal 1964, 3 punti coi quali diventerebbero una seria canditata alla promozione. E Pecchia – che oggi ha problemi d’abbondanza perché la sosta ha svuotato l’infermeria – chiede ai suoi di “alzare il livello”, gettare insomma la maschera per la promozione, argomento di cui a Parma si preferisce parlare il meno possibile, viste le delusioni della passata stagione. Però, a differenza di un anno fa, questo Parma ha un’identità e pure tante potenzialità finora appena intraviste per i tanti elementi importanti rimasti infortunati. Dall’altra parte il Modena di Attilio Tesser che non vince dal 15 ottobre, reduce da appena 2 punti nelle ultime 4 uscite, che hanno fatto scattare l’allarme, vista anche la classifica (è 15°). Il derby sembra la partita giusta per cambiare marcia e poi, anche dopo la sosta di ottobre, il Modena era uscito forte dai blocchi, raccogliendo tre preziose vittorie di fila.Interessante anche Pisa-Ternana (ore 18). I toscani seppur un solo punto sopra la zona playout, hanno tutto un altro passo col ritorno di D’Angelo in panchina: da quando c’è lui, zero sconfitte, 9 posizioni recuperate con una media punti da 1.85 a gara, con la quale a fine stagione si acciufferebbero i playoff, ora distanti 5 punti. Ma attenzione, all’Arena Garibaldi arriva una Ternana che ha due livornesi nei ruoli chiave: l’allenatore Cristiano Lucarelli e il patron Stefano Bandecchi, due che renderanno ancora più interessante la sfida (oltre al centravanti Favilli, candidato a partire titolare visto il ko di Donnarumma, che è pisano). Gli umbri sono reduci da tre 0-0 di fila e hanno perso la brillantezza che li aveva portati in testa da soli dopo aver messo insieme 5 vittorie di fila ma restano comunque la quinta forza del torneo, con gli stessi punti del Parma, a sole 3 lunghezze dalla zona A diretta.Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Il Milan sempre su Ziyech: idea prestito con riscatto. Ma Aouar è ancora in corsa

    Il marocchino porterebbe imprevedibilità, mentre il francese è in scadenza con il Lione: c’è concorrenzaAnche il volto della squadra Campione d’Italia può presentare piccoli segni di cedimento, per cui può tornare utile un maquillage invernale. Per rendere l’aspetto del Milan ancora più splendente, e sorprendente, potrebbe servire una nuova dose di creatività: Hakim Ziyech sarebbe la cura perfetta. LEGGI TUTTO

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    Tahirovic, lo Special ha il suo Xhaka de’ noantri

    Lo sanno tutti, ma ripeterlo non è peccato. Mourinho, appena sbarcato nella Capitale, ha chiesto il regista che nella rosa giallorossa è assente da sei anni, da quando salutò il maliano Seydou Keita. Daniele De Rossi – non si offenda – è stato solo adattato in quel ruolo. Josè, consapevole della priorità, è subito andato oltre. E ha chiamato Granit Xhaka che, con il sì al trasferimento, è diventato l’obiettivo/ tormentone della Roma nell’estate 2021. Senza happy end, però. Lo svizzero è rimasto all’Arsenal: niente accordo con il club inglese. A parte l’eccezione Abraham, come ha ricordato Mou due giorni fa dal Giappone, la società giallorossa del resto «non ha la forza di acquistare giocatori in Premier League». In attesa di Wijnaldun, jolly per il centrocampo, e del vento favorevole, Mourinho potrebbe comunque avere individuato il play ideale per la sua squadra che spesso palleggia a vuoto e quindi diventa sterile: è il diciannovenne Benjamin Tahirovic, svedese di origini bosniache. Battezziamolo Xhaka de ‘noantri. Perché si muove proprio come lo svizzero – che però è mancino – sia quando deve schermare la difesa sia quando si va ad alzarsi da rifinitore. Chi l’ha visto in campo contro il Nagoya, avrà preso atto della personalità e dell’efficacia di questo giovane regista. E soprattutto della sintonia che ha già con Nemanja Matic, il giocatore più esperto del gruppo. Beniamino sì e di Mou. «Il bambino è molto, molto bravo». Josè lo ha definitivamente promosso dopo averlo fatto debuttare nell’ultima domenica di campionato per arrivare almeno al pari contro il Torino all’Olimpico. Da tempo se lo coccola in allenamento, anche se Tahirovic lo fece arrabbiare in estate quando scappò in Svezia – e senza avvisare nessuno – per non essere stato avanzato in prima squadra. Oggi c’è da dire soltanto: meno male che è tornato, chiedendo scusa e pagando la multa. la Roma, impotente sul mercato, se lo deve tenere stretto. Un dato ha colpito nei suoi 21 minuti contro i granata di Juric: il 100% nei passaggi riusciti. 13 su 13. il piede – destro – è quello giusto. E gli ha fatto fare il primo passo verso la maglia da titolare. Chissà, magari avrebbe potuto anche cominciare prima l’avventura. Mourinho, contro il Nagoya, lo ha schierato da mezzala sinistra nel 3-5-2 e accanto al maestro Matic. Non gli ha dunque affidato la regia. Ma il bambino, quando è servito, ha recitato da play, pure offensivo. E la chance migliore – traversa di Ibanez – è sbocciata da una sua finalizzazione. I suoi 191 centimetri sono fatti su misura per lo Special One. Non è veloce. Ma – senza esagerare, basta chiedere all’allenatore – non lo era nemmeno Thiago Motta che fu protagonista del Triplete. E non lo è nemmeno Xhaka. Con loro corre la palla. Fateje largo, insomma.Iscriviti al Fantacampionato del Corriere dello Sport: Mister Calcio CUP LEGGI TUTTO

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    Maradona, caro amico ti scrivo

    Beppe Bruscolotti prese la fascia di capitano, se la tolse dal braccio e la affidò a Maradona: «Tienila, è tua: e poi lo supplicai di vincere». Ciro Ferrara, un bambino a quel tempo dinnanzi al Mito, andò a chiedergli un autografo: «Eravamo in ritiro, io e un mio amico aggregati alla prima squadra, eravamo imbarazzati ma ci presentammo da lui. Firmò, sorrise, poi ci chiamò: “Ciro, Patrizio, avete dimenticato la penna”. Conosceva i nostri nomi». Le notti a Cesenatico a casa di Salvatore Bagni, il bacio sulla fronte di Carmando, il suo massaggiatore, prima che cominciasse la partita, le lodi a Giordano e a Carnevale, la prima tappa della Ma. Gi. Ca. I sette anni di Maradona sono intrisi d’immagini simboliche, ci vorrebbe una enciclopedia per raccoglierle tutte, ma le emozioni – e quelle sono state di chiunque gli sia passato al fianco -, si possono racchiudere in una lettera personale, che racconta l’uomo e i sentimenti condivisi dal 1984 al 1991 con ogni suo Napoli e che sei amici rievocano andando a scavare tra i ricordi.
    Bagni: “Come dicevi tu, ciao fratello”
    Caro amico ti scrivo per dirti che mi manchi. La nostra amicizia è nata a Vietri, Hotel Raito, era novembre e tu avrai pensato: chi è questo pazzo che inveisce contro. Ci conoscevamo solo da tre mesi, ma quella sera capimmo che ci saremmo rispettati sempre, come fanno due amici veri. Mi mancano le serate, direi le nottate, a raccontarci per conoscerci profondamente e affrontando anche discorsi che forse a te avrebbero potuto dar fastidio. Mi raccontavi di essere arrivato a un punto di non ritorno. Ma l’allegria e la tua voglia di vivere in compagnia ti hanno salvato per molti anni. Tu capivi – essendo molto scaltro – chi ti stava vicino per amicizia e chi per interesse. E tu quando venivi a Cesenatico, o quando andavi via da casa, mi facevi capire, ci facevi capire, quanto fosse autentico il nostro affetto con l’abbraccio e una frase tutta tua: ciao, hermano. E io ti saluto dicendoti, ora. Ciao fratello mio.

    Bruscolotti: “Diego mio, ti abbraccio”
    Caro amico mio Diego. Sono trascorsi due anni dalla tua scomparsa, scusami se non ci sentiamo, per me tu sei e sarai sempre presente, la nostra amicizia è stata e sarà sempre forte. Amico mio non mi resta che abbracciarti, come abbiamo sempre fatto. Con l’affetto di sempre. Peppe.

    Giordano: “Mi manchi, ti voglio bene”
    Mi manchi… da quel 25 novembre 2020 non c’è giorno che non ti cerchi, e la cosa bella è che mi perdo nei nostri ricordi più intimi, quelli non di campo, quelli di Bruno e Diego. Perché tu sei stato per me più grande come amico che come calciatore. E ora, come ogni volta che ci salutavamo ti dico: ti voglio bene. E tu mi rispondi: anche io!

    Carnevale: “Ti sono e ti sarò sempre grato”
    Caro amico mio, caro Diego sono passati oramai due anni dalla tua scomparsa. Il vuoto che hai lasciato si sta, col passare del tempo, sempre di più ampliando. La fortuna però è che ci sono i tuoi amici, i tuoi ex compagni, la tua famiglia, i tuoi conoscenti che grazie alle loro parole, grazie ai loro racconti su di te, riescono a colmare questa tua assenza terrena. Inoltre le foto e le immagini delle tue prodezze rappresentano anche un mezzo efficace ed importante per non farti mai dimenticare, sono il trait d’union con le nuove generazioni, per i ragazzi che sognano di emulare le tue gesta. Tu per me sei stato un grande amico, un compagno di squadra, un esempio, un leader che mi ha aiutato a crescere prima come uomo e poi a conseguire traguardi e risultati sportivi che rimarranno per sempre nella storia. Sei il numero 10 del mio cuore. In questo tempo mi passano per la testa tutti i momenti passati insieme, ad esempio quando mi avvisavi che saresti rientrato in Italia e non esitavi a chiamarmi per dirmi che ci saremo visti. Ti sono e sarò per sempre grato per la tua amicizia, per la tua purezza e per la tua genialità, per gli esempi che mi hai trasmesso e per le emozioni che restano scolpite nei nostri cuori ed in quelli di un popolo, quello napoletano, che ti ha amato come nessuno mai. Sei eterno e la tua storia continuerà ad emozionare tutti gli amanti del calcio. Mi manchi, un abbraccio forte. Ti voglio bene.

    Ferrara: “Riesco a sentirti ancora quì. Come si sta bene vicino a te”
    Ho viaggiato fino a te, fino alle tue radici. Cercavo l’abbraccio più stretto, perché, nel giorno del tuo compleanno, ho voluto starti vicino una volta di più. Sono venuto a casa tua, per respirare l’aria del tuo cielo. Casa è la parola più bella che ci sia, non è semplicemente un luogo, ma è dove la vita scorre. Ho immaginato di vederti qui, dove ora sto io. Ti affacciavi a quella piccola finestra? Correvi fuori per giocare a pallone nella strada? Anche se qui la povertà urla tutta la sua miseria, c’è rumore di gioia e fame di sogni. Come si sta bene vicino a te, amico mio. Da quel brutto giorno, riesco a sentirti ogni volta, e a riparare a poco a poco un cuore andato in pezzi.

    Carmando: “Ho avuto la fortuna di viverti, di deliziarmi della tua umanità”
    Sai Diego, due anni senza di te io li ho trascorsi con te, mettendo a posto – sempre e in ogni momento – tutti i ricordi di quel tempo che ci hai regalato. C’è sempre spazio per nuove immagini dei nostri sette anni assieme con il Napoli, del Mondiale che ho vissuto al tuo fianco nel 1986, quando hai sbalordito il mondo intero: ma le pagine più belle, sono le mie e anche le tue e quindi sono le nostre, rappresentano il sentimento puro e disinteressato dell’amicizia, quelle maschere che mi dedicavi – condite con le “parolacce” che ti avevo insegnato – e che esprimevano tutto ciò che provavi nei miei confronti e che avvertivi io provassi nei tuoi. Io dall’anniversario sfuggo, lascio che passi fingendo di non farci caso, ho avuto la fortuna di viverti davvero, di deliziarmi della tua umanità: è un patrimonio che mi porto appresso, Diego, e che tengo per me, come se tu fossi qua, come se non fossi mai andato via, come se stessi sempre per venirmi a dare un bacio sulla fronte come facevi prima che cominciasse ogni partita. Chi ama non dimentica hanno scritto da qualche parte, Diego. Noi possiamo dircelo, nel candore di quegli anni che sono dentro di me e provano a bruciare la sofferenza che aggredisce. Il tuo Salvatore sta sempre qua, nostro Salvatore delle anime.
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    Onana, tra Inter e Mondiale: “Sono un po' pazzo e non ho paura di niente”

    Il portiere nerazzurro, impegnato con il Camerun in Qatar in un girone di ferro, ci racconta il suo stile speciale: “Ora la squadra si sta abituando a come gioco” La scorsa estate l’Inter ha arruolato a parametro zero André Onana, un portiere per gli almanacchi, molto altro per chi gli sta intorno. È un esempio di modernità quando svolazza lontano dai pali e il primo regista con la palla al piede. Ma è pure un capopopolo carismatico, un sognatore africano, perfino uno storico mancato. Tanto e tutto insieme: i nerazzurri, che tifano per il suo Camerun al Mondiale, con lui non si annoieranno di certo. LEGGI TUTTO

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    Milinkovic, Mondiale in salita e prezzo in discesa: la Juve ci prova con 40 milioni

    Sono in molti a pensare che la valutazione giusta per il serbo possa essere intorno ai 60 milioni a gennaio e 20 di meno a giugno, ovviamente in assenza di rinnovo…Il Mondiale è un po’ come la borsa: i prezzi salgono e scendono. Quello di Sergej Milinkovic-Savic, dopo il deludente esordio contro il Brasile, se ha avuto una oscillazione di sicuro non l’ha avuta verso l’alto. Anzi… Il tuttocampista della Lazio è sembrato un lontano parente di quello ammirato in Serie A. LEGGI TUTTO