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Zaccardo: “Mi manca il calcio giocato. Il Milan? Un miracolo per la Champions”

Di Federico Mariani

Dai salvataggi prodigiosi sul campo di calcio alle insidie della giungla del calciomercato. Il mondo di Cristian Zaccardo è cambiato profondamente negli ultimi mesi. Chiusure, anticipi, colpi di testa e tackle hanno lasciato il posto a nuovi vocaboli. Il lessico dell’avventura futura, però, è ancora tutto da scrivere e stabilire. L’ex difensore di Bologna, Palermo, Wolfsburg, Parma, Milan e Carpi non perde tempo dopo il ritiro e lavora per crearsi un suo spazio nel calcio da una prospettiva per lui insolita. Lo dice il suo sguardo, che tradisce la voglia di tornare a giocare a pallone e, al contempo, rivela un’attenzione maniacale per ogni dettaglio del nuovo mondo. Zaccardo si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni.

Che effetto ti fa vivere il calciomercato sotto altre vesti?

“Sono sempre stato affezionato anche da calciatore al calciomercato. Mi piace anche vedere tutti gli addetti ai lavoro. Mi aggiorno, vediamo le ultime news. Vedo un po’ come funziona questo nuovo mestiere. Non ho ancora deciso cosa farò da grande, ma sicuramente qualcosa di inerente al calciomercato. Ho preso un po’ di tempo per aggiornarmi e capire. Poi quando sarò pronto sceglierò un percorso e darò tutto me stesso come ho fatto da calciatore. Per adesso sono qui per imparare qualcosina”.

Cosa ti manca del calcio giocato in questo momento?

“Purtroppo mi manca. Ho dovuto smettere per un problema alla cartilagine del ginocchio, altrimenti avrei continuato. Ho ancora la testa da calciatore. Per questo sto ritardando il ‘next step’. Adesso cresco, devo migliorare alcune caratteristiche del nuovo ambiente perché prima da calciatore non mi servivano ma adesso nelle vesti di direttore, agente o mediatore saranno utili”.

Segui ancora le tue ex squadre? Se sì, cosa pensi del Milan?

“Sì, sono sempre allo stadio a seguirlo. Sono appassionato. Sono simpatizzante rossonero e un po’ di tutte le squadre in cui ho giocato. Abbiamo recuperato punti in classifica ma adesso per ambire alla Champions League ci vuole un miracolo sportivo perché sono tanti i punti di differenza. Non sarà facile. Solo con Ibrahimovic, però, si è vista una squadra più solida che sta girando anche bene. In queste ultime partite è andata bene. Speriamo che il Milan possa avere continuità e che possa risalire la classifica”.

Che effetto ti ha fatto essere inserito nella Hall of Fame del Milan nel giorno dei 120 anni di storia del club?

“Beh è stato un onore. Una grandissima soddisfazione. Anche se le vere glorie del Milan sono altre, non sono io. Quelle del passato. Mi ha comunque fatto enormemente piacere essere lì con loro e festeggiare i 120 anni della società”.

Parma e Bologna sono squadre ambiziose. Qual è la tua idea sui due club?

“Sono due belle realtà. A Bologna sono cresciuto, a Parma forse ho fatto i miei migliori anni. Ho giocato al Parma quando ero al top della mia condizione fisica. Stanno facendo bene. Il Bologna da qualche anno sta cercando di fare il salto di qualità e spero che ci riesca. Le due società hanno potenzialità e spero facciano bene entrambe. Sono stato a vedere il Parma due volte quest’anno e tutto l’ambiente mi è piaciuto molto. Conosco meno la nuova proprietà del Bologna”.

Da campione del mondo, che idea ti sei fatto del movimento italiano?

“Mancini è stato bravo. Ha ridato entusiasmo e convizione. Agli Europei ce la possiamo giocare. Ha fatto un gran girone di qualificazione. Noi tutti italiani non vediamo l’ora arrivi il momento del torneo. Se prima avevamo qualche dubbio o poca stima della squadra, adesso siamo tutti fiduciosi e ottimisti”.

Come vedi la lotta scudetto?

“Spero che l’ultima giornata sia decisiva o per l’una o per l’altra. Speriamo se la giochino fino all’ultima giornata”.


Fonte: http://www.gazzetta.it/rss/serie-a.xml


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