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Dalle 27 partite senza k.o. agli attuali 32 punti-record: Pioli, altro che Normal One

Il secondo rinnovo in rossonero arriva dopo due anni in cui ha ridato al Milan identità e dignità in Italia e in Europa. Ecco i numeri più belli della sua gestione

L’unica normalità che si può concedere a Stefano Pioli quando si parla di lui, è quella in cui ha riportato il Milan dopo un’era di stenti: la lotta per lo scudetto, il profumo stordente della Champions League. Tutte cose che per il Diavolo erano normali, ma che a un certo punto invece erano diventate una sorta di ologramma: visibili ma impossibili da toccare. Con Pioli il Milan si è ripreso una robusta fetta del suo Dna, e in fondo della sua storia. Con Pioli e con Elliott, che sta tenendo la cloche ben salda fra le mani dopo le terribili turbolenze degli anni scorsi. Il secondo rinnovo del tecnico nei suoi due anni sulla panchina rossonera a un certo punto è diventato un’ovvietà. Talmente ovvio che la proprietà, quando da fuori si cercava di capire il motivo per cui tardasse ad arrivare, rispondeva che era talmente scontato da non meritare nemmeno di affrontare l’argomento con i media. Pioli come sempre ha atteso paziente, nel suo stile impeccabile: nessuna fretta, nessuna pretesa fuori mercato in termini economici. Anzi.


Fonte: http://www.gazzetta.it/rss/serie-a.xml


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