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Juve-Venezia 2-1: super Bonucci, doppietta e quarto posto blindato

Altri tre punti – strappati con molta più fatica del previsto – per ipotecare la qualificazione in Champions e per preparare con maggiore serenità la finale di Coppa Italia contro l’Inter di mercoledì 11, l’altro grande obiettivo della Juve. Allegri ha dovuto ringraziare Bonucci, che nel giorno dei suoi 35 anni ha sbloccato il risultato in apertura con un colpo di testa e nell’ultimo quarto d’ora ha risposto con una zampata sotto porta al provvisorio pareggio di Aramu condannando il Venezia a una situazione di classifica ancora più drammatica. Lo ha fatto da capitano, baciando maglia e stemma in favore delle telecamere. L’altra buona notizia per il tecnico bianconero, oltre alla positiva prova da titolare di Miretti, è stata quella di aver recuperato Arthur, entrato in campo negli ultimi dieci minuti.

Juve-Venezia 2-1: tabellino e statistiche

Miretti, che personalità!

Dalla conclusione di Zakaria alla traversa di Pellegrini, passando per il vantaggio di Bonucci già dopo sette minuti. Quello contro il Venezia – fatto di rabbia e carattere – è stato in tutta probabilità l’inizio di partita più convincente della stagione di Allegri, che per l’occasione (e soprattutto per l’emergenza) ha regalato il debutto da titolare al classe 2003 Miretti, super propositivo e vicino alla rete con un sinistro dal limite. Il “nuovo” Venezia di Soncin, nel corso del primo tempo, ha tentato di colpire la difesa della Juve con Aramu prima e Henry poi, senza però creare nessun pericolo alla porta di Szczesny. Totalmente diverso il copione della ripresa, vissuta dalla squadra bianconera con il freno a mano tirato e con molta meno lucidità. Errori tecnici e incapacità di archiviare una pratica sulla carta abbastanza semplice hanno permesso al Venezia di tornare con ferocia in partita. E se Szczesny ha compiuto il miracolo sulla punizione di Aramu, nulla ha potuto sul terzo tentativo del fantasista che ha così pareggiato i conti al 71’. Sarà stata l’aria di festa per il compleanno o, molto più probabilmente, la solita capacità di leadership, fatto sta che la Juve ha riabbracciato Bonucci perché al 76’ ci è voluta ancora la sua firma per mettere in cassaforte una sfida che si era fatta in salita.

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Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

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