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Juventus-Lazio, Di Maria e un tango con troppe battute a vuoto

TORINO – Se è vero, come si dice, che le chiacchiere stanno a zero, pure i numeri non è che dicano granché. Il tutto è riferibile ad Angel Di Maria, scelto dalla Juventus per regalare un salto di qualità dal punto di vista tecnico e della esperienza a un gruppo bianconero che anno dopo anno aveva visto cadere alcuni dei pilastri storici. In realtà l’argentino ha fatto parlare di sé più per i problemi muscolari a cui è andato incontro che per il reale contributo offerto ai compagni. E allora partiamo proprio dai numeri: su 20 partite che la Juventus ha dovuto affrontare, il sudamericano ha messo la firma sul registro delle presenze in nove partite per un totale di minuti piuttosto misero, 363. A dire il vero non è trascurabile la cifra degli assist: 4. Ma siamo lontani anni luce dal livello di rendimento che si aspettava la dirigenza – per lui, preso a parametro zero dal Paris Saint Germain, sette milioni di euro di ingaggio in questa unica stagione per la quale si è voluto legare al club torinese – e probabilmente anche lo staff tecnico. E dire che in questo primo atto del campionato si era preso i riflettori da attore protagonista nella scena d’apertura, contro il Sassuolo, con il primo gol della stagione bianconera ad aprire il tris agli emiliani all’Allianz, nella sera di ferragosto, salvo poi dover lasciare il campo poco dopo a causa di un infortunio muscolare. Noia che poi si è ripetuta al punto da fargli saltare sei partite mentre due match li ha dovuti vedere dalla tribuna per il rosso “acceso” rimediato a Monza a causa di una gomitata a Izzo.

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Una Juventus Mondiale: il 3-4-3 che andrà in Qatar

Di Maria, aspettiamo un acuto

Insomma un tango argentino con troppe battute a vuoto che ha lasciato l’amaro in bocca. Ora, per questo finale di stasera contro la Lazio, prima del rompete le righe Mondiale, in Qatar proverà ad alzare la Coppa del Mondo con la sua Nazionale, potrebbe/dovrebbe regalare l’acuto strappa-applausi per mettere la faccia sul primo e ultimo match di questa porzione di Serie A. Allegri ne avrebbe bisogno più che mai visto che Vlahovic si è dichiarato non abile e arruolabile per il fastidio che avverte agli adduttori per via della pubalgia che è tornata a tormentarlo e Chiesa non ha ancora il minutaggio per una gara intera. Come il Fideo, vero, ma Allegri ha parlato di un tempo nelle gambe dell’argentino «devo decidere se farlo partire dall’inizio o farlo iniziare in panchina». Ieri il talento made in Argentina ha postato una sua foto in bianconero contro il Verona, con i simboli del pallone, del cuore, della fiamma e di una faccina allegra. C’è da sperare che sia caldo e smanioso di congedarsi nel migliore dei modi prima di raggiungere la selezione argentina e quindi partire alla volta del Qatar. Le grandi star solitamente firmano le loro performance in apertura e chiusura con acuti. Contro il Sassuolo non ha tradito…

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