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L'ex bianconera Hyyrynen: “Juventus, quanto mi manchi!”

Dopo 112 partite, 5 scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe, in estate Tuija Hyyrynen ha lasciato la Juventus e il calcio. Classe 1988, per cinque anni punto fermo del reparto difensivo bianconero, carisma indiscusso in un carattere dolce e mai sopra le righe.
 
Come si sta nella nuova vita?

 
«Molto bene. Sono tornata nel mio paese natale, la Finlandia, dopo aver passato 13 anni tra Stati Uniti, Svezia, Danimarca e Italia. Devo ancora adattarmi a questa nuova vita senza le emozioni che giocare a calcio offre, anche se sto apprezzandone la libertà e la semplicità».
 
É stata una delle giocatrici scelte dalla Juventus sin dal giorno della sua nascita: quanto è cresciuta la squadra da quell’estate del 2017?
 
«Nel 2017 tutto era nuovo per tutti, ma dalla nostra avevamo la storia del club, insomma eravamo la Juventus e il nostro obiettivo era vincere. L’etica del lavoro, la passione, l’energia e l’intensità in ogni singola sessione di allenamento ci hanno portato a una grande crescita negli anni. È stato un onore essere parte di questo successo».
 
A proposito di crescita, ha sofferto per l’eliminazione della Juventus dalla Champions?
 
«Hanno avuto un girone veramente impegnativo e ho sofferto con loro, ma so che l’esperienza le renderà più forti nel futuro. Non è un processo facile vincere in Champions, ma la Juventus ha mostrato competitività durante gli ultimi anni».
 
Che cosa è mancato alla squadra per centrare i quarti?
 
«Rispetto a Lione e Arsenal, alla Juve manca l’esperienza. Il Lione è il club con più successi nella storia della Champions, quindi aveva un vantaggio in quel senso».
 
E che cosa invece l’ha colpita di più del loro percorso, che è stato comunque di altissimo livello?
 
«Sono state in grado di giocare ad alto livello in ogni partita in questo girone difficile e hanno perso solo una volta. Sembra che la Juventus riesca a dare il meglio quando la posta in gioco è alta».
 
Qual è l’insegnamento più grande che le ha lasciato Montemurro?
 
«Ciò che mi è piaciuto di più del suo approccio è stato che mentre ci insegnava il calcio, voleva che ci godessimo semplicemente la bellezza del gioco».
 
Che cosa più le manca dello spogliatoio?
 
«Mi manca far parte di un gruppo che si impegna per il successo e in cui ci si prende cura l’una dell’altra. Mi mancano il bellissimo centro di allenamento, i pranzi salutari della chef Monica e le piacevoli pause caffè. Soprattutto mi mancano l’energia positiva che era presente nello spogliatoio e la libertà che provavo giocando, momento in cui tutti i problemi scomparivano».
 
Se dovesse scegliere il momento più significativo vissuto alla Juventus?
 
«Questa è difficile! Ma se proprio devo scegliere dico la mia ultima partita di Serie A, quando ho avuto modo di celebrare il mio lungo e fortunato percorso da capitano».
 
E la partita con la Juventus che non dimenticherà mai?
 
«Facile, la nostra prima gara all’Allianz Stadium contro la Fiorentina. L’atmosfera era semplicemente incredibile, non dimenticherò mai la sensazione prima, durante e dopo la partita, pura euforia».
 
Ci racconti qualcosa delle sue compagne… qual è quella con cui ha legato di più e che sente ancora?
 
«Ho avuto ottimi rapporti con tutte, ma con Sembrant e Salvai ho stretto legami forti: fantastiche calciatrici e care amiche dal cuore grande».
 
Chi è quella che l’ha fatta più ridere?
 
«Girelli scherzava sempre e Caruso se la cavava bene. Si rideva tanto, ogni giorno!».
 
E quella che le ha insegnato più cose?
 
«Gama, è così intelligente! Oltre al calcio, mi ha insegnato molte cose sulla cultura, la storia e la politica italiana».
 
C’è una giovane della Juventus su cui si sentirebbe di puntare?
 
«Grosso ha già un ruolo importante e ha un futuro davvero roseo. Penso che anche Arcangeli sia una giocatrice interessante».
 
Dopo il suo addio alla Juventus si è parlato di un suo ritorno in società con un ruolo dirigenziale: è una prospettiva reale?  
 
«Ho avuto diverse discussioni con il club, non su un ruolo dirigenziale, ma su alcune opportunità nell’organizzazione. Spero che, quando sarà il momento giusto, possa tornare a lavorare per il club che amo».
 
Crede che l’obiettivo di vincere nuovamente scudetto e Coppa Italia sia alla portata di questa Juve?
 
«Certo! La Juventus è la detentrice del titolo nelle competizioni degli ultimi anni e continua a crescere. È bello che quest’anno la corsa per scudetto e Coppa Italia sia così intensa».
 
Che cosa vorrebbe dire alle ex compagne?
 
«Che mi mancate moltissimo! Siete sempre state più di una squadra di calcio, unite nella buona e nella cattiva sorte. Il potere dell’unità porta al successo, quindi apprezzatelo e siate orgogliose di chi siete!».

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Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

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