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Shahida e i morti di Cutro meritavano un minuto. I due Lucio, Totti e Baggio

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Il primo a vedere con i propri occhi l’orrore del naufragio di Cutro è stato un pescatore di nome Vincenzo, come Iaquinta, campione del mondo a Berlino, nato a Cutro. All’alba di domenica scorsa, Vincenzo è entrato nel mare che gli dà da vivere e ha cercato di strappare alla morte i disperati partiti dalla Turchia e naufragati a pochi metri dalla costa calabrese. Non ha badato alle onde gonfie o ai rischi, solo a restringere i contorni della tragedia che aveva davanti: cadaveri e carcasse di legno galleggianti. Credeva di avercela fatta quando ha estratto dall’acqua un corpicino di 3 anni. “Aveva gli occhi aperti. Ero convinto fosse vivo. Invece era morto. Glieli ho chiusi e l’ho posato sulla sabbia. Rivedo quegli occhi tutte le notti. Non devo dormire, devo restare sveglio. Altrimenti li rivedo”.


Fonte: http://www.gazzetta.it/rss/serie-a.xml


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