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Perché il Cittadella può salire in A

TORINO – Sì, questo Cittadella può essere da Serie A. Lo dicono i numeri, anche superiori alle migliori annate dei granata che fra il 2017 e il 2021 disputarono sempre i playoff giocando due finali, perse da Verona (2018) e Venezia (2021). La squadra di Gorini sta realizzando la miglior serie positiva di questa B, nove risultati utili di fila, con sette vittorie e due pari, cioè 23 punti sugli ultimi 27 disponibili. Sabato scorso, col clamoroso e ineccepibile 2-0 sul Palermo di Corini, Gorini ha conquistato il quinto successo di fila in casa, mai era accaduto in B al Citta. E adesso si fa bella. Perché la classifica dice che la lotta per il 2° posto, l’ultimo per salire in A direttamente (ammesso e non concesso che il primo sia in tasca al Parma), è apertissima, con almeno altre cinque squadre – Como, Cremonese, Catanzaro, Palermo e Venezia – che possono arrivare seconde. Ma c’è anche il Cittadella e non chiamatelo intruso anzi, certi nomi nomi illustri che stazionano sulle panchine di B, magari dovrebbero far vedere ai loro giocatori come gioca il Citta, con quale spirito interpreta la Serie B: assolutamente unico e pure vincente. E allora iniziamo anche a dare meriti a Edoardo Gorini che era il vice di Venturato, l’allenatore dei cinque anni di fila nei playoff. Il dg Marchetti, storico deus ex machina granata, lo promuoveva dopo i’addio nel 2021 della storica guida e ne uscivano due stagioni un po’ sofferte, chiuse con onorevoli salvezze. Giusto dire che i 10 nuovi innesti fatti in estate hanno dato nuova linfa ai granata. A iniziare da Luca Pandolfi, 25 anni, che ha sbloccato il risultato col Palermo, già infilzato al Barbera nella vittoria dei granata all’andata (eh sì, il Citta ha fatto 6 punti contro la corazzata firmata Manchester City). Pandolfi che prima di approdare ad agosto in granata, aveva fatto notizia solo per essere stato scaricato da Cellino che l’aveva acquistato infortunato al mercato di riparazione del 2021 (e ne era seguito un contenzioso). Ma anche la vecchia guardia non scherza. Bello che il 2-0 lo abbia siglato Alessio Vita, 30 anni, al Citta dal 2019, uno che per i granata in questi anni l’abbiamo visto giocare ovunque, lasciando spesso il segno, elemento tanto prezioso quanto sottovalutato. Per non parlare della crescita del centravanti Filippo Pittarello, 27 anni, che contro il Palermo ha fatto una partita di grande generosità, consegnando a Vita la palla per il raddoppio. E tutto questo arriva con uno dei monti ingaggi più bassi della B. Con i conti societari sempre in ordine, anche grazie a buone plusvalenze (l’ultima quest’estate, Antonucci allo Spezia, ora irriconoscibile dopo che al Citta era diventato un calciatore vero). Cittadella, si può sognAre, titolavamo già prima del trionfo sul Palermo. Ma quel successo dice che stavolta, i granata potrebbero davvero farcela, ora è qualcosa di più di un sogno. Sabato il Cittadella sarà di scena a Terni per stupire ancora. Ma quanto sarebbe bello, nel calcio dei ricchi che vorrebbero farsi il loro campionato esclusivo, vedere il piccolo grande Citta finalmente in A, duellare contro le big italiane: sarebbe il giusto premio per il miglior modello di calcio possibile in Italia, con valori morali, agonistici e sportivi che non hanno eguali.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-b


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