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    Rinnovo Skriniar: l'Inter non farà nuovi rilanci. Ora la palla passa…a Milan

    La società non intende aumentare i bonus nella proposta di rinnovo da 6 milioni totali. Il giocatore riflette: è l’ora di decidere Come ogni telenovela che si rispetti, anche in questa sta arrivando il momento-verità, l’attimo delle decisioni lungamente sospirate. La fiction di mercato su Milan Skriniar è iniziata al calduccio, prima dell’estate e, ora che l’inverno bussa alle porte, le posizioni dei protagonisti si sono definitivamente radicalizzate: mentre il giocatore ha chiesto tempo per schiarirsi le idee ed è volato a Dubai in attesa di prepararsi alla seconda parte del campionato, l’Inter ha rafforzato la sua decisione e non si muoverà più dall’offerta già fatta pervenire qualche settimana fa a chi gravita attorno al difensore. Non ci sono più margini per muoversi dai bonus (molto facili) decisi da tempo né, tanto meno, esiste la possibilità di far un ulteriore “rabbocco” sulla parte fissa: si galleggia intorno ai sei milioni totali e da lì l’Inter non intende schiodarsi. Costi quel che costi, perché non è del tutto scongiurato il rischio di perdere a zero un difensore-totem, che avrebbe potuto portare qualche mese fa una settantina di milioni alle casse di casa. Su questo fronte, però, la voglia di abitare a Milano dello stesso Skriniar non è mai stata in discussione, anzi è la migliore garanzia di continuità. Ma, nello stesso tempo, l’accordo che a parole sembrava a un passo è ancora a metà del guado. LEGGI TUTTO

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    Il Pisa di D'Angelo ha un passo da A

    TORINO – Domanda: se il Pisa avesse iniziato la stagione con la conferma di Luca D’Angelo in panchina, dove potrebbe essere ora in classifica? Chissà, questo, per la piazza nerazzurra, rischia di essere il grande rimpianto della stagione. Perché da quando è tornato il panchina lo storico condottiero dei toscani, il Pisa viaggia alla media di 2 punti spaccati a partita, con la quale quasi sempre si sale in Serie A, infatti se si proietta tale media sulle 14 giornate giocate, il Pisa sarebbe davanti alla Reggina seconda. E invece  la squadra è soltanto a -2 dalla zona playoff perché sconta ancora il devastante avvio di stagione vissuto sotto la gestione di Rolando Maran che nelle prime sei giornate aveva raccolto la miseria di due punti. Col ritorno di D’Angelo, il Pisa ha riattaccato la spina e riannodato la propria storia che l’aveva visto sfiorare la A nella beffarda finale playoff persa col Monza il 29 maggio: con D’Angelo la squadra è ancora imbattuta e dal suo ritorno ha guadagnato 10 posizioni. Al momento, in B non c’è squadra più in forma e più bella da vedere del Pisa. La conferma è giunta sabato scorso nel 3-1 inflitto alla ex capolista Ternana costato la panchina a Lucarelli. Pisa straripante, capace di segnare le tre reti già nel primo tempo, che poteva finire con un vantaggio anche maggiore. A conferma che in estate, il ds Claudio Chiellini aveva svolto un gran mercato ma serviva la guida giusta per esaltarlo. Perché a Pisa avanza sempre più l’idea che la squadra attuale sia ancora più forte di quella che nella scorsa annata aveva sfiorato la Serie A. D’Angelo, rispetto alla passata stagione, dispone di una rosa più completa (soprattutto in difesa, dove qualche volta nello scorso campionato gli elementi erano contati). Ma non solo: anche il tasso tecnico si è notevolmente alzato. L’attacco sta facendo impazzire i tifosi pisani e anche il calcio di D’Angelo sta cambiando canone. Fino alla scorsa stagione, le sue squadre s’imponevano per la maggiore cifra agonistica. Ora il suo Pisa vince perché dà spettacolo. Show che arriva soprattutto dai piedi del romeno Olimpiu Morutan, 23 anni, al momento il giocatore più dotato della B, ogni volta che tocca palla è un pericolo per gli avversari perché inventa calcio a ripetizione, saltando l’uomo con facilità. Il ragazzo, cresciuto nel Cluj, nazionale rumeno, è in prestito dai turchi del Galatasaray che non potevano scegliere palcoscenico migliore per farlo maturare. Morutan gioca, assieme Tramoni, importante investimento del Pisa, a sostegno dell’unica punta, Torregrossa o Gliozzi. Da suoi piedi sono già arrivati 4 gol (alcuni, da manuale del calcio) e 5 assist. Ma lo stesso Tramoni, a 2 centri (sta giocando da poco con regolarità), si esalta ad averlo vicino, basta vedere il suo gol che ha sbloccato la gara con la Ternana, nato dall’ennesima invenzione del romeno. Completano il reparto offensivo il ritrovato Torregrossa (3 centri e 1 assist), galvanizzato dalla convocazione per la la nazionale venezuelana (già 2 reti in 2 uscite) e l’altra bella scommessa vinta sul mercato, quell’Ettore Gliozzi, 5 gol e 1 assist, che a Como già rimpiangono. Senza dimenticarsi della bandiera Gaetano Masucci, 38 anni e non sentirli, sempre pronto quando c’è bisogno di lui (3 gol in questo campionato dove sta segnando alla media di una rete ogni 96’). Certo, dopo 14 giornate non si possono tirare le somme e la fantastica ascesa di questo Pisa è sicuramente figlia anche di quel pessimo avvio di stagione che aveva messo la squadra con le spalle al muro, serviva quello choc per ritrovarsi più forti di prima. Resta il fatto che, al momento, in una B con tante big sommerse dai problemi, il Pisa di D’Angelo è l’unica squadra capace di tenere un passo simile a quello della capolista Frosinone. E ne vedremo ancora delle belle, a iniziare dalla sfida di domenica 11 dicembre, quando il Pisa farà visita alla capolista ciociara. LEGGI TUTTO

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    Juve, rischio processo: la Procura chiederà il rinvio a giudizio per i big

    Pronte le richieste di rinvio a giudizio per Agnelli, Nedved e Arrivabene. Per i pm anche il bilancio 2021-22 rischia di essere falsato: tra i costi non contabilizzati, ci sono i 19 milioni di RonaldoGaleotto fu Cristiano Ronaldo e il maledetto accordo per la riduzione dei compensi dei giocatori, che allora sembrava una benedizione e invece è diventata una condanna. Sul bilancio 2021-22 della Juve pesano soprattutto quei 34 milioni (19 dei quali destinati a CR7) che secondo la Procura di Torino non sarebbero ancora stati contabilizzati. LEGGI TUTTO

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    Juve, Allegri e Cherubini si erano dimessi. Poi ore al telefono con la squadra

    Dimissioni respinte: chat dello spogliatoio rovente e sotto shock fra vacanze e Mondiali. Tecnico e ds al lavoro per rassicurare i giocatori dopo l’addio di Agnelli, poi il summit con il nuovo d.g.La fine dell’era Andrea Agnelli è stata un fulmine a ciel sereno anche per tutti i giocatori della Juventus. Una notizia inaspettata arrivata direttamente sul cellulare, nella chat di squadra. Capitan Leonardo Bonucci e compagni hanno scoperto la rivoluzione societaria attraverso la lettera di Agnelli, inoltrata dal club lunedì sera dopo il Cda. Qualche giocatore era a Torino, altri alle Maldive, a Dubai e negli Usa. Senza contare la mezza squadra in Qatar, immersa nel Mondiale. LEGGI TUTTO

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    Agnelli a cena con Allegri per “consegnargli” il testimone Juve

    Max non potrà più essere “soltanto” l’allenatore bianconero: la sua missione sarà supportare Cherubini, garantire l’Europa nella prossima stagione e tenere unita la squadraIl lavoro più difficile del mondo è fare il genitore, su questo concordano quasi tutti. In classifica, però, da ieri sera sta risalendo posizioni prepotentemente un mestiere che già di per sé era abbastanza complesso: l’allenatore della Juve. Massimiliano Allegri aveva parecchi pensieri anche prima del terremoto societario di ieri, seduto – si fa per dire, perché le partite le guarda sempre in piedi – sulla panchina bianconera. Ora ne avrà molti di più. LEGGI TUTTO

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    Crisi Genoa, parla Zangrilo: “La responsabilità è di tutti”

    GENOVA – “Domenica, in curva a Perugia, nel ruolo di tifoso, avrei disapprovato la prestazione della squadra. Detto questo, quale presidente di una società che vuole e deve ritornare in Serie A, devo garantire alcuni principi fondamentali, il primo dei quali è il rispetto dei ruoli: le decisioni strategiche della direzione sportiva devono essere motivate, valutate, discusse e, quando assunte, rispettate e supportate in modo trasparente e convinto da tutti, me per primo”. Così Alberto Zangrillo, presidente del Genoa, dopo i due giorni di riflessione seguiti alla sconfitta contro l’ultima in classifica a Perugia. Due giorni che hanno visto la dirigenza del club confrontarsi con la controllante 777 football group nella figura di Johannes Spors e con Josh Wander di 777 Partners, la società americana proprietaria del Genoa. Proprio Spors dopo attenta analisi ha deciso di confermare la fiducia al tecnico. “Ognuno di noi, nel suo ruolo, si assume delle responsabilità, tutti possiamo sbagliare e tutti siamo chiamati a fare sempre del nostro meglio. Il segreto del successo è sempre lo ‘stare bene insieme’; forse, a novembre, è quello che ci è mancato – ha ammesso Zangrillo -. Anche sotto questo profilo mi assumo, cercando di essere d’esempio, le mie responsabilità. Sapevo che sarebbero giunti dei momenti difficili ed ora si sono manifestati. Tutti devono compiere uno sforzo personale utile all’identificazione dei propri errori ed all’elaborazione di una strategia efficace di rilancio immediato per raggiungere i nostri obiettivi”. “Domenica – ha concluso Zangrillo- sarò come sempre al mio posto per onorare il mio ruolo e i nostri colori al fianco dei nostri ‘ragazzi'”.Iscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO