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    Torino-Juventus, le ultime: Ricci con la febbre. Paredes in dubbio

    “Forse non potrò contare né su Sanabria, né su Pellegri, né su Ricci”, annunciava ieri mattina Juric, in conferenza. “Sanabria ha un affaticamento muscolare, Pellegri in questa settimana ha sentito fastidio a una cicatrice frutto di un problema muscolare degli anni scorsi, mentre Ricci è reduce dalla febbre”. Nuovi guai per il Torino, dunque, proprio quando il tecnico croato aveva ritrovato una rosa al completo: contro l’Empoli. Nell’allenamento di ieri pomeriggio solo Pellegri è tornato a lavorare con i compagni, per cui dovrebbe poter andare in panchina. Difficilmente sarà rischiato da titolare. Stamane, in ogni caso, lui e Sanabria effettueranno ancora un provino. Juric spera di recuperare entrambi almeno per la panchina. Come Ricci, se sarà finalmente sfebbrato e un minimo… tonico. Insomma, squadra da smontare e rimontare. Se davvero Juric dovrà fare a meno di entrambi gli attaccanti, si può prefigurare lo spostamento di Vlasic a falso nueve (così è stato provato in allenamento), con sulla trequarti Miranchuk (“sa collegare molto bene la mediana e l’attacco, non vorrei spostarlo da quella posizione”, ha detto Juric) e Radonijic o Karamoh. Una variabile a sorpresa potrebbe essere l’utilizzo del giovane Seck da falso nueve. In mediana, favorito dunque Linetty, in coppia con Lukic.  Guarda la galleryTorino-Juve, la probabile formazione di JuricIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Torino, con un altro flop ambizioni dimezzate

    l refrain del popolo granata è, parola più parola meno, sempre lo stesso. “Per una Juve così in sofferenza è una fortuna trovare il Toro, abituato a rianimare le squadre in crisi”. È un complesso insieme di scaramanzia, pessimismo e, certo, anche realismo, nel momento in cui si confrontano i differenti valori di chi scenderà in campo. Questo tipo di riflessione dipende pure dall’andamento di una stagione che era iniziata benissimo (vittoria a Monza, pareggio con la Lazio, vittoria a Cremona) e si è incartata per una serie di circostanze anche sfortunate, producendo un solo punto nelle ultime quattro partite, per di più agguantato in modo fortunello – ancorché meritatissimo – sul finire della gara con l’Empoli. Il pareggio di domenica scorsa, tuttavia, è la testimonianza di quanto sia vivo il Toro, ancorché mortificato dai risultati e da una posizione in classifica inferiore alle aspettative. Eppure, conquistare i tre punti nel derby significherebbe scavalcare la Juve e sistemarsi in una riga della classifica appena a ridosso di chi nutre ambizioni europee. Nello stesso tempo, allungare la serie negativa potrebbe ridurre in modo inquietante la distanza dalla zona retrocessione: per carità, in mezzo ci sono tante squadre, tuttavia ritrovarsi a +3 o +4 sulla terz’ultima non sarebbe di sicuro una comfort zone. Ma il vero contraccolpo negativo a una sconfitta andrebbe ben al di là dell’immediato, perché – discorsi di classifica a parte – rischierebbe di consegnare i granata a un’annata anonima, di quelle nelle quali all’inizio della primavera ci si comincia a interrogare ossessivamente sul futuro, tanto per non pensare al presente. Il punto della situazione si farà tra un mese esatto, quando la Serie A si fermerà fino al nuovo anno per il Mondiale in Qatar. A gennaio, è cosa nota e risaputa, la società dovrà muoversi sul mercato per risolvere una volta per tutte l’equivoco dell’attaccante e per garantire a Juric un’alternativa in più in mezzo al campo: senza dimenticare che rimane aperto il discorso che conduce a Praet, vera ferita aperta delle trattative d’estate. Guarda la galleryTorino-Juve, la probabile formazione di Juric
    Torino, ecco cosa può succedere a gennaio
    Ecco, è chiaro che un Torino nella parte destra della classifica, e neppure all’inizio magari, difficilmente stimolerebbe Cairo a investire una parte del denaro messo da parte con la cessione di Bremer alla Juventus. Giusto o sbagliato che sia – non è difficile immaginare il pensiero nostro e dei tifosi – sarebbe una conseguenza molto probabile, per non dire certa. Ben diverso sarebbe l’atteggiamento del pur oculato presidente a fronte di una condizione tale da nutrire ambizioni da un bel po’ di tempo sopite. Ma c’è un altro aspetto che per molti versi potrebbe essere devastante. In diverse occasioni Juric ha mandato segnali di insofferenza per le strategie societarie: un atteggiamento tipico del suo carattere e che, in qualche modo, è diventato parte della dialettica tra l’allenatore, Cairo e il direttore tecnico Vagnati. Se gli eventi precipitassero, diventerebbe naturale per il croato guardarsi attorno alla ricerca di una piazza dove ricominciare a lavorare in un certo modo, a dispetto dell’anno di contratto che ancora lo lega al Torino. A quel punto, assisteremmo a un azzeramento totale e sarebbe necessario ricominciare da capo, sgretolando definitivamente il progetto cominciato con l’avvento di Juric. Pensieri brutti, per allontanare i quali serviranno una prestazione importante e un risultato diventato un miraggio nei derby: la vittoria. 

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    Torino, missione sorpasso: contro la Juventus una vittoria in 27 anni

    Sale l’attesa per il derby di Torino in programma sabato alle 18. Sia i granata che i bianconeri stanno vivendo un periodo complicato e una vittoria nella stracittadina potrebbe dare morale. La squadra di Ivan Juric non vince dal 5 settembre, 1-0 interno firmato Vlasic contro il Lecce. Poi sono arrivati tre ko consecutivi (Inter, Sassuolo e Napoli) prima dell’1-1 di domenica contro l’Empoli. Ma se Atene piange, Sparta non ride. La formazione di Massimiliano Allegri, infatti, è reduce dalle sconfitte contro Milan (2-0) in campionato e Maccabi Haifa in Champions League (2-0). La disfatta in Israele ha fortemente compromesso il percorso europeo della Vecchia Signora, le cui speranze di qualificazione agli ottavi sono ridotte al lumicino. I numeri poi preoccupano, e non poco. La Juve, infatti, non ha ancora vinto lontano dalle mura amiche racimolando appena due pareggi e quattro sconfitte in trasferta. 
    Juve, se il ritiro dei confronti diventa subito “ritirino”
    Toro, al via l’operazione sorpasso. E quel tabù da sfatare… 
    Tornando alla partita di sabato, i punti che dividono le formazioni torinesi sono appena due: 13 contro 11. Il Toro, dunque, proverà il sorpasso sui rivali cittadini mentre i bianconeri tenteranno di allungare il divario. In casa granata, poi, c’è un altro tabù da sfatare: negli ultimi 27 anni è arrivata una sola vittoria, quella del 26 aprile 2015, quando le reti di Darmian e Quagliarella ribaltarono il momentaneo vantaggio della Juve firmato da Andrea Pirlo su calcio di punizione. Per ritrovare un’altra vittoria del Torino nel derby della Mole, infatti, bisogna riavvolgere il nastro fino al 9 aprile 1995: quel pomeriggio il grande mattatore della stracittadina fu Ruggiero Rizzitelli che, con una splendida doppietta, rese vano il momentaneo pareggio dei padroni di casa con autorete di Maltagliati. 
    Juve, ecco i gol più iconici nel derby contro il Torino
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    Toro, il trend da invertire dopo la Juve

    TORINO – Altro che vedi Napoli e poi muori: vedi la Juve e rimani stecchito. Poi, per carità, può anche capitare di andare a giocare proprio a Napoli, subito dopo il solito derby perso. E di non sentirsi esattamente bene, a partita finita. Accadde per esempio il 18 dicembre del 2016: 5 a 3 per Sarri, all’epoca ancora lì. Per Mihajlovic terminò dopo appena 22 minuti, 3 gol di Mertens (poi sarebbe arrivato anche il 4°). Toro seppellito a Napoli: certo, è vero, ma l’omicidio dell’autostima era stato commesso una settimana prima, 3 a 1 per la Juve. Toro in vantaggio, poi rimontato di brutto. E subito dopo a Napoli: lo squagliamento. Chissà se c’è nella Smorfia. Per dire: la scorsa stagione. Tutto incredibilmente emblematico.Guarda la galleryLocatelli trascina la Juve: Torino ko nel derby della Mole

    Torino in tilt dopo il derby contro la Juve

    Dicembre: derby, 1 a 0 per il Toro, Nkoulou, quindi il pari di McKennie quando il traguardo pareva vicino e all’89’ pure Bonucci, tanto per divorarsi come al solito il fegato. Settimana dopo: vittoria dell’Udinese in casa del Toro, con ben 3 pappine. Quindi un’altra botta a Roma, contro i giallorossi, pur con la tara dell’espulsione ingiusta di Singo a inizio partita: comunque altre 3 reti incassate, 2 subito in meno di mezz’ora. Un mesto pareggio casalingo col Bologna, poi un punto preso con merito, ma anche col morale a terra (pari di Insigne al 92’), manco a dirlo a Napoli. Solo al 5° tentativo Giampaolo tornò a vincere: col Parma, che avrebbe chiuso il campionato all’ultimo posto. Gli occhi di Davide Nicola stavano già prendendo la mira, a quel tempo.

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    Torino in verticale con Pobega. Juve, Kean largo per colpire

    TORINO – «Il derby della Mole non l’ho praticamente mai giocato: appena quattro minuti quando ero un ragazzo del Toro…». Federico Balzaretti, oltre ad essere un doppio ex (è cresciuto nei granata e ha giocato due stagioni nella Juventus), è un apprezzato commentatore televisivo e oggi pomeriggio seguirà la sfida per Dazn.

    Come arrivano al derby la squadra di Juric e quella di Allegri?

    «Dalla Juventus ci si aspettava qualcosa di più in questo avvio di stagione, ma è in ripresa e risalita. Contro il Chelsea i bianconeri hanno disputato una partita da squadra vera e nella quale Allegri si è dimostrato ancora una volta un grande stratega. Parliamo di un allenatore che tira fuori sempre risorse importanti, soprattutto nei momenti decisivi: doveva vincere queste ultime tre partite e le ha vinte. Però…».

    Però…

    «Stavolta affronterà un Toro che sta stupendo. Stimo tantissimo Juric e mi piace molto la squadra che ha allestito il ds Vagnati. Saranno arrivati anche all’ultimo, alcuni giocatori, ma hanno tutti caratteristiche e “motore” perfetti per il cacio di Juric. Ivan è un allenatore che chiede parecchio ai suoi ragazzi, ma poi i risultati si vedono».

    Che Torino si aspetta contro la Juventus?

    «Lo stesso di sempre perché le squadre di Juric hanno un’identità chiara e non la cambiano. Se ripenso al suo Verona degli scorsi due anni, non mi vengono in mente partite disputate con un atteggiamento diverso. Il Toro giocherà uomo a uomo, a tutto campo, magari con un minimo di copertura in più in fase difensiva per limitare la forza dei bianconeri. Saranno determinanti le marcature preventive. Comunque i granata sono la squadra del campionato che ha subito meno tiri in porta e non è un caso: la fase difensiva sarà una delle chiavi del Toro nel derby».

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    Causio: “Juve, come in Coppa. Col Torino stessa cattiveria”

    TORINO – Buongiorno Causio, si sta per giocare un derby della Mole con Juventus e Torino a pari punti. Non accadeva dal 5 novembre 1972, finì 2-1 per il Torino con doppietta di Pulici e gol bianconero di Anastasi. Lei era in campo, ricorda quella partita?

    «No, non la ricordo. Non ricordo le sconfitte».

    Allora qual è il derby giocato che ricorda più volentieri?

    «Ma no, è inutile parlare del passato e dei derby di quando giocavo. Ormai non è più il mio derby, adesso i giocatori sono quasi tutti stranieri, mentre allora eravamo tutti italiani e la partita era molto più sentita. Adesso i derby sono un’altra cosa, non serve parlare di quelli di allora».

    Parliamo di quello di oggi: che partita si aspetta?

    «Difficile dirlo, in questo senso il derby resta una partita a sé. Poi non so che formazioni metteranno in campo, nella Juve per esempio ci sono diversi infortunati. I bianconeri dopo un inizio difficile si stanno riprendendo, ma anche il Torino sta facendo abbastanza bene».

    A che punto è la ripresa della Juventus?

    «Ho visto la Juve dal vivo a Udine alla prima giornata e poi mercoledì sera contro il Chelsea. Per 45 minuti – un’ora tiene bene, poi cala, ma mercoledì aveva anche tanti giocatori infortunati. Sicuramente la vittoria contro Chelsea può dare una spinta importante a livello mentale nel processo di risalita».

    Una vittoria in cui ha a brillato Chiesa e non solo per il gol.

    «Chiesa brilla sempre. E’ uno dei pochi che non si risparmia mai. Anzi, dovrebbe proprio risparmiare qualche energia in più per arrivare più fresco negli ultimi 30 metri. Ha tutto. Deve soltanto discipliarsi un po’, sono perfettamente d’accordo con Allegri e credo che ci riuscirà, perché Massimiliano è un maestro in questo. E Chiesa stesso con il tempo e l’esperienza imparerà a gestire le energie al meglio».

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