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    Benevento, Mastella e la moglie furiosi: “Vergogna Mazzoleni”

    BENEVENTO – Anche Clemente Mastella, sindaco di Benevento, e la moglie Sandra Lonardo, senatrice, protestano per il rigore non concesso al Benevento ieri, nel match perso 3-1 con il Cagliari, in una sfida che pesava tanto nella lotta salvezza: “In Benevento-Cagliari c’è stato un errore di protocollo Var, questo è un danno per la società e per la città di Benevento – le parole di Mastella a ‘Il Sogno Nel Cuore’, su 1 Station Radio – per ciò che è successo, gli avvocati si stanno già mobilitando per chiedere un risarcimento danni. Se ci vogliono fuori dalla Serie A, basta dirlo. L’errore è stato commesso, ma Doveri è stato incapace di annullare la chiamata di Mazzoleni. Quest’ultimo è recidivo: a Napoli, in maniera diversa, ha favorito lo stesso Cagliari a discapito nostro. Sarà una coincidenza, ma è molto strano. Di questo passo, nel nostro calcio, svaniranno le storie di Davide contro Golia. Un’ammissione di colpa avrebbe placato sicuramente gli animi. Con ciò che è successo, tutta Italia è d’accordo con noi: mia moglie, la senatrice Sandra Lonardo, ha mosso un’interrogazione parlamentare riguardo i fatti accaduti nel match disputato ieri e gli interessi della famiglia Mazzoleni a Cagliari”.
    Lady Mastella: “Mazzoleni ha agevolato il Cagliari due volte”
    Sulla stessa linea Sandra Lonardo, senatrice e moglie di Mastella: “Benevento-Cagliari sarà portata in Parlamento, ritengo che sia una cosa sconveniente quanto successo – le parole della parlamentare a Radio Punto Nuovo – il presidente Vigorito ha tutta la mia solidarietà e non solo, ma di tutti gli amanti del calcio, non solo tifosi del Benevento. Stamattina, ho letto di Luca Marelli che dice di non capire le designazioni di Rizzoli: perché mandare ancora Mazzoleni al VAR? Un’altra cosa che leggevo di Marelli è che sostiene che non si riesce a vedere la portata del tocco, allora andiamo al VAR. Un vecchio detto recita ‘a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina’. Mazzoleni ha agevolato il Cagliari due volte, con Napoli e Benevento: è allucinante, una vergogna e lo grido ad alta voce come il presidente Vigorito”.
    Mercoledì interrogazione parlamentare al governo
    “Mercoledì sarà presentato ufficialmente il caso al presidente Draghi e alla sottosegretaria Vezzali – continua Lonardo – è una cosa scandalosa, stiamo mettendo a rischio la sopravvivenza di una società di Serie A. Un’altra cosa che mi fa pensar male è che, per la prima volta nella storia, avremmo potuto avere tre campane in Serie A e ciò avrebbe creato un ritorno economico non indifferente. Ancora una volta il Nord ci porta via qualcosa? Non lo so. Ma guardiamo al Recovery Fund con cui ci stanno rubando tanti soldi. So per certo che Vigorito, e quanti presidenti come lui, parlano a ragion veduta, ci mettono i soldi e la faccia. Bisogna avere rispetto. Questa volta ci sono due indizi sul banco: Mazzoleni che favorisce il Cagliari per due partite consecutive. Chiederei, per concludere, di ripetere la gara: metterebbe a tacere tutti, è un’offesa a un territorio e non lo meritiamo”.
    Guarda la galleryBenevento-Cagliari, la fotosequenza del contatto tra Asamoah e Viola LEGGI TUTTO

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    Bufera social su Mazzoleni: “Basta, odia la Campania”

    Tra il minuto 84 e il minuto 86 della sfida salvezza tra Benevento e Cagliari, sul risultato di 1-2 è accaduto l’episodio che ha segnato il destino del match (poi finito 1-3) e forse anche quello delle due squadre, con il Cagliari che grazie a questa vittoria compie un grande passo verso la permanenza nella massima serie ed il Benevento che invece finisce con un piede in Serie B. Questa l’azione: Asamoah interviene in modo scomposto su Viola, appena entrato in area. L’arbitro Doveri fischia il fallo ed assegna il calcio di rigore, salvo tornare sui suoi passi e annullare la decisione dopo essere stato richiamato dal Var Mazzoleni a rivedere l’accaduto. Questa scelta ha suscitato numerose proteste in campo e una vera e propria bufera social. Il centrocampista giallorosso potrebbe avere accentuato la caduta, ma che il tocco ci sia stato non è in discussione. Quello su cui si è discusso in sala Var potrebbe quindi essere stato l’entità del tocco o il momento iniziale della caduta in area.

    Rigore dubbio per il Benevento: i commenti sui social

    Sui social dall’episodio del rigore in poi si è abbattuta e si sta abbattendo una pioggia di commenti quasi tutti a senso unico. Molti utenti hanno ricordato che Mazzoleni era Var anche della partita pareggiata 1-1 dal Napoli contro il Cagliari nello scorso turno di campionato. Facile imbattersi in commenti del tipo: “Come fa a non essere rigore per il Benevento? Mazzoleni l’ha richiamato al VAR e Doveri l’ha pure tolto”; “Incredibile rigore revocato al Benevento. Mazzoleni ha dato altri 2 punti al Cagliari dopo quello di Napoli”; “Non dare un rigore così. Meglio, cancellarlo… Viola cerca l’avversario, ma il contatto c’è! Mazzoleni muto e cieco domenica scorsa, oggi vede. Mah”. E ancora: “Quattro punti in più grazie a Mazzoleni…”; “Dopo aver complicato la corsa Champions del Napoli, Mazzoleni affossa anche il Benevento. Scandaloso il rigore non assegnato ai giallorossi, secondo me odia la Campania. Ma purtroppo anche i sanniti ci hanno messo molto del loro per una retrocessione che ora sembra inevitabile”. A scrivere questi commenti non sono solo i tifosi del Napoli o del Benevento: “Mazzoleni protagonista, man of the match”; “Mazzoleni avrà qualche problema con la Campania, sarà allergico alla mozzarella…”; “Il regolamento dice che il VAR può intervenire solo in caso di chiaro errore. Quindi nel dubbio perché Mazzoleni richiama Doveri? Furto clamoroso”; “Diciamo che Mazzoleni tra Napoli e Benevento ha decretato la salvezza del Cagliari. Contento per il Cagliari che è squadra simpatica, ma immagino un tifoso campano cosa potrà pensare del “solito” Mazzoleni”. LEGGI TUTTO

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    Atalanta e Muriel da Champions, il Cagliari inguaia il Benevento

    TORINO – L’Atalanta non ‘stecca’ e passa sul campo del già retrocesso Parma, travolto dai goldi Malinovsky e Pessina, da una doppietta di Muriel (21 gol in campionato) eda la rete finale di Miranchuk. La ‘Dea’ conquista così una vittoria pesantissima nella corsa alla Champions League ed è ora seconda a +2 sul Napoli in attesa della sfida tra Juve e Milan (al momento appaiate a -3 dai nerazzurri) che chiuderà il programma della 35ª giornata di Serie A. Nello scontro diretto per la salvezza tra Benevento e Cagliari invece fanno festa i sardi, che vincono 3-1 (fa discutere il rigore dato e poi tolto dal monitor su indicazione del Var ai giallorossi nel finale, sul risultato di 1-2) e volano +4 sui sanniti terz’ultimi, scavalcando lo Spezia e agganciando il Torino rimontato sul pari a Verona.
    Serie A, la classifica
    Muriel fa 21, l’Atalanta è seconda
    Senza l’infortunato Toloi e con il portiere Gollini squalificato, Gasperini si presenta al Tardini con Sportiello tra i pali e un 3-4-1-2 in cui Maehle e Gosens sono gli esterni mentre davanti è Malinovskyi il trequartista dietro a Zapata e Ilicic, di nuovo titolare ai danni di Muriel. Molto più lunga la lista degli indisponibili nel Parma che D’Aversa schiera con il 4-3-3: Osorio e Bruno Alves centrali e Gagliolo e Busi ai loro lati, Kurtic e Grassi a supporto di Sohm in mezzo al campo, mentre tocca a Kucka con l’ex di turno Cornelius e Gervinho. Chiaramente superiori le motivazioni della ‘Dea’ contro i già retrocessi emiliani e al 12′ i nerazzurri sono già avanti: conclusione di Malinovsky deviata da Kurtic e palla alle spalle di Sepe. L’Atalanta non è una squadra che specula sul vantaggio e insiste: due azioni fotocopia intorno al 20′, sempre Ilicic al cross per la testa di Gosens, che prima manca la porta e poi trova il portiere di casa ben piazzato. Ilicic è ispirato e ispira i compagni: tacco per Freuler, cross basso per Zapata che calcia di prima e colpisce la traversa (31′) per poi testare ancora i riflessi di Sepe prima dell’intervallo (41′). Al rientro dagli spogliatoi subito due novità per Gasperini, che toglie Zapata e Ilicic per inserire Muriel e Pessina: una doppia mossa che paga subito, perché è proprio il colombiano a servire la palla che l’azzurro spedisce in porta con un preciso diagonale (52′). Ancora Muriel scatta poi in contropiede ma calcia a lato (57′), prima dell’uscita di Malinovskyi in favore di Miranchuk che manda subito al tiro Maehle (deviazone in corner di Sepe). D’Aversa allora risponde inserendo Pellè e Valenti (fuori Gervinho e l’ex atalantino Grassi) ma la gara già non ha più storia e Muriel (dopo un palo sfiorato di testa da Djimsiti) cala il tris su assist del neo entrato Pasalic (77′). E a riaprire il match non basta il gol segnato subito dopo dal Parma con l’argentino Brunetta, appena gettato nella mischia, perché la ‘Dea’ in contropiede serve il poker ancora con Muriel (21 gol in campionato) che insacca in tap-in sul palo colpito da Pessina. Non fa male (se non all’infuriato Gasperini) il gol di Sohm che su ‘imbucata’ di Pellè supera con un ‘tocco sotto’ Sportielo per poi spingere la palla in rete, perché ne recupero arriva la cinquina bergamasca con Miranchuk.
    Parma-Atalanta 2-5: tabellino e statistiche
    Guarda la galleryParma-Atalanta 2-5: Gasperini vola con super Muriel
    Il Cagliari inguaia il Benevento e ‘vede’ la salvezza
    Con Moncini, Foulon e Sau ancora in infermeria Pippo Inzaghi sceglie il 4-3-2-1 con Schiattarella preferito a Viola in regia e Roberto Insigne a supporto dell’unica punta Lapadula insieme a Caprari. Sull’altro fronte out invece Pereiro, Sottil e Rog per Semplici, che conferma Ceppitelli nella difesa a tre (con Godin e Carboni) e ritrova dopo la squalifica Marin in una mediana completata dal playmaker Deiola e Nainggolan, con Joao Pedro-Pavoletti coppia d’attacco e sugli esterni Nandez e Lykogiannis. Ed è proprio greco, innescato su uno schema da corner, a trovare l’incrocio e il vantaggio per il Cagliari dopo nemmeno un minuto. Una doccia gelata per i padroni di casa, che faticano a entrare in una partita in cui vengono però ricatapultati improvvisamente da Ceppitelli: il difensore regala palla a Caprari che mette davanti alla porta Lapadula, freddo poi a battere Cragno. L’1-1 risveglia Pippo Inzaghi, rimasto fermo e incredulo dopo il gol dei rossoblù, e accende i tifosi giallorossi radunati fuori dal Vigorito per sostenere le ‘Streghe’. Ora il Benevento c’è e serve il miglior Cragno per fermare il sinistro di Caprari servito da Lapadula (30′), poi la deviazione di Schiattarella su punizione calciata ancora dal fantasista (37′) a cui il portiere dice ancora no su un colpo di testa da cross di Insigne prima del riposo. Semplici vede il suo Cagliari soffrire e corre ai ripari nell’intervallo, inserendo Zappa al posto di Carboni per sistemarsi a quattro in difesa. E proprio il terzino innesca al 54′ Pavoletti, che di testa non inquadra però la porta, mentre sull’altro fronte è ancora attento Cragno su Lapadula (59′). L’attaccante del Cagliari non può invece sbagliare al 64′, quando su cross di Nandez viene lasciato tutto solo da Glik e Depaoli e deve solo schiacciare in rete di testa la palla del 2-1. Arrivano così i cambi di Inzaghi: dentro prima Viola e Gaich (al posto di Schiattarella e Insigne) e poi Letizia, Improta e Di Serio (fuori Depaoli, Hetemaj e Caprari). È ancora Lapadula però a provarci al 78′, senza impensierire Cragno, con le speranze di Inzaghi che si spengono definitivamente quando l’arbitro Doveri assegna un rigore ai suoi ma torna poi sui suoi passi dopo aver rivisto al monitor (su indicazione del Var) il contatto in area tra Viola e Asamoah. Nel recupero arriva anche il tris cagliaritano con Joao Pedro in contropiede e per il Benevento si fa sempre più in salita la strada per una salvezza che i sardi ora vedono invece più vicina.
    Benevento-Cagliari 1-3: tabellino e statistiche
    Guarda la galleryColpo Cagliari! Gioiello di Lykogiannis, Pavoletti e Joao Pedro: Benevento ko LEGGI TUTTO

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    Pioli applaude il Milan: “Grande carattere. Ibra? Ci era mancato”

    MILANO – Gongola soddisfatto Stefano Pioli dopo il 2-0 sul Benevento, che rilancia il suo Milan dopo un momento difficile e ‘avvisa’ le agguerrite rivali nella corsa alla Champions League: “Questa partita non era facile dopo due sconfitte, dal punto di vista emotivo e della classifica – ha detto il tecnico rossonero -, ma abbiamo reagito e dimostrato carattere. Senza spirito di squadra del resto non si va da nessuna parte, tanto meno noi che siamo una squadra forte ma non abbastanza da rinunciare alle rincorse e al sacrificio”.
    Milan-Benevento 2-0: tabellino e statistiche
    Applausi per Ibra e ‘Cala’
    Uno spirito tornato insieme a Ibrahimovic, recuperato e di nuovo titolare nella sfida vinta contro i campani: “Stiamo parlando di un campione – ha sottolineato Pioli -, che fa crescere anche il valore dei suoi compagni. Gli piace agire da regista offensivo e così crea spazio agli altri, non averlo avuto per tanto tempo ci ha penalizzato ma ora per fortuna sta bene”. Di livello anche la prestazione di Calhanoglu, autore del primo gol rossonero dopo pochi minuti: “Non ha ancora espresso il massimo delle sue potenzialtà – ha detto il tecnico del Milan -. È un calciatore che mi piace tanto, che non dà riferimenti e si sacrifica ma ora sta migliorando anche dal punto di vista finalizzativo. Sta acquisendo la consapevolezza che magari in passato non aveva, deve capire che lui è un calciatore da doppia cifra, sia come gol che come assist”.
    Guarda la galleryMilan, con Ibra torna la vittoria: Benevento ko a San Siro
    Volata per la Champions
    Un pensiero poi per Paolo Maldini e per il resto della società, rimasta vicina alla squadra in un momento di difficoltà: “I dirigenti ci mettono nelle condizioni di lavorare al meglio, del resto parliamo di gente di calcio che capisce le situazioni e ci sta dando un grande supporto”. Ora un rush finale da brividi, con la prima di quattro ‘finali’ in programma allo Stadium contro la Juve, e Pioli indica la via al suo Milan: “Dobbiamo continuare a giocare la palla senza paura come stasera, ma migliorando dal punto di vista della solidità. Non è sempre facile ma il nostro obiettivo è grande e le prestazioni per raggiungerlo – ha concluso Pioli – devono esserlo altrettanto”. LEGGI TUTTO

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    Milan-Benevento 2-0: il Diavolo si rialza e ora punta la Juve

    MILANO – Il Milan si rialza dopo le due sconfitte di fila incassate da Sassuolo e Lazio, stende il Benevento a San Siro (2-0) e resta aggrappato alla zona Champions League, tornando momentaneamente secondo a +1 sull’Atalanta e a +3 sul Napoli e sulla Juve prossima avversaria nello scontro diretto allo Stadium. Di Calhanoglu nel primo tempo e Theo Hernandez nella ripresa le reti che hanno rilanciato il ‘Diavolo’ e inguaiato invece ulteriormente il grande ex Pippo Inzaghi (una sola vittoria nelle ultime 18 partite), terz’ultimo in classifica e atteso ora dal decisivo ‘spareggio’ col Cagliari.
    Milan-Benevento 2-0: tabellino e statistiche
    Le ‘mosse’ di Pioli e Pippo Inzaghi
    Solo Mandzukic ai box per Pioli e la novità principale nei rossoneri è il ritorno dal primo minuto di Ibrahimovic nel 4-2-3-1 con Saelemaekers, Calhanoglu e Leao sulla trequarti; in mediana coppia centrale formata da Kessié e Bennacer mentre in difesa torna titolare capitan Romagnoli al fianco di Tomori con Hernandez e Dalot sulle fasce. Senza gli infortunati Sau, Tuia e Moncini invece Pippo Inzaghi schiera i suoi con il 4-3-2-1, con Depaoli e Barba ai lati della coppia Glik-Caldirola, con il regista Viola affiancato da Ionita e Dabo mentre davanti c’è Lapadula (preferito a Gaich) supportato da Improta e Iago Falque.
    Serie A, la classifica
    Subito Calhanoglu, zero tatticismi
    Pronti-via e dopo appena cinque minuti il Milan è già avanti: scambio nello stretto tra Calhanoglu e Kessié, cross basso di Saelemaekers e dopo un intelligente velo dell’ivoriano è proprio Calhanoglu a inserirsi in area per chiudere l’azione col destro. Il Benevento incassa il colpo e prova subito a reagire, con Lapadula che su un lancio di Viola si infila tra i centrali rossoneri ma poi grazia Donnarumma calciando fuori con l’esterno sinistro (11′). Un campanello d’allarme per il Diavolo che cerca allora l’immediato ko con Saelemaekers che impegna Montipò, mentre sull’altro frontre Donnarumma deve rifugiarsi in corner su una conclusione dalla distanza di Ionita. Il Benevento è in partita ma concede spazi al contropiede rossonero e dopo un ‘coast to coast’ di Kessié servono ancora i guantoni di Montipò per chiudere la porta a Leao (16′). Zero tatticismi e squadra lunghe, con occasioni da una parte e dall’altra: per il Milan prima Leao non trova la porta di testa su cross morbido dell’ispirato Calhanoglu e poi Hernandez trova ancora pronto Montipò; sull’altro fronte Viola ci prova direttamente da corner (attento Donnarumma) e poi destro al volo di Depaoli deviato in angolo. Prima del riposo proteste del Benevento, che ha chiesto invano il secondo giallo al già ammonito Bennacer per un fallo su Dabo, poi raddoppio sfiorato due volte dal Diavolo: ripartenza con Calhanoglu e Bennacer murati dalla difesa giallorossa e infine destro di Ibrahimovic (innescato da Kessié), fermato però da un altro grande intervento di Montipò.
    Di Theo Hernandez il colpo del ko
    Al rientro dall’intervallo c’è Tonali al posto di Bennacer nel Milan, ma a partire forte è il Benevento che in cinque minuti spaventa tre volte i rossoneri: rovesciata di Lapadula fermata col volto da Theo Hernandez, destro a giro fuori di poco di Dabo e sinitro dal limite di Iago Falque fuori di un niente. Scampato il pericolo il Diavolo si sveglia e sfiora il palo con Calhanoglu (54′) mentre poco dopo Ibrahimovic danza in area ma poi calcia addosso a Montipò in uscita. Tra i giallorossi intanto c’è Roberto Insigne al posto di Iago Falque, ma ora il Milan spinge per chiuderla e al 60′ raddoppia: Theo Hernandez imbuca per Ibrahimovic, Montipò respinge il tiro dello svedese ma non può nulla sul tap-in dell’esterno francese. È il colpo del ko per il Benevento, che getta nella mischia Caprari e Gaich (fuori Lapadula e Improta) ma non riesce più a impensierire davvero i rossoneri: il braccio di Ibrahimovic (respinta su una conclusione di Caprari) viene considerato attacco al corpo dall’arbitro Calvarese, Pioli gestisce il finale con i cambi (dentro anche il diffidato Castillejo che si prende il giallo e salterà la Juve) e al triplice fischio può festeggiare tre punti pesantissimi per il suo Milan ritrovato.
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    Diretta Benevento-Udinese ore 12.30: probabili formazioni e come vederla in tv e in streaming

    BENEVENTO – Scontro diretto per la salvezza al Vigorito nell’anticipo domenicale della 32esima giornata. Dopo aver ottenuto due soli punti nelle ultime quattro partite il Benevento di Pippo Inzaghi, attualmente quart’ultimi a +3 sul Cagliari (che sempre oggi ospiterà la Roma), cercherà di tornare al successo contro l’Udinese di Gotti, che ha cinque punti in più e cercherà invece di archiviare il discorso salvezza.
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    Come vedere in tv e in streaming Benevento-Udinese
    Benevento-Udinese è in programma alle ore 15 allo stadio ‘Vigorito’ di Benevento e sarà visibile in esclusiva in diretta su Dazn e Dazn 1 (canale 209 di Sky).
    Le probabili formazioni di Benevento-Udinese
    BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Glik, Barba, Caldirola; Depaoli, Hetemaj, Viola, Ionita, Improta; Gaich, Lapadula. Allenatore: F. Inzaghi. A disposizione: Manfredini, Lucatelli, Pastina, Dabo, Schiattarella, Diambo, R. Insigne, Di Serio, Sau, Iago Falque.Indisponibili: Moncini, Foulon, Letizia, Tuia, Tello, Caprari. Diffidati: Foulon, Hetemaj, F. Inzaghi.
    UDINESE (3-5-1-1): Musso; Bonifazi, Nuytinck, Samir; Molina, De Paul, Walace, Arslan, Stryger Larsen; Pereyra; Okaka. Allenatore: Gotti. A disposizione: Scuffet, Gasparini, Becao, Ouwejan, De Maio, Zeegelaar, Makengo, Macin, Braaf, Forestieri, Llorente.Indisponibili: Jajalo, Pussetto, Deulofeu, Nestorovski. Diffidati: Musso.
    ARBITRO: Mariani di Aprilia.
    GUARDALINEE: Scarpa e C. Rossi.
    IV UOMO: Marchetti.
    VAR: Doveri.
    AVAR: Longo.
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    La Lazio tiene il passo Champions, il Bologna vede la salvezza

    TORINO – Vittorie di Lazio e Bologna nei due match della 31ª giornata di Serie A giocati in contemporanea a quello perso dalla Juve sul campo dell’Atalanta. Tre punti sudati ma importantissimi per i biancocelesti, che avanti 4-1 rischiano di farsi rimontare ma battono 5-3 il Benevento (quinta vittoria di fila) e con una gara in meno (quella col Toro rinviata per Covid) restano così in piena corsa per un posto Champions League, a -4 dalla Juve di Pirlo. Un successo meno sofferto quello degli emiliani che dopo due ko di fila si rialzano e calano il poker in casa contro lo Spezia, volando così a +12 sul Cagliari terz’ultimo e archiviando in pratica il discorso salvezza.
    Serie A, la classifica
    Immobile torna al gol
    Simone Inzaghi, ancora assente dopo la positività al Covid, salta quella che sarebbe stata la terza sfida contro il fratello Pippo. Al suo posto come a Verona il vice Farris ma nel 3-5-2 c’è il rientro dalla squalifica di Correa (titolare al fianco di capitan Immobile in attacco, dove è invece out lo squalificato Caicedo) e dell’azzurro Lazzari, titolare a destra con Marusic in difesa e Fares a sinistra. Sull’altro fronte out (per squalifica) solo l’ex di turno Tuia: difesa a quattro con l’ormai recuperato Letizia di nuovo titolare a sinistra, in mediana Ionita e Improta ai lati di Schiattarella e il centravanti Gaich supportato da Roberto Insigne e Sau. Il Benevento prova subito a spaventare Reina con un colpo di testa alto di Ionita, ma la Lazio risponde con Immobile: cambio gioco di Milinkovic-Savic e cross al volo col sinistro di Fares per l’azzurro, che di testa colpisce il palo e poi sulla ribattuta lo sfiora col destro. Dopo 9 gare di digiuno Immobile ha fame, insiste e con la deviazione di Depaoli porta in vantaggio i suoi al ‘9, servito con un filtrante da Correa dopo un’intelligente giocata di Leiva. Il bomber non si accontenta però di un’autorete provocata, vuole il 150° gol in A e lo trova al 20′: assist smarcante di Milinkovic-Savic e palla alle spalle di Montipò. La reazione dei campani è in un sinistro a lato di Improta, mentre la Lazio fa male in contropiede e cala il tris: assist di Immobile per Correa, pallonetto su Montipò che tocca la palla in uscita ma poi stende l’argentino, a cui il capitano biancoceleste lascia calciare il rigore del 3-0 (36′). La gara sembra già chiusa ma non secondo Sau, che con uno splendido destro a giro riaccende le speranze dei suoi a un passo dal riposo (45′). 
    Guarda la galleryLa Lazio va con Immobile-Correa: Benevento battuto 5-3
    La Lazio soffre ma vince
    La ripresa inizia sotto il diluvio e con la Lazio di nuovo micidiale in contropiede: palla recuperata da Luis Alberto per Immobile, scarico per Correa che cerca il passaggio di ritorno per il compagni e trova invece il tacco di Montipò che fa autogol. Il portiere si riscatta però al 55′, quando para un rigore a Immobile (entrata a gamba tesa di Gaich su Milinkovic-Savic vista dal Var) e si supera sulla ribattuta di Fares. Il rigore (trattenuta di Marusic su Ionita, anche questa vista dal Var) non lo sbaglia invece il neo entrato Viola che al 63′ riporta il Benevento a -2. Nel frattempo i campani sono passati al 3-5-2 (dentro anche Lapadula e Caldirola) e iniziano a creare difficoltà alla Lazio (dentro Lulic e Parolo), che si fa sorprendere ancora al 66′: corner calciato di Viola e colpo di testa vincente di Lapadula, con il Var che vede però una spinta su Immobile e porta l’arbitro ad annullare il gol. Scampato il pericolo, Farris si affida ai muscoli di Akpa Akpro e Muriqi (fuori Luis Alberto e Correa) ma Caldirola spaventa di nuovo Reina, con un sinistro a lato ancora su azione da corner. Pippo Inzaghi si gioca anche la carta Iago Falque (fuori Ionita), ma dopo un colpo di testa mancato da Lapadula è Roberto Insigne a calciare in curva col sinistro da buona posizione. Il Benevento ci crede e all’85’ passa ancora: parata di Reina su Depaoli e altro angolo calciato da Viola per Glik che di testa la piazza all’incrocio. La Lazio, che nel finale perde per infortunio Akpa Akpro (appena entrato e già ammonito) e si copre con Hoedt, spreca due ripartenze con Muriqi e Lazzari ma alla fine la chiude con Immobile che fa 5-3 e blinda tre punti pesantissimi nella corsa alla Champions League.
    Lazio-Benevento 5-3: il tabellino
    Il Bologna parte forte
    Al Dall’Ara non c’è Mihajlovic (squalificato), che è senza Tomiyasu e Medel (infortunati come Hickey e Santander): nel suo 4-2-3-1 Orsolini vince il ballottaggio con Skov Olsen come esterno destro, mentre in mediana c’è Svanberg. Italiano può contare su Erlic, titolare in difesa anche se non al meglio, e in attacco conferma il tridente Verde-Nzola-Gyasi. La partita si mette subito in discesa per il Bologna, con Orsolini che prima spreca tutto solo davanti a Provedel (10′) ma due minuti trasforma il rigore concesso per un tocco col braccio in area di Simone Bastoni. Lo Spezia è già costretto a inseguire e lascia così spazio agli emiliani, che ringraziano e passano ancora al 18′: Soriano lancia Schouten in campo aperto, assist per Barrow che insacca a porta vuota e punisce ancora i liguri, a cui aveva già segnato all’andata e in Coppa Italia. 
    Guarda la galleryBologna, poker contro lo Spezia: Svanberg show nella ripresa
    Doppietta di Svanberg
    Ora sotto di due gol lo Spezia riparte all’attacco, ma Skorupski è attento sulla conclusione di Nzola (22′). Più impegnativo comunque l’intervento del collega Provedel al 32′, quando compie un mezzo miracolo su Dijks e tiene così a galla i suoi che prima del riposo tornano in partita: sul corner calciato da Simone Bastoni è Ismajili ad accorciare le distanze (34′). L’ultimo brivido prima dell’intervallo al 37′: schema su punizione che porta al tiro Barrow, con il palo che salva però lo Spezia. Il Bologna di oggi è però più forte della sfortuna e nella ripresa prende il largo, trascinato da Svanberg che prima cala il tris al 54′ (assist di Danilo sugli sviluppi di un corner) e poi serve il poker con un colpo di testa su cross di Barrow (60′). E con tre gol di vantaggio fa meno rabbia la traversa colpita poco dopo da Orsolini, bravo ad andare via in dribbling a Simone Bastoni prima di scaricare il sinistro sul montante. La gara si chiude praticamente qui, con la classica ‘girandola dei cambi’ che accompagna le squadre fino al triplice fischio finale.
    Bologna-Spezia 4-1: il tabellino LEGGI TUTTO

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    Serie A: solo un pari per il Milan, vincono Atalanta e Roma

    Nella 25ª giornata solo un pari (e in rimonta nel finale) per il Milan, che frena in casa con l’Udinese (1-1) e ora è a -3 dall’Inter capolista (attesa dalla trasferta in posticipo sul campo del Parma). Non frena invece l’Atalanta, che travolge il Crotone del nuovo allenatore Serse Cosmi (5-1) e con la quarta vittoria di fila resta terza a -4 dal Diavolo insieme alla Juventus (che ha però giocato una gara in meno). Due punti sotto resta in scia la Roma di Fonseca, che passa nel finale a Firenze come corsaro è il Verona di Juric, capace di andare a dominare a Benevento (0-3) dopo l’ultimo pari con la Juve. Pareggio infine nel derby Genoa-Sampdoria (1-1) mentre il Cagliari trova il secondo successo di fila sotto la gestine Semplici superando in casa il Bologna (1-0).

    Serie A, la classifica
    Kessie ‘salva’ il Diavolo
    Con Mandzukic infortunato come Ibrahimovic (impegnato in questi giorni al Festival di Sanremo ma venuto a San Siro per sostenere i compagni) Pioli schiera Leao punta del 4-2-3-1: Brahim Diaz a supporto con Rebic e Castillejo ai suoi lati, mentre in difesa si rivede Romagnoli al fianco di Kjaer e Tomori si siede in panchina (in infermeria restano invece Calhanoglu e Bennacer). Sull’altro fronte è un compatto 3-5-1-1 quello scelto da Gotti, che deve rinunciare a Deulofeu, Jajalo, Pussetto, Forestieri e Prodi: davanti tocca a Nestorovski con Pereyra a girargli intorno. Il Milan prova fin da subito a fare la partita ma fatica a trovare spazi tra le maglie bianconere e bisogna aspettare il 19′ (dopo una trattenuta reciproca tra Asrlan e Kessié nell’area friulana lasciata correre dell’arbitro) per la prima occasione: Brahim Diaz a impegnare Musso con un destro a giro dal limite. Il Diavolo si innervosisce e se la cavano col giallo Rebic (Becao dopo che il difensore era a terra) e poi Theo Hernández (durissimo l’intervento su Molina). L’Udinese prova ad affacciarsi allora in avanti ma Romagnoli anticipa Pereyra su cross di Molina mentre è innocua poco dopo la rovesciata di Leao: conclusione centrale e palla tra le braccia di Musso, che di piede chiude poi la porta anche a Castillejo (39′). Nel riposo Musso salva subito su Meite, poi su un colpo di testa di Kessie e ancora su Castillejo tenendo in partita l’Udinese, che al 68′ passa addirittura in vantaggio: angolo di De Paul e colpo di testa vincente di Becao. Il Diavolo è in difficoltà ma non molla, i friulani reggono nonostante gli infortuni di Pereyra e Samir (che senza più cambi lascia la squadra in dieci) ma vengono ‘traditi’ al 95′ da Stryger Larsen (Udinese), che tocca la palla con la mano in area: rigore per il Milan e l’infallibile Kessie evita il ko al Milan quando ormai è il 97′.
    Milan-Udinese 1-1: tabellino e statistiche

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    Kessie salva il Milan all’ultimo: 1-1 con l’Udinese

    La Dea non si ferma, Cosmi ko
    Lo squalificato De Roon e gli infortunati Hateboer e Lammers sono gli indisponibili di Gasperini che lascia Zapata in panchina, sposta Pessina in mediana e schiera Malinovsky e Ilicic dietro a Muriel. Se la gioca quasi a ‘specchio’ il nuovo tecnico dei calabresi Serse Cosmi, orfano di Djidji, Benali e Vulic: 3-4-1-2 con Messias dietro a Riviere e Simy. Avvio da copione con ritmi alti e Atalanta a farla subito da padrona con Gosens, che prima manca la porta di un soffio con il destro (8′) ma non sbaglia poco dopo, quando supera di testa spedisce in rete la palla scodellata in area da Ilicic (12′). Vantaggio e gara in discesa per la Dea, che insiste e fallisce il raddoppio con Muriel (controllo impreciso e conclusione su Cordaz) ma si fa sorprendere al 23′: malinteso tra Freuler e Romero e ne approfitta Simy, che scatta in velocità a solo davanti a Sportiello lo beffa con un morbido pallonetto. L’Atalanta accusa per un momento il colpo e lascia spazio al contropiede di Messias che non riesce però a superare Sportiello, così come non riescono a trovare la porta i nerazzurri Ilicic e Malinovsky poi di nuovo Messias. Il pari con cui il Crotone arriva al riposo dura però pochissimo nella ripresa, perché al 48′ Palomino raccoglie una palla vagante su corner di Djimsiti e riporta avanti l’Atalanta, che due minuti dopo cala il tris con Muriel (dopo uno scivolone di Golemic) e al 58′ serve il poker con uno splendido sinistro a giro di Ilicic. E nel finale c’è gloria anche per Miranchuk, che fa 5-1 su assist dell’altro nuovo entrato Zapata: quarta vittoria di fila per la Dea che resta terza con la Juve.
    Atalanta-Crotone 5-1: tabellino e statistiche

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    Atalanta, che show: goleada al Crotone

    Diawara lancia la Roma
    Prandelli non abbandona il consueto 3-5-2 con Ribery seconda punta al fianco di Vlahovic mentre Fonseca, con Dzeko out e la difesa ancora in emergenza (fuori Ibanez, Juan Jesus e Santon) si affida a Borja Mayoral come vertice del 3-4-2-1 e schiera ancora Cristante al centro della retroguardia. La Roma si rende subito pericolosa in ripartenza, con Dragowski provvidenziale ad anticipare in uscita Mkhitaryan ben servito da Veretout, ma la gara è equilibrata e c’è lavoro anche per Pau Lopez, attento due volte a Vlahovic che ci prova prima di testa (16′) e poi di potenza col sinistro dopo un veloce contropiede viola (28′). In campo si lotta e Mancini si prende il giallo per una gomitata di Mancini, mentre Igor è costretto a lasciare il posto a Biraghi per i danni riportati in un precedente duro contrasto con Bruno Peres (42′). A chiudere in avanti il primo tempo è la Roma (parata di Dragowski su un velenoso tiro dal limite di Pellegrini) che parte forte anche nella ripresa e passa subito: lancio in verticale di Mancini e gran destro al volo di Spinazzola che porta avanti i giallorossi. Sotto di un gol Prandelli perde per infortunio anche Castrovilli (dentro Kokorin) ma a riportarlo a galla, dopo un salvataggio di Mancini su Ribery, è proprio Spinazzola che sul cross del francese infila involontariamente Pau Lopez. Nel frattempo sull’azione del pari si era fatto male il giallorosso Veretout, rilevato da Pedro in una Roma incapace poco dopo di sfruttare l’occasione del nuovo vantaggio con Mayoral che calcia addosso al portiere a pochi passi dalla porta. La sfida resta equilibrata e sembra destinata a finire in pareggio, ma non è d’accordo Diawara che all’88’ finalizza uno splendido assist del nuovo entrato Karsdorp e regala alla Roma una vittoria al fotofinish preziosissima nella corsa alla Champions.
    Fiorentina-Roma 1-2: tabellino e statistiche

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    Fiorentina-Roma, brividi per Astori. Diawara cancella l’autogol di Spinazzola

    Pari nel derby di Genova
    Nel 3-5-2 di Ballardini torna titolare in regia Badelj in regia e davanti c’è la coppia Shomurodov-Destro. Sceglie la difesa a tre anche Ranieri con Bereszynski, Tonelli e Colley davanti a Perin, mentre sulle fasce ci sono Candreva e Augelle con Verre trequartista alle spalle di Keita e Quagliarella. Agonismo ed equilibrio come in ogni derby che si rispetti, tanto che nel primo tempo l’unico vero brivido è la traversa colpita dal Genoa con un tiro-cross di Zajc e Goldaniga che non riesce a riabadire in rete. La sfida si sblocca però nella ripresa e a farlo sono i rossoblù di Ballardini: lancio di Strootman e sprint di Zappacosta, che supera prima Candreva e poi Tonelli per andare infine a segnare col destro (52′). La Sampdoria reagisce e impegna Perin con Keita (deviazione su tiro di Candreva) e al 77′ trova il pari: corner di Candreva e girata vincente di Tonelli che di testa fa 1-1. Il risultato non cambia più: il derby della Lanterna finisce senza vincitori né vinti.
    Genoa-Sampdoria 1-1: tabellino e statistiche

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    Il derby della difesa: Zappacosta e Tonelli decidono Genoa-Sampdoria

    Il Verona domina a Benevento
    Pippo Inzaghi concede un po’ di riposo a Viola e Caprari: dentro Insigne e Sau a sostegno di Lapadula mentre in difesa, complice la squalifica di Barba, tocca a Caldirola e Glik. Nel trio difensivo dell’Hellas è Ceccherini la sorpresa, il centrocampo cambia con Veloso e Tameze e in attacco (ancora out Colley e Kalinic) c’è Lasagna spalleggiato da Barak e Zaccagni. Il primo tempo è un dominio veronese, con la squadra di Juric che mette in campo grande aggressività e al 25′ trova il gol con Faraoni, che segna di testa su cross di Lazovic. Nel frattempo il Benevento ha già perso per infortunio Letizia, uscito in lacrime (11′) e sostituito da Foulon che al 34′ infila la sua porta con un goffo autogol di testa su cross dalla sinistra. Gli ospiti dominano e colpiscono anche una traversa con Barak (gran tiro al 38′) mentre il Benevento si fa vedere solo prima del riposo con Roberto Insigne che impegna Silvestri. Anche nella ripresa però non c’è storia e il Verona chiude i giochi al 50′ con Lasagna, che anticipa Glik e supera Montipò bravo poi nell’ultima parte di match ad evitare più volte un passivo più pesante per i suoi.
    Benevento-Verona 0-3: tabellino e statistiche
    Il Cagliari vola con Semplici
    È Godin a guidare la difesa a tre dei sardi (orfana dello squalificato Lykogiannis), Nandez e Zappa sulle corsie esterne per rifornire le punte Simeone e Joao Pedro in attacco. Sull’altro fronte è Barrow la punta del 4-2-3-1, con Orsolini-Soriano-Sansone trio di trequartisti e Antov in difesa al posto dello squalificato Danilo. Il Cagliari parte forte e dopo un’uscita di Skorupski ad anticipare Simeone ben servito da Joao Pedro, passa al 19′ su un corner: cross di Marin e colpo di testa vincente di Rugani (l’ultima rete dell’ex juventino sisaliva al febbraio del 2019). Il Bologna perde per infortunio Dominguez al 32′ (dentro Schouten) ma prova comunque a ritornare a galla, fermato però da Cragno che a inizio ripresa para in tuffo sul destro di Svanberg (48′). Regge poi per tutto il secondo tempo la difesa del Cagliari che nel finale sfiora anche il raddoppio, negatogli da Schouten che salva sulla linea dopo un colpo di testa di Pavoletti. Un intervento che non basta a rovinare la festa dei sardi rigenerati dalla cura Semplici: secondo successo in due partite e tre punti pesantissimi nella corsa alla salvezza.
    Cagliari-Bologna 1-0: tabellino e statistiche

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    Cagliari-Bologna, decide Rugani: primo gol dell’ex Juve LEGGI TUTTO