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    Spalletti, l’Italia e Napoli: durissimo De Laurentiis su Gravina e Figc

    “Dopo la valanga di considerazioni astratte comparse su molti media, svolte da autorevoli commentatori e operatori della comunicazione, ritengo sia necessario fare chiarezza sulla vicenda Spalletti, legata al suo possibile impegno come Ct della Nazionale italiana di calcio. Ho sempre avuto grande rispetto per la Nazionale e quando ero giovane, oltre al Napoli era l’unica squadra che mi appassionava”. Inizia così una lunga lettera sul sito ufficiale del Napoli a firma Aurelio De Laurentiis, che spiega le sue ragioni sulla questione Italia.

    “Luciano Spalletti, pur avendo un ultimo anno di contratto con il Napoli, dopo aver vinto lo scudetto ha manifestato la volontà di prendersi un periodo di distacco dall’attività di allenatore poiché “molto stanco”. Per riconoscenza per il lavoro fatto, non ho battuto ciglio anche se avrei potuto chiedergli il rispetto del contratto. Gli ho quindi dato la possibilità di prendersi questo lungo periodo di riposo. Conseguentemente sono andato alla ricerca di un allenatore che potesse sostituire Spalletti, che fosse una persona di grande esperienza e prestigio. Sono molto contento di aver individuato Rudi Garcia che farà certamente un ottimo lavoro. Tornando a Spalletti, ascoltando la voce ed il sentimento dei milioni di tifosi del Napoli che sentono un profondo legame con l’allenatore della squadra Campione d’Italia, nel concedergli la possibilità di non adempiere al suo contratto, ho chiesto garanzie sul rispetto di questo periodo sabbatico, inserendo una penale nel caso in cui il suo impegno fosse venuto meno”. Continua ADL… LEGGI TUTTO

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    Da Ceferin a Gravina e…Paratici: Roma-Bayer, tutti all’Olimpico

    ROMA – Stadio Olimpico di Roma tutto esaurito per l’andata di semifinale di Europa League tra i giallorossi di Muourinho ed il Bayer Levekusen. Oltre alla leggenda Francesco Totti (accompagnato dal figlio Christian e dalla compagna Noemi) tanti ospiti d’onore in tribuna come l’attaccante del West Ham Gianluca Scamacca (cresciuto a Trigoria), l’ex Radja Nainggolan e l’attore Pietro Castellitto. Non solo calciatori o persone dello spettacolo, infatti presenti anche cariche istituzionali come il presidente della Figc Gabriele Gravina, il presidente della Uefa Aleksander Ceferin ed il presidente del Coni Giovanni Malagò. Presente anche l’ex direttore sportivo della Juventus e del Tottenham Fabio Paratici che a fine aprile ha visto accolto il ricorso alla Fifa in merito alla sua squalifica. LEGGI TUTTO

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    A chi non piace più questo calcio?

    Su un fatto sono tutti d’accordo: così non può più funzionare. Poi il pensiero è declinato in modo diverso, c’è chi parla di «sistema non più adatto al futuro» (Andrea Agnelli), chi vede necessario «un elettroshock al sistema» (Gabriele Gravina), chi ipotizza un suo «intervento per il miglioramento della trasparenza, l’efficienza della giustizia sportiva e dei modelli di gestione» (Andrea Abodi), chi senza troppi di giri di parole sentenzia: «Il calcio è morto». Da uomo di cinema, Aurelio De Laurentiis poteva aggiungere: «E anche io non mi sento tanto bene», ma la verità è che in questo momento pochi si sentono bene come il presidente del Napoli stellare. Eppure anche lui non vede un futuro roseo per il calcio e pensa a una competizione nuova, europea, da dieci miliardi di euro e con un format ancora fumoso, ma che deve essere più avvincente di quelli attuali, in particolare di Europa e Conference League che a De Laurentiis proprio non piacciono.   LEGGI TUTTO

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    Gravina: “Incontro Agnelli e i presidenti di A per parlare di calcio”

    Quelle scritte dai giornali “sono ‘cavolate’, sono un uomo sereno”. Così il presidente FIGC, Gabriele Gravina, a margine di un evento al Palazzo Lombardia di Milano, in merito all’incontro che sarebbe stato organizzato in maniera riservata tra l’ex presidente della Juve Andrea Agnelli e alcuni presidenti di Serie A alla presenza dello stesso Gravina. “Abbiamo già chiarito perché c’è stato quell’incontro – ha aggiunto – che era per parlare di calcio”. Di incontri così “ne ho fatti tantissimi”.Sullo stesso argomento”Rischiamo di schiantarci”. La frase di Agnelli: la veritàJuventus

    Una riunione di calcio

    Il presidente della FIGC mette quindi subito le cose in chiaro sul retroscena nell’inchiesta della procura di Torino sui conti della Juventus. I pubblici ministeri ne avevano parlato in uno dei capitoli più delicati del corposo dossier con cui, lo scorso giugno, avevano chiesto (ricevendo un secco ‘no’ dal tribunale) una raffica di misure cautelari e interdittive per Agnelli e altri dirigenti: quello sulla presunta ‘partnership’ tra la Juve e altri club. Una riunione tra consiglieri di Lega e FIGC, organizzata soltanto per parlare della situazione del calcio italiano. In quel periodo (settembre 2021, ndr) erano in corso incontri di quel tipo perché si discuteva dell’ingresso dei fondi di investimento nella Lega di Serie A.

    Guarda la galleryJuve accerchiata: tifosi al contrattacco sui socialIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    La lezione di Gravina a Tebas e la follia del giustizialismo anti-juventino

    Il fatto più triste è doversi rallegrare perché qualcuno, finalmente, si ricorda della presunzione di innocenza, un pilastro del diritto che l’informazione italiota ha ridotto a zeppa. Applaudire, cioè, Gabriele Gravina per la più ovvia e scontata delle prese di posizione che, tuttavia, diventa ossigeno nel tossico scenario ghigliottinaro, creatosi intorno alla Juventus. Due giorni fa, il rissoso e irascibile Javier Tebas, presidente della Liga, aveva esultato per le dimissioni di Andrea Agnelli e il CdA della Juventus, chiedendo immediate sanzioni dell’Uefa per irregolarità di bilancio. Irregolarità che non sono ancora state dimostrate. «Su questo caso siamo in stretto contatto con l’Uefa, ma anche qui vediamo alcune riflessioni e attacchi gratuiti da parte di chi dovrebbe guardare in casa sua. Aspettiamo cosa emerge dal processo e poi facciamo una riflessione sul sistema. Non colpevolizziamo e sanzioniamo i soggetti prima delle indagini», ha detto Gravina che sa bene due cose, ma signorilmente non le dice: nel 2016 sette club della Liga erano stati sanzionati dall’Unione Europea per un clamoroso caso di aiuti di stato e tuttora nel sistema spagnolo ci sono situazioni finanziarie ballerine.Sullo stesso argomentoLa Liga contro la Juventus: “Vogliamo sanzioni immediate”Juventus

    La lezione di Gravina

    In un calcio europeo che soffre di una crisi acuta sotto il profilo economico, se ognuno iniziasse effettivamente a guardare in casa propria avanzerebbe pochissimo tempo libero. Tant’è che Gravina, che si è dimostrato ancora una volta uomo delle istituzioni, invita a «riflettere sul sistema». Detto così è molto generico, ma comunque la si applichi è un’indicazione da non sottovalutare. Quanti club, in Italia, sottoposti alla medesima cavillosa radiografia imposta alla Juventus dalla Procura di Torino, ne uscirebbero indenni e quanti con le ossa rotte? Perché, per esempio, sulle plusvalenze – che tutti sanno essere una pratica universale del calcio italiano – solo la Procura di Torino ha approfondito (a Milano hanno aperto un fascicolo e archiviato, altrove non si sono presi la briga manco di aprirlo)?

    Sullo stesso argomentoJuventus, Gravina: Attenti al linciaggio di piazza. Stiamo calmiJuventus

    Quella frase decontestualizzata…

    Ieri circolava un frammento di intercettazione, ovvero la più odiosa delle indiscrezioni perché le intercettazioni non dovrebbero circolare, ma soprattutto perché una frase smozzicata e decontestualizzata è il peggior modo di spiegare le cose. Un dirigente juventino avrebbe detto qualcosa come: «Una cosa così si è vista solo a Calciopoli». Frase ottima per un titolo acchiappa-clic, irrilevante sotto il profilo penale. E così si alimenta l’ansia, l’indignazione, la sensazione che qualcosa di terrificante sia stato commesso, prima ancora che le richieste di rinvio a giudizio (uscite ieri) vengano accettate o meno. Quella frase, per la cronaca, è stata captata dagli inquirenti durante un pranzo in un ristorante. Ribadiamo: quale società potrebbe farsi registrare i pranzi fra i dirigenti e uscire indenne? Riflettiamo sul sistema, come suggerisce Gravina, tanto c’è tempo prima che i processi (quello sportivo e quello penale) inizio e, soprattutto, finiscano. Riflettiamo e alziamo il piede dal giustizialismo sfrenato, prima di andare a sbattere.

    Sullo stesso argomentoL’ultima di Tebas: “Dimissioni Agnelli grande notizia”JuventusIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Fondazione Polito, la maglia di Andrea Fortunato al Museo!

    Nella giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti, la Figc rappresentata dal presidente Gabriele Gravina si è resa protagonista di un gesto di enorme rilevanza a beneficio della Fondazione Polito – Museo e Biblioteca del Calcio di Santa Maria di Castellabate (Salerno): alla Fondazione è stata donata la maglia azzurra numero 3 di Andrea Fortunato, l’ex terzino scomparso all’età di 23 anni perché colpito da una forma di leucemia linfoide acuta. All’ex difensore di Juventus, Genoa, Pisa e Como è intitolato il Museo che è tappa obbligata per chiunque voglia farsi un giro completo nella storia del calcio mondiale, tra cimeli di ogni data, stampe, magliette e memorabilia donate negli anni dalle personalità che si sono succedute nei contatti e nelle visite di persona al Museo diretto dal presidente Davide Polito.
    Tutti al Museo!
    La casacca azzurra di Fortunato sarà esposta presso il Salone d’Onore del Coni in occasione della 13ª edizione del Premio “Andrea Fortunato – Lo sport è vita”, un appuntamento imperdibile che si rinnova di anno in anno con sempre maggiori sorprese in cantiere. Successivamente la maglia sarà messa in mostra al Museo e Biblioteca del Calcio di Santa Maria di Castellabate. Per informazioni, cliccate sul sito fondazionepolito.it.
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    Gravina mette nel mirino Euro 2032: “Inviata una lettera a Draghi”

    ROMA – “Ho mandato una mail al presidente del Consiglio Mario Draghi per evidenziare il termine perentorio del 16 novembre come ultima data in cui presentare alla Uefa il dossier che dovrà contenere garanzie governative. Non vogliamo rischiare di arrivare lunghi”. Così si è espresso il presidente in carica della Figc, Gabriele Gravina sull’ipotetica candidatura dell’Italia per ospitare Euro 2032.
    “Un saccheggio ampliare la mutualità dei diritti televisivi”
    “Siamo assolutamente contrari a estendere ad altre federazioni la mutualità generata dai diritti tv della Serie A. Vogliamo enfatizzare quando detto ieri da Mauro Balata. Un conto è la mutualità di sistema, un altro è saccheggiare un ente privato per finanziare enti esterni”. Così, invece, il presidente della Figc ha commentato la questione sui diritti televisivi del campionato di Serie A. “Già nel 2020 denunciai, innanzi alle commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati, questa anomalia. Ho grandi perplessità, mi auguro che prossimo decreto, che conterrà correttivi alla legge delega – ha sottolineato Gravina – prenda in considerazione abrogazione di questa norma fuori da ogni logica”. Gravina si aspettava reazioni, “abbastanza estemporanee: il calcio ha già dimostrato più di tutti sensibilità verso mondo sportivo”. LEGGI TUTTO

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    Zoff compie 80 anni, Gravina: “A lui premio Bearzot alla carriera”

    ROMA – Premio “Enzo Bearzot” alla carriera per Dino Zoff. A proporlo, in prossimità dell’80esimo compleanno dell’ex portiere e ct dell’Italia, è stato il presidente della Figc, Gabriele Gravina, durante un’intervista fatta in compagnia proprio di Dino Zoff e rilasciata a “L’Italia con voi”, in onda domani su Rai Italia e online su Rai Play. Parlando del riconoscimento annuale che l’Us Acli – in concomitanza con la Figc – assegna al miglior allenatore della stagione, il capo del calcio italiano ha proposto un premio speciale alla carriera per il capitano della Nazionale campione del mondo nel 1982, quella allenata proprio da Bearzot. “Bearzot è un personaggio che noi tutti portiamo nel cuore con grande entusiasmo e grande orgoglio d’appartenenza ai colori azzurri. C’è molta similitudine tra questi due uomini di grande valore e credo sia giusto riconoscere un premio speciale a Dino Zoff, che è stato un importante giocatore della nostra nazionale e un importante dirigente e allenatore e lo merita. Ne parlerà e lo proporrà alla giuria”, ha raccontato Gravina.
    Lembo: “Il nome di Zoff darà lustro al premio”
    La proposta è stata immediatamente accolta con grande entusiasmo dal presidente dell’Us Acli, Damiano Lembo: “Apprendiamo e accogliamo con entusiasmo e orgoglio la proposta del presidente Gravina. Zoff è un mito del nostro calcio, oltre che una persona dai valori encomiabili e degna di essere associata al premio dedicato al ricordo del grande Bearzot. Il nome di Zoff nell’albo d’oro non farà altro che dare ancora più lustro al Premio”. Gravina, in seguito, ha anche annunciato che per “l’11 luglio vogliamo fare con i compagni di squadra dell’82 una festa, tutti insieme”. “Una festa per il quarantennale della vittoria del Mondiale: sarà un altro momento che, all’interno delle Leggende del Club Italia, raccoglierà tante testimonianze storiche, per trasmetterle alle future generazioni. Farà bene al calcio e farà bene ai giovani”, ha concluso il presidente della Figc.
    Guarda la galleryItalia, inaugurazione di Casa Azzurri: presenti Gravina e la Raggi LEGGI TUTTO