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    La Lazio parte favorita a Bologna

    Allo stadio Dall’Ara va in scena la sfida tra la Lazio e il Bologna. L’obiettivo dei biancocelesti è chiudere in bellezza una settimana che ha già visto Pedro e compagni vincere contro la Roma e la Lokomotiv Mosca. Il Bologna, imbattuto in casa, proverà a dare del filo da torcere all’undici biancoceleste.
    Lazio, solo una vittoria in trasferta
    Luis Alberto e compagni sanno che per raggiungere la zona Champions dovranno per forza di cose migliorare il loro rendimento esterno. La Lazio nelle prime tre trasferte di campionato ha fatto registrare 1 vittoria (all’esordio con l’Empoli per 3-1), 1 pareggio (con il Torino) e 1 sconfitta (contro il Milan per 2-0). Per le quote la sfida in programma allo stadio Dall’Ara vede l’undici allenato da Maurizio Sarri partire con i favori del pronostico. Il Bologna nelle prime 6 giornate di campionato non ha mai terminato un incontro con il segno 2 al novantesimo. Prima o poi…
    Bologna, a quando il primo Multigol 2-3?
    Osservando con attenzione il ruolino di marcia del Bologna si nota subito una cosa. Con i rossoblu in campo le partite sono sempre terminate o Under 1,5 (al massimo una rete al 90’) o Over 3,5 (con almeno 4 gol al triplice fischio). La sfida con la Lazio sarà la prima a terminare con 2 o 3 reti al triplice fischio dell’arbitro? Possibile… LEGGI TUTTO

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    Pjaca fa urlare il Toro ma Immobile lo riprende

    TORINO – Finisce 1-1 la gara tra Toro e Lazio: Pjaca porta avanti i granata nella ripresa, l’ex Immobile lo riprende nel recupero grazie a un rigore battuto in modo impeccabile (fallo di Djidji, fin lì era stato perfetto il francese…). Ma c’è grande rammarico per la squadra di Juric che attacca dal primo all’ultimo minuto, ma non riesce a strappare il successo. Serviva il raddoppio, alcune occasioni ci sono state. Poi, come capita spesso, un attimo di distrazione, un rigore e Ciro l’ha buttata dentro dagli ultimi metri. Da mangiarsi le mani, soprattutto se si guardano le conclusioni verso la porta. Il lato positivo è che questo Toro piace alla gente e fa sobbalzare dal seggiolino. Non succedeva da anni. E anche questo è un grande merito di Ivan Juric. Inoltre, ci sono giocatori di classe che lasciano il segno: Ansaldi, Pjaca. Con il lavoro, il tecnico croato migliorerà anche alcuni aspetti e farà crescere Aina e Singo, un po’ acerbi sulle fasce. Sì, ci sarà da divertirsi. La Lazio, invece, ancora non è quella che vorrebbe Sarri.

    LE SCELTE – Juric rimette in mezzo capitan Mandragora, dietro a Sanabria ecco Linetty e Brekalo (Praet è infortunato). Sarri, squalificato, punta davanti sul giovane Raul Moro con Immobile e Felipe Anderson, mentre in mezzo c’è Cataldi, con Sergej Milinkovic Savic relegato in panchina: salta in avvio il confronto fra i fratelli serbi.

    GRANDE REINA – In tribuna, l’ex allenatore granata Giampiero Ventura, oltre al Gallo Belotti. Prima del match, il ricordo di Romano Fogli, recentemente scomparso. L’entusiasmo del Grande Torino si sente, eccome: il successo sul Sassuolo ha ridato entusiasmo ai tifosi di casa. Che inizia andando subito in pressing alto. Brekalo ci prova da lontano: a lato. Immobile prova a fregare Milinkovic: nulla di fatto, ma brividi. Pericolosa la Lazio in contropiede con Felipe Anderson: è un match a tutto gas, dove nessuno tira indietro la gamba. Al 21’ un tiro di Immobile dalla distanza, ma Vanja è sicuro e sul rilancio raggiunge il collega Reina. Abisso ammonisce tanti granata e il pubblico si spazientisce. Al 38’ giocata di Sanabria che manda in scivolata a un passo dal palo. Tentativo di Brekalo: angolo. Bella iniziativa di Pobega, ma il cross non è il top. Al 42’ Reina con l’aiuto della traversa toglie il pallone che Sanabria impatta di testa: incredibile. E finalmente Aina perfetto sulla fascia, da applausi. Finisce a reti inviolate, con un Toro d’attacco che meritava di più.

    TUTTI IN PJACA – Sarri prende appunti nel box e le squadre tornano in campo. Il nuovo entrato Pedro è subito pericoloso e sfiora il gol del vantaggio Lazio. Da Aina a Linetty: conclusione centrale. Colpo di testa di Sanabria: lento e facile per Reina. Juric cambia: dentro Lukic e Ansaldi.In campo c’è anche Sergej Milinkovic Savic. Che prova a battere il fratello da lontano: mira sbagliata. Al 69’ occasione per Ansaldi. Poi Singo crossa per Pjaca che buca Reina al 75’. Toro meritatamente in vantaggio. E lo stadio esplode, letteralmente innamorato della squadra di Juric. E l’ex juventino è già un idolo. Paratona di Reina sempre su Pjaca: è un Toro fantastico (16 tiri totali) e appassionante. Ma la Lazio non molla e cerca la verticalizzazione per Immobile: Vanja c’è. E c’è anche su un pericoloso angolo, con Immobile che prende la traversa. All’89 Abisso fischia il rigore per fallo di Djidji su Muriqi. Dal dischetto Immobile pareggia nel recupero. Un peccato per i granata: l’1-1 sta stretto, suona come una beffa.

    Le formazioni inizialiTORINO (3-4-2-1) : V. Milinkovic; Djidji, Bremer, Rodriguez; Singo, Pobega, Mandragora, Aina; Linetty, Brekalo; Sanabria. A disp. Berisha, Gemello,Buongiorno, Vojvoda, Ansaldi, Zima, Baselli, Warming, Rincon, Lukic, Pjaca, Verdi. All. Ivan JuricLAZIO (4-3-3): Reina; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Akpa Akpro, Cataldi, Luis Alberto; Raul Moro, Immobile, Felipe Anderson. A disp. Strakosha, Adamonis, Patric, Lazzari, Radu, S. Milinkovic, Basic, Escalante, Leiva, Pedro, Romero, Muriqi. All. Giovanni Martusciello (Sarri squalificato).Arbitro: Abisso di Palermo. Guardalinee: Tegoni e Vono. Quarto uomo: Marcenaro. Var: Orsato. Avar: Vivenzi. LEGGI TUTTO

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    Lazio, Sarri: “Sarrismo? Ci vuole tempo, dobbiamo crescere”

    ROMA –  Maurizio Sarri si presenta ai microfoni di Sky Sport soddisfatto dopo la vittoria per 6-1 della sua Lazio sullo Spezia: ” Abbiamo gestito bene il doppio vantaggio, poi la superiorità numerica ci ha ovviamente facilitato. Già Sarrismo? Solitamente in queste esperienze nuove il processo di crescita non è lineare, a volte sembra che va tutto bene ma non è proprio così: i presupposti per fare bene ci sono, ma non dobbiamo illuderci per due partite, dobbiamo crescere”, dichiara il tecnico biancoceleste.
    Lazio-Spezia 6-1, il tabellino
    Lazio, sei gol allo Spezia: tripletta di Immobile
    Sarri: “Luis Alberto? Volevo palleggio a centrocampo”
    Su Luis Alberto dal 1′ il tecnico analizza il motivo tattico: “Volevo dare solidità alla squadra, oggi invece avevo bisogno di palleggio: ho visto lo Spezia a Cagliari e mi serviva qualcuno che potesse spezzare il loro pressing e lui ha giocato bene.  Squadra offensiva? Io decido in base alla struttura degli avversari e su quello che vedo in settimana. Oggi volevo far girare veloce la palla e la scelta offensiva è stata dettata anche da questo motivo”. Unico neo, il gol preso a freddo, come a Empoli: “Non mi sembra che scendiamo in campo molli, ma due indizi fanno sempre quasi una prova per cui potrebbe essere un campanello d’allarme. Sul suo ambientamento a Roma: “Finora ho vissuto solo a Formello, nelle prossime settimane troverò casa e vivrò di più la città”.

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    Lazio, Sarri: “Ronaldo via dalla Juve? Contano le idee”

    Dopo Empoli ha dato un voto alto alla Lazio, ma ha detto che si aspetta qualcosa in più: in cosa?
    “Dobbiamo cercare di migliorare in tutti gli aspetti, a Empoli nel secondo tempo il baricentro della squadra era troppo basso. Piano piano riusciremo a salire, sarà un percorso non con una crescita lineare”.
    Come sta Luiz Felipe? Sarà necessario un altro centrale?
    “Siamo sicuri che non ha subito un infortunio serio, ha fatto accertamenti questa mattina. Oggi pomeriggio e domani mattina valuteremo se ci sarà con lo Spezia. Kamenovic resterà? Non lo so, dipende da come evolverà il mercato. Altra anomalia del calcio moderno, questa gestione di partite di campionato con le trattative aperte”.
    Basic è pronto per giocare domani?
    “Fisicamente sì, ha già giocato tre partite in Francia. Chiaramente il suo inserimento non può essere veloce come quello di Pedro. Viene da un altro campionato, parla un’altra lingua, ha fatto altre esperienze. Il ruolo? L’ho visto non molto. Può giocare intermedio, in entrambe le posizioni perché usa tutti e due i piedi. Ha un buon inserimento, quindi penso di escludere di metterlo davanti la difesa”.
    Sta studiando un eventuale cambio di modulo?
    “È vero, durante un allenamento abbiamo fatto una partita con una squadra schierata con il 4-3-1-2, ma soltanto perché stavamo provando l’assetto dell’Empoli, contro cui avremmo giocato il sabato”.
    Che gara domani con lo Spezia?
    “Partita che lascia preoccupazioni per gli avversari: lo Spezia è una squadra dinamica, aggressiva contro cui sarà difficilissimo giocare. Si gioca ad agosto alle 18.30, bisogna sperare in condizioni climatiche favorevoli. Inoltre ho visto che giochiamo su un campo indegno per la città di Roma, raramente ho visto un campo in queste condizioni”.
    Il calcio italiano ha perso molti talenti e ora saluta anche Ronaldo, eppure l’Italia ha vinto l’Europeo…
    “I risultati delle nazionali non corrispondono più ai movimenti calcistici del paese. I giocatori vanno e vengono, contano le idee e in Italia ci sono adesso”.
    Come procede l’apprendimento di Luis Alberto?
    “Fisicamente è in crescita, noi però dobbiamo gestire la squadra in un momento di transizione non semplice. La Lazio a centrocampo poteva permettersi certe cose perché c’erano cinque difensori e una punta e mezza. Nelle prime partite, l’amichevole col Sassuolo e la gara di Empoli, abbiamo privilegiato la solidità, ma questo non vuol dire che Luis Alberto non sia importante. A me piacciono sempre i giocatori di qualità”.
    Quale sarà il ruolo della Lazio in Europa League?
    “Non possiamo spendere troppe energie adesso pensando all’Europa League che comincia tra 20 giorni. La faremo con molto impegno. Con l’introduzione della Conference, sarà più difficile fin dalla fase a gironi, che l’anno scorso erano più abbordabili”. LEGGI TUTTO

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    Sarri vuole di più: “Pretendo di arrivare vicino alla perfezione”

    L’era di Maurizio Sarri alla Lazio inizia nel migliore dei modi. I biancocelesti hanno battuto in rimonta l’Empoli per 3-1 in trasferta con le reti di Milinkovic, Lazzari e Immobile su rigore. “Sono soddisfatto di essere uscito con i tre punti da questa partita, noi non siamo pronti e loro sono stati brillanti. Se vogliamo fare bene, dovremo fare di più. Non voglio tutto e subito, pretendo di arrivare vicino alla perfezione – ha spiegato l’allenatore biancoceleste a Sky Sport – anche se è difficile ora, in piena costruzione. Abbiamo trovato una squadra difficile da affrontare, avevo timore nei primi 20 minuti. Nel finale siamo andati in difficoltà, anche fisica: con questo caldo è una parodia del calcio”. Sul cambiamento di ruolo di Lazzari, arretrato nella difesa a quattro: “Essere un quinto è limitante. Se impara benissimo a fare il quarto, poi l’esterno lo fa con la sigaretta. Lo fa con grande impegno, si applica e gli piace. Difensivamente sta migliorando, ha un’accelerazione straordinaria”.Guarda la galleryLazio, subito una vittoria: 3-1 all’Empoli
    Sarri e le similitudini con il Napoli
    A chi gli chiede se vede similitudini con il Napoli che ha allenato: “Ne vedo poche, pochissime dal punto di vista tecnico. Sul piano morale molte, i ragazzi seguono l’allenatore. Però tatticamente il Napoli era più vicino alle mie idee per modo di giocare e completezza della rosa: con la Lazio il percorso può essere un po’ più lungo. Il calcio in Italia? Europeo eccezionale, ma non penso che le nazionali attraversano un movimento. In Italia giocano 40 italiani, in Inghilterra 30 inglesi. Il nostro movimento non è cresciuto, hanno fatto un miracolo loro. Mi dispiace che sia sparito De Zerbi nel nostro calcio”. LEGGI TUTTO

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    Lazio, da Felipe Anderson a Hysaj: tutti i colpi ufficiali

    ROMA – Giornata di ufficialità in casa Lazio. Il club biancoceleste, attraverso una nota, ha infatti comunicato che “in data odierna la Covisoc ha disposto la revoca del provvedimento di non ammissione alle operazioni di acquisizione del diritto alle prestazioni dei calciatori”. Grazie all’intervento del numero uno Claudio Lotito, che ha versato soldi liquidi nelle casse biancocelesti per far tornare l’indice di liquidità in positivo, i nuovi acquisti, che erano già presenti nella rosa a disposizione di Maurizio Sarri, possono essere ufficializzati.Guarda la galleryLazio, allenamento vista Empoli: Immobile scalpita, Sarri osserva
    Lazio, tutte le ufficialità dal mercato
    Sul proprio sito ufficiale la Lazio ha annunciato Felipe Anderson, proveniente dal West Ham a titolo definitivo, il baby Luka Romero, arrivato dal Maiorca sempre a titolo definitivo, e l’ex terzino albanese Elseid Hysaj che tanto bene ha fatto sotto la guida del Comandante a Empoli e a Napoli. Nello stesso comunicato sono state annunciate le cessioni di Sergio Kalaj, che passa alla Carrarese Calcio 1908, Nikolaos Baxevanos, a favore del Chindia Targoviste (ROM), e Mattia Novella che indosserà la casacca del Monopoli Calcio.
    Lazio, Sarri sorride: dalla Roma c’è Pedro
    Lazio, Radu rinnova per un’altra stagione
    Rinnova, invece, Stefan Radu. Il recordman biancoceleste, alla Lazio dal 2008, ha firmato il prolungamento che lo lega ai capitolini per un’altra stagione, fino a giugno 2022. L’annuncio è arrivato direttamente dal sito ufficiale del club attraverso una nota. Il romeno classe ’86 è entrato nella storia del club come il calciatore che ne ha indossato la maglia in più occasioni: 412 volte. LEGGI TUTTO

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    Tacchinardi: “Chiesa come Nedved. Lotterà per il Pallone d'Oro”

    TORINO –  Buongiorno Tacchinardi, che impressione le ha fatto Barcellona-Juventus?«Credo sia stata fondamentale per Allegri, che dopo 20 minuti ha cambiato anche modulo, passando dal 4-3-3 al 4-4-2. Con il Ronaldo attuale, non più devastante partendo da lontano ma vicino alla porta, penso sia la scelta più logica: lo ha fatto Sarri e più o meno anche Pirlo. E anche per Dybala è la soluzione migliore. La sconfitta non è un campanello d’allarme, Allegri è talmente bravo che tirerà fuori il meglio. Lo ha dimostrato anche con il Monza non vergognandosi di difendere basso per poi attaccare senza tanti tocchi: quando la Juve riparte è una 4×100, tra Ronaldo, Dybala, Chiesa, Kulusevski e gli altri hanno 100 gol nei piedi».

    Chiesa che impatto avrà?«L’anno in cui c’è da ripetersi o continuare a crescere è il più duro. Per Chiesa rispettare le aspettative sarà di difficoltà estrema. Ma sono convinto che ci riuscirà. Ho sentito dire che tra tre o quattro anni potrà vincere il Pallone d’Oro: sono d’accordo. In lui rivedo lo stesso veleno che aveva dentro Pavel Nedved. E ha qualità enormi, salta l’uomo a destra e a sinistra e tira in un fazzoletto. L’anno scorso ha sfiorato il confine dei top player: quest’anno per me lo butta giù e Allegri, che ha sempre avuto fuoriclasse, può aiutarlo».

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