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    Crespo si presenta al San Paolo: “Voglio vincere con Kakà”

    L’ex stella della nazionale albiceleste presenta i suoi obiettivi ai nuovi tifosi: “La nostra intenzione è quella di avere prestazioni elevate costanti, logicamente, mantenendo la squadra competitiva. Avremo bisogno del supporto di tutti i giocatori della rosa perché ci sono moltissime partite. Ciò richiede uno sforzo generale. Saremo competitivi nei tornei, con una linea, un’identità e con pazienza per costruire qualcosa che possa durare per tempo e dare soddisfazione. Questo è quello che posso garantire”, ha aggiunto. Crespo ha dimostrato di conoscere le difficoltà finanziarie del San Paolo, che avrà pochi soldi da investire nella nuova stagione.” Questa mi è nuova, mi è stato detto che avrei avuto un sacco di soldi, mi hanno detto che potevo comprare tutti”, ha scherzato, prima di tornare sul serio.” Non si può mai dimenticare che il Sud America è una fabbrica di esportazione di talenti. Sta cercando, identificando e trovando nuove stelle da lanciare. Sicuramente non ci saranno molti rinforzi dalla campagna acquisti”.
    Crespo, il saluto ai tifosi del Defensa y Justicia
    Crespo al San Paolo: “Punto su Dani Alves, Hernanes e Juanfran”

    “Daniel Alves, Hernanes e Juanfran, non hanno bisogno di una presentazione”, afferma Il Valdanito. “Non è ancora tempo però di prendere decisioni. Sono cose che hanno un’influenza diretta sul futuro.Vorrei tanto puntare su di loro, ma non ho preso una decisione, e non mi sembra giusto comunicarlo oggi. Prima preferisco parlare con i giocatori e poi con la stampa.
    Hernanes, gol e capriole a 35 anni al San Paolo
    Crespo: “Che sorpresa lavorare con Kakà”
    Al San Paolo Crespo incontrerà un vecchio amico, con cui ha condiviso la maglia del Milan: “Cosa farà Kaka lo decideranno i dirigenti. Tutto quello che posso dire è che è stata una bella sorpresa. Mi ha mandato un sms, non mi aspettavo di trovarlo, e vedere un amico è bellissimo. Stiamo parlando di una leggenda del calcio mondiale, non solo del San Paolo. Averlo vicino è fantastico. Questo livello di persone che conoscono l’ambiente mi aiuta a ridurre i tempi di apprendimento di una commissione in un nuovo paese. Quando vedi volti familiari che trasmettono bei ricordi, è fantastico”, conclude il neo tecnico paulista.
    San Paolo, Kakà dirigente a “titolo gratuito” LEGGI TUTTO

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    Colo Colo, un gruppo ultrà minaccia di morte i giocatori

    Una vigilia da incubo per il Colo Colo, che stanotte (alle ore 22 italiane) sarà impegnato nello spareggio salvezza con l’Universidad de Concepcion: la squadra viene sorvegliata dalla polizia cilena dopo le minacce di morte ricevute dai giocatori. L’allarme è scattato a causa di uno striscione esposto da un gruppo ultrà nel centro sportivo: “Ganan o los matamos”, “O vincono o li uccidiamo”.

    Colo Colo, verso la sfida salvezza scortato dalla polizia
    Una serie di volantini dello stesso tenore sono stati rinvenuti più tardi all’interno dell’albergo a Talca, dove il Colo Colo si trova in ritiro, in attesa della sfida che potrebbe condannarlo per la prima volta – dopo 96 anni di storia e 32 campionati vinti – alla retrocessione in Segunda Division. Gli agenti scorteranno i giocatori fino allo stadio Fiscal, che resterà chiuso perché la città di Talca è stata messa in quarantena dopo i numerosi casi di Covid. Nel Colo Colo, allenato da Gustavo Quinteros, gioca anche Carlos Carmona, ex mediano della Reggina e dell’Atalanta. La squadra ha chiuso la regular-season al terz’ultimo posto: 39 punti in 34 giornate. LEGGI TUTTO

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    Crespo, addio al Defensa y Justicia: il saluto ai tifosi argentini

    Crespo saluta il Defensa y Justicia: “Sempre nel mio cuore”
    In attesa di scoprire quale futuro lo attende, l’ex attaccante di Inter, Milan, Lazio e Parma saluta i suoi ex tifosi argentini con un lungo post sul suo profilo Instagram: “Con queste parole e attraverso questo mezzo voglio comunicare l’addio mio e del mio staff tecnico al Defensa y Justicia, grato per l’accoglienza rispettosa e affettuosa che vi è stata riservata e per la fiducia riposta nel nostro lavoro.E’ stato un anno fatto di grande impegno e passione con l’intento di cercare di realizzare la nostra proposta di gioco. Grazie ai giocatori per il loro impegno nel cercare di proporre le nostre idee. Ci vuole molto coraggio e umiltà per farlo e questo gruppo di giocatori si è dato completamente fidandosi di noi. Grazie alla dirigenza per averci sostenuto in ogni momento e per aver lavorato al nostro fianco. Grazie a tutte le persone che lavorano nel club per essersi presi cura di noi con grande affetto e per averci permesso di lavorare nelle migliori condizioni e con tranquillità. E molte grazie a tutta la gente del Defensa y Justicia che in questo anno ci ha dato il suo sostegno e incoraggiamento incondizionato in ogni modo possibile nonostante la pandemia. Il Defensa y Justicia sarà per sempre nel mio cuore e in quello della mia famiglia, GRAZIE!”. Con la squadra argentina, Crespo ha vinto il suo primo trofeo da allenatore, dopo aver allenato anche in Italia le giovanili e la prima squadra del Modena. LEGGI TUTTO

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    Dybala salta l’Argentina: ecco la motivazione

    Paulo Dybala salta la nazionale. Il campione argentino, subentrato a Cristiano Ronaldo al 76’ di Lazio-Juve, non prenderà parte alle sfide contro Paraguay e Perù valide per le qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022. Il perché è stato spiegato dalla stessa Albiceleste in un tweet: “L’attaccante dovrà rinunciare alla prossima convocazione a causa di problemi genito-urinari che necessitano di un periodo di pausa e accertamenti”. La Joya resterà quindi a Torino per ritrovare la forma migliore, non ancora raggiunta in quest’inizio di stagione.
    L’analisi di Pirlo dopo l’1-1 di Lazio-Juve LEGGI TUTTO

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    Robinho nella bufera. Il ministro Damares Alves: “Gli stupratori devono andare in prigione”

    TORINO – Nemmeno il tempo di disfare le valigie che per Robinho è già tempo di salutare i tifosi del Santos. L’attaccante brasiliano, che aveva accettato uno stipendio da 230 euro mensili pur di tornare nel club nel quale è cresciuto calcisticalmente fino al grande salto con l’approdo al Real Madrid nel 2005, dopo appena una settimana ha dovuto rescindere il contratto per via della vicenda legale che lo vede coinvolto in Italia. Il brasiliano, infatti, ha subito nel 2017 una condanna di 9 anni per violenza sessuale per fatti accaduti nel 2013, quando militava nel Milan. Un ritorno dal sapore amaro, dunque, una toccata e fuga. Robinho, però, ha comunque voluto ringraziare i tifosi: “Ho sempre voluto aiutare il Santos, ma se in qualche maniera la mia presenza diventa un problema, meglio andar via, meglio concentrarmi sulle mie vicende personali. Dimostrerò la mia innocenza per i tifosi del ‘Peixao’ e per chi mi vuole bene”.
    Robinho, storia già finita con il Santos: contratto rescisso per le accuse di stupro in Italia
    Robinho, che accuse dal ministro brasiliano!
    Damares Alves, ministro brasiliano dei diritti umani, della famiglia e delle donne, commentando la vicenda c’è andato giù pesante: “Prigione, subito. Non ho altre parole da aggiungere. So che c’è ancora un appello, ma adesso c’è anche un audio. Di cosa abbiamo bisogno ancora? Prigione. Nessuno stupratore può essere applaudito. So che c’è ancora un appello, ma penso che sia tutto molto chiaro. Vedendo le trascrizioni di ciò che è avvenuto mi ha provocato nausea e voglia di vomitare. È stato molto brutto aver letto quello che ho letto, soprattutto da un calciatore come lui. Parliamo di un crimine e l’aggressore non merita alcuna considerazione. Non dobbiamo fare alcuna concessione solo perché è un giocatore. Deve scontare la sua pena, lì o qui, immediatamente”. LEGGI TUTTO

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    Rondon in fuga dalla Cina: bloccato in aeroporto dal Dalian di Benitez

    Avrebbe voluto dare a tutti i costi una mano alla propria nazionale, impegnata nei match di qualificazione mondiale contro Colombia e Paraguay. Ma così non è andata. Il protagonista è l’attaccante del Venezuela Salomon Rondon, bloccato all’aeroporto prima di partire dal Dalian di Benitez: la squadra cinese, in lotta per non retrocedere, ha sfruttato la nuova norma Fifa che permette ai club di non mandare i suoi giocatori in nazionale per le norme di contenimento Coronavirus. Rondon ha acquistato tre biglietti in cinque giorni, ma il tentativo non è andato a buon fine: tra viaggi, impegni e quarantena avrebbe saltato ben sei partite con il Dalian. “Ho fatto quello che era umanamente possibile per andare” ha scritto poi sui social. 
    Zapata e Muriel trascinano la Colombia contro il Venezuela LEGGI TUTTO