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    Juve Women, Sembrant convocata dalla Svezia: il pattinaggio e l'approccio al calcio

    La dimostrazione di avere una squadra importante sta nella convocazione in Nazionale delle sue giocatrici, la Juventus Women può contare su calciatrici internazionali e proprio Linda Sembrant è stata convocata dalla Svezia per le prossima sfide. Il Ct Peter Gerhardsson l’ha inserita nella lista per le partita contro Cina e Germania del 16 e 21 febbraio 2023. L’esterno bianconero è uno dei punti cardine della formazione di Montemurro, arrivata nel 2019 ha saputo conquistarsi sul campo  l’affetto dei tifosi e la fiducia della società.  LEGGI TUTTO

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    La provincia svedese che teme di sparire per colpa di Haaland: «Saremo la nuova Atlantide!»

    TORINO – Sembra strano. Anzi no, bugia: non sembra solo. Lo è proprio. L’ascesa, continua e inarrestabile, del norvegese Erling Braut Haaland sta creando diversi problemi agli abitanti della vicina Svezia, più precisamente alla provincia che conta circa 300 mila abitanti e si affaccia sul Kattegat, lo stretto di mare che separa il Paese dalla Danimarca. La provincia in questione, infatti, è l’Halland.
    «Faremo la fine di Atlantide!»
    La somiglianza fonetica tra i due nomi è impressionante: non puoi non leggere Halland senza che il tuo interlocutore non pensi immediatamente al biondo attaccante che fa godere Pep Guardiola e tutto l’universo Blue Mooner. Quella L che nel cognome del calciatore diventa A ha mandato letteralmente ai pazzi Jimmy Sandberg, capo del dipartimento di Visit Halland. Sul web, sui motori di ricerca, quando viene cercato il nome della provincia svedese, infatti, si viene automaticamente quasi sempre rimandati a Erling. Sandberg ha dunque deciso di lanciare un accorato appello, ovviamente su internet, chiedendo agli inglesi, ai media e agli appassionati di football del Pianeta di fare un controllo ortografico prima di premere invio. «Noi siamo Halland, lui è Haaland – si legge -. La popolarità di questo grande campione sta spazzando via completamente la nostra presenza online. Siamo disperati perché vediamo che tutti i nostri sforzi per promuovere Halland vengono rapidamente cancellati con un colpo di click. Se non si interviene, temiamo che la nostra cara regione rischi di diventare un’Atlantide dimenticata, un luogo ricordato solo nelle storie e nelle scritture antiche. Quando scrivi Halland, cercando la bellissima regione in cui viviamo qui in Svezia, ottieni solo Haaland. Su ogni motore di ricerca! Da quando il norvegese è arrivato al  City e ha segnato tutti quei gol, siamo stati sopraffatti dalla sua presenza nei nostri hashtag e nei motori di ricerca. Una cosa tristissima, credetemi». La trovata ideale, la genialata che potrebbe porre rimedio a una situazione che sta regalando enorme stress a 300 mila persone sarebbe un invito di Sandberg a Erling: «Haaland visits Halland». Il web impazzirebbe, lo stress sparirebbe. E il bomber potrebbe così contribuire a rinsaldare i rapporti di buon vicinato, implementando ulteriormente la sua popolarità. Anche in Svezia. 

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    Milan, Ibrahimovic: “Non voglio ritirarmi, sono ancora il migliore”

    Zlatan Ibrahimovic non ha ancora voglia di appendere gli scarpini al chiodo, nonostante i 40 anni compiuti il 3 ottobre scorso. Lo ha raccontato lo stesso attaccante svedese del Milan in un’intervista al sito della Uefa: “Il futuro deve ancora essere scritto, non faccio programmi e vediamo cosa succede. Non voglio ritirarmi e poi dire che avrei potuto continuare, perché me ne pentirei per il resto della vita. Voglio giocare il più a lungo possibile. La realtà è che giocherò finché non vedrò qualcuno più bravo di me, quindi gioco ancora. So che un giorno mi fermerò e che non avrò più quell’adrenalina. È un problema per ogni giocatore, perché giochi a calcio per avere adrenalina e non puoi fare nient’altro perché siamo programmati così. Ogni giorno facciamo la stessa cosa. Ci svegliamo, ci prepariamo, ci alleniamo, mangiamo e ci riposiamo. Il giorno dopo è uguale. Fai queste cose per 20 anni e in cambio ricevi adrenalina. Quando improvvisamente ti fermi, viene a mancare tutto, allora devi ricominciare da zero e iniziare qualcosa di nuovo”.Guarda la galleryIbrahimovic sfreccia con la Ferrari a Maranello: siparietto con Binotto e show con Sainz e Leclerc!
    Ibrahimovic, il Milan e la Champions che manca
    Ibra è felice al Milan: “Gioco con molta emozione perché è un club che mi ha dato la felicità, mi ha dato tanto e penso di aver trascorso più anni qui che in tutti i club che ho rappresentato. È stato bello (tornare in Champions League, n.d.r.). È un torneo fantastico. Ho segnato alcuni gol che mi sono piaciuti molto e ho avuto l’opportunità di affrontare le migliori squadre e i migliori giocatori d’Europa. Come mi sento a non averla mai vinta? In due modi: vincerla sarebbe fantastico, non vincerla non mi cambierebbe come giocatore. Vincerla non significherebbe essere un giocatore migliore, perché sono già il migliore, ed è stato dimostrato che il migliore (che per Ibra è Ronaldo il “Fenomeno”, n.d.r.) non vince tutto”. LEGGI TUTTO

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    Critiche a Ibrahimovic dalla Svezia: “Ritorno in nazionale senza successo”

    ROMA – Zlatan Ibrahimovic è oggetto di pesanti critiche in Svezia: secondo alcuni media locali, fra cui il quotidiano Aftonbladet che dopo la sconfitta degli scandinavi contro la Spagna titola “Il ritorno di Zlatan non è una storia di successo”, le prestazioni del centravanti del Milan, dopo il suo rientro in nazionale, non sarebbero state convincenti. Ibra, che è ritornato fra le fila della Svezia dopo una lunga pausa, è stato protagonista contro la Spagna, dopo la prova opaca in Georgia, di un episodio non affatto gradito ai media nazionali e ai tifosi: subentrato al 73′ al posto di Isak, ha spinto violentemente alle spalle il terzino spagnolo Azpilicueta guadagnandosi un cartellino giallo che gli farà saltare per squalifica la prima gara degli spareggi in programma a marzo.
    Ibrahimovic, follia su Azpilicueta: Var e arbitro lo graziano
    Spagna batte Svezia: Ibra va agli spareggi
    Stampa svedese dura con Ibrahimovic
    “Non so se vivrò allora”, ha detto Ibra dopo la gara di Siviglia quando gli è stato chiesto dello spareggio tra quattro mesi. “La Svezia si è messa in una posizione in cui un secondo posto dietro la Spagna è deludente. Ora mancano quattro lunghi mesi al riesame”, afferma lo svedese. “Le parole di Ibra sono state divertenti, l’unica cosa divertente della serata. Meno è stato il suo giallo per quello che ha fatto ad Azpilicueta. Ha 40 anni, nel bel mezzo della sua vita, e quattro mesi ora è un percorso tortuoso”, commenta il quotidiano Aftonbladet sulle sue pagine. La giornalista Johanna Frändén incalza ancora: “Ha saltato le gare di quest’estate, zero gol in 90 minuti contro la Georgia, doppia ammonizione e squalifica per la prima partita di playoff di questa primavera. Potrebbe essere troppo presto per gridare fallimento, ma dovremmo essere d’accordo sul fatto che la decisione di Zlatan di ritornare in nazionale l’anno scorso inizia a sembrare meno riuscita “. LEGGI TUTTO

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    Goteborg, ma che succede? Eriksson trasportato fuori sul carrello

    GOTEBORG (SVEZIA) – In Svezia il Goteborg batte 2-0 l’Halmstad, ma più che il risultato a fare notizie è l’infortunio di Sebastian Eriksson. Non tanto per l’entità del guaio fisico, bensì per il “mezzo” utilizzato per trasportarlo fuori dal campo. Il centrocampista ha dovuto alzare bandiera bianca al 18′, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Ma anziché essere trasportato con la consueta barella, è stato accompagnato all’esterno del rettangolo verde con un “mezzo” mai visto prima su un campo da calcio: un carrello. Il 32enne ha così lasciato il perimetro di gioco lasciando spazio al compagno di squadra Simon Thern, figlio di Jonas, vecchia conoscenza del calcio italiano che in Serie A ha vestito le maglie di Napoli e Roma. Tuttosport.fun, nasce il grande gioco dei pronostici. Partecipa gratis e vinci! LEGGI TUTTO

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    Juve, Kulusevski e De Ligt in rampa di lancio

    Per Wojciech Szczesny e Merih Demiral l’Europeo è già finito, tutti gli altri bianconeri impegnati nella competizione continentale possono invece sorridere perché continuano la loro avventura negli ottavi. Il portiere e il difensore della Juventus hanno pagato una partenza negativa (i polacchi sconfitti dai Cechi, i turchi dall’Italia), senza riuscire a risollevarsi: un peccato per Demiral, che un anno fa era felice dello slittamento perché ha potuto recuperare dal grave infortunio che lo avrebbe escluso dalla competizione se si fosse giocata nel 2020, ma la sua Turchia è uscita con le ossa rotta, senza neppure conquistare un punto (primato negativo condiviso con la Macedonia, nazionale che ha ben altre ambizioni rispetto alla Turchia), mentre Szczesny non è stato supportato dalla difesa e non è bastato l’implacabile Lewandowski per la qualificazione. […]

    De Ligt e Kulusevski, Europeo in salita

    […] Ma anche Matthijs de Ligt può festeggiare: la sua Olanda si è qualificata a punteggio pieno come gli azzurri e il difensore, che ha esordito soltanto nella seconda partita del girone causa problemi all’inguine, ha risolto l’infortunio. […] Europeo in salita invece per Dejan Kulusevski, fermato dal Coronavirus: è stato costretto a saltare la prima gara, a restare in panchina nella seconda e finalmente a debuttare contro la Polonia, dove è stato subito strabordante. Ha giocato appena 35 minuti, ma è riuscito a servire l’assist per il 2-0 di Forsberg e del gol partita di Claesson per il 3-2 finale, che ha regalato il primo posto del girone.

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