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    Darmian: “Hakimi? Un top, ma io do tutto me stesso”

    INVIATO AD APPIANO – La partenza di Hakimi non ha fatto troppo male all’Inter perché l’assenza del marocchino è stata “nascosta” alla grande dall’ottima stagione di Matteo Darmian, in rosa anche la scorsa stagione, ma passato in secondo piano complici le prestazioni dell’ex Real. Adesso che ha più spazio, l’ex United e Parma, si è ritagliato un ruolo chiave e contro il Napoli è stato il migliore.Darmian, tra i suoi obiettivi adesso c’è anche la Nazionale?Sento la fiducia dei miei compagni e questo mi spinge a venire al campo per migliorarmi ogni giorni. Se dovesse arrivare anche una chiamata dal Ct, mi farebbe piacere, ma penso a far bene giorno dopo giorno, senza guardare troppo in là.E’ pesante l’eredità di Hakimi?Sostituire Hakimi è difficile se non impossibile perché stiamo parlando di uno dei più forti al mondo in quel ruolo. Io cerco di dare il massimo seguendo le indicazioni del mister. Per ora ci stiamo riuscendo, non solo io ma tutta la squadra, e dobbiamo continuare su questa strada.Cosa l’ha portata a questa crescita e a essere un giocatore così duttile?Gli anni passati mi hanno aiutato a crescere sotto il profilo tattico e tecnico. Ogni stagione è stata utile, ma non credo che ci sia un’età in cui ci si ferma e si smette di imparare. Io voglio continuare a crescere ed è quello che faccio giorno dopo giorno.Dall’obiettivo salvezza con il Parma allo scudetto che ha sul petto con l’Inter: che effetto fa?Quando sono andato a Parma volevo giocare perché a Manchester non ero riuscito a farlo per due stagioni di fila. A Parma ho disputato un’ottima stagione e poi è arrivata la chiamata dell’Inter: non ho pensato neppure un attimo se accettare o no. Abbiamo concluso la scorsa stagione con lo scudetto e vogliamo continuare a far bene. Quella di domani è una partita importante per il processo di crescita e non vogliamo sbagliarla.Dopo i tre 0-0 di fila contro lo Shakhtar, può essere un tabù anche a livello mentale il match di domani?Non credo sia un limite. In campo andremo con la giusta determinazione, proprio come domenica. Affronteremo un avversario difficile che ama tenere il pallone, ma possiamo metterli in difficoltà. Cercheremo di fare gol per vincere.Il segreto della sua stagione è la continuità di utilizzo?Io cerco di prepararmi sempre al meglio sia quando gioco dal 1′ sia quando devo subentrare. Non so quanto può influire, ma io cerco di mettermi a disposizione e di migliorare giorno dopo giorno.Il fatto che la qualificazione agli ottavi all’Inter manchi da tanto tempo può essere un peso?Abbiamo un anno in più di esperienza rispetto allo scorso, ma questo non deve sfociare in presunzione. Sappiamo quanto è importante questa partita e la qualificazione. Non dobbiamo farcela sfuggire. LEGGI TUTTO

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    Inzaghi: “Inter, prenditi la qualificazione”

    INVIATO AD APPIANO – Simone Inzaghi è una partita dalla qualificazione agli ottavi di Champions che all’Inter mancano dalla stagione 2011-12, ma sa che centrare il traguardo non sarà facile anche se lo Shakhtar Donetsk ha ottenuto finora un solo punto in Champions.Inzaghi, cosa aggiungerebbe alla bella prestazione di domenica il passaggio del turno in Champions?Domenica abbiamo fatto una grande gara contro il Napoli dei record, che aveva la miglior difesa in Europa. Abbiamo dato una grande prova di maturità e carattere. Dopo le due vittorie contro lo Sheriff, ora in Champions è tutto nelle nostre mani: affronteremo un avversario che gioca bene a calcio e dovremo essere bravi a non sottovalutarlo e a offrire una bella prestazione.Come stanno gli acciaccati Barella e Correa? Saranno del match?Dobbiamo recuperare le tante energie spese. Sia quelle mentali sia quelle fisiche. Barella e Correa mi hanno chiesto il cambio, altrimenti sarebbero rimasti in campo. Calhanoglu l’ho cambiato alla mezzora perché era ammonito e aveva già fatto un’entrata pericolosa. Sapendo che Dzeko non era nelle migliori condizioni, non potevo dargli troppi minuti. Spero che Lautaro abbia recuperato, perché ultimamente ha giocato molto, idem gli acciaccati.E’ uno stimolo o una pressione passare il girone in ottica campionato?Domani la gara è importantissima e la qualificazione è un nostro obiettivo. Lo avevo detto il giorno della mia presentazione: il nostro obiettivo doveva essere quello di riportare l’Inter agli ottavi, una cosa che non succede da 10 anni. Siamo a buon punto, ma ancora non siamo al traguardo. Abbiamo di fronte una partita decisiva perché l’ultima sarà a Madrid. Questa sarà una trasferta non sarà facile perché contro avremo un avversario forte e qualificato, che ti può mettere in difficoltà. La gara con lo Shakhtar la prepareremo nel migliore dei modi e cercheremo di vincere.La sua Inter fa meglio quando l’avversario si chiude o contro quelle che giocano e lasciano più spazi?Ho la fortuna di avere giocatori evoluti, che giocano da tanti anni a questi livelli e l’avversario non fa differenza. Abbiamo trovato avversari che ci hanno attaccati alti e altri che ci hanno atteso, ma abbiamo fatto bene comunque. Conosco De Zerbi da parecchio tempo: a lui piace giocare bene a calcio e allena una formazione con grandi individualità.Vi può agevolare il fatto che lo Shakhtar si dovrà scoprire perché ha un solo risultato a disposizione?La partita non cambierà anche se loro hanno un solo risultato a disposizione. Mi aspetto un match intenso, europeo, con due squadre che giocano bene a calcio. Per noi è importantissimo e ci può dare tantissimo già da domani sera.Cosa è mancato all’andata? E cosa bisogna cambiare in vista del ritorno?La partita dell’andata potevano vincerla entrambe le squadre: noi abbiamo avuto più occasioni, ma loro hanno avuto più palleggio e più possesso. Lo Shakhtar vorrà avere più predominio e dovremo cercare di limitare il loro possesso. All’andata abbiamo creato tanto e dovevamo essere più decisi nelle conclusioni: ricordo la traversa di Barella e le occasioni di Dzeko e Lautaro… Non mi preoccupo quando creiamo tanto: il gol prima o poi arriva e lo dimostra il fatto che siamo il primo attacco del campionato. Anche loro hanno avuto occasioni, ma non nitide come le nostre.Le fa piacere leggere che non ci sono più paragoni con l’Inter di Conte e che è nata l’Inter di Inzaghi?Penso che ci sia un processo di crescita e che siamo sulla strada buona, ma il lavoro è ancora lungo. Ogni allenatore ha la proprie idee: ho avuto la fortuna di trovare una società e un ambiente che mi hanno accolto bene fin dal primo giorno. Io con il mio staff cerchiamo di portare avanti le nostre idee. Abbiamo fatto un ottimo percorso e la vittoria di domenica può darci molto: mancava l’acuto in un big match anche se avevamo sempre fatto bene contro le grandi. Ora siamo ancora più convinti delle nostre possibilità.Dopo la vittoria contro il Napoli ha citato i giocatori che vengono meno impiegati. Sensi può fare un po’ di spazio anche domani?Ho dei ragazzi che lavorano molto bene. Mi mancano De Vrij e Sanchez e speriamo di recuperarli al più presto. Gli altri mi stanno dando grandi segnali: un allenatore deve fare delle scelte e le fa. Sensi lavora bene e avrà spazio. Lui come i suoi compagni ci darà il suo contributo. LEGGI TUTTO

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    Champions, gli arbitri per Inter-Shaktar e Atletico Madrid-Milan

    Sarà  il rumeno Ovidiu Hategan ad arbitrare mercoledì Inter-Shakhtar Donetsk, gara valida per la quinta giornata del Gruppo D di Champions League e in programma alle 18.45 a San Siro. Ad assisterlo, i connazionali Mircea Mihail Grigoriu e Sebastian Gheorghe; Radu Petrescu quarto uomo; i tedeschi Christian Dingert e Marco Fritz al Var e all’Avar. L’Uefa ha invece designato per Atletico Madrid-Milan (Gruppo B, ore 21, Estadio Metropolitano) lo sloveno Slavko Vincic, coadiuvato dai connazionali Tomaz Klancnik e Andraz Kovacic; quarto uomo Nejc Kajtazovic; gli olandesi Pol van Boekel e Jochem Kamphuis al Var e all’Avar.Guarda la galleryInter, tris allo Sheriff con Brozovic, Skriniar e Sanchez LEGGI TUTTO

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    Inter, Inzaghi: “Scudetto? Continuiamo così e testa alla Champions”

    MILANO – Simone Inzaghi sorride dopo le sofferenze della sfida con il Napoli, vinta in rimonta dalla sua Inter che torna così in piena corsa per difendere lo scudetto: “Era una gara chiave – dice l’allenatore nerazzurro a Dazn – ma la più importante è fra tre giorni (in Champions contro lo Shakhtar Donetsk, n.d.r.). Ieri l’ho un po’ nascosto e ai ragazzi non l’ho detto. Abbiamo battuto meritatamente una squadra fortissima, un grande match e ho fatto i complimenti ai ragazzi. Abbiamo sofferto un po’ nel finale anche visti i tanti viaggi con le nazionali, ma ci sta. Avevo alcuni giocatori fuori, Dzeko non al meglio, giocatori reduci dalle Nazionali, Correa l’ho cambiato per un problemino. E’ normale che poi vedendo 8 minuti di recupero un po’ di paura subentra, anche considerando le altre partite non vinte per un soffio. Tutto normale”.Guarda la galleryL’Inter ferma il Napoli: Lautaro decisivo, magia di Mertens
    Inzaghi: “Grandissimo gol di Lautaro”
    Sulle gerarchie nei calci di rigore, oggi è stato Calhanoglu ad andare sul dischetto, Inzaghi spiega: “Stamattina, alla fine dell’allenamento, hanno calciato 3 rigori Lautaro, Calhanoglu e Perisic. Hanno fatto 9 gol e gli ho detto ‘fate voi’. In questo momento Hakan è in forma e senza ammonizione non l’avrei tolto. Era un rigore che pesava, venivamo dal derby, eravamo sotto e ha dimostrato di essere un giocatore di carattere e personalità”. Del ritorno al gol di Lautaro Martinez dice: “Avevo detto che non ero preoccupato. Ci sono i momenti, io lo so bene da ex attaccante. Stasera ha fatto un grandissimo gol, ma l’ho visto sereno: è uno di personalità, che ama questa maglia e andiamo avanti con lui, Dzeko, Correa e Sanchez quando rientrerà. Sono soddisfatto di tutti loro”. Battendo il Napoli stasera, l’Inter è tornata a 4 punti dal primo posto e si può tornare a parlare di lotta scudetto: “Penso che dobbiamo continuare così, abbiamo un percorso importante, abbiamo la Champions in testa, i nostri tifosi meritano di andare avanti. Mercoledì abbiamo una grande occasione con qualche problematica, ma vediamo anche le altre. Dobbiamo andare avanti partita dopo partita. Abbiamo lasciato qualche punto, la Champions per noi è stata molto importante”. LEGGI TUTTO

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    Napoli, il rammarico di Spalletti: “Ci è mancato il coraggio”

    MILANO – Dopo il ko incassato dall’Inter a San Siro, il primo in campionato per il suo Napoli, Luciano Spalletti sembra rammaricarsi più per l’atteggiamento tenuto dai suoi nel primo tempo che per le occasioni sprecate nella ripresa e il mancato allungo in vetta sul Milan, con cui continua invece a condividere il primato: “All’intervallo – afferma il tecnico dopo il match – ho detto alla squadra che non possiamo più nasconderci e che per inseguire grandi obiettivi bisogna avere coraggio, tenere la palla e giocare a viso aperto e senza timore, andare a cercare qualcosa d’importante sul muso degli avversari. Nel secondo tempo qualcosa è cambiato, abbiamo cercato soluzioni più coraggiose e alla fine ritengo che la nostra prestazione sia stata di livello, contro un’avversaria forte”.
    Inter-Napoli 3-2: il tabellino
    Le condizioni di Osimhen
    Poi un aggiornamento sulle condizioni di Osimhen (uscito malconcio da uno scontro aereo con Skriniar e sostituito da Petagna) e un giudizio sulla partita del centravanti nigeriano: “Ha un occhio gonfio e bisognerà capire, perché dopo la botta non vedeva nemmeno troppo bene. Spero che si tratti solamente di un trauma contusivo e che si risolva tutto con un ematoma. La sua partita? Lui è uno generoso, si lascia trasportare e invece – spiega Spalletti – deve fare delle scelte, senza doversi ritrovare a fare cento metri di campo”. E a proposito di attaccanti, c’è spazio anche per un commento sull’interista Lautaro Martinez, suo ex giocatore in nerazzurro: “Calciatore fortissimo, sta dimostrando di essere un campione”.
    (articolo in aggiornamento)
    Guarda la galleryL’Inter ferma il Napoli: Lautaro decisivo, magia di Mertens LEGGI TUTTO

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    Inter-Napoli, paura per Ospina dopo uno scontro aereo con Dzeko

    MILANO – Attimi di paura durante la sfida tra Inter e Napoli. Al 79′ e sul risultato di 3-2 per gli uomini di Inzaghi, il portiere azzurro Ospina e Deko si sono scontrati duramente al limite dell’area di rigore del Napoli. Su un pallone alto, hanno entrambi cercato di colpire di testa: Dzeko è arrivato per primo sulla sfera, mentre il portiere colombiano ha colpito fortuitamente l’avversario. Entrambi sono crollati a terra e hanno avuto bisogno di ricevere i soccorsi dei rispettivi staff medici. Di Lorenzo si è subito avvicinato al compagno per soccorrerlo e ha cercato di agevolarne la respirazione afferrandogli la lingua.  Dopo qualche minuto di apprensione, entrambi i calciatori si sono rialzati e hanno continuato a giocare con una vistosa fasciatura.  LEGGI TUTTO

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    Inter-Napoli 3-2: Calhanoglu-Perisic-Lautaro, Inzaghi a -4 da Spalletti

    MILANO – Dopo il Milan cade anche l’altra capolista della Serie A: il Napoli esce sconfitto 3-2 dal Meazza contro l’Inter. I ragazzi dell’ex Luciano Spalletti, che restano in testa alla classifica in coabitazione con i rossoneri di Pioli a quota 32 punti, sbloccano il risultato al 17′ con Zielinski, ma chiudono in svantaggio la prima frazione di gioco, rimontati dal rigore di Calhanoglu (25′) e dalla spizzata di Perisic a un passo dal riposo (44′). Nella ripresa, con Osimhen costretto ad abbandonare il campo dopo un terribile scontro con Skriniar, il tris di Lautaro Martinez (61′) e il capolavoro di Mertens, appena entrato (78′), fissano il punteggio sul 3-2, che non cambia nonostante gli otto minuti di recupero, un miracolo di Handanovic al 91′, che si oppone a Mario Rui con l’aiuto della traversa, e alla volée a botta sicura di Mertens, che si spegne in curva al 97′. Simone Inzaghi sale a 28 punti, a -4 dalla coppia in vetta.
    Inter-Napoli, tabellino e statistiche
    Serie A, risultati e classifica
    Inter-Napoli, le scelte di Inzaghi e Spalletti
    Senza De Vrij e Sanchez e con Dzeko non ancora al top della condizione, Simone Inzaghi sfida la prima della classe affidandosi al tandem offensivo argentino Correa-Lautaro Martinez. Darmian e Perisic a tutta fascia, Barella-Brozovic-Calhanoglu a centrocampo, Ranocchia nel cuore della difesa con accanto Skriniar e Bastoni ed Handanovic tra i pali completano il 3-5-2 del tecnico dell’Inter. Il collega del Napoli, l’ex nerazzurro Luciano Spalletti, risponde con il 4-2-3-1: Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly e Mario Rui a protezione di Ospina, Anguissa e Fabian Ruiz in mediana e Lozano, Zielinski ed Insigne alle spalle di Osimhen.
    Guarda la galleryL’Inter non molla lo scudetto: Napoli ko, Lautaro si risveglia
    Zielinski apre, Calhanoglu-Perisic rispondono: Inter-Napoli 2-1 al 45′
    È soltanto il quinto giro di lancetta quando Insigne non allarga il gioco e scarica su Fabian Ruiz, ma il tentativo sul primo palo dello spagnolo non sorprende Handanovic. L’Inter risponde al 7′ con un colpo di testa di Lautaro Martinez: proteste azzurre per l’azione viziata da un contatto Barella-Anguissa a centrocampo. Particolarmente nervoso Osimhen, che si prende un giallo al 10′ per una pressione troppo energica su Skriniar. Seguono alcuni minuti di calma apparente, un’inerzia spezzata prima dalla progressione di Darmian, il cui mancino dal limite si spegne sul fondo, quindi dal vantaggio del Napoli, firmato da Zielinski al 17′: il polacco vince un duello con Barella, Osimhen e Insigne ricamano per lo stesso ex Udinese, che trova il quarto centro stagionale beffando l’estremo difensore sloveno con un piattone destro. Padroni di casa pericolosi al 19′, ma Skriniar non riesce ad impattare di testa la sfera scodellata in mezzo sugli sviluppi di un calcio da fermo. Il match però si accende e il Meazza si trasforma in una bolgia dopo un tocco di mano di Koulibaly in area in opposizione alla conclusione ravvicinata di Insigne: giallo a Inzaghi per proteste e al senegalese per il fallo, mentre dal dischetto Hakan Calhanoglu fa 1-1 al 25′, trasformando con freddezza e scatenando la plateale esultanza di Edin Dzeko in panchina. Rinvigoriti dal pareggio, i nerazzurri alzano il pressing e la capolista mostra qualche crepa in fase di costruzione dal basso: Ranocchia, attaccante aggiunto, viene colto in fuorigioco, il turco-tedesco cerca invano la doppietta. La reazione ospite arriva al 34′, con Osimhen che spaventa San Siro, mentre Lautaro Martinez – subito dopo l’ammonizione di Rrahmani – non trova il palo lontano alla sinistra di Ospina (36′). C’è grande intensità, l’equilibrio amplia gli scenari possibili e con essi le emozioni: dopo due angoli di matrice meneghina, Lozano salta netto Perisic e crossa al centro, dove Osimhen svetta, peccando nella precisione (39′). Mentre anche Calhanoglu finisce nella lista dei cattivi dell’arbitro, doppia chance per Barella tra il 41′ e il 42′: nel primo caso è strepitosa la risposta di Ospina, che neutralizza anche la ribattuta di Correa, nel secondo trova la deviazione di un avversario e guadagna il tiro dalla bandierina che vale il sorpasso. Al minuto 44, infatti, Calhanoglu batte dalla bandierina, Perisic anticipa tutti sul primo palo e l’ennesimo incredibile riflesso di Ospina è vanificato dalla goal line technology: lo smart watch del direttore di gara suona, è 2-1 Inter, risultato che permane fino al vicino intervallo.
    Tris di Lautaro, Mertens accorcia: Inter-Napoli 3-2
    Si riparte senza cambi, ma la verve dei ventidue in campo non appare essersi attenuata durante il quarto d’ora di riposo: al 46′ Osimhen si prende i fischi del Meazza, chiedendo a gran voce all’arbitro Valeri un calcio di rigore per una lieve spinta ricevuta da Bastoni (46′), Ospina tiene a galla il Napoli con un’altra super parata su Lautaro Martinez (48′). Non c’è un attimo di respiro, senza soluzione di continuità: Skriniar è decisivo sul tiro-cross di Lozano al 50′, da cui nasce un terribile scontro aereo tra lo stesso difensore slovacco ed Osimhen. Sanitari in campo, ma l’occhio sinistro del bomber nigeriano si è gonfiato e si opta per il cambio: al 55′ fa il suo ingresso Petagna. Un’uscita con forza e personalità di Bastoni, che resiste a Petagna ed Anguissa, infiamma la curva nerazzurra, che esplode al 61′ sul 3-1 di Lautaro Martinez: Napoli che attacca, Barella mura Fabian Ruiz, Correa scatta in contropiede ed El Toro che interrompe il digiuno con un diagonale chirurgico. Inzaghi getta nella mischia Vidal e Dzeko per Calhanoglu e Correa, ma rischia su un paio di attacchi campani sventati con qualche apprensione di troppo dalla propria retroguardia. È ancora Inter, però, al 70′: Perisic scappa via sull’out sinistro, converge verso il centro e scarica un violento rasoterra sul primo palo bloccato a terra da Ospina. Quindi, reduce dal fallaccio su Félix Navarro Torres che gli è costato l’espulsione in Cile-Ecuador, Vidal si prende un giallo per una brutta entrata su Koulibaly. La capolista prova a sfruttare maggiormente le fasce, ricorrendo sovente al cross, e – a 15′ dal termine – l’ex allenatore della Lazio inserisce forze fresche in un’ottica conservativa: fuori Lautaro Martinez e Barella, dentro Gagliardini e Dimarco. Spalletti si gioca invece le carte Mertens ed Elmas per Insigne e Lozano e il fuoriclasse belga impiega appena 180 secondi per riaprire il match: riceve da Koulibaly e fredda Handanovic con un vero e proprio capolavoro. I padroni di casa si riversano in attacco, e dopo quello che ha messo ko Osimhen, va in scena un altro terribile scontro, stavolta tra Dzeko ed Ospina, che rientrano in campo dopo alcuni minuti con un’evidente fasciatura. Si riparte con i giri del motore che non accennano a calare: Zielinski ci prova dalla distanza, Rrahmani anticipa Dzeko, Satriano prende il posto di Perisic, Handanovic e Dzeko si vedono sventolare l’ennesimo giallo della partita: si arriva così al 91′, quando il portiere sloveno è miracoloso su Mario Rui, la cui smanacciata trova il prezioso della traversa, e al 97′, con Mertens che spara in curva a botta sicura. Dopo otto minuti di recupero termina Inter-Napoli: il 3-2 proietta i nerazzurri a quota 28 punti, a -4 dalla coppia in testa formata dagli stessi azzurri dell’ex Spalletti e dai cugini del Milan. LEGGI TUTTO

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    Al Meazza è in programma Inter-Napoli

    Riflettori puntati sullo stadio Meazza. L’Inter, reduce dal pareggio con il Milan, ospita il Napoli. Anche il club allenato da Luciano Spalletti nell’ultima partita disputata ha conquistato solamente un punto (1-1 con il Verona).
    Indovina il risultato esatto di Inter-Napoli
    Il match si preannuncia equilibrato
    Il Napoli ha 32 punti (10 vittorie e 2 pareggi) e può vantare la miglior difesa con soli 4 gol al passivo e addirittura 8 partite chiuse con porta inviolata (clean sheet). Trovare gli Azzurri in svantaggio al riposo è un evento più unico che raro. Così è stato solo al Maradona contro la Juventus (0-1), ko parziale ribaltato poi nella ripresa da Insigne e compagni. L’Inter da questo punto di vista prende le distanze dagli uomini allenati da Luciano Spalletti visto che la “Beneamata” è andata sotto al riposo già in quattro occasioni. A proposito di primo tempo, il ruolino di marcia recente delle due squadre è rivelatore di una svolta a “X”. Prima di giocare contro Udinese e Milan mai i nerazzurri avevano collezionato l’X primo tempo. Un esito che ha caratterizzato anche cinque degli ultimi sei incontri disputati dai partenopei. Restando in tema di “svolta” è da registrare anche la nuova tendenza nerazzurra che ora guarda con favore all’Under 2,5, per la precisione da quattro match di campionato a questa parte. Nelle precedenti otto esibizioni, invece, Lautaro Martinez e compagni avevavo sempre chiuso con almeno tre reti sul tabellino. Poche reti sì, pochissime no. Alla voce Under 1,5 in Serie A, infatti, il team di Simone Inzaghi fa registrare ancora lo “zero”. Chi cerca questa particolare classe di esito in corrispondenza del ruolino di marcia del Napoli la può individuare in una tripla circostanza: Napoli-Torino (1-0), Roma-Napoli (0-0) e Salernitana-Napoli (0-1). Tanti spunti interessanti per un match che genera grande attesa. L’Inter per le quote parte favorita in una sfida che, sempre per i bookie, dovrebbe regalare almeno un gol per parte. L’Inter a secco del resto finora non ci è ancora mai stata, il Napoli ha avuto le polveri bagnate solo contro la Roma di Mourinho. LEGGI TUTTO