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    Juve-Atalanta, le pagelle: McKennie il migliore, De Ligt insicuro

    Di seguito le pagelle dei giocatori della Juventus, reduci dal ko casalingo contro l’Atalanta: l’unico gol del match lo ha realizzato Duvan Zapata.

    SZCZESNY 6

    Incolpevole sul gol di Zapata, il resto è normale amministrazione: gestita bene.

    CUADRADO 6.5

    Sempre attento e in più di un’occasione provvidenziale nel chiudere la diagonale sul secondo palo. Presente, ma meno incisivo del solito, in avanti.

    BONUCCI 6

    La sovrapposizione a sinistra nell’azione che porta al gol atalantino è un’idea discutibile, ma immaginiamo prevista dal piano partita. Normale poi sia in ritardo, andava coperto meglio. Per il resto sbroglia qualche situazione complicata e imposta con lucidità.

    DE LIGT 5

    Insolitamente insicuro, tra un paio di retropassaggi da brivido e una palla malamente ciccata nella ripresa.

    ALEX SANDRO 5

    Zappacosta non è James, ma la differenza si nota solo nella serata molto più tranquilla che vive in fase difensiva rispetto a martedì. Spinge poco e con poca efficacia.

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    Pagelle Toro: che Pobega! San Siro stregato. Praet, qualità sulla… traversa

    MILINKOVIC-SAVIC 6

    Nei primi tre minuti due lanci impeccabili con i piedi. In seguito, oltre al gol nel quale non ha colpe, non ha effettuato neppure una parata degna di racconto. Sempre attento, comunque.

    DJIDJI 6.5

    Stavolta gioca con la testa. Una partita tattica. Un paio di volte ha provato ad andare avanti ma è stato bravo soprattutto in fase difensiva. Diciamo che non ha voluto rischiare e ha fatto anche pochi falli.

    BREMER 6.5

    Ha segnato la punta centrale del Milan, ma lui nell’occasione si perde Krunic che fornisce l’assist. Per il resto è andato bene visto che i rossoneri non hanno creato neppure un pericolo.

    BUONGIORNO 6

    Ammonito dopo soli cinque minuti gioca con la testa pesante. Sicuramente condizionata da quel cartellino. E per evitare guai peggiori Juric nell’intervallo lo tiene nello spogliatoio. Rodriguez (1’ st) 6 Nell’ultimo minuto di recupero non entra deciso su un pallone a due metri dalla porta. Occasionissima. Prima di questo, benino.

    SINGO 5.5

    E’ vicino a Giroud in occasione del vantaggio rossonero. E poi non gira. Dodici palloni persi nel primo tempo ed è tutto dire. Fatica a carburare e si perde: sbaglia diversi passaggi, anche i più semplici, e non affonda mai. Ci prova un paio di volte ma viene facilmente intercettato dai rossoneri. Una serata difficile sotto tutti i punti di vista. Può succedere, comunque. Vojvoda (30’ st) ng

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    LUKIC 6

    Bruciato da Giroud nel gol rossonero. Per il resto niente di particolarmente brillante. Giocate sempre semplici, fin troppo. Quindi prevedibili. E nei minuti di recupero potrebbe tirare da buona posizione ma i suoi movimenti sono al rallentatore. Solito gioco elementare, comunque. Da questa caratteristica non si schioda.

    POBEGA 7

    Ha fatto meglio, molto meglio, di Kessie. Davanti alla squadra che ne detiene il cartellino il ragazzo ha dimostrato di essere molto più avanti di tanti giocatori di Pioli. Ha sempre cercato di costruire e il piede ce lo mette senza remore. Bravo sia in fase di intercettazione del pallone sia in quella di costruzione.

    AINA 5

    Anche lui, come il suo collega di destra Singo, non ha brillato tant’è che dalla sua zona di competenza non è partita nessuna azione pericolosa. E anche in fase difen- siva non è stato impeccabile. Nessun errore grave, ma quanti palloni persi in maniera inspiegabile. E dalla tribuna ci è parso anche un po’ appe- santito. Zaza (35’ st) ng

    LINETTY 6

    Prima di lasciare il posto a Praet trova il tempo di dare una palla d’oro a Belotti. Tutto sommato non gioca male visto che è sempre nel vivo dell’azione. Il problema è che non è un trequartista quindi ricopre il ruolo con le caratteristiche della mezzala. E i piedi non sono certo quelli di un giocatore che deve inventare. Praet (9’ st) 7 Che assist, per Sanabria: speriamo riesca ad avere presto i novanta minuti nella gambe perché può fare la differenza. Poi colpisce la traversa. Il suo tiro viene deviato da Tomori. Le cose più belle della partita le fa lui.

    BREKALO 6

    Ci prova sempre a saltare l’avversario e spesso ci riesce. Non era una patita facile eppure è stato uno dei più pericolosi tra i granata, visto pure che spesso i rossoneri andavano a raddoppiare la marcatura, sul croato. Ad un certo punto Juric gli ha chiesto di svariare di più e di essere maggiormente intra- prendente, soprattutto dopo l’ingresso di Praet.

    BELOTTI 5

    Non è ancora lui, nemmeno l’ombra del Gallo che tutti abbiamo imparato ad ammirare e apprezzare. Nel secondo tempo, poi, stecca una palla da buona posizione che ai tempi belli avrebbe trasformato in gol. Sanabria (9’ st) 6 Riesce a sbagliare, tutto solo davanti a Tatarusanu, un’occasione incredibile su assist di Praet. Però si muove e fa sponda.

    ALL. JURIC 6.5

    Con le grandi non riesce proprio a far punti. Solita storia. Tanto gioco e pochi gol. E zero punti contro una big. Continuando così il vento cambierà, forse, ma il pallone bisogna buttarlo dentro. LEGGI TUTTO

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    Pagelle Inter: Dumfries, calcione anti-scudetto

    HANDANOVIC 6 Controlla con qualche apprensione la sberlaccia di Morata e, per sua fortuna, Dzeko riesce a contrastare Alex Sandro sulla ribattuta. Reattivo pure nella ripresa su una rasoiata di Dybala.

    SKRINIAR 6.5 Mostra il suo biglietto da visita alla difesa bianconera dopo quattro minuti, quando svetta di testa sul cross di Calhanoglu e regala il primo brivido della serata a Szczesny. Mette il piede pure nell’azione del gol, consegnando il pallone in posizione da sparo a Calhanoglu, a dimostrazione di quanto con Simone Inzaghi i difensori centrali siano diventati protagonisti pure negli schemi d’attacco. Dietro, al solito, è inappuntabile.

    DE VRIJ 6 La squadra mostra fi nalmente equilibrio e le giuste distanze tra i reparti, il che lo aiuta a governare al meglio la difesa. Frizzante il duello tra granatieri con Morata, su cui riesce a limitare i danni.

    BASTONI 6 Dopo la notte delle streghe a Roma, ritrova il posto tra i titolari e, complice un atteggiamento più accorto da parte della squadra in fase difensiva, torna il centrale che sapeva distillare soltanto sicurezza un campionato fa.

    DARMIAN 6.5 All’Olimpico era stato il migliore della compagnia e Inzaghi aveva pensato bene di metterlo sotto una teca proprio anché si presentasse tirato a lucido con la Juve. Precauzione che ha dato i suoi frutti, considerato il suo apporto in fase difensiva e l’accortezza da vero professore che mostra ogni qual volta decide di spingere sull’acceleratore nella metà campo avversaria. Dopo l’ingresso di Dumfries, chiude a sinistra: ci fosse stato lui su Alex Sandro, sarebbe finita 1-0 per l’Inter…

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    BARELLA 6.5 È sempre la “Grande Anima” dell’Inter e non lo frena neppure l’ammonizione presa nel fi nale del primo tempo per aver atterrato Alex Sandro (che, poco dopo, contraccambia il favore…). Pressa, corre, riparte e dà sempre l’idea di poter combinare qualcosa di importante all’interno della partita. Una delizia per Roberto Mancini, spettatore alquanto interessato in tribuna. Vecino (45’ st) ng.

    BROZOVIC 6 Kulusevski è fastidioso come una mosca tze-tze, però la sua presenza non basta per arginare la sua propensione a disegnare geometrie.

    CALHANOGLU 6.5 Il problema accusato da Vidal gli spalanca un’autostrada verso la maglia da titolare e lui capitalizza al meglio la grande occasione, considerato che dalla prima di campionato con il Genoa non era così pimpante e centrale nelle operazioni. Punta dell’iceberg della sua prestazione, ovviamente, il destro a serramanico che centra il palo alla sinistra di Szczesny trasformandosi in un cioccolatino da scartare per Dzeko. Gagliardini (16′ st) 6 Fa legna.

    PERISIC 6.5 Ritrova Cuadrado e i pensieri di San Siro nerazzurro vanno al rigore che ha deciso l’ultimo derby d’Italia allo Stadium. Il duello fa scintille ma lui, con la sua fi sicità, recita da attore protagonista, confermandosi tra gli interisti più in forma e con più cattiveria (in tal senso fa specie vederlo rimproverare un giovane raccattapalle perché “reo” di non avergli restituito immediatamente il pallone su una rimessa laterale). Nella ripresa patisce la verve di Chiesa ma trova comunque il tempo di sfi lare via il pallone a Cuadrado e vola via, ma il suo destro bacia il primo anello verde. Dumfries (27′ st) 4 Con un maldestro calcione ad Alex Sandro complica terribilmente la corsa scudetto dell’Inter. Errore da matita blu.

    DZEKO 7 “El segna semper lü”. L’omaggio in dialetto milanese dedicato ai tempi dai tifosi a Maurizio Ganz calza come un vestito su misura per l’uomo planato a San Siro per sostituire Romelu Lukaku. Compito che Edin sta svolgendo benissimo, considerato che in casa fi nora ha sempre segnato in campionato e che in 9 giornate ha raggiunto quota 7 gol, tanti quanti ne aveva segnati a Roma nell’ultimo torneo, ma in 27 presenze. Finché dura, è una goduria per i loggionisti nerazzurri.

    MARTINEZ 5 Non ci fosse Dumfries, sarebbe il peggiore per distacco. Per un tempo sembra l’imbucato alla festa, considerato che non la piglia mai. Lievita nella ripresa ma le sue sgroppate non partoriscono grattacapi per la difesa bianconera. E alla fi ne il suo report recita 22 palloni giocati, 10 persi, uno score degno dell’Icardi nelle notti di luna storta. Sanchez (27′ st) 6 Prova a dare la scossa.

    ALL. INZAGHI 6 Perde Vidal, che partiva favorito su Calhanoglu per giocare, a causa di un attacco infl uenzale. Contrattempo che accorcia ulteriormente le scelte pure in ottica sostituzioni (in attacco era già fuori dai giochi pure Correa). La vittoria sfugge per l’erroraccio di Dumfries e lui fi nisce fuori per uno scatto d’ira con tanto di pettorina lanciata in campo: impossibile per Mariani non estrarre il cartellino rosso LEGGI TUTTO

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    Pagelle Juve: Kulusevski mezzo naufragio. Scossa Chiesa

    SZCZESNY 6 La Juve non subiva gol da quattro partite in campionato, sei considerando anche la Champions. Lui vede interrompersi la serie positiva incolpevolmente e in una situazione da “tutto storto” che contempla deviazioni fortuite, montante colpito, tapin d’anticipo… Nulla poteva per opporsi a tutto ciò.

    DANILO 6 Parte timidino. Prova al 20′ ad alzare il raggio d’azione, capendo il momento. Ma le buone intenzioni non si concretizzano in buone azioni. Sul fi nale è tuttavia prezioso nello sventare l’ultimo contropiede nerazzurro, che pareva senza via di scampo. LEGGI TUTTO

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    Spezia-Juve, le pagelle: Kean si sblocca, Chiesa gol e grinta, De Ligt decisivo

    La difesa

    SZCZESNY 7.5Incolpevole sui tiri di Gyasi (deviato) e Antiste (tra le gambe di Bonucci), salva la vittoria con una parata strepitosa su Maggiore nel finale.

    DANILO 5Due errori non da lui: concede a Gyasi di andare verso il centro anziché verso il fondo sull’1-0 e va a vuoto sul cross di Sala concedendo a Maggiore la chance del 3-3.

    BONUCCI 6.5Perde il duello con Antiste sul 2-1, ma è in situazione di svantaggio e anche sfortunato (palla tra le gambe mentre corre). Si riscatta sporcando il rinvio di Nikolau che finisce a De Ligt sul 3-2 e aveva ispirato l’1-0 con un gran lancio.

    DE LIGT 7Al volo alza la mira di sinistro al 14′, non sbaglia invece con il destro quando firma la vittoria. Bene in difesa, forse potrebbe aiutare di più Bonucci sul gol di Antiste.

    DE SCIGLIO 6Due buoni palloni a McKennie e Dybala, ma per la libertà di cui gode non è abbastanza. Alex Sandro (1′ st) 5 Obbliga lo Spezia a raddoppiare da quella parte, ma perde il pallone da cui rischia di nascere il 3-3. LEGGI TUTTO