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    Milan-Inter, le pagelle: Dzeko da incorniciare, Tomori disarmato

    Para quello che può parare, non è certo lui l’anello debole della difesa rossonera. Reattivo nel primo tempo su Dzeko e Dimarco, due interventi che illudono la gens milanista.

    CALABRIA 5

    Dalla sua parte Dimarco detta legge per un tempo. Timido anche quando si tratta di affacciarsi nella metà campo avversaria. Dest (34’ st) ng.

    KJAER 5.5

    Era il talismano, ma anche lui viene travolto dalle distrazioni generali. Si riprende facendo leva sull’esperienza, energico nel corpo a corpo con Martinez nel cuore dell’area. Kalulu (19’ st) 5.5 Torna in campo dopo le amnesie di Lecce, ma non respira l’aria del riscatto.

    TOMORI 4

    I pericoli veri arrivano dalle fasce e non al centro, ma fa mancare la sua consueta vigoria fi sica, soprattutto quando Lautaro Martinez lo beffa siglando il gol che chiude i giochi.

    HERNANDEZ 4

    Quando gli sfilano alle spalle, sono sempre dolori. E nel momento in cui allunga la falcata, perde il pallone che arma il contropiede nerazzurro che, solo per caso, non sfocia in gol.

    TONALI 6

    Resta una garanzia anche nelle serate meno brillanti, nel primo tempo è l’unico a prendere per mano la squadra e avanzare il raggio d’azione. Su Dzeko fa una brutta fi gura, certo, ma non toccava a lui quella copertura…

    BENNACER 6

    L’inferiorità numerica a centrocampo ne esalta lo spirito agonistico, soprattutto in avvio di secondo tempo. Ci prova più volte dal limite, il pallone viaggia spedito ma lontano dalle coordinate giuste.

    MESSIAS 5

    C’è, però si vede a sprazzi, vive nell’incertezza tra chi non ha ancora deciso se attaccare o difendere. Origi (29’ st) 5 Non può fare molto per raddrizzare la tremebonda macchina rossonera, comunque non ci prova nemmeno.

    DIAZ 5.5

    Lotta con tutte le energie che ha in corpo, eppure dovrebbe fare la differenza con la tecnica. Sul piano della volontà non si discute, però invece che cercare i corridoi per farsi lanciare, si lascia anestetizzare dall’attenta copertura avversaria. De Ketelaere (29’ st) ng Tocca un paio di palloni, ma non è questa l’ambientazione migliore per risollevare la testa. Inutile infi erire con un’altra insufficienza.

    LEAO 5

    Quando si accende, i nerazzurri devono cominciare a corrergli dietro. Cerca insistentemente il tiro, nell’unico nello specchio trova un attento Onana. Rientra nella categoria dei giocatori che fanno trattenere il respiro a un intero stadio quando il pallone fi nisce tra i loro piedi, ma a Riad l’effetto successivo, è quasi sempre un rimpianto collettivo.

    GIROUD 5.5

    Generoso come sempre, il Mondiale non lo ha spremuto come qualcuno sospetta, quello che gli manca è la materia prima, cioè palloni giocabili dentro l’area avversaria. Rebic (34’ st) ng.

    ALL. PIOLI 5

    I blackout difensivi restano una costante di questo avvio di 2023, a zavorrare ogni partita. Questo è l’ennesimo derby nel quale si fa imbrigliare in un copione nel quale a ogni passaggio sbagliato in impostazione, fa il paio un’azione pericolosa dell’Inter. La parola crisi ora diventa una fastidiosa appendice alla stagione. LEGGI TUTTO

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    Milan-Inter, Inzaghi re di Supercoppa: “Sono qui per vincere trofei”

    RIAD (Arabia Saudita) – 4 su 4, Simone Inzaghi entra nell’olimpo degli allenatori che hanno conquistato per più volte la Supercoppa Italiana e grazie al 3-0 della sua Inter contro il Milan raggiunge Capello e Lippi in questa speciale classifica. Al termine della finale di Riad, il tecnico nerazzurro commenta: “Fa piacere essere insieme a Capello e Lippi, fa paicere aver vinto coì contro un avversario di valore. Stasera festeggiamo e poi pensiamo alla prossima partita. Bisogna ringraziare anche i giocatori dello scorso anno che ci hanno portato fino a qui e i tifosi che sono arrivati qui”. Elogi per tutti da parte di Inzaghi che prosegue: “Serate così siamo abituati ad averne, stasera c’era qualcosa in più perchè giocavamo un derby in una finale, negli ultimi settantanni è capitato solo due volte e l’Inter aveva sempre perso. Sono orgoglioso di me, del mio staff e dei miei ragazzi”.Guarda la gallerySerie A, chi fa giocare i giovani in prima squadra: Juve sul podio
    Inzaghi: “Sono all’Inter per vincere trofei”
    “Si, siamo stati squadra. Abbiamo fatto una partita determinata, di attenzione, concentrazione. Le finali vanno giocate così”. Svela il segreto del successo il tecnico nerazzurro che a fine gara non riesce ad eleggere un personale man of the match: “Bravi tutti dal primo all’ultimo, dopo un 3-0 in una finale e in un derby non posso dire il migliore in campo”. Poi la chiusura con lo sguardo volto al futuro, ai prossimi impegni di Champions League e la rimonta in campionato per provare a riacciuffare il Napoli: “I ragazzi si meritano questo, noi siamo qui per aiutarli e per vincere trofei in una società come l’Inter. Stasera è giusto godersi questa vittoria, ma poi bisognerà subito tornare a pedalare”. LEGGI TUTTO

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    Milan-Inter 0-3, la diretta: Dimarco sblocca, Dzeko raddoppia, Lautaro la chiude

    21:55
    90′ – Segnalati 6′ di recupero
    La Supercoppa Italiana, ormai virtualmente chiusa, si concluderà al minuto 96.

    21:50
    85′ – Ammonito Tonali
    Tonali commette fallo su Gagliardini e protesta platealmente: ammonito.

    21:49
    84′ – Due cambi nell’Inter
    Problemi per Calhanoglu, sostituito da Asllani, in campo anche De Vrij per Bastoni. Lukaku torna a sedersi in panchina.

    21:45
    80′ – Altri due cambi nel Milan
    Pioli manda in campo Dest e Rebic, fuori Calabria e Giroud.

    21:42
    77′ – TERZO GOL DELL’INTER
    L’errore in chiusura di Tomori sul lancio lungo di Skriniar spalanca la strada a Lautaro Martinez, che batte Tatarusanu con un delizioso esterno destro. El Toro si toglie la maglia: ammonito.

    21:41
    76′ – Ammonito Hernandez
    Theo in ritardo su Correa: inevitabile il cartellino giallo.

    21:37
    72′ – Ammonito Calhanoglu
    Calhanoglu spende un giallo “d’oro”: il suo sgambetto impedisce a Giroud di mandare in porta Origi.

    21:35
    70′ – Doppio cambio per l’Inter
    Inzaghi getta nella mischia Gagliardini e Correa in luogo di Barella e Dzeko e manda Lukaku a scaldarsi.

    21:34
    69′ – Skriniar da fuori
    L’Inter ci prova con un tiro dalla lunga distanza di Skriniar, facile preda di Tatarusanu.

    21:32
    67′ – Ancora Leao
    Ci riprova Leao dalla distanza: tiro potente ma centrale, Onana blocca sicuro.

    21:29
    64′ – Triplo cambio per il Milan
    Pioli risponde ad Inzaghi con un triplo cambio: Kalulu per Kjaer, De Ketelaere per Brahim Diaz e Origi per Messias.

    21:28
    63′ – Primo cambio per l’Inter
    Dimarco si arrende ai crampi: al suo posto entra Gosens.

    21:22
    57′ – Bastoni salva l’Inter
    Gran palla di Leao per Giroud, intervento salvifico di Bastoni.

    21:21
    56′ – Ci riprova Bennacer
    Il Milan continua a spingere, ci riprova Bennacer, che stavolta inquadra lo specchio, ma Onana blocca.

    21:19
    54′ – Si rivede l’Inter
    Lautaro si destreggia in area, Kjaer lo contiene e salva in extremis.

    21:14
    49′ – Leao vicino al gol
    Leao riceve sulla destra, si accentra e spara in porta col destro: palla alta non di molto. Simone Inzaghi striglia i suoi.

    21:12
    47′ – Ci riprova il Milan
    Parte forte il Milan: Bennacer conclude una bella azione, ma il suo tiro dal limite termina alto.

    21:11
    46′ – Ricomincia Milan-Inter
    È iniziato il secondo tempo di Milan-Inter: si riparte con gli stessi 22 del primo tempo, ma Pioli si è trattenuto a lungo con Kalulu, De Ketelaere e Origi. Dopo 40 secondi di gioco, ci prova Theo Hernandez: palla alta.

    21:03
    Pioli pensa a qualche cambio
    Durante l’intervallo la panchina del Milan intensifica il riscaldamento: possibile qualche volto nuovo già ad inizio ripresa.

    21:00
    Dzeko ‘ruba’ un record a Cristiano Ronaldo
    Prossimo alle 37 primavere, Edin Dzeko diventa il più anziano marcatore della storia della Supercoppa Italiana, superando Cristiano Ronaldo, in gol all’età di 35 anni e 350 giorni con la maglia della Juventus.

    20:57
    La moviola sul gol di Dimarco
    Debutta il fuorigioco semiautomatico, subito protagonista: in occasione dell’1-0 di Dimarco è il tallone di Kjaer a tenere in gioco l’assistman Barella.

    20:51
    45’+5 – Finisce il primo tempo
    Dopo 40 secondi aggiuntivi ai 4 minuti precedentemente assegnati di recupero, termina il primo tempo di Milan-Inter: nerazzurri avanti 2-0.

    20:49
    45’+3 – Inter vicina al tris
    Brutta palla persa da Theo, Barella per Mkhitaryan e filtrante per Lautaro che, tutto solo davanti a Tatarusanu, non aggancia.

    20:46
    45′ – Maresca indica il recupero
    Saranno quattro i minuti di recupero: si giocherà fino al 49′.

    20:45
    44′ – Altro scontro Tomori-Dzeko
    Brutto scontro testa contro testa tra i due calciatori, che restano doloranti a terra oltre un minuto. 

    20:43
    42′ – Scintille Tomori-Dzeko
    Fallo di Dzeko su Tomori, che reagisce spingendo il bosniaco: Maresca richiama entrambi, ma risparmia loro il cartellino.

    20:42
    41′ – Tonali-Tomori, il Milan reagisce
    Il Milan prova a reagire e tornare in partita: il muro nerazzurro chiude su Tonali al termine di una pregevole serie di dribbling, poi ci prova Tomori: palla fuori.

    20:39
    38′ – Ci prova Leao
    Scarso movimento del Milan in avanti, Leao tenta una velleitaria conclusione dalla distanza.

    20:34
    33′ – Rischia il Milan, ammonito Barella
    Tomori esagera, poi rimedia al proprio errore. Il Milan riparte con Theo, steso da Barella: ammonito.

    20:30
    29′ – Ci prova anche Dimarco
    Sassata dalla distanza di Dimarco, Tatarusanu respinge coi pugni.

    20:29
    28′ – Ci prova Barella
    L’Inter attacca a testa bassa: Barella ci prova da fuori, ma non inquadra lo specchio.

    20:28
    27′ – Tatarusanu salva il Milan
    Inter a un passo dal 3-0: un grande intervento di Tatarusanu nega la doppietta a Dzeko.

    20:27
    26′ – Ancora Inter
    Dimarco non arriva per questione di centimetri sul bellissimo cross di Mkhitaryan sul secondo palo.

    20:26
    25′ – Milan sotto shock
    Il Milan sembra aver accusato il gol preso nel proprio momento migliore: l’Inter attacca a testa bassa e colleziona calci d’angolo in serie.

    20:22
    21′ – RADDOPPIO DELL’INTER
    Incredibile dormita della difesa del Milan, Dzeko s’invola sulla fascia mancina, dribbling a rientrare e palla al ferro: 2-0 Inter.

    20:20
    19′ – Bennacer spara alto
    Ancora Milan in avanti: Bennacer ci prova col mancino, la palla termina in curva.

    20:18
    17′ – Ancora Leao
    Bella combinazione Giroud-Brahim Diaz, Leao ci prova col destro a giro, Onana mette in corner.

    20:17
    16′ – Show di Leao
    Strepitosa progressione di Leao, imprendibile sull’out mancino: Darmian gli sporca il pallone, l’azione prosegue con Brahim e Messias, Bastoni chiude.

    20:15
    14′ – Tomori salva su Lautaro
    Tonali perde un brutto pallone, Dzeko rifinisce per Lautaro, Tomori salva tutto in scivolata.

    20:11
    10′ – INTER IN VANTAGGIO
    Azione spettacolare dell’Inter: Darmian gira al centro per Dzeko, che lancia Barella in profondità, il quale regala un facile tap-in a Dimarco. 

    20:09
    8′ – Ci prova Dzeko
    È di Edin Dzeko il primo tiro della partita: il mancino del bosniaco termina abbondantemente a lato.

    20:06
    5′ – Si scaldano gli animi
    Acerbi protesta per un tackle su Messias giudicato falloso dall’arbitro, contatto in area a gioco fermo tra Bastoni e Tomori: Maresca li richiama entrambi.

    20:03
    2′ – Protesta l’Inter
    Tomori in ritardo su Dzeko, che resta a terra dolorante. Maresca non estrae il cartellino giallo, protesta l’Inter.

    20:02
    1′ – È iniziata Milan-Inter
    Fischio di Maresca, è iniziata la Supercoppa Italiana tra Milan ed Inter.

    19:58
    Milan-Inter, ci siamo
    Le squadre fanno il loro ingresso in campo, posano per le foto di rito pre-partita, poi si dispongono a centrocampo, mentre risuona l’inno della Serie A.

    19:53
    Milan-Inter, la Supercoppa in campo
    Gli stemmi delle squadre a centrocampo, la Supercoppa al centro: a Riad è tutto pronto per la Supercoppa Italiana tra Milan ed Inter.

    19:45
    Milan-Inter, il pronostico di Panucci e Mauro
    “Vince il Milan ai rigori”, il pronostico di Christian Panucci, che in carriera ha vestito entrambe le maglie, negli studi tv di Mediaset Infinity. Per l’ex Juve Massimo Mauro, invece, “vince l’Inter 3-1”.

    19:40
    Dzeko vs Giroud, sfida tra veterani
    I numeri dei due bomber over 35 che saranno i protagonisti della sfida di Supercoppa Italiana tra Milan e Inter.

    18:50
    Milan-Inter, la formazione ufficiale di Pioli
    Così in campo il Milan, schierato con il 4-2-3-1: Tatarusanu; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Tonali, Bennacer; Messias Jr, Brahim Diaz, Rafael Leao; Giroud.

    18:48
    Milan-Inter, la formazione ufficiale di Inzaghi
    Così in campo l’Inter, schierata con il 3-5-2: Onana; Skriniar, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Hakan Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Dzeko, Lautaro Martinez.

    18:40
    Supercoppa Milan-Inter: ecco l’arbitro
    L’AIA ha reso noto il team arbitrale che dirigerà il derby in programma a Riad (LEGGI TUTTO).

    18:30
    Pronostico Milan-Inter, in palio la Supercoppa italiana
    Momento delicato per entrambe, le quote sono nel complesso equilibrate (LEGGI TUTTO).

    18:20
    Milan-Inter, le parole di Inzaghi in conferenza stampa
    Le parole dell’allenatore nerazzurro alla vigilia della finale contro i rossoneri: “Ultimo derby perso immeritatamente”. Mkhitaryan: “Spero sia il primo trofeo con l’Inter, ma non l’ultimo”. (LEGGI TUTTO)

    18:10
    Milan-Inter, le parole di Pioli in conferenza stampa
    Le parole dell’allenatore rossonero alla vigilia della finale contro i nerazzurri: “Hanno punti deboli ma non ve li dico”. Calabria: “Qui per vincere”. (LEGGI TUTTO)

    18:00
    Milan-Inter, le probabili formazioni
    Le possibili scelte per il derby in programma a Riad (calcio d’inizio ore 20). Soliti moduli per i due allenatori: 4-2-3-1 per i rossoneri, 3-5-2 per i nerazzurri. (LEGGI TUTTO) LEGGI TUTTO

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    Supercoppa Milan-Inter, più che una finale: dall’Arabia parte la rincorsa al Napoli

    Obiettivi

    Discorsi che riguardano il futuro, il presente è milanese. In campo alle 20, per una partita che sa già di salvagente per la stagione per il Milan, un po’ meno per l’Inter. Stefano Pioli giunge da due settimane di prestazioni e risultati controversi, culminati con l’eliminazione agli ottavi di Coppa Italia per mano di un Torino ridotto in dieci. Di conseguenza, un possibile traguardo è già stato tagliato fuori. Ne restano tre, con un bis in campionato reso complicato dalla cavalcata del Napoli, con un ottavo di Champions League contro un Tottenham sì malconcio, ma pur sempre Tottenham, e con una Supercoppa da conquistare. Simone Inzaghi parte da una posizione di forza per quanto riguarda gli obiettivi di stagione, tutti aperti. In Coppa Italia arriverà la vincente di Atalanta-Spezia, mentre in Europa ci sarà il Porto, avversarie rognose, comunque abbordabili. Resta complicato il discorso campionato e c’è, per l’appunto, la Supercoppa. Un po’ meno salvagente rispetto al Milan, ma comunque trofeo da mettere in bacheca. Come accaduto la passata stagione, in accoppiata con la Coppa Italia.

    Lo specialista

    Inter detentrice uscente e all’inseguimento del Milan: sei successi contro sette. I rossoneri vinsero la prima edizione del trofeo, quella datata 1988 (ma con finale il 14 giugno 1989) battendo 3-1 la Sampdoria. I nerazzurri vinsero quella successiva, superando a loro volta i blucerchiati 2-0. C’è un solo derby nell’albo d’oro, quello del 6 agosto 2011, quando il Milan vinse 2-1 a Pechino, con Ibrahimovic (unico superstite del match: stasera vedrà il match in tv a Milano) e Boateng a ribaltare il vantaggio firmato Sneijder. Pioli cerca il primo trofeo da allenatore, dopo aver vinto il primo campionato. Inzaghi è invece specialista dell’appuntamento: due successi con la Lazio, 2017 e 2019 (questa edizione proprio a Riad, ma allo stadio dell’Università re Sa’ud), e quella già ricordata con l’Inter.

    Per ripartire

    Sarà una serata in cui le due squadre non si presentano al meglio. Il Milan, a Lecce, ha fatto preoccupare Pioli dal punto di vista dell’approccio, in una partita rimessa in piedi soltanto dalla reazione del secondo tempo, più di orgoglio che di ordine tattico. L’Inter, contro il Verona, ha ottenuto il massimo con il minimo sindacale: tre punti senza entusiasmare, con la mente già rivolta a Riad. L’importanza dell’appuntamento e il derby in campo neutro possono riaccendere testa e gambe, per una partita che può essere il propellente giusto per aggredire il campionato con rinnovata convinzione. Pioli ritrova Sandro Tonali, squalificato a Lecce, mentre Inzaghi riavrà Nicolò Barella dal 1’: due inserimenti fondamentali.

    Fuorigioco semiautomatico

    In vista campionato ci sarà anche il debutto del fuorigioco semiautomatico, già visto al Mondiale e in Champions. Avverrà in una cornice da “quasi” esaurito. I seggiolini del King Fahd International Stadium saranno gremiti da quasi 58mila spettatori (a causa di questioni logistiche i biglietti in vendita erano il 90% della capienza dello stadio) e i tifosi si faranno sentire, eccome. Steven Zhang sarà seduto in tribuna a tifare Inter, Gerry Cardinale seguirà il Mlan da New York. Dall’Italia arriveranno circa 500 sostenitori delle milanesi, per una gara che per Riad conta tantissimo, come confermato ieri da Hammad Albalawi, il General Manager of Strategic Planning and Investments del ministero dello Sport: «Siamo molto fieri di ospitare la Supercoppa italiana tra Milan e Inter. Per noi è un evento molto importante. Da poco qui si è trasferito Cristiano Ronaldo, abbiamo visto l’importanza per il Qatar di organizzare il Mondiale, vedremo lo sviluppo anche per le nostre Accademie nei prossimi anni. Inter e Milan sono famose in tutto il mondo, l’Arabia Saudita ha dimostrato di essere al livello per poter ospitare un evento di tale portata». LEGGI TUTTO

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    Milan-Inter, la Supercoppa per salvarsi

    TORINO – Due debolezze non fanno una forza. Se ne sono accorte Milan e Inter alla ripresa delle operazioni dopo la lunga sosta imposta dal Mondiale. Partenza convinta (rossoneri in casa Salernitana, nerazzurri nel big match con il Napoli), poi due risultati poco soddisfacenti, con un 2-2 subito in rimonta da Roma e Monza. Quindi la Coppa Italia: prima l’Inter a faticare più del previsto con il Parma, a seguire il Milan fuori agli ottavi, sconfitto al Meazza da un Torino in inferiorità numerica dopo poco più di un’ora. Un torneo che le squadre (big e non big) disprezzano, fino a quando non si rendono conto che l’Europa è un miraggio, il campionato è andato e serve un piano B. Come capitato proprio all’Inter la passata stagione, con la doppietta Coppa Italia-Supercoppa a lenire le ferite per lo scudetto mancato.Guarda la galleryInter beffata dal Monza: Allegri che gongola e Galliani scatenato, le reazioni social

    Un tifo a doppio taglio

    Oggi le due milanesi non vivono un momento felice in campionato, costrette stasera a tifare la Juventus perché rallenti la corsa del Napoli. Un tifo a doppio taglio, visto come sta viaggiando la squadra di Massimiliano Allegri, decisamente più in palla con le otto vittorie consecutive. Ma i bianconeri sono maggiormente vicini della capolista, oggi a +7 sul Milan e a +10 sull’Inter, rappresentano il male minore. Anche perché i rossoneri si sono tirati fuori dalla prima corsa stagionale, con l’eliminazione in Coppa Italia, e mercoledì 18 dovranno affrontare la seconda, nel derby di Supercoppa a Riad. Una nuova delusione appesantirebbe gambe e testa in campionato e Champions (andata degli ottavi contro il Tottenham il 14 febbraio), ultimi obiettivi aperti, rendendo inutile quanto sottolineato da mesi da Stefano Pioli e Paolo Maldini, che hanno ribadito come le vittorie siano necessarie per dare continuità ai progetti.

    Guarda la galleryLe pagelle di Milan-Torino: Milinkovic sembra Garella, Leao-Giroud flop

    Il vantaggio dell’Inter

    Stesso discorso per l’Inter, che almeno ha il vantaggio di essere ancora in corsa in Coppa Italia dopo l’affannosa vittoria sul Parma. In campionato il cammino è greve, mentre in Europa è sempre meglio non fidarsi del Porto (chiedere alla Juventus). Una nuova doppietta di Coppa darebbe un senso alla stagione e una vittoria in Supercoppa sarebbe benzina ulteriore per non mollare in Italia e per azzannare l’Europa. Molto, se non tutto, passa dunque dallo stadio dell’Università re Sa’ud a Riad, dove le due milanesi si incroceranno mercoledì per una finale nuovamente da esportazione dopo due edizioni in Italia causa pandemia. Il Milan ha scelto di raggiungere subito Milanello dopo il match di Coppa Italia. Non un ritiro punitivo, ma una decisione presa in precedenza, per stare insieme, analizzare immediatamente la gara, allenarsi, pranzare e poi salutarsi. Squadra libera fino a questa mattina, quindi mente concentrata sulla trasferta di domani alle 18 a Lecce. Dopo la partita il rossoneri voleranno alla volta di Riad, decollando da Brindisi. L’Inter giocherà sempre domani, alle 20.45 in casa con il Verona (attesi 70.000 spettatori). Ritrovo domenica mattina, seduta di scarico e partenza da Malpensa alle 15. Una trasferta diventata chiave di volta per entrambe. LEGGI TUTTO

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    Supercoppa: la Juve, la Roma e lo zampino di Mou

    INVIATO A PARMA – Servono i calci di rigore per incoronare la Roma, che si aggiudica la prima, storica Supercoppa femminile Fs della sua storia (5-4 dopo i rigori). La Juventus deve inchinarsi dopo aver rimontato: giallorosse in vantaggio nel primo tempo con Valentina Giacinti, la risposta bianconera arriva nella ripresa con Lisa Boattin direttamente su calcio di punizione. La sfida va ai supplementari e poi ai rigori: Ceasar ne para due, uno di Girelli (che non riesce a conquistare la Supercoppa numero 11 della sua straordinaria carriera) e l’ultimo, quello decisivo sbagliato da Cantore. Festeggia la Roma che si “vendica” della sconfitta in Coppa Italia di maggio, per la Juventus è la seconda Supercoppa persa dopo quella con la Fiorentina nel 2018.LA CRONACA DEL MATCH

    Lacrime e felicità, con Mourinho regista

    A fine partita le bianconere si stringono in cerchio, poi vanno a salutare i tifosi: lacrime per Girelli e Cernoia, palpabile la delusione di Sara Gama che, indisponibile, va a consolare le compagne. Dall’altra parte è festa grande per la Roma dell’ex bianconero Spugna. Il tecnico juventino Montemurro: «Posso solo fare i complimenti alle ragazze, hanno tenuto duro. Le finali a volte vanno così, è stata brava la Roma che ha tirato meglio i rigori, per noi è comunque una lezione che ci servirà». E la profezia di Mourinho ha avuto successo: «Quando c’è una coppa va portata a casa». Detto, fatto con ringraziamento immediato delle ragazze a José, il loro primo tifoso.

    Juventus, segnale forte: il gap è diminuito

    Per la Juventus quello di Parma è un segnale forte anche in chiave scudetto: già nelle passate stagioni la Roma si era avvicinata alle bianconere, grazie a un lavoro di rafforzamento dell’organico e del settore giovanile. Ora il gap sembra essersi ulteriormente ridotto e il duello tra le due squadre sembra destinato a diventare una classica del calcio femminile italiano.

    Guarda la galleryJuventus-Roma, le immagini della finale di Supercoppa femminileIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Juve-Inter a Doveri. E i tifosi bianconeri mugugnano: scopriamo perché

    TORINO – Premesso che non serve sforzarsi più di tanto, trattandosi di un evento accaduto il 12 gennaio di quest’anno, chi ha buona memoria non dimentica. E quando a metà settimana il nome dell’arbitro Daniele Doveri è stato abbinato a Juventus-Inter, beh, più di un tifoso bianconero si sarà fatto un’amara risatina oppure avrà sbuffato. Già, perché quasi undici mesi fa a San Siro ci si giocava la Supercoppa tra i nerazzurri allora campioni d’Italia e la Juve che, con Andrea Pirlo al timone, una Coppa Italia se l’era portata a casa. Ebbene, alla fine di quella partita gli sconfitti, dentro e fuori dal campo, non la presero benissimo.

    Quel precedente

    Il trofeo in mano ad Alexis Sanchez (autore del gol partita in coda al secondo tempo supplementare) e compagni fu diretta conseguenza di un 2-1 marchiato dalle reti di Weston McKennie, Lautaro Martinez su rigore e, appunto, il Niño Maravilla. Ma per Tuttosport la direzione di gara di Doveri non meritò più di un misero 5 in pagella. Il penalty assegnato all’Inter per fallo di Mattia De Sciglio su Edin Dzeko non scatenò le polemiche che sarebbero scaturite dagli altri episodi, tali da giustificare il voto di cui sopra. Quali? Detto che anche i tifosi nerazzurri se la presero in avvio con Doveri per un presunto rigore non fischiato dopo contatto Chiellini-Barella, gli juventini urlarono per una mancata sanzione a carico di Alessandro Bastoni, reo di aver rifilato una manata in faccia a McKennie: gesto involontario, ma danno chiaramente procurato. E rigore netto per gli ospiti, non assegnato né da Doveri né tantomeno su consiglio di un Var particolarmente silenzioso. Era il minuto 93, non esattamente un dettaglio, quella sera.

    La probabile formazione di Allegri per Juve-Inter

    Dubbi e domande

    Proteste a parte, l’Inter strappò la Supercoppa alla Juve soprattutto perché Alex Sandro al 121’ incappò in quelle giornate in cui il brasiliano gradisce fare regali all’avversario di turno (nel caso, si trattò di un controllo di palla nettamente sbagliato e che favorì la rete del 2-1 finale), ferma restando un’onesta prova da parte dei bianconeri a quell’epoca indietro di undici punti in classifica in campionato rispetto ai rivali. Ciò non toglie che Doveri più di un dubbio l’avesse lasciato, specialmente nei ricordi degli sconfitti. Ed ora? Quello di domenica per il fischietto della sezione di Roma sarà il primo derby d’Italia a casa della Juventus, perché per il resto aveva avuto il privilegio di dirigere altre due sfide dirette, sempre a San Siro e sempre in campionato: il 16 maggio 2015, 2-1 per i bianconeri, reti di Mauro Icardi, Claudio Marchisio su rigore (e ti pareva…) e Alvaro Morata nel finale; il 17 gennaio 2021, netto 2-0 nerazzurro sui bianconeri trafitti dall’ex Arturo Vidal e da Nicolò Barella in uno dei derby d’Italia più sbilanciati di questo secolo, per la soddisfazione dell’allora tecnico interista Antonio Conte. Allo Stadium la prossima “sentenza”, mentre sui social già circolano commenti di sostenitori juventini sicuri di come andrà. C’è chi ha scritto: «Sarà la 200ª direzione di Doveri: come la festeggerà?». Del resto, che derby d’Italia sarebbe senza almeno una polemica che duri il più a lungo possibile?

    Guarda la galleryJuve, in campo contro l’Inter con una maglia specialeSullo stesso argomentoJuve a Doveri: il pestone di Dzeko a De Sciglio trasformato in rigore per l’InterSerie AIscriviti al Fantacampionato Tuttosport League e vinci fantastici premi! LEGGI TUTTO

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    Supercoppa Germania show: orgoglio Lipsia, ma il Bayern vince 5-3

    LIPSIA (Germania) – Un Bayern “piglia tutto” passa 5-3 alla Red Bull Arena contro i padroni di casa del Lipsia e conquista la decima Supercoppa di Germania, la terza consecutiva dopo le vittorie sul Borussia Dortmund nel 2020 e nel 2021. Vittoria sofferta per la squadra di Negelsmann, che indirizza il match nel primo tempo, chiuso in vantaggio di tre reti, ma che nella ripresa rischia di rimettere tutto in gioco, prima di spuntarla nel finale. Subito in gol l’ex Liverpool Mané, il grande acquisto dei bavaresi per non far rimpiangere Lewandowski, volato a Barcellona.

    Supercoppa Germania, tabellino e statistiche di Lipsia-Bayern

    Il Bayern prima la chiude poi la riapre, ma alla fine doma il Lipsia

    Dopo neanche 10 minuti è Neuer a combinarne “una delle sue” in uscita, ma Nkunku non riesce ad approfittarne. Lo stesso attaccante del Lipsia si vedrà annullare per fuorigioco il possibile gol del pari, poco dopo la zampata di Musiala che aveva sbloccato il match. Sono questi gli unici due sussulti della squadra di Tedesco in un primo tempo, gestito con autorevolezza dal Bayern da dopo il raddoppio di Manè, mandato in porta da Gnabry. Il sigillo di Pavard prima dell’intervallo sembrava aver chiuso con largo anticipo la contesa, che ritrova pepe in una seconda metà di gara giocata con grande dignità dal Lipsia, che prima trova il meritato gol della bandiera con Halstenberg e poi reagisce al 4-2 di Gnabry, andando ancora in gol con Nkunku su rigore e con Olmo, che nel finale rianima gli spalti della Red Bull Arena per un’improbabile rimonta, prima del sigillo finale di Sanè, che regala il successo ai bavaresi. A lungo spettatore non pagante De Ligt, che comunque entra nel finale e colleziona il suo primo trofeo a poche settimane dall’addio alla Juve. LEGGI TUTTO