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    Torino-Juventus, derby senza scampo: anche con Sonego e Tortu

    TORINO – Tutto pronto o quasi per il derby dei brividi. Tra Torino e Juventus (tre sconfitte nelle ultime 4 partite per i granata, due ko di fila per i bianconeri) la stracittadina può essere l’occasione del rilancio ma anche la partita in cui finire dentro un tunnel ancora più buio. Juric e Allegri hanno cercato di spronare i propri giocatori e non si devono escludere colpi di fantasia nelle due formazioni.
    Sonego contro Tortu: chi vince?
    Il derby si potrebbe provare a vincere a tavolino anche se per come nasce, questa sfida si dovrà conquistare soprattutto con il cuore. Allo stadio Grande Torino alle 18 si potrebbe registrare l’esaurito visto che ci sono pochissimi tagliandi ancora in vendita. Il derby lo abbiamo fatto giocare da un tennista che più granata non si può e da un velocista col sangue bianconero. Lorenzo Sonego contro Filippo Tortu per un match di parole che vi invitiamo a leggere su Tuttosport. LEGGI TUTTO

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    Torino a forza tre contro il Napoli: ecco le possibili scelte di Juric

    TORINO – Archiviato lo spazio dedicato alle nazionali per i granata è tempo di ricompattarsi al Filadelfia per rientrare in clima campionato: la trasferta di sabato è complicata assai, al Maradona contro il Napoli che guida la classifica assieme all’Atalanta. Toro tecnicamente inferiore ma non intimorito, forte di 6 buone prestazioni e di una prova steccata, in casa contro il Sassuolo. Una partita, quest’ultima, nella quale i tentativi di Ivan Juric di trovare alternative per aumentare la produzione offensiva non sono andati a buon fine: contro il Napoli si torna alle certezze. A partire dalle corsie offensive dove agiranno Nikola Vlasic e Namanja Radonjic alle palle di Tonny Sanabria: una soluzione che non asseconda del tutto le caratteristiche tattiche del croato, ma la migliore di quelle possibili. Visto pure che Pellegri non è al meglio, e che come Samuele Ricci ancora non è certo della convocazione. Chi non ci sarà di sicuro è Mergim Vojvoda – in fascia si va verso la conferma di Wilfried Singo e Valentino Lazaro – chi invece rientra dopo essere stato assente da Monza in avanti è Alexei Miranchuk. Una dote importante, per un attacco che di recente ha anche pagato la mancanza di alternative. La famosa coperta corta che impone a centrocampo di proseguire con Sasa Lukic e Karol Linetty: Ricci spera nella panchina, Emirhan Ilkhan sta crescendo bene ma sempre in proporzione ai suoi 18 anni. In porta giusto dare fiducia a Vanja Milinkovic, protagonista con la Serbia a differenza di Etrit Berisha rimasto in panchina nell’Albania.
    Probabile formazioneTorino (3-4-2-1): Milinkovic; Schuurs, Buongiorno, Rodriguez; Singo, Lukic, Linetty, Lazaro; Vlasic, Radonjic; Sanabria. All. Juric

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    Il Toro più pericoloso: Sanabria e Vladonjic

    TORINO – Ricavare il meglio senza pensare a cosa sarebbe potuto essere, e pur nella speranza che qualcosa nel prossimo mercato venga mosso. Al futuro può prepararsi Vagnati, chiamato ad affondare su un Praet che vede bell’è che naufragata la sua seconda avventura al Leicester. Tanto poco ama la nuova destinazione, quel club inglese dove già era stato dopo aver lasciato la Samp, da lasciare intonsi i social. O meglio, di lasciare che a parlare di calcio continuino a essere le immagini con la maglia del Torino. Del belga che corre con indossp quella della società massimamente esaltata da Claudio Ranieri con il titolo d’Inghilterra (nel 2016) non c’è traccia. Un segno eloquente, visti i tempi che corrono e che molto dicono, quando a parlare o come in questo caso a tacere sono i social.Guarda la gallerySerie A, le squadre più giovani: Torino sul podio, Juve indietro
    Detto questo Juric poco può fare guardando in là, come a nulla gli servirebbe rimpiangere rivolgendo indietro lo sguardo: compito del tecnico è quello di sviluppare da una rosa che lo segue, e da uno spogliatoio che come nella passata stagione è sano, il gioco più funzionale a ottenere risultati positivi. Senza perdere di vista i valori: che dicono ad esempio che tra i granata e il Napoli c’è una differenza in favore degli azzurri. Non incolmabile, dal Torino nella sua versione migliore. Con i migliori giocatori piazzati nelle corrette posizioni. Comprensibile che per ovviare alla stitichezza offensiva al tecnico sia venuto in mente di stravolgere il quadro – Vlasic al centro poco dietro a Seck e Radonjic – bene pure che anche grazie a due settimane di lavoro con i benefici connessi, almeno per chi è rimasto, i granata possano ripartire da consolidate certezze. Ad esempio al Fila ha sudato Sanabria, che ritrovata brillantezza potrà aumentare l’incidenza sotto porta, o avere forza nelle gambe per difendere palla e duettare con i due esterni offensivi. Uno sarà Radonjic, in panchina nella sfida vinta dalla Serbia per 4-1 sulla Svezia e ieri sera subentrato allo juventino Kostic nel successo in Norvegia. L’altro Nikola Vlasic, fin qui tra i granata l’elemento che meglio è riuscito a operare una sintesi tra qualità nelle prestazioni e continuità delle medesime. Non c’è dubbio, in questo momento il trio migliore è questo: pochi dubbi in fascia, dove Seck non ha saputo incidere quanto i due compagni. Resta da vedere come si muoverà Karamoh, quando Juric lo riterrà pronto per il debutto, ma la sensazione è che davanti a sé l’ex di Inter e Parma abbia una lunga strada, prima di poter insidiare Vlasic e Radonjic, in una sintesi “Vladonjic”, questa entità di estro e ottima tecnica emersa dai Balcani. A loro il compito di mettere nelle migliori condizioni Sanabria (Pellegri è out per infortunio), di suo però chiamato a metterci su ogni palla che gli passerà a tiro la giusta cattiveria. Anche perché al Maradona il rischio è che di chance, di palle buone per la stoccata non ne arriveranno a profusione. Sanabria dovrà trasformare in oro quelle poche che gli capiteranno in area, nutrendosi anche di fiducia per tentare la conclusione da fuori: non è uno specialista, in tal senso, ma ha una buona battuta. Si ricordi il battesimo con il Torino: un gol a Crotone con una splendida stoccata dai 20 metri. Prodezza alla quale ne sono seguite altre 11. Cinquantuno le presenze: media bassa e lo si sapeva. Juric, però, spera sempre che «Sanabria impazzisca e vada in doppia cifra». Il tempo ci sarebbe.
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    Da Vlasic a Radonjic, un Torino mondiale in cerca di gol. Dilemma Seck

    TORINO – (e.e.) C’è un Toro mondiale che in Italia ha perso la via del gol. E allora ben vengano le Nazionali se restituiranno un po’ di verve ai granata. La Serbia punta su Vanja Milinkovic Savic, Sasa Lukic e Namanja Radonjic. E se  il portiere sta facendo il suo, ecco che l’aria di casa potrebbe ringalluzzire l’ex capitano e l’esterno. Nella Croazia c’è Nikola Vlasic che nel Torino si sta rilanciando, dopo la panchina al West Ham. Un valore aggiunto in cerca di conitnuità.Guarda la galleryTorino-Sassuolo, le pagelle granata: Schuurs dominatore, Buongiorno flop
    FORZA DEMBA E cerca un posto per il Qatar anche Demba Seck: incredibile ma vero, il Senegal lo vuole testare. Il ct Aliou Cissé lo ha chiamato in Francia per le due amichevoli programmate il 24 settembre contro la Bolivia e 27 contro l’Iran. L’attaccante-trequartista ha mostrato fin qui grandi doti di scattista, ma con la palla tra i piedi tanta approssimazione, per non dire dei tiri… Insomma, il materiale è grezzo e c’è da lavorare. Juric ci sta provando. La soluzione per ritrovare la via del gol passa anche da lui, ma se per davvero “impazzissero” Pellegri (ora va con l’Under 21 azzurra) e Sanabria sarebbe il top.
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    Toro, Vlasic e Radonjic: “Libertà!”

    TORINO – Che bello vederli giocare. Meglio ancora assieme, ancora meglio dall’inizio. Stiamo parlando della coppia che arriva dall’Est: Nikola Vlasic, 24 anni, croato di Spalato, e Nemanja Radonjic, 26 anni, serbo di Nis. Tutti e due genio e sregolatezza. Il primo ha già realizzato tre reti, il secondo una in campionato e una in Coppa Italia. E tutti e due hanno avuto tante occasioni-gol sprecate, che si sono costruiti grazie alla loro imprevedibilità. Trequartisti dalla grande tecnica, con un gran tocco di palla e con giocate assolutamente ubriacanti: scatti, dribbling, puntate a rete che stordiscono gli avversari. Quando hanno il pallone tra i piedi non sai mai quale sarà la loro prossima giocata. E Ivan Juric, dalla cintola in su, li lascia liberi da compiti specifici. Liberi di fare quello che vogliono e che in quel momento si sentono di fare. Partiamo dal serbo, che stasera torna titolare dal primo minuto. “Gli do tanta libertà per esprimere il suo potenziale, voglio che faccia cose anche senza senso, perché può cambiare le sorti di un match in qualsiasi momento. Un po’ come fa Rafael Leao al Milan, azzardando l’accostamento. Capita che non lo vedi per un po’ di tempo, poi si accende e risolve la situazione, magari con un assist. E può succedere che sbagli una partita, per poi disputare quella dopo alla grande. Non gli mancano le qualità, giocatori del genere vanno lasciati liberi di muoversi per esprimere la loro fantasia”.

    Torino-Sassuolo, i pronostici sono tutti per Juric

    Torino, Juric: “Sassuolo fortissimo”

    La scelta di Juric di dare massima libertà al suo numero 49 ha finora pagato: in ogni partita giocata Radonjic si è reso protagonista di almeno uno spunto decisivo, un dribbling o una giocata capace di creare la superiorità numerica in avanti e una potenziale occasione da sfruttare sotto porta. L’unico limite finora emerso riguarda le difficoltà nel recuperare dopo le fatiche di una partita ed è su questo che Juric e il suo staff stanno lavorando, un po’ come facevano per Praet, perché per il Torino avere un Radonjic al top è davvero molto importante. “Radonjic è ancora tutto da scoprire sia come persona sia come giocatore, ma le sue qualità non si discutono. Adesso fisicamente sta bene, ha qualche problema nel recuperare la migliore condizione dopo la partita, ma questa settimana ha lavorato bene tutti i giorni assieme ai suoi compagni e per la partita non ci sono problemi”.

    Tanta libertà anche per Vlasic, naturalmente. “Lui rispetto al compagno è un po’ più ordinato. I due danno sempre la sensazione di poter fare delle giocate che vanno oltre a quelle che chiede l’allenatore”. Quindi stasera avranno il compito di portare il Toro alla vittoria. Sicuri di giocare, ovviamente. Per il resto, un paio di dubbi. Sugli esterni della difesa a tre e del centrocampo: in avanti a destra c’è il ballottaggio tra Singo e Lazaro, con il primo favorito. “Singo – prosegue il tecnico – ha avuto un problema fisico, ma nelle ultime due settimane si è allenato come piace a me. Lazaro ha fatto il suo, ma deve ancora trovare la forma migliore perché i giocatori che non sono abituati a scendere in campo con continuità fanno bene per un periodo e poi hanno un calo. Ed è tutto fisiologico”. In difesa dovrebbe rientrare dal primo minuto Schuurs favorito su Djidji, con Buongiorno centrale e il capitano Rodriguez a sinistra. Linetty e Lukic centrali, poi i due trequartisti di cui abbiamo parlato e Pellegri al posto di Sanabria.

    Insomma, il Toro sembra fatto. La squadra durante la settimana ha lavorato con grande intensità e Juric ha finalmente potuto guidare dal vivo i suoi ragazzi dopo aver sofferto da casa per via della polmonite ormai smaltita. E’ bello carico, il tecnico. E se i giocatori avranno la sua voglia, disputeranno una grande partita: su questo c’è da scommetterci.

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    Così il Torino blinda Vlasic: acquisto anticipato, scadenza nel 2027

    TORINO – Avete presente Brekalo? Ecco, appunto. Anche sul Manuale delle Giovani Marmotte hanno deciso di dedicargli una pagina: lesson one, cosa fare, cosa non fare.  «Siete gentilissimi a voler acquistarmi, davvero mi levo il cappello. Ma in tutta onestà io non ho mica tanta voglia di restare. A luglio chiederei di essere ceduto. E allora forse è meglio che non mi compriate, così sarò libero di tornare al Wolfsburg. Tanto lì non mi vogliono più. E dopo la buona annata che ho disputato, mi cercheranno in tanti. Dovrò solo scegliere tra chi giocherà in Champions e chi in Europa League. Il mio contratto scadrà già nel 2023. Per cui i tedeschi dovranno vendermi per forza a chi dico io, altrimenti tra un anno mi perderanno gratis». Da marzo in poi, Brekalo (che intanto stava già operando anche per cambiare agenti) iniziò effettivamente a parlare così. Cairo, Vagnati e Juric si sentirono fin traditi, man mano. Spendere 11 milioni per mettersi in casa un elemento del genere sarebbe stato un boomerang. E alla fine, a malincuore, il club granata si tirò indietro: a questo punto, tanti saluti e addio.  Per la cronaca: oggi il Torino è felicissimo di aver ingaggiato Radonjic e Vlasic, nel ruolo. Mentre Brekalo è tornato a essere un semipanchinaro del Wolfsburg. Con il contratto sempre in scadenza nel 2023. In Bundesliga sinora ha raccolto appena 4 presenze in 6 giornate, di cui 2 solo da titolare. E ovviamente non gioca in Europa (avevano chiuso al 12° posto in campionato, i tedeschi). Tant’è.  In ogni caso, sul Manuale delle Giovani Marmotte c’è scritto proprio così, a un certo punto: occhio, Toro, pensando a Vlasic. Imparata la lezione?
    La chiave per blindare Vlasic
    Fin a memoria, l’hanno imparata. Tanto è vero che già tra dicembre e gennaio il club granata darà il via a nuove trattative con gli agenti del ragazzo e con il West Ham per evitare di correre rischi simili. Se il rendimento di Vlasic dovesse continuare sulla falsariga attuale, non ci sarebbe dubbio sulla volontà del club di ingaggiarlo a titolo definitivo. La chiave non è tanto il prezzo (il diritto di riscatto balla intorno ai 15 milioni, da tradurre in un pagamento pluriennale rateizzato), quanto le tempistiche dell’acquisto. E la volontà dello stesso Nikola. Che già ad agosto, sull’onda del corteggiamento del Torino e di Juric in particolare, generoso nelle sue telefonate preventive al connazionale, fece tuono e fulmini per lasciare il West Ham e correre da Ivan in cerca di una resurrezione sportiva. In Inghilterra era così ai margini che, al confronto, Brekalo si trovava in Paradiso, nel Wolfsburg. Il diritto di riscatto di Vlasic scadrà, formalmente, a giugno. Ma non potrà essere la fine del campionato il momento per fare la punta alla matita: e prendere una decisione. Con la conclusione del mercato di gennaio, quando comunque il Torino proverà già a comprendere se il West Ham sarà disposto a cederlo a condizioni economiche migliori in caso di un riscatto immediato, anticipato (difficile, e comunque dipenderà anche dal rendimento del giocatore ai Mondiali), le prime decisioni dovranno già essere prese nell’ottica di chiudere la partita, d’intesa con Vlasic, già alla fine dell’inverno, al più tardi. Per evitare, per l’appunto, il rischio di nuovi casi Brekalo, a posteriori.  Nikola ha anche tutto un altro carattere, rispetto a Josip: faticheremmo davvero a immaginarci con lui un replay del pandemonio dello scorso maggio. Per approdare in granata, Vlasic ha anche accettato di ridursi l’ingaggio di 500 mila euro. A sua volta il Torino, per cominciare a proiettarsi meglio sull’opzione dell’acquisto e dare maggiori garanzie a Nikola, gli ha già fatto firmare un contratto sino al 2027 (dunque più lungo rispetto a quello in Inghilterra), che entrerebbe automaticamente in vigore in caso di riscatto. Nikola, quando trattava col Torino un mese e passa fa, aveva chiesto di non arrivare a marzo in bilico tra riscatto sì, riscatto no. Così da poter arrivare lanciato sul mercato estivo, casomai il Torino non fosse dell’idea di acquistarlo. In cambio, dati anche i buoni rapporti tra il club e gli agenti del ragazzo, Vlasic si è impegnato non solo a firmare quel contratto sino al ‘27, ma anche a chiudere anzitempo ogni finestra alternativa sul mercato, di fronte alla possibilità che il club gli ufficializzi già nei primi mesi del nuovo anno la ferma intenzione di acquistarlo. Sono rapporti umani, professionali e patti che si appoggiano su contratti già firmati, non castelli di carte. Per questo meritava svelare fin d’ora questi retroscena. In attesa, quanto ai destini del croato, di un primo pit stop tra il Torino e Nikola già a dicembre.  

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    Claudio Sala: “Un Toro vincente perché è ricco di poeti del gol”

    Il Toro ha già collezionato 10 punti in 5 partite: c’è da essere soddisfatti per quanto la squadra ha fatto vedere finora.

    «La classifica è sicuramente molto buona: il Toro ha iniziato bene, con prestazioni importanti e dando sempre la sensazione di essere sul pezzo. L’inizio è buono, ma meglio restare coi piedi per terra: ora arrivano avversari che sulla carta costringeranno i granata a compiere un salto di qualità importante, vedremo la risposta che darà il gruppo».

    Già a partire dalla gara contro l’Inter. La considera una sfida proibitiva?

    «Contro l’Inter sarà molto dura: il Toro affronta una squadra forte e arrabbiata, che anche contro il Bayern Monaco ha mostrato troppi difetti. Però parliamo di una rosa di campioni, con una panchina molto lunga: anche i subentrati possono spaccare la partita, mentre il Toro fa più fatica da questo punto di vista. Chi sta fuori non è all’altezza dei titolari».

    La domanda più frequente fra i tifosi è questa: il Toro quest’anno è più forte della scorsa stagione?

    «Sembra un Toro più forte della passata stagione, ma è presto per dirlo: col collettivo sta sopperendo alle partenze di tanti giocatori fondamentali e questo è sicuramente un buon segnale. Vediamo nel corso del tempo, forse paradossalmente il vantaggio è il fatto che Juric stia continuando ad investire tempo e fatica sui giocatori che aveva già lo scorso anno. Questo rappresenta un bel vantaggio, perché conosce bene il gruppo».

    Quali protagonisti finora l’hanno colpita?

    «Mi hanno colpito ovviamente Radonjic e Vlasic. Di più il primo: non lo conoscevo, ma ha avuto un impatto incredibile sul campionato italiano. Oggi con esterni d’attacco molto forti puoi fare grandi campionati: se hai chi salta l’uomo in rosa, esattamente come Radonjic, fai molta strada. E chissà che magari il Toro non possa lottare per l’Europa: non ci sono squadre imbattibili in Italia, nessuna gara è ingiocabile».

    Il Toro è partito benissimo, nonostante un’estate travagliata. Che idea si è fatto della lite Vagnati-Juric?

    «Mi sembra che le turbolenze estive siano state superate agevolmente, è una storia ormai alle spalle. Non avevo mai assistito ad una scenata del genere fra direttore sportivo e allenatore, perché dovrebbero vivere e pensare calcio in sinergia. Ma successe una cosa simile a Roma, nella stagione 1976-1977 in cui facemmo 50 punti: perdemmo solo contro i giallorossi, Radice sbottò perché Castellini non era uscito in occasione del gol che subì da Musiello. Così tutto il gruppo dovette intervenire per dividerli, fu una vera e propria rissa. Poi fortunatamente chiarirono, ma queste cose possono capitare: meglio se in privato, ovviamente».

    Fra i protagonisti della passata stagione, c’è un giocatore in particolare che secondo lei i tifosi rimpiangeranno?

    «L’uomo che manca di più è Belotti, anche più di Bremer. Il Toro dovrà ricercare le reti che mancano: mi immagino più facilmente una cooperativa del gol coi trequartisti anziché un’esplosione improvvisa di Sanabria e Pellegri, che però hanno l’enorme pregio di legare bene il gioco e di essere in grado di aprire spazi golosi per gli esterni».

    Al posto di Bremer c’è Schuurs. È un degno erede del brasiliano?

    «Schuurs mi ha impressionato, ma quando un giocatore arriva dall’Ajax è difficile nutrire tanti dubbi. Lui è giovane, forte e ha una grande personalità. Non mi stupisce che sia già diventato un idolo indiscusso per i tifosi: è un progetto di campione, se continuerà a seguire Juric avrà un grandissimo futuro».

    E sta crescendo anche Buongiorno.

    «Come prodotto del vivaio non può che inorgoglire i tifosi: ha tutte le carte in regole, tecniche e morali, per prendersi la fascia di capitano col tempo. Prima o poi succederà».

    Intanto la Primavera di Scurto è prima in classifica. Che effetto le fa?

    «Che bella sensazione! Anche la Primavera sta tornando ai livelli degni della storia del Toro, una squadra che a livello giovanile non può vivacchiare, anzi ha l’obbligo di puntare sempre al vertice. Lo dice la storia di questo club».

    Sulla riapertura del cortile del Filadelfia, tema che agita i tifosi, se la sente di fare un appello?

    «Spero che il Toro lo riapra al più presto e che la società riesca a completare questa struttura. Fino a quando non sarà allestito il museo lì l’opera non si potrà definire conclusa, ma sono sicuro che il presidente Cairo porterà l’operazione a termine». LEGGI TUTTO

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    Il Toro ha una freccia in più: torna Singo per colpire l'Inter

    TORINO – Il Toro ci crede, eccome se ci crede. I granata sono convinti di sbancare San Siro sabato sera e impreziosire ancora di più la loro classifica. Per questo motivo al Filadelfia si vivono giorni intensi, giorni di grande lavoro con il sorriso sulle labbra da parte di tutti. E arriva anche una buona notizia: Wilfried Singo è tornato in gruppo ed è disponibile per la sfida del Meazza. Il terzino, dunque, entra in concorrenza con Valentino Lazaro, che contro il Lecce è stato uno dei migliori in campo. Ivan Juric, che segue la squadra da casa e fornisce le istruzioni in diretta al vice Matteo Paro, ora ha due giocatori fortissimi sulla destra ed è proprio su questa zona del campo che i granata vogliono colpire. Tra i due è ballottaggio, ma di sicuro entrambi scenderanno in campo nel corso dei 90 minuti. La staffetta sarà concordata prima dell’inizio della partita. Contro l’Inter, chi scenderà in campo dall’inizio dovrà dare tutto senza risparmiarsi per poi venire sostituito quando sarà finita la benzina.
    Le altre scelteIl resto della squadra è praticamente fatto: Vanja Milinkovic-Savic in porta, poi Koffi Djidji, Perr Schuurs e Ricardo Rodriguez. E ancora: Singo (o Lazaro) sulla destra e Mergim Vojvoda sulla sinistra (l’alternativa è Ola Aina), Karol Linetty e Sasa Lukic centrali, Nikola Vlasic e Nemanja Radonjic trequartisti con Antonio Sanabria unica punta. E in panchina tanti giocatori-titolari che scalpitano per entrare: Alessandro Buongiorno, Emirhan Ilkhan e Pietro Pellegri, pronti a dare il cambio in qualsiasi momento. Oltre naturalmente ad Aina e a colui che non partirà dall’inizio tra Singo e Lazaro.
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