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    Napoli verso l'Ajax: il problema dei biglietti nasce da Amsterdam

    NAPOLI – Molti tifosi si sono lamentati per la modalità di ritiro biglietti per la sfida del 4 ottobre alla Johan Cruijff Arena contro l’Ajax. Da ieri era possibile prenotare un voucher compilando un modulo presente sul sito ufficiale del Napoli. L’unico modo per ritirare il biglietto (ma il modulo non garantisce la prenotazione del voucher) è recarsi ai botteghini del Maradona mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Nessuna possibilità di ottenere i biglietti in formato elettronico attraverso una semplice mail. Il Napoli ha specificato di aver fatto espressa richiesta all’Ajax per evitare la consegna fisica dei biglietti cartacei, con risposta negativa da parte del club olandese. Tanti disagi, dunque, per chi è all’estero o non potrà fisicamente per altri motivi recarsi allo stadio. L’unica soluzione, per loro, sarà la delega. Il prezzo del biglietto per la seconda trasferta europea sarà di 50 euro più commissioni. Sempre alle 12 di ieri è partita la prevendita per la sfida di campionato contro il Torino del 1 ottobre allo stadio Maradona: 35 euro le Curve, 45 i Distinti, 65 euro la Tribuna Nisida, 85 la Tribuna Posillipo. Già quasi in esaurimento le Curve. Sempre su Ticketone sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento per questa stagione entro il 1 ottobre. LEGGI TUTTO

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    Boulaye Dia illumina i granata: “Salernitana, sarò la tua luce”

    L’attaccante della nazionale senegalese a Sportweek: “Un titolo alla mia storia? Crederci sempre. Mister Nicola è un martello, ma in partita ogni tanto faccio di testa mia” Vacci piano perché è molto timido, quasi introverso, tiene a informare l’ufficio stampa prima dell’intervista. Cominciamo bene. L’impatto visivo sembra confermare la fondatezza dell’avvertimento: Boulaye Dia, 25 anni, francese di origini senegalesi, nuovo attaccante della Salernitana capace di mettere insieme ottimi voti, tre gol di fila e due assist nelle prime 5 giornate di campionato che ha giocato, si presenta vestito total black, maglietta aderente a fasciare i muscoli distribuiti su 180 centimetri di altezza. LEGGI TUTTO

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    Juve, bruciato oltre mezzo miliardo in 3 anni: ecco come sarà sistemato il bilancio

    Pagati a caro prezzo gli effetti del Covid in una fase espansiva per la società e gli errori negli investimenti: già dal 2021 i bianconeri hanno varato un nuovo corso, improntato ai risparmi Cinquecentocinquantaquattro milioni. Scritto così, tutto d’un fiato, fa impressione: è il deficit aggregato della Juventus nelle ultime tre stagioni, in un crescendo che è schizzato ai 254 milioni del 2021-22, come da progetto di bilancio approvato dal cda. Sono gli esercizi che, in misura diversa, sono stati impattati dall’emergenza pandemica. LEGGI TUTTO

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    L'Inter pensa già al futuro: ecco i due obiettivi (con sorpresa) per la fascia sinistra

    L’esterno mancino del Villarreal Pedraza piace per la prossima stagione. Contatto con la Salernitana per il neo-azzurro MazzocchiNon c’è vertice senza mercato. E non c’è mercato senza vertice. La legge antica quanto il calcio vale anche per il summit di giovedì ad Appiano, quello in cui l’Inter ha ritrovato un equilibrio, quanto fragile lo si capirà in breve tempo. LEGGI TUTTO

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    La missione di Zhang negli Usa: chi vuole acquistare l'Inter sborsi almeno 1,3 miliardi di euro

    Dietro il blitz di Steven Zhang alla Pinetina, non c’era soltanto lo scopo di rassicurare e rasserenare Inzaghi dopo le tre sconfitte incassate nelle prime sette giornate di campionato, cui aggiungere il ko interno contro il Bayern all’esordio nel girone di Champions League. Di ritorno dal viaggio americano, il presidente ha fatto il punto della situazione societaria con Beppe Marotta e Alessandro Antonello, le due autentiche ancore di Suning nel mare mosso interista da quando il governo di Pechino ha imposto un giro di vite agli investimenti esteri dei grandi gruppi multinazionali della Repubblica Popolare.

    Entro il 2024 l’Inter deve restituire i 292,12 milioni di euro ricevuti in prestito dal fondo californiano Oaktree. Il sito calcioefinanza.it ha visionato i documenti legati al bilancio annuale di OCM Luxembourg Sunshine SARL, il veicolo lussemburghese tramite il quale Oaktree ha garantito il finanziamento alla famiglia Zhang. “Il finanziamento – ha scritto calcioefinanza.it – ha garantito 292,12 milioni con tasso di interesse al 12% a Grand Tower Sarl, una delle holding tramite cui Suning controlla l’Inter, nonché il veicolo dato in pegno nell’operazione: se la proprietà cinese non ripagasse il finanziamento, Oaktree prenderebbe in mano quindi Grand Tower, in una struttura dell’operazione simile a quella realizzata per il Milan tra Yonghong Li e il fondo Elliott per il Milan.Il tasso al 12% ha generato già interessi nel corso del 2021 pari a 21 milioni di euro da parte di Suning nei confronti di OCM Luxembourg Sunshine SARL, versati dalla holding del gruppo cinese (non ci sono debiti riferiti alla quota di interessi per il 2021)”.

    Contrariamente a Elliott, qualora subentrasse a Suning, il fondo Oaktree non manterrebbe la proprietà dell’Inter, ma la cederebbe al miglior offerente. Che, secondo la valutazione di Suning, non potrebbe formulare una proposta inferiore a 1 miliardo e 300 milioni di euro. Zhang negli Stati Uniti l’ha ribadito agli uomini di Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, che stanno vagliando le manifestazioni d’interesse formulate da fondi americani e gruppi arabi. Il primo obiettivo è individuare un partner di minoranza che contribuisca alla gestione del club, in attesa di capire se e quando lo stesso potrà passare di mano.

    Continua a tenere banco il tema di una possibile cessione dell’Inter, controllata da Suning della famiglia Zhang ormai da oltre sei anni (l’ingresso fu ufficiale nel giugno del 2016). Dopo aver incontrato i consulenti di Goldman Sachs, i piani del presidente Steven Zhang si sarebbero ulteriormente rafforzati. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nella testa del presidente nerazzurro c’è sempre la ricerca di un socio che alleggerisca l’impegno di Suning e aiuti a rientrare dal prestito di 275 milioni ricevuto dal fondo californiano Oaktree (che, ricordiamo, ha in pegno le quote della società, ma non è interessato a rilevarne il controllo). Senza scordare che, pur senza un “mandato”, l’Inter non può che essere aperta all’ipotesi di una cessione definitiva di fronte a cifre davvero di altissimo livello. Proposte che potrebbero eventualmente arrivare più dagli Stati Uniti d’America che dal mondo arabo, e comunque dovrebbero volare ben oltre il miliardo di euro. Insomma, cifre sulla scorta di quelle che hanno segnato la cessione del Milan, che nell’operazione di passaggio dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale (cessione della quota di maggioranza del club rossonero) è stato valutato 1,2 miliardi di euro.
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    Spezia, Kovalenko ko: lesione di primo grado

    LA SPEZIA – Tramite un comunicato apparso sul proprio sito web, lo Spezia ha annunciato che “gli esami diagnostici ai quali è stato sottoposto il calciatore Viktor Kovalenko, ritornato in anticipo dal ritiro della nazionale ucraina, hanno evidenziato una lesione di primo grado dell’adduttore lungo sinistro”. Il giocatore, a quanto si apprende dalla nota del club ligure, “ha già iniziato il percorso riabilitativo del caso”. LEGGI TUTTO

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    Crisi energetica: in campo alle 13?

    C’è un silenzio assordante attorno alla questione del risparmio energetico e del caro bollette, quello del calcio. Come al solito al mondo del pallone scivola tutto sopra, comprese certe voragini nei bilanci. Le aziende stanno per fare i turni a causa delle bollette monstre, i comuni pensano di spegnere i lampioni un’ora prima e di accenderli un’ora dopo. Anche i parroci, più o meno di campagna, corrono ai ripari, aumentando le candele e scaldando meno le chiese, ricorrendo alle stufe a legna. E le istituzioni calcistiche? Silenzio o quasi. Quanto costano le mille luci e l’impianto di riscaldamento di San Siro o dell’Olimpico una sera d’inverno? Non solo per i club, ma come energia che potrebbe essere dirottata altrove. Ovviamente quelli messi peggio, come sempre, sono i più poveri. I dilettanti, come certi bar e pizzerie, hanno denunciato la riduzione dell’attività che coinvolgerà soprattutto i ragazzini, le cui famiglie non sono più in grado di pagare le quote annuali. Il presidente della LegaPro, Francesco Ghirelli ha proposto l’abolizione dei posticipi serali e la disputa delle gare al mattino. Per ora siamo alle proposte. E la Lega dei (cosiddetti) grandi? Il presidente della serie A, Lorenzo Casini, aveva annunciato, a inizio settembre, che dalla quinta giornata (cioè dovremmo aver trascorso il terzo weekend con questa regola), sarebbero stati ridotti i tempi di accensione delle luci degli stadi, tetto massimo quattro ore. Inoltre, per le gare dalle 12.30 alle 18, è stato ridotto da 90 minuti a 60 minuti prima della partita il momento di piena accensione necessario per calibrare gli strumenti di supporto arbitrale (VAR e GLT). Meglio che niente. Come sono andate queste prime tre giornate con la nuova norma? Qualcuno ci può dire qualcosa? Perché pare che la faccenda al calcio non interessi, come se le bollette che devono essere pazzesche (se piangono le pizzerie, un club dovrebbe strapparsi i capelli) non lo toccasse. Come se non le pagassero. Chiedo venia, sono solo cattivi pensieri. Ora, ringraziando Casini e in attesa che ci illumini sui risultati della sua nuova regola, ecco due proposte, per lui e i suoi litigiosi presidenti. Una estrema (che preferisco), in stile Ghirelli: tutti in campo alle 13.30 di domenica. Mi rendo conto che forse è troppo estrema. E poi già conosco l’obiezione: ci sono le televisioni che hanno investito un botto nei diritti, che hanno bisogno della diversificazione degli orari (anche per evitare che nei “device” si presenti la tragica rotellina con la rivolta degli abbonati e l’intervento dei movimenti dei consumatori). L’obiezione potrebbe essere respinta così: cari, tutti stiamo facendo dei sacrifici, tutti siamo colpiti dai rincari energetici, lo vediamo a fine mese. Tutti fanno dei sacrifici e quindi li facciano pure i club e le televisioni. Meglio seconda, meno estrema e più percorribile. Per salvaguardare un minimo di spalmatura si può pensare a un paio di partire alle 12.30, un gruppo alle 14.30 e una alle 16.30. Sabato e domenica, magari con un anticipo il venerdì e un posticipo il lunedì (14.30). Anche i tifosi faranno un sacrificio. Meno elettricità, meno gas per riscaldare gli impianti. Sì, alle 20.45 in “prime time” è un’altra faccenda, ma qui torniamo al punto uno e cioè a quello che tutti dobbiamo mettere in campo per battere questo lungo inverno del nostro tormento. Calcio compreso. LEGGI TUTTO

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    La rivincita di Meret: così ha parato Navas, Kepa e Sirigu. Con vista sul rinnovo

    Il Napoli cercava un sostituto di Ospina, il preferito di Spalletti per caratteristiche tecniche. Alex ha avuto pazienza ed è stato bravo a sfruttare le chance da titolare: dopo la sosta firmerà un nuovo contratto da quasi due milioni l’anno Alex Meret ha battuto tutti i record, come se avesse parato quattro o cinque rigori di fila. Lo scorso giugno doveva firmare il rinnovo quinquennale con il Napoli, gli accordi erano totali e serviva soltanto una penna per celebrare l’evento. A fine luglio si era quasi pentito perché aveva intuito che il club stava cercando un portiere più esperto e autorevole dopo aver preso Sirigu. LEGGI TUTTO