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    Juve, prima maglia 2021-2022: dov’è Cristiano Ronaldo?

    TORINO – Clicchi sulla sezione del sito ufficiale della Juventus, riservata alla vendita online delle nuove maglie bianconere che caratterizzeranno la stagione 2021-22 e non puoi non accorgerti di una stonatura. Il dubbio è nato spontaneo nel popolo bianconero: dov’è Cristiano Ronaldo? E siccome sono trascorsi pochi giorni dall’ultima campagna dello sponsor Jeep, anche quella contrassegnata dall’assenza di CR7, gli indizi si abbinano, gli scenari si profilano e le domande s’accumulano: sono segnali del fatto che dopo tre stagioni il fuoriclasse portoghese cambierà aria? Tanto più che la scelta dei testimonial sembra essere tutto tranne che casuale: c’è Matthijs de Ligt, potenziale capitano del prossimo futuro; compare Rodrigo Bentancur, non esattamente il prototipo del calciatore inviso a Massimiliano Allegri; s’aggiunge Weston McKennie che, in assenza di novità clamorose dal mercato, sarebbe uno dei giovani che la cura di Max potrebbe contribuire a trasformare da buon talento a campioncino con la testa a posto. E non manca Cristiana Girelli, il super cannoniere degli ultimi due campionati delle Women che complessivamente da quattro anni dominano la scena. LEGGI TUTTO

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    Roberto Carlos: “Futuro CR7? È contento alla Juve. Allegri tecnico moderno”

    “L’addio di Conte all’Inter? Me lo aspettavo, anche Capello è andato via dopo aver vinto il titolo al Real, va bene lasciare da vincente”. Roberto Carlos, ex terzino nerazzurro, torna a parlare dell’Inter. Dall’addio dell’ex tecnico allo scudetto conquistato. “Pensavo che i nerazzurri potessero vincere il titolo – ha dichiarato a Tutti Convocati, su Radio 24 – Conte aveva una grande squadra con giocatori fortissimi come Lukaku e Lautaro Martinez”. Al posto di Conte è arrivato Simone Inzaghi. “Conosce bene il calcio italiano e ha una mentalità moderna, spero faccia una bella stagione in Italia e in Champions con l’Inter”.
    Roberto Carlos su Superlega, Cristiano Ronaldo e Allegri
    “La Superlega? La settimana scorsa a Oporto, in occasione della finale di Champions, ho parlato col presidente Uefa Ceferin. L’ho trovato tranquillo. Dobbiamo aspettare cosa accadrà nel prossimo mese. La cosa importante è mettere fine alle polemiche, per poi poter arrivare a un accordo. Io penso che entro un paio di settimane ci sarà una riunione per arrivare a una soluzione, a un accordo”. Sul futuro di Cristiano Ronaldo, ha aggiunto: “CR7 ha fatto tantissimo al Real, ma ora so che sta bene alla Juventus. È un grandissimo, il numero uno al mondo, insieme a Messi, Neymar, Mbappé. Aspettiamo e vediamo. Credo che Cristiano sia arrivato a un momento in cui è lui che deve scegliere cosa fare. So che è contento alla Juventus, ma è lui che deve decidere”. Riguardo Max Allegri che ha sfiorato la panchina Real, Roberto Carlos ha commentato: “È un grandissimo allenatore, un tecnico moderno. Molto bravo come psicologo, oltre che come allenatore. Secondo me è tra i primi cinque-sei allenatori al mondo”.
    Roberto Carlos su Ancelotti: “Quando il Real chiama, devi dire di si”
    Roberto Carlos sogna una finale Champions con le sue due ex squadre protagoniste: “Spero che Inter e Real Madrid arrivino fino in fondo”. A proposito di Real, a Madrid è tornato Ancelotti: “Conosce bene squadra e società. Quando il Real chiama devi dire sì, è felice di essere tornato, siamo qui per aiutarlo. CR7? Ha fatto tanto per il Real, tra i numeri 1 al mondo, lui è contento alla Juve, deve scegliere lui cosa fare. Il Milan è una bella squadra, aspettava questo momento per rientrare tra le 4 italiane in Champions”. L’ultimo pensiero è sugli Europei che stanno per iniziare. “Mi aspetto alto livello, ho visto la Spagna che ha una squadra giovane, Mancini ha creato una bella squadra, la Francia ha Benzema. Sono le 3 più forti”. LEGGI TUTTO

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    “Ronaldo? Ecco cosa mi ha insegnato”: l'aneddoto di Bruno Fernandes

    Cristiano Ronaldo è una vera icona del Portogallo, dentro e fuori dal campo. Tra i molti che il campione della Juve ha ispirato c’è anche Bruno Fernandes, che ai tempi di Euro 2004 era soltanto un bambino ma ricorda tutto come fosse ieri. “Tutti sanno che Cristiano era il mio giocatore preferito da bambino – ha dichiarato ai canali ufficiali del Manchester United – Quando ha iniziato a muovere i primi passi in nazionale, era agli Europei nel nostro paese e io avevo nove anni. Tutti ricordiamo quell’anno perché abbiamo perso la finale in Portogallo e abbiamo visto piangere Ronaldo dopo la finale. Lui era un ragazzino che iniziava a brillare e da lì ho iniziato a seguirlo, non perché gioca nella mia posizione ma è stato il modo in cui ha lavorato ogni giorno, per la mentalità che aveva, la capacità che aveva da dare il 100% in ogni partita ad alto livello. Per me è stata come una motivazione, come se dovessi sempre fare meglio. Segnava ad ogni partita, ma cercava comunque di migliorarsi sempre”.Guarda la galleryRonaldo, colloquio con il ct e tiri: è il Portogallo di CR7

    Bruno Fernandes, il retroscena su Ronaldo

    Da allora, i due sono diventati compagni di Nazionale, oltre che ottimi amici. “La mia mentalità deriva un po’ dalla comprensione di che tipo di calciatore voglio essere. Vuoi essere quello che fa una buona stagione e poi ha tanti alti e bassi, oppure quello che vuole sempre rimanere al top? Certo, ci saranno brutte partite, succede a tutti. Anche Cristiano ha giocato pessime partite, garantito al 100%. Ma la cosa importante è riprendersi da una brutta prestazione, avere una mentalità che ti faccia dire ‘ok, l’ultima volta non ho giocato bene, oggi devo fare meglio’. La voglia di migliorarmi giorno dopo giorno è importante per me. Sto migliorando molto grazie a questo atteggiamento e la cosa mi motiva ancora di più”.

    Guarda la galleryCristiano Ronaldo dalla Juve al Portogallo: il suo allenamento

    Cristiano Ronaldo e l’Europeo con il Portogallo

    “Ci sono molte partite che mi hanno ispirato – ha aggiunto – La finale di Champions, degli Europei o dei Mondiali… è difficile sceglierne uno. Ma per me, in quanto portoghese, la finale degli Europei 2016 resta un’ispirazione. In quel momento non ero più un ragazzino ma potevo essere io stesso fonte di ispirazione per ogni giocatore portoghese, per esempio, perché non avevamo mai vinto nulla in Nazionale. Siamo arrivati a quel punto contro ogni possibilità di vincere quegli Europei: da portoghese, sono davvero orgoglioso di questo ed è una delle partite che ricordo di più”.

    Guarda la galleryMorata-Ronaldo, che abbraccio dopo Spagna-Portogallo LEGGI TUTTO

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    Cristiano Ronaldo-Juve, il rischio addio: il Manchester United ci proverà

    TORINO – Nessun trucco, nessun inganno, solamente l’orgoglio per i primati raggiunti e con il futuro sempre nel mirino. Il post social di Cristiano Ronaldo, che ha scombussolato la serata di lunedì, fa ancora discutere, ma è probabile che non convenga indugiare sulla corretta interpretazione delle sue parole. Tanto chiare appaiono a chi battezzava l’uscita del campione dalla Juventus e forse pure chi credeva nel fatto che CR7 avrebbe portato a compimento il contratto quadriennale firmato nell’estate 2018 si sta ricredendo. Già, la tentazione non è mai stata così forte e qui non c’entra il discorso legato all’analisi di una stagione ricca sì di due Coppe in più, ma senza neppure la soddisfazione dello scudetto (ché la Champions in bianconero resta una vera maledizione). Qui conta, piuttosto, la soddisfazione immensa del fuoriclasse che dal suo quartier generale di Lisbona detta la linea a chi si occupa di dargli voce attraverso Instagram e non solo. «Grazie a chi ha preso parte a questo viaggio»; «Non c’è niente come la sensazione di aver lasciato un segno in ogni paese in cui ho giocato, e aver dato gioia ai tifosi dei club che ho rappresentato»; «Questo è ciò per cui lavoro, quello che mi emoziona e che continuerò a inseguire fino all’ultimo giorno»: tracce di un addio, assai malcelato. LEGGI TUTTO