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    De Ligt torna nello stadio dell'Ajax e svela un retroscena sulla Juve

    Accolto da un boato del pubblico, stasera Matthijs de Ligt è sceso di nuovo in campo alla Johan Cruijff Arena. Il difensore olandese – arrivato giovanissimo nel vivaio dell’Ajax – è tornato in quella che è stata la sua casa per dieci anni per ricevere un premio: e ne ha approfittato per salutare i suoi ex tifosi, con un pensiero sempre alla Juventus. “È fantastico essere qui e salutare – ha detto – Sono due anni che gioco all’estero dopo dieci anni all’Ajax. Quando guardi indietro, ti rendi conto di quanto sia speciale”.

    Juve, la confessione di De Ligt sull’Ajax

    Prima della sfida tra Ajax e Go Ahead Eagles, de Ligt è sceso in campo per un ultimo “golden bye”, come l’ha definito l’Ajax citando il Golden Boy vinto dall’olandese nel 2018. “Che atmosfera nella partita contro il Borussia Dortmund – ha svelato – Ne sento parlare anche ai ragazzi della Juventus… Mi chiedono ‘Che cosa facevano lì?’. Che passione, quante emozioni. È impressionante e fantastico da vedere. Questo è un complimento per tutti i giocatori dell’Ajax”. LEGGI TUTTO

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    Juve, De Ligt esulta: “Abbiamo annullato Vlahovic, tutti insieme”

    TORINO – “Per vincere c’era bisogno di annullare un attaccante come Vlahovic e lo abbiamo fatto tutti insieme. Sono contento di questo. I tifosi? È importante il loro sostegno. Con loro c’è un altro stimolo, giochi meglio e con più attenzione. Questo ci aiuta molto”. Al termine della sfida vinta 1-0 grazie al gol dell’ex Cuadrado contro la Fiorentina, il difensore della Juventus Matthijs de Ligt è intervenuto in zona mista. Poi, ai microfoni di Dazn, aggiunge: “Mi piace giocare contro un attaccante come Vlahovic, forte e che segna tanto. Per me è una grande sfida. Ho avuto bisogno della squadra e l’abbiamo fatto bene. Noi quest’anno giochiamo più bassi per avere più solidità dietro, ma è indubbio che sia più difficile segnare. Dobbiamo trovare un equilibrio. Io sono cresciuto tatticamente e anche fisicamente. All’Ajax giochi meglio con la palla e alla Juventus un po’ meno, ma oggi i difensori mondiali devono avere qualità difensiva prima che offensiva. La fiducia? Non è facile dire che abbiamo trovato il modo giusto per vincere ma gli ultimi due risultati sono stati buoni e questa è l’unica cosa che conta dopo le sconfitte. Bisogna migliorare ancora”.Guarda la galleryMagia di Cuadrado al 91′: la Juve piega una Fiorentina in dieci LEGGI TUTTO

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    Juve, De Ligt e Arthur: idee in vista del Sassuolo

    TORINO – Tre partite in sette giorni o, se preferite, quattro in undici se arriviamo fino alla Fiorentina, che si presenterà all’Allianz Stadium il 6 novembre, ultima partita prima della sosta per dare (ancora una volta) spazio alle Nazionali. Si comincia mercoledì alle 18 in casa contro il Sassuolo, logico aspettarsi un ampio turnover da parte di Massimiliano Allegri. Prima di tutto, però, è necessario un passaggio dall’infermeria, innanzitutto per capire le condizioni di Federico Bernardeschi. Il centrocampista ha abbandonato quasi subito il big-match del Meazza contro l’Inter per colpa della spalla destra: il bianconero stava correndo in area al fianco di Matteo Darmian, quando ha accusato un forte dolore in fase di contrasto. Di qui il cambio ritardato con Rodrigo Bentancur, per una breve inferiorità numerica di cui i nerazzurri hanno appofittato subito per andare in gol con Edin Dzeko.

    Juve, verifiche in infermeria

    Oggi verranno valutate le condizioni di Bernardeschi, per capire se sarà disponibile contro gli emiliani. Un discorso che vale anche per Moise Kean, non convocato per Milano a causa di un affaticamento muscolare. Differente la situazione di Adrien Rabiot, anch’egli rimasto a casa. Il francese si è negativizzato solamente sabato dal Covid e non ha mai praticamente potuto allenarsi con la squadra: Allegri lo valuterà in questo breve lasso di tempo, per capire se potrà essere arruolabile dopodomani fino a riprendere il suo posto a centrocampo.

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    Juve, De Ligt: “Kulusevski? Il gol di testa gliel'ha insegnato Cristiano Ronaldo”

    Cristiano Ronaldo ha lasciato il segno. Lo sanno bene De Ligt e Kulusevski, che dal fuoriclasse portoghese hanno cercato di imparare quanto più possibile. L’esterno svedese – arrivato in bianconero nel 2020 – ha deciso la sfida contro lo Zenit, entrando dalla panchina e firmando il primo gol in Champions League. “Ho lavorato tanto con Dejan sui colpi di testa – ha rivelato l’ex capitano dell’Ajax nel post partita –  Ma ha anche imparato da Cristiano Ronaldo”. E anche nella serata di ieri, sull’asse San Pietroburgo-Manchester, i destini si sono incrociati: un gran colpo di testa del portoghese ha permesso allo United di ribaltare l’Atalanta e volare così al primo posto del Gruppo F.Guarda la galleryFinalmente Kulusevski! Festa Juve, battuto lo Zenit a San Pietroburgo LEGGI TUTTO

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    Zenit-Juve, la probabile formazione di Allegri: ritornano De Ligt e Morata

    TORINO – C’è anche Matthijs De Ligt nella Juventus di Champions League. Massimiliano Allegri ha recuperato il difensore olandese, assente contro la Roma per un fastidio muscolare. Così stasera toccherà all’ex Ajax fare coppia con Leonardo Bonucci nella sfida in casa dello Zenit (Chiellini va in panchina) che può avvicinare i bianconeri agli ottavi. E se a sinistra toccherà ad Alex Sandro, a destra sarà ballotaggio tra Danilo e Mattia De Sciglio, in gran forma come ha dimostrato nel big match contro i giallorossi.Guarda la galleryJuve, l’operazione Zenit è partita con il buonumore: Allegri è sereno LEGGI TUTTO

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    De Ligt, la Juve tira un sospiro di sollievo: nessuna lesione muscolare

    TORINO – Nessuna lesione muscolare per Matthijs de Ligt. Dopo le buone notizie arrivate ieri sera dall’Allianz Stadium con la vittoria contro la Roma per 1-0, quelle odierne sono giunte dal vicino J-Medical dove il difensore olandese in mattinata si è sottoposto a controlli strumentali: il giocatore, che si era fermato durante la rifinitura prima dell’ultima gara di campionato, non presenta lesioni all’adduttore sinistro.
    Champions, la Juve prepara la sfida allo Zenit
    Intanto, la squadra bianconera oggi ha iniziato l’avvicinamento alla gara della terza giornata del Gruppo H di Champions League con un allenamento pomeridiano. La squadra, che mercoledì sarà impegnata a San Pietroburgo contro lo Zenit con fischio d’inizio alle 21, si è divisa in due gruppi: scarico per chi aveva giocato ieri contro la Roma, e lavori specifici, combinazioni offensive e partitella per gli altri. Domani sarà già vigilia e la Juventus svolgerà l’ultimo allenamento torinese al mattino seguito, alle 13.45, dalla conferenza stampa del tecnico Massimiliano Allegri e di un giocatore. LEGGI TUTTO

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    Juve, De Ligt: “Allegri pensa solo a vincere. Eriksen il mio idolo”

    Matthijs De Ligt, tra i migliori difensori al mondo nonostante la carta d’identità dica 22 anni, ha rilasciato una lunga intervista a DAZN. Tanti i temi trattati dall’olandese della Juve. L’ex Ajax ha parlato di Massimiliano Allegri e a proposito del tecnico bianconero dice: “È un allenatore con grande esperienza che sa di calcio, che ha vinto tanto con Juventus e Milan. Sono contento che lui sia il mio allenatore adesso, questo è molto importante per migliorare. Tatticamente mi aiuta tantissimo, lui ha quest’idea di giocare per tutti i novanta minuti con la giusta mentalità, per vincere la partita. Non è importante se giochiamo un calcio bello o brutto, l’unica cosa che conta è vincere”.
    De Ligt su Bonucci, Chiellini e le critiche ricevute
    De Ligt in questi anni in bianconero ha avuto la possibilità di allenarsi e giocare con due grandi del ruolo, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci: “Ho parlato tantissimo con loro – ammette -, sono un riferimento molto grande per le vittorie che hanno ottenuto con la Juventus e l’Italia. Io ho tanta forza fisica e ho un buon feeling con la palla, ma mi hanno consigliato di stare concentrato e tranquillo per tutta la partita: questo lo sente anche la squadra, con la tranquillità tutte le squadre giocano meglio”. A chi lo critica risponde: “Secondo me nel calcio la critica è normale, io sono colui che critica di più la mia persona. È importante avere questa idea su cosa bisogna fare per migliorare, poi è normale che ognuno preferisca ricevere dei complimenti. La critica però è normale, tutti dobbiamo imparare e a volte può essere anche costruttiva”.
    De Ligt: ecco cosa avrei fatto se non fossi diventato calciatore
    Il difensore olandese ha poi svelato cosa avrebbe fatto se non fosse diventato un calciatore: “Se non avessi fatto il calciatore sarei diventato un pallavolista. Tutti sottolineavano, soprattutto il primo anno, i miei interventi con la mano. A dire la verità non lo so, ho sempre pensato di fare il calciatore, ho fatto tutto per diventarlo e sono contento di com’è andata. I miei genitori tennisti? Sì, ho giocato a tennis per sei-sette anni: mi piaceva ma non come il calcio, il mio amore. Mi è sempre piaciuto giocare con gli amici. Il tennis è uno sport troppo individuale, mi piace di più giocare con la squadra”. Nella famiglia di De Ligt c’è anche un ex calciatore: suo suocero ha militato nell’Ajax. “Con il padre della mia fidanzata parliamo tanto di calcio, lui ha giocato e sa come funziona questo mondo. E’ sempre bello parlare con lui che ha più esperienza di me nella vita e nel calcio, questo mi fa sentire più tranquillo. Poi naturalmente discutiamo anche di altre cose”.
    De Ligt senza veli
    Si passa poi alle fatidiche sette domande. A proposito dell’avversario che vorrebbe sfidare in carriera, De Ligt risponde: “Lewandowski è difficile perché lui ha tanta esperienza e non ha bisogno di giocare sempre bene con il senso del goal che si ritrova: questo è molto complicato per un difensore”. Poi rivela il suo idolo da bambino: “Era Christian Eriksen, perché lui ha giocato all’Ajax da centrocampista e io lo sono stato in passato. Partita migliore? Quella contro il Real Madrid. Lo stadio più bello? L’Amsterdam Arena”. L’olandese parla poi dello spogliatoio: “McKennie ci mette un sacco a rispondere su Whatsapp, mentre Cuadrado ascolta troppa musica colombiana, non mi piace”. Infine un consiglio ai turisti di Torino: “I posti più belli sono: Parco del Valentino o Piazza San Carlo”.

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