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    Superlega, l'addio ufficiale della Juve: «Non si può fare»

    TORINO – Un comunicato ufficiale della Juventus, diramato alle 13.30, sancisce in modo definitivo l’abbandono dell’idea Superlega. «Con riferimento al comunicato stampa diramato da Juventus Football Club S.p.A. in data 19 aprile 2021, relativo al progetto di creazione della Super League, e al successivo dibattito pubblico, l’Emittente precisa di essere al corrente della richiesta e delle intenzioni altrimenti manifestate di alcuni club di recedere da tale progetto, sebbene le necessarie procedure previste dall’accordo tra i club non siano state completate. In tale contesto, Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. Juventus rimane impegnata nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico». 

    Comunicato dal quale si evince anche che ci dovranno essere ancora dei passaggi burocratici per l’eventuale scioglimento della società fondata dai dodici, visto che i club fuoriusciti, per ora, lo hanno fatto solo a livello pubblico, senza completare la parte tecnica di rescissione degli accordi presi. LEGGI TUTTO

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    Superlega, Agnelli: “La SuperLeague non può andare avanti”

    «La SuperLeague non può andare avanti. Dobbiamo essere franchi e onesti, no. Evidentemente non è il caso, non proseguirà». Andrea Agnelli ha messo la parola fine al progetto Superlega, superando le parole delle ultime ore e il comunicato della stessa Superlega di questa notte, nel quale si lasciava aperta un’ipotesi di proseguire con il progetto.

    COSA SUCCEDE – E adesso? La parole, quasi contemporanee, di Ceferin fanno pensare a una pace («Adesso sono tornati in gruppo e so che hanno tanto da offrire, non solo alle nostre competizioni, ma all’intero calcio europeo. La cosa importante ora è andare avanti insieme e ricostruire l’unità di cui godeva prima questo sport»), ma sarà vera pace? Da parte dell’Uefa c’è chi cova vendette nei confronti dei club dei dodici e in particolare nei confronti di Agnelli, per il doppio ruolo avuto nella vicenda (da dirigente dell’Eca e dell’Uefa e nello stesso tempo da fondatore della Superlega). Ma c’è anche chi non è convinto della gestione Ceferin che vede l’attuale presidente dell’Uefa in una posizione più fragile, anche per una certa irritazione di Infantino. Ora però sarà il momento della grande unità, per far passare l’infiammazione del sistema, i problemi del calcio esistono ancora e ora più che mai è il momento di risolverli. LEGGI TUTTO